CITTADINANZA ITALIANA E APOLIDIA

  • Corte di Cassazione Sentenza del 17 gennaio 2017 n. 969: il diritto alla cittadinanza italiana acquisito con il matrimonio rimane anche se tra i due coniugi è successivamente intervenuta una separazione di fatto
  • Tribunale Civile di Roma Sentenza del 3 giugno 2016, n. 11279: dopo le modifiche introdotte dalla legge n. 94/2009, non è più consentito l'acquisto della cittadinanza allo straniero che sia rimasto vedovo del coniuge italiano dopo la presentazione della domanda: poiché, come detto, la morte comporta lo scioglimento del matrimonio, viene meno il requisito della costanza del matrimonio con il cittadino italiano al momento dell'adozione del decreto di conferimento della cittadinanza; dunque, in mancanza di tale requisito, che può venir meno in qualsiasi momento dopo l'inizio del procedimento, il decreto di conferimento non può essere adottato e perciò l'istanza per il conferimento della cittadinanza deve essere respinta
  • Tribunale Civile di Roma Sentenza del 29 marzo 2016  n. 6391: la pronuncia di estinzione del reato non è rilevante a far superare l'effetto preclusivo dei precedenti penali ai fini dell'acquisto della cittadinanza italiana, costituendo la riabilitazione l'unico rimedio previsto dalla legge, rimedio che non può essere considerato fungibile, ai detti fini, con altre cause di estinzione del reato dalle quali differisce secondo la giurisprudenza penale di legittimità per la peculiarità di presupporre – essa soltanto – l'accertamento di un completo ravvedimento del reo
  • Tribunale di Genova Sentenza del 19 febbraio 2015: "il rigetto della domanda è intervenuto esclusivamente sulla base della ritenuta insussistenza di convivenza tra la ricorrente ed il marito cittadino italiana. Tale motivazione deve ritenersi del tutto infondata. Sul punto, invero, il tenore letterale della legge è chiaro, precludendosi l'emanazione del decreto ministeriale di acquisto della cittadinanza allorché sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi. Nessun rilievo viene invece attribuito alla effettività della convivenza e alla pendenza o meno di un procedimento di separazione personale. L'interpretazione per la quale detta preclusione varrebbe anche nel caso di cessazione di fatto della convivenza, non è consentita, per il divieto di interpretazione oltre i casi in esse considerati, di norme eccezionali, quale quella richiamata che, ricorrendo ogni altro presupposto di legge, preclude l'acquisto della cittadinanza. (...) Tale interpretazione trova, d'altra parte, coerente riscontro, con la recente decisione della corte di cassazione, sez. 6 sentenza n. 12745 del 23.5.2013, secondo cui in tema di rinnovo di permesso di soggiorno per motivi di coesione familiare del coniuge del cittadino italiano, non è necessario il requisito della convivenza effettiva, anche alla luce del regime conseguente al recepimento della relativa direttiva europea 2004/38"
  • Tribunale di Torino Sentenza del 6 febbraio 2015 a causa R.G. 47792/2013: in tema di acquisto della cittadinanza italiana al 18° anno in un caso di iscrizione tardiva all'anagrafe di un cittadino straniero nato da una cittadina irregolarmente presente in Italiail Tribunale lo ha riconosciuto cittadino italiano, dichiarando che "la fonte primaria (art. 4, 2°. Co., L.n.91/92) richiede la residenza legale e che la residenza legale non coincide con la residenza anagrafica né con la regolare residenza in Italia dei genitori. Le fonti secondarie, ossia il D.P.R. n.572/93 (che, in quanto Regolamento di esecuzione ai sensi dell'art.25 della L.91/92, non può introdurre nuovi obblighi o restrizioni all'esercizio dei diritti previsti nella legge e nemmeno integrare la legge"
  • Corte di Cassazione Sentenza del 17 Luglio 2013 n. 17462: accolto il ricorso di un cittadino peruviano che aveva acquisito la cittadinanza italiana per naturalizzazione e si era visto cancellare dall'ufficiale dello stato civile del comune di residenza il cognome materno dal suo atto di nascita e quello dei suoi figli
  • Tribunale di Reggio Emilia Decreto del 29 agosto 2012: la variazione del doppio cognome della ricorrente apportata col decreto del Ministro dell'Interno di concessione della cittadinanza italiana risulta illegittima perché in contrasto con i principi costituzionali dell'ordinamento interno (e comunitario), i quali salvaguardano l'identità personale e, se correttamente interpretati, impongono che la variazione del cognome non possa avvenire per atto dell'Autorità
  • Tribunale di Padova Decreto dell'11 maggio - 27 luglio 2012 n. 120: ai sensi della legge sull'acquisto della cittadinanza italiana la condizione di convivenza prevista dall'art. 14 l. 91/1992 non può essere interpretata in senso rigido come condivisione permanente e senza interruzioni della residenza
  • Tribunale di Roma Sentenza del 23 dicembre 2011 - 10 gennaio 2012 n. 133: sussistono tutti i presupposti per l'accoglimento della domanda di riconoscimento dello status di apolide, per non essere la ricorrente riconosciuta da alcuno Stato (Stato di nascita ovvero con il quale ha intrattenuto rapporti rilevanti tali da dar vita ad un collegamento) come cittadina alla stregua della sua legislazione
  • Tribunale di Firenze, Ordinanza depositata il 9 agosto n. 2940/2011 R.G: l'assegno di maternità comunale va riconosciuto anche alle donne apolidi
  • Tribunale di Lecce sentenza del 5 Marzo 2010: va equiparata all'apolide una cittadina cubana che ha acquisito rispetto all'ordinamento di detto Paese la qualifica di emigrante e perciò perduto diritti e prestazioni essenziali, costituenti l'in se della cittadinanza cubana
  • Corte d'Appello di Firenze, sentenza del 17 novembre 2009, n. 1654: in materia di procedimenti per il riconoscimento dello status di apolide, in circostanze eccezionali l'onere della prova a carico del richiedente può essere attenuato ed è sufficiente un quadro indiziario della mancanza di un legame di cittadinanza
  • Corte di Appello di Salerno, Decreto del 20 agosto 2009, n. 32: il figlio minore, nato dal matrimonio tra cittadini stranieri, che in seguito a separazione giudiziale, viene affidato ad uno di essi, ha diritto ad ottenere la cittadinanza italiana anche nel caso in cui l'altro genitore, non affidatario, diventa cittadino italiano dopo la separazione. Per la Corte quello che è importante che si mantenga un rapporto tale da assicurare "la continuità di uno stabile rapporto familiare con il genitore divenuto cittadino italiano, il quale continua ad esercitare la sua potestà nelle forme di legge, così da poter assicurare l'effettiva sussistenza del vincolo morale e spirituale normalmente rinvenibile nel rapporto tra genitore e figlio"
  • Corte d'Appello di Firenze, sentenza dell'8 maggio 2009, n. 138: in materia di riconoscimento giudiziario dello status di apolidia, al pari degli altri procedimenti riguardanti lo stato delle persone, si deve adottare il rito camerale, in base al quale la competenza territoriale del giudice si radica nel luogo di domicilio o di residenza del soggetto che chiede l'accertamento dello status, e non in quello dell'Amministrazione convenuta.
  • Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l'uso dell'uno e dell'altro termine appare del tutto indifferente.
  • Corte di Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza del 25 febbraio 2009 n. 4466: riconosciuto il diritto al riconoscimento giudiziale della cittadinanza italiana ai discendenti delle donne, già cittadine italiane, che hanno perduto lo status civitatis per effetto di matrimonio con cittadino straniero anteriormente al 1 gennaio 1948.
  • Corte di Cassazione - Sezioni Unite - Sentenza del 9 dicembre 2008, n. 28873: va riconosciuto il diritto di domandare al giudice ordinario l'accertamento dello stato di apolide, cioè la ricognizione negativa della cittadinanza di qualsiasi Stato, sulla base dell'art. 17 del D.P.R. n. 572 del 1993
  • Corte di Cassazione - Sentenza 11 aprile – 22 novembre 2007 n. 24312: l'effetto preclusivo dell'acquisto della cittadinanza, previsto dall'art. 6 della legge n. 91 del 1992, dipende non tanto dalla mera  irrogazione della sanzione penale, quanto dall'accertamento della  responsabilità e dal giudizio di colpevolezza e pertanto non può derivare  dalla pronuncia della sentenza di applicazione su richiesta ma richiede  una vera e propria sentenza di condanna.
  • Corte di Cassazione - Sentenza del 19 febbraio 2004 n. 3331: sulle possibilità di riconoscimento della cittadinanza italiana "iure sanguinis"
  • Corte di Cassazione - sentenza del 30 marzo 1989 n. 1577: in materia di riconoscimento della cittadinanza italiana "iure sanguinis"