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 Saturday, February 04, 2012   Osservatorio Regionale Immigrazione | Area Legale | Giurisprudenza | Giurisprudenza Civile
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GIURISPRUDENZA CIVILE
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CIVILE

In questa sezione le principali pronunce dei Giudici di Pace, Tribunali e Cassazione in materia civile, suddivise in base alle principali tematiche trattate ed inordine cronologico, Per aprire e leggere l'intero documento basta cliccare sul titolo del provvedimento.



ASILO E RIFUGIATI

CITTADINANZA ITALIANA E APOLIDIA

  • Tribunale di Roma Sentenza del 23 dicembre 2011 - 10 gennaio 2012 n. 133: sussistono tutti i presupposti per l'accoglimento della domanda di riconoscimento dello status di apolide, per non essere la ricorrente riconosciuta da alcuno Stato (Stato di nascita ovvero con il quale ha intrattenuto rapporti rilevanti tali da dar vita ad un collegamento) come cittadina alla stregua della sua legislazione
  • Tribunale di Firenze, Ordinanza depositata il 9 agosto n. 2940/2011 R.G: l’assegno di maternità comunale va riconosciuto anche alle donne apolidi
  • Tribunale di Lecce sentenza del 5 Marzo 2010: va equiparata all'apolide una cittadina cubana che ha acquisito rispetto all'ordinamento di detto Paese la qualifica di emigrante e perciò perduto diritti e prestazioni essenziali, costituenti l’in se della cittadinanza cubana
  • Corte d'Appello di Firenze, sentenza del 17 novembre 2009, n. 1654: in materia di procedimenti per il riconoscimento dello status di apolide, in circostanze eccezionali l’onere della prova a carico del richiedente può essere attenuato ed è sufficiente un quadro indiziario della mancanza di un legame di cittadinanza
  • Corte di Appello di Salerno, Decreto del 20 agosto 2009, n. 32: il figlio minore, nato dal matrimonio tra cittadini stranieri, che in seguito a separazione giudiziale, viene affidato ad uno di essi, ha diritto ad ottenere la cittadinanza italiana anche nel caso in cui l’altro genitore, non affidatario, diventa cittadino italiano dopo la separazione. Per la Corte quello che è importante che si mantenga un rapporto tale da assicurare “la continuità di uno stabile rapporto familiare con il genitore divenuto cittadino italiano, il quale continua ad esercitare la sua potestà nelle forme di legge, così da poter assicurare l’effettiva sussistenza del vincolo morale e spirituale normalmente rinvenibile nel rapporto tra genitore e figlio”
  • Corte d'Appello di Firenze, sentenza dell'8 maggio 2009, n. 138: in materia di riconoscimento giudiziario dello status di apolidia, al pari degli altri procedimenti riguardanti lo stato delle persone, si deve adottare il rito camerale, in base al quale la competenza territoriale del giudice si radica nel luogo di domicilio o di residenza del soggetto che chiede l'accertamento dello status, e non in quello dell'Amministrazione convenuta.
  • Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l’uso dell’uno e dell’altro termine appare del tutto indifferente.
  • Corte di Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza del 25 febbraio 2009 n. 4466: riconosciuto il diritto al riconoscimento giudiziale della cittadinanza italiana ai discendenti delle donne, già cittadine italiane, che hanno perduto lo status civitatis per effetto di matrimonio con cittadino straniero anteriormente al 1 gennaio 1948. 
  • Corte di Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza del 9 dicembre 2008, n. 28873: va riconosciuto il diritto di domandare al giudice ordinario l'accertamento dello stato di apolide, cioè la ricognizione negativa della cittadinanza di qualsiasi Stato, sulla base dell'art. 17 del D.P.R. n. 572 del 1993
  • Corte di Cassazione - Sentenza 11 aprile – 22 novembre 2007 n. 24312: l'effetto preclusivo dell'acquisto della cittadinanza, previsto dall'art. 6 della legge n. 91 del 1992, dipende non tanto dalla mera  irrogazione della sanzione penale, quanto dall'accertamento della  responsabilità e dal giudizio di colpevolezza e pertanto non può derivare  dalla pronuncia della sentenza di applicazione su richiesta ma richiede  una vera e propria sentenza di condanna.
  • Corte di Cassazione - Sentenza del 19 febbraio 2004 n. 3331: sulle possibilità di riconoscimento della cittadinanza italiana "iure sanguinis"
  • Corte di Cassazione - sentenza del 30 marzo 1989 n. 1577: in materia di riconoscimento della cittadinanza italiana "iure sanguinis"

DISCRIMINAZIONE

ESPULSIONI

FAMIGLIA E MINORI

LAVORO

  • Corte di Cassazione Sentenza del 1° settembre 2011 n. 17966: il cittadino marocchino in possesso del permesso di soggiorno ma non della carta di soggiorno può ottenere le prestazioni di cui alla legge n. 118 del 1971
  • Tribunale di Milano ordinanza depositata il 13 luglio 2011: discriminatorio il comportamento del Ministero dell’Interno che impedisce agli stranieri esclusi illegittimamente dalla procedura di emersione per effetto dell’applicazione dell’art. 14 c. 5 ter d.lgs. n. 286/98 di poter chiedere la riapertura del procedimento, rendendo così impossibile la fruizione della parità di trattamento spettante ai lavoratori regolari.
  • Corte di Cassazione Sentenza del 21 Dicembre 2010 n. 25859: lo scambio di prestazioni di lavoro domestico, rese da una straniera estranea alla famiglia, contro vitto, alloggio e retribuzione pecuniaria sia pur modesta, dà luogo a rapporto di lavoro subordinato, ove non risultino tutti gli elementi del rapporto cosiddetto alla pari, richiesti dalla legge 18 maggio 1973, n. 304
  • Tribunale di Milano, sez. lavoro, ordinanza del 30 Luglio 2010 n. 5738/10: gli stranieri extracomunitari possono accedere agli impieghi nelle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale (ATER) in quanto quest’ultime sono enti pubblici economici ove i rapporti di impiego sono privatizzati
  • Tribunale di Biella, Ordinanza del 23 luglio 2010 n. 345: discriminatoria la decisione dell'Azienda Sanitaria, che aveva negato la partecipazione ad un concorso pubblico per collaboratori sanitari ad una candidata in quanto priva della cittadinanza italiana o di un altro Paese dell'Unione europea, in quanto in contrasto con il principio di parità di trattamento in materia di occupazione tra lavoratori migranti e lavoratori nazionali imposto dalla legge di ratifica della Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 143/1975
  • Tribunale di Ferrara (Sez. Lavoro) Ordinanza del 3 maggio 2010: Sanatoria colf-badanti 2009 - Obbligo di stipulare il contratto di soggiorno da parte del datore di lavoro
  • Corte di Cassazione, sentenza del 26 marzo 2010  n. 7380: l'obbligo contributivo è una conseguenza automatica dell'obbligo retribuitivo che sussiste anche quanto lo straniero impiegato è irregolarmente presente sul territorio nazionale. Questo in virtù della lettura congiunta dell'art. 2126 del c.c. unitamente all'art. 22 del d.lgs. n. 286/98. Il fatto che il datore di lavoro sia stato già sanzionato penalmente per l'impiego di manodopera irregolare con la somministrazione di un'ammenda è ininfluente
  • Tribunale di Brescia, sez. lavoro, Ordinanza del 25 settembre 2009: discriminatorio e, dunque, illegittimo il licenziamento operato nei confronti della badante straniera dal datore di lavoro non intenzionato a regolarizzarla in base all'art. 1 ter della legge n. 102/09. Il licenziamento va dunque annullato e la lavoratrice deve essere reintegrata nel posto di lavoro.
  • Ordinanza Tribunale di Genova, sez. lavoro, del 17 aprile 2009: assegno di invalidità con il permesso di soggiorno
  • Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
  • Corte di Cassazione Sentenza 7 maggio - 7 agosto 2008 n. 21365: é presumibile che chi dà una mano con le faccende di casa sia un lavoratore dipendente, e quindi gli vanno riconosciuti stipendio e contributi. Per dimostrare che lo fa gratuitamente, per motivi affettivi simili a quelli che legano dei familiari, ci vogliono “prove rigorose”.
  • Tribunale di Padova, sentenza del 19 ottobre 2007 n. 737: il rapporto di lavoro del lavoratore non comunitario "clandestino" o irregolare, vale a dire non munito del permesso di soggiorno, non comporta la soppressione dei diritti patrimoniali maturati in conseguenza dello svolgimento della prestazione lavorativa 
  • Corte di Cassazione Sentenza 4 Aprile - 9 ottobre 2007 n. 21067: su natura dei rapporti di lavoro con cittadini extracomunitari nel settore dello spettacolo
     

LAVORO IN PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

SOGGIORNO

  • Tribunale di Roma, Ordinanza del 18 novembre 2011: accolto il ricorso di un cittadino egiziano transessuale contro la decisione del Questore di Milano che gli negava, nonostante il positivo parere della competente Commissione territoriale, il permesso di soggiorno per motivi umanitari.
  • Corte di Cassazione Ordinanza dell'8 settembre 2011 n. 18480: "ai fini della conversione del permesso di soggiorno per ragioni di lavoro in permesso di soggiorno per motivi familiari, il requisito della regolare permanenza in Italia da almeno un anno non implica necessariamente io svolgimento continuativo dell'attività di lavoro nell'ambito di un unico rapporto a tempo indeterminato"
  • Corte di Cassazione Sentenza dell'11 gennaio 2011 n. 450:

    pari tutela ai familiari di vittime di incidenti stradali, siano essi italiani o immigrati che vivono nel luogo d'origine. I familiari di extracomunitari vittima di incidenti della strada nel nostro Paese devono, infatti, essere risarciti anche se vivono nel luogo d'origine.

  • Decreto del Giudice di Pace di Terni del 30 ottobre 2010 n. 50: Rinnovo del pds oltre i 60 gg dalla scadenza - Il solo ritardo del rinnovo non può giustificare il provvedimento di espulsione
  • Corte di Cassazione Sentenza del 29 ottobre 2010 n° 22230: la cessazione della convivenza temporanea per motivi economici non è motivo di espulsione per il cittadino straniero coniugato con cittadino italiano.
  • Tribunale di Gorizia, ordinanza del 1° ottobre 2010 n. 351/10 R.G.L.: l’assegno INPS per le famiglie numerose previsto dall'art. 65 della L. n. 448/1998 va erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti
  • Corte di Cassazione, sentenza sentenza 14 gennaio 2010, depositata il 10 marzo 2010, n. 5856: ai fini dell'autorizzazione temporanea all'ingresso o alla permanenza del familiare straniero di minore soggiornante in Italia ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.lgs. 286/98, le condizioni di gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore previste dalla norma siano da escludersi qualora se ne invochi la sussistenza meramente in relazione alle ordinarie necessità di accompagnare l'integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come invece la natura peculiare della misura richiede.
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 21185 del 2 ottobre 2009: legittimo il provvedimento espulsivo per mancata richiesta del permesso di soggiorno entro i termini prescritti e la sottoposizione ad un intervento chirurgico non rende di per sè giustificato il ritardo.
  • Corte di Appello di Venezia, decreto del 22 aprile 2009, R.G. n. 112/2009: un cittadino albanese coniuge di una cittadina rumena residente in Italia il diritto ha al rilascio della carta di soggiorno per famigliari di cittadini comunitari, anche se l’interessato ha fatto ingresso in Italia privo di visto di ingresso e non era legalmente soggiornante in Italia al momento della celebrazione del matrimonio.
  • Tribunale di Napoli  - sezione distaccata di Ischia - Ordinanza del 23 Luglio 2008: per l'iscrizione nel registro dell'Anagrafe del Comune da parte di cittadini comunitari basta la dichiarazione di avere risorse economiche sufficienti per loro stessi e per le loro famiglie per non diventare un onere a carico dell'assistenza sociale dello stato membro ospitante
  • Corte di Cassazione - Ordinanza del 29 gennaio - 4 luglio 2008, n. 18518: la spontanea presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di sessanta giorni dalla sua scadenza non consente l'espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale
  • Cassazione civile - sentenza 9 gennaio - 20 marzo 2007, n. 6590: il possesso del visto Schengen da parte dell'extracomunitario presente nel territorio italiano lascia presumere, salvo specifica prova del suo ingresso clandestino o con falsificazione dei documenti, che lo straniero abbia fatto legittimo ingresso nello Stato, rimanendo peraltro aperto l'ulteriore problema della mancanza di un titolo di soggiorno
  • Tribunale di milano - Sezione Lavoro, Ordinanza depositata il 26 maggio 2006: in merito al requisito della certificazione della idoneità dell'alloggio per la stipula del contratto di soggiorno per la assunzione per un lavoro successivo al primo ingresso del lavoratore straniero
  • Corte di Cassazione - Sentenza 3 febbraio 2006, n. 2417: la disponibilità di mezzi di sussistenza va riferita al momento in cui viene chiesto il rilascio del permesso di soggiorno ovvero il suo rinnovo.  
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