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RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI 2009: SONO 70.585 LE DOMANDE PRESENTATE PRESSO GLI SPORTELLI UNICI PER L'IMMIGRAZIONE DELLE PREFETTURE ITALIANE. AUMENTANO ANCHE I MATRIMONI MISTI

Nel 2009 sono state presentate complessivamente 70.585 domande di nullaosta al ricongiungimento familiare, di cui 24.995 domande sono state presentate da donne. Il dato complessivo evidenzia una diminuzione delle stesse nella misura del 9% rispetto all'anno 2008.
In analogia con gli anni precedenti, nel 2009 la maggioranza dei richiedenti è di sesso maschile (65%), ma si osserva una crescita significativa della percentuale di domande presentate da richiedenti di sesso femminile. Per quanto attiene alla ripartizione delle domande per regione, come già avvenuto nel 2007 e nel 2008, le regioni con maggiore numero di domande presentate sono state la Lombardia (18.152 domande, pari al 25,7% del totale nazionale), l’Emilia Romagna (9.110 domande, pari al 12,9% del totale nazionale) ed il Veneto (8.027 domande, pari al 11,4% del totale nazionale). Anche nel 2009, come per gli anni passati, la stragrande maggioranza delle domande (90,2%) è stata presentata nelle regioni del centro nord.
Le regioni con un tasso di presentazione di domande da parte di donne maggiore del 40% sono state la Campania, la Calabria, il Lazio, la Liguria e la Sardegna.
In Basilicata e in Friuli Venezia Giulia, di contro, il tasso di presentazione di domande da parte di donne minore del 30%. Come già osservato nel 2008, anche nel 2009 le province con il maggiore numero di domande sono state Milano (7.480 domande, pari al 10,6% del totale nazionale), Roma (4.855 domande, pari al 6,9% del totale nazionale) e Brescia (3.224 domande, pari al 4,6% del totale nazionale).
Il numero più consistente di domande risulta essere presentato da parte di etnie dell’area europea (il 31% delle domande) rappresentate da richiedenti provenienti dall’Albania, dalla Moldavia, dall’Ucraina, dalla Macedonia e dalla Serbia-Montenegro. Segue l’area africana (30%), rappresentata in particolare dal Marocco, dall’Egitto, dal Senegal, dalla Tunisia e dal Ghana. L’area asiatica è presente con il 29% delle domande, rappresentata in particolare dalla Cina Popolare, dalle Filippine, dallo Sri Lanka, dal Pakistan e dal Bangladesh. L’area americana costituisce l’10% delle domande presentate ed è rappresentata in particolare dal Perù e dall’Equador. L’Oceania è quantitativamente trascurabile.
Le nazionalità per le quali l’universo femminile è preponderante (cioè con valori maggiori al 50%) rispetto al totale delle domande presentate sono la Moldavia, le Filippine, l’Ucraina, il Perù, l’Equador, la Nigeria e la Repubblica Dominicana. Da un punto di vista quantitativo, inoltre, sono rappresentate in modo significativo il Marocco, la Cina Popolare e l’Albania.
(Fonte: Ministero dell’Interno)

Il matrimonio è sempre più una tappa fondamentale percorso di integrazione degli immigrati in Italia. A confermare andamento i dati della ricerca sui matrimoni misti celebrati in Italia, pubblicata dalla MoneyGram attraverso il primo Osservatorio in materia.
Sul totale di 250 mila matrimoni annui (dati Istat 2009 su rilevazioni 2007) le unioni miste si attestano a circa 35 mila, rappresentando il 14% dei matrimoni. Dal 1995 ad oggi le unioni miste sono triplicate con una crescita annua del 9,5%.
I dati dimostrano come le scelte degli italiani sono molto diversificate, in cui gli uomini scelgono prevalentemente donne provenienti dall’Unione Europea, con il 59% dei casi, oppure scelgono le loro spose dal sud americana. Molto basse le unioni con donne dell’Africa Settentrionale (8%) e asiatiche (6%). Diverse le preferenze delle donne italiane che sposano molto più spesso uomini provenienti dal continente africano (40,7%), oppure sud americani (17,4%). Rimangono basse, anche per le donne, le percentuali di unioni con asiatici (4,7%).
A livello complessivo i matrimoni misti più frequenti sono quelli in cui lo sposo è Italiano e la sposa straniera (circa 17 mila nell’anno), mentre i matrimoni misti in cui è la sposa che è Italiana sono solo 6 mila. Cresce di importanza anche il fenomeno dei matrimoni misti in cui entrambi i coniugi sono di nazionalità non italiana e diversa tra di loro, che ammontano a circa 11 mila.
La regione in cui il fenomeno dei matrimoni misti è più importante è l’ Emilia Romagna,i cui dati sono sopra la media nazionale, con il 15% dei casi. Nella speciale classifica seguono la Lombardia (13,5%) e con stessa incidenza la Liguria (13,1%) e la Valle d’Aosta (13,1%).
La Lombardia è la regione in cui in numero assoluto (oltre 35 mila) le unioni miste sono state le più numerose. Nel Lazio invece, nonostante sia una regione in cui l’immigrazione è un fenomeno accentuato, è solo al dodicesimo posto della classifica con un’incidenza del 10,8% sul totale dei matrimoni celebrati. In generale nelle regioni del sud Italia la percentuale è molto bassa con la punta minima registrata in Puglia con il 3,7%.
Se da un lato aumenta la percentuale dei matrimoni tra coppie miste, dall’altro il primato dei divorzi spetta però alle stesse unioni miste. Infatti la durata media di questi matrimoni è di solo 9 anni, a fronte dei 14 anni per i matrimoni in cui entrambi i coniugi sono italiani. Sul totale dei divorziati nell’anno in esame (oltre 5.400) il 72,5% è rappresentato da coppie in cui il marito è italiano e la sposa straniera.
(Fonte: stranieriinitalia.it)

(24 Agosto 2010)

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