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L'ITALIA APRE AI LAVORATORI BULGARI E ROMENI
L`Italia fa un balzo in avanti in materia di occupazione e integrazione europea, abolendo ogni restrizione per i lavoratori bulgari e romeni.
Finora aveva usufruito della proroga per il regime transitorio dell`accesso al mercato del lavoro dei cittadini romeni e bulgari, insieme ad altri dieci Paesi dell`Unione.
L`ingresso dí Romania e Bulgaria nell`Ue risale al 1° gennaio 2007, ma, come per le adesioni del 1° maggio 2004, anche per questi Paesi gli Stati membri potevano prevedere deroghe alla normative vigenti per l`accesso al lavoro subordinato dei cittadini europei.
Una rivoluzione, considerato che finora ciò poteva avvenire solo per la manodopera e le professionalità più richieste, quali: agricoltura, turistico-alberghiero, domestico e di assistenza alla persona, edile, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato, stagionale. In tutti gli altri settori, invece, per l`assunzione di un romeno o bulgaro si doveva chiedere l`autorizzazione allo Sportello Unico per l`immigrazione, utilizzando l`apposito modello.
Le limitazioni per i lavoratori dei Paesi entrati nel l`Ue nel 2007 potevano durare solo 5 anni, con possibile proroga di altri due in «casi eccezionali», come ricordato durante un incontro interministeriale, a metà dicembre, tra i ministeri dell`Interno, degli Esteri e del Lavoro.
L`Italia si aggiunge ad altri 16 Paesi, come Spagna, Grecia, Svezia e Danimarca, che non impongono restrizioni parziali o totali.
In questo modo si potranno stipulare i contratti di lavoro direttamente, come se si assumessero lavoratori italiani, per tutti gli ambiti professionali.
La svolta del governo, secondo fonti europee, si fonda «sulla consapevolezza dei buoni rapporti e dei buoni curriculum dei lavoratori bulgari e romeni, per cui non si è ritenuto più necessario rinnovare le deroghe».
(fonte: www.governo.it)
(10 gennaio 2012)
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