Carta di soggiorno/permesso CE per soggiornanti di lungo periodo

 

  • TAR Veneto Sentenza del 14 dicembre 2016 pubblicata il 20 dicembre 2016 n. 1414: la revoca della carta di soggiorno risulta motivata dalla sussistenza di una condanna per il reato di violenza che rientra tra le fattispecie di cui all'art. 380 c.p.p.. L'ipotesi criminosa suddetta è stata quindi individuata dal legislatore come ostativa al soggiorno in Italia, con la conseguenza che la sua significatività, ai fini della formulazione di un giudizio di pericolosità sociale, è stata espressamente indicata dal legislatore. Peraltro, nel provvedimento impugnato, l'episodio di reato contestato, ancorché risalente al 2006, risulta valutato per le concrete circostanze di fatto che lo caratterizzano, le quali, oltre a rivelare una particolare propensione alla violenza dell'autore del fatto, dimostrano oggettivamente che il cittadino straniero non ha condiviso il "sistema giuridico-sociale su cui si fonda il nostro Stato"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 23 novembre 2016 pubblicata il 5 dicembre 2016 n. 984: l'art. 9, comma 7, D.lgs. 286/1998 nel determinare i presupposti per la revoca del permesso per soggiornanti di lungo periodo fa riferimento al comma 4 che esclude di poter concedere tale status alle persone pericolose socialmente. Il giudizio di pericolosità sociale formulato dalla Questura è fondato sull'esistenza di precedenti penali e sull'attuale stato di detenzione per il grave reato di tentato omicidio e come tale non appare irragionevole o frutto di valutazioni aprioristiche. Il rigetto del ricorso gerarchico è conseguenza del fatto che il Prefetto ha condiviso le valutazioni del Questore circa la pericolosità
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 19 ottobre 2016 pubblicata il 22 novembre 2016 n. 949: la ricorrente ha visto respingere la propria istanza di permesso di soggiorno U.E. perché la Questura ne ha accertato l'assenza dall'Italia per un periodo complessivo di circa 40 mesi, nonché per un periodo di più di 30 mesi nell'ultimo quinquennio
  • TAR Lombardia Sentenza del 5 ottobre 2016 pubblicata il 14 novembre 2016 n. 1485: il provvedimento di revoca della carta di soggiorno n. ** – con contestuale rigetto dell'istanza di aggiornamento della medesima – è fondato sulla circostanza che in base ad un controllo sul passaporto della ricorrente è risultato che la stessa, negli ultimi tre anni, ha soggiornato sul territorio nazionale solo per brevi periodi e che, in particolare, è uscita dal territorio nazionale in data 21.1.2014 per farvi ritorno solo in data 15.8.2015; dal provvedimento impugnato emerge, altresì, che a seguito di comunicazione ex artt. 7, 8 e 10 bis della legge n. 241/1990, con la quale era chiesto all'interessata di motivare la prolungata assenza dal territorio nazionale, la stessa aveva depositato dichiarazione con cui affermava di essersi trattenuta fuori dall'Italia per seguire il marito disoccupato
  • TAR Toscana Sentenza del 5 ottobre 2016 pubblicata l'8 novembre 2016 n. 1612: non possono essere addebitati alla ricorrente i ritardi nella definizione dei ricorsi da parte del Tribunale dei minorenni, poiché diversamente opinando il riconoscimento dello status di soggiornante di lungo periodo verrebbe a dipendere da circostanze casuali come la celerità dell'una o dell'altra Amministrazione nel definire le pratiche, con violazione del principio di non discriminazione espresso al Considerando numero 5) della direttiva 2003/109/CE della quale l'articolo 9 del d.lgs. 286/1998 costituisce attuazione e, più in generale, sarebbero menomati i principi di imparzialità e ragionevolezza dell'azione amministrativa
  • TAR Veneto Sentenza del 20 ottobre 2016 pubblicata il 28 ottobre 2016 n. 1218: pur essendovi il provvrdimento del Tribunale di Sorveglianza, che ha disposto l'estinzione della pena detentiva e di ogni altro effetto penale della condanna, la revoca della carta di soggiorno non costituisce sanzione penale o effetto penale della condanna, ma rimane un provvedimento amministrativo del tutto autonomo dalla commissione di un reato o dalle vicende penali scaturenti dalla commissione di un fatto penalmente rilevante, essendo adottato a tutela dei primari valori dell'ordine pubblico e della sicurezza dello Stato a seguito di una valutazione ampiamente discrezionale demandata all'Autorità di Pubblica Sicurezza, purché fondata su elementi fattuali (come appunto avvenuto nel caso di specie)
  • Consiglio di Stato Sentenza del 30 agosto 2016 pubblicata il 26 ottobre 2016 n. 4492: in materia di rilascio di rilascio di titoli di soggiorno, si rivela fondamentale che l'Amministrazione ricerchi i parametri del giudizio di pericolosità sociale di un soggetto condannato per un reato ostativo, non tanto nelle caratteristiche del reato medesimo (già valutate dal legislatore penale, tra l'altro, con la fissazione della pena edittale), quanto nel giudizio prognostico ex ante circa la verosimile probabilità che la condotta illecita sia reiterata dallo stesso trasgressore con la conseguente diffusione di un ulteriore allarme sociale 
  • TAR Sicilia Sentenza del 6 ottobre 2016 pubblicata il 13 ottobre 2016 n. 2349: contrariamente a quanto prospettato in ricorso, il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, può essere revocato ogni qual volta non sussistono le condizioni per il rilascio (v. art. 9, c. 7, lett. c), d.lgs. n. 286/1998). Ai sensi del c. 1 del citato art. 9, detto permesso di soggiorno può essere rilasciato allo straniero che abbia la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e quindi sia in grado dimostrare la possibilità di soggiornare regolarmente in Italia, restando inserito nel tessuto sociale
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 5 ottobre 2016 pubblicata il 13 ottobre 2016 n. 863: è ben vero che la Questura non deve compiere particolari accertamenti volti al rintraccio dello straniero che richiede un un duplicato del del permesso di soggiorno UE avendolo smarrito., essendo suo onere comunicare l'indirizzo ove possa essere reperito, ma nel momento in cui si presenta in Questura si può sanare l'omissione ed era ben possibile revocare il rifiuto in autotutela e rilasciare la copia del titolo regolarmente rilasciato
  • Consiglio di Stato Sentenza del 6 ottobre 2016 pubblicata l'11 ottobre 2016 n. 4192: la giurisprudenza del Consiglio di Stato è ormai consolidata nell'affermare che l'odierna previsione dell' art. 9, comma 4, del D.Lgs. n. 286 del 1998, come sostituito dall' art. 1 del D.Lgs. n. 5 del 2007, in attuazione della normativa dell'Unione Europea, richiede che l'eventuale diniego di rilascio del "permesso per lungo soggiornanti (c.d. carta di soggiorno) sia sorretto da un giudizio di pericolosità sociale dello straniero, con una motivazione articolata non solo con riguardo alla circostanza dell'intervenuta condanna, ma su più elementi, ed in particolare con riguardo alla durata del soggiorno nel territorio nazionale e all'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, escludendo l'operatività di ogni automatismo in conseguenza di condanne penali riportate
  • TAR Toscana Sentenza del 22 settembre 2016 pubblicata il 4 ottobre 2016 n 1436: anche se il permesso di soggiorno per assistenza minore ha carattere necessariamente temporaneo e non è convertibile in un titolo più stabile, il soggiorno a tale titolo per un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno cinque anni) è comunque idoneo a costituire presupposto per richiedere un permesso per soggiornanti di lungo periodo (salva la verifica della sussistenza di tutti i requisiti richiesti e dell'assenza di elementi ostativi). Una diversa lettura delle norme risulterebbe irragionevole perché finirebbe con il negare ogni possibilità di stabilizzazione a soggetti regolarmente soggiornanti in Italia anche da dieci e più anni, che ben possono avere instaurato solidi legami negli ambienti lavorativo, sociale e familiare 
  • Consiglio di Stato Sentenza del 30 agosto 2016 pubblicata il 4 ottobre 2016 n. 4084: l'assenza di un idoneo, stabile ed effettivo alloggio, di cui l'appellante non ha offerto sufficiente e convincente prova, è un elemento che ben può e deve l'Amministrazione porre a fondamento della sua valutazione in ordine all'effettivo inserimento sociale del richiedente il permesso di soggiorno nel territorio nazionale, a maggior ragione laddove si tratti, come nel caso di specie, di quello per lungosoggiornanti
  • TAR Veneto Sentenza del 22 settembre 2016 pubblicata il 3 ottobre 2016 n. 1108: ai sensi dell'art. 9, comma 4, del d.lgs. 286 del 1998, il diniego e la revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo non possono essere adottati per il solo fatto che lo straniero abbia riportato sentenze penali di condanna (cd. automatismi ostativi o espulsivi), ma richiedono un giudizio di pericolosità sociale dello straniero e una motivazione articolata su più elementi, che tenga conto anche della durata del soggiorno nel territorio nazionale e all'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, escluso ogni automatismo tra provvedimento sfavorevole e condanne penali (cd. tutela rafforzata dei soggiornanti di lungo periodo)
  • TAR Marche Sentenza del 22 luglio pubblicata il 22 agosto 2016 n. 493: il Collegio osserva che un'applicazione strettamente letterale dell'art. 9 comma 7 lett. d) del D.Lgs. n. 286/2012 escluderebbe, effettivamente, qualsiasi margine di apprezzamento discrezionale delle eventuali ragioni che possano giustificare l'assenza dal territorio nazionale per un periodo superiore a 12 mesi
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 27 luglio pubblicata il 17 agosto 2016 n. 781: "tre dei reati indicati nel provvedimento impugnato riguardano applicazioni di pena su richiesta relative ad episodi di liti di vicinato avvenuti tra il 2008 ed il 2009, mentre l'omicidio colposo avvenne nel 2003 ed è stato punito con la pena minima sia per il fatto che il ricorrente aveva chiamato i soccorsi ed aveva fornito una ricostruzione del fatto che era stata confermata dai rilievi tecnici, sia per il concorso di colpa del danneggiato. In conclusione nessuno dei reati posti a fondamento della revoca del permesso di lungosoggiornante è indice di una pericolosità sociale che giustifichi un provvedimento siffatto nei confronti di una persona di 57 anni che ha trascorso quasi metà della sua vita in Italia, lavorando costantemente e formandosi una famiglia al cui mantenimento provvede"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 luglio pubblicata il 25 luglio 2016 n. 739: il ricorrente non ha subito alcuna condanna ma è stato denunciato dalla moglie per reati maturati in un momento difficile della convivenza familiare peraltro caratterizzato anche dall'insorgere di gravi patologie nel **; successivamente la moglie, cittadina italiana, ha rimesso la querela presentata due anni prima a carico del marito. Tale situazione di fatto non consente di ritenere integrati i presupposti per la revoca della carta di soggiorno, tenuto conto oltretutto che si tratta di cittadino incensurato e quindi non rientrante in alcun modo tra le categorie indicate dalle norme in materia di misure di prevenzione
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 15 - 27 giugno 2016 n. 625: l'odierno ricorrente ha commesso un reato (delitto) specifico previsto espressamente dal D. Lgs. n. 286 del 1998 e s.m. e i. (c.d. T.U. sull'immigrazione) con comminatoria della pena della reclusione da uno a sei anni, avendo il medesimo "…inoltrato un'istanza corredata da documentazione falsa (certificato di conoscenza della lingua italiana e dichiarazione di idoneità alloggiativa)…" al fine di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno a tempo indeterminato. Ai sensi di quanto rispettivamente dispongono l'art. 9, comma 4 e l'art. 5, comma 5 del D. Lgs. n. 286 del 1998, la condanna subita dal cittadino straniero in quanto riconosciuto responsabile di tali specifici reati in materia di immigrazione clandestina ed in quanto condannato per uno dei gravi reati di cui all'art. 380 c.p.p., che per essi prevede la misura dell'arresto obbligatorio in caso di flagranza, costituisce elemento assolutamente ostativo al rilascio sia del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo sia del rinnovo dell'ordinario titolo di soggiorno
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 10 maggio - 1° giugno 2016 n. 559: "devono ritenersi sufficientemente motivati entrambi i provvedimenti con la mera constatazione dell'assenza stabile dei ricorrenti dall'Italia per un periodo (due anni e mezzo) molto più lungo di quello previsto dalla norma applicata per la revoca della carta di soggiorno, assenza dovuta non ad un fatto imprevisto ma alla volontà di emigrare in Marocco; né può imputarsi all'amministrazione alcun difetto di istruttoria in ordine ai suddetti motivi di salute i quali, anzi, in quanto espressione della legittima preferenza dei ricorrenti ad avvalersi delle cure mediche fornite in Marocco per una patologia psichica che non limita le capacità fisiche di movimento e, dunque, di fare rientro in Italia, dimostrano il venir meno dell'interesse degli stessi a risiedere in Italia"
  • TAR Piemonte Sentenza del 27 aprile - 26 maggio 2016 n. 733: lo straniero in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, pur se rilasciato per motivi di assistenza minore, ben può ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, beninteso se in possesso degli ulteriori requisiti prescritti dall'art. 9 del d.lgs. n. 286 del 1998
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 4 - 17 maggio 2016 n. 527: la condizione di lungo soggiornante non deriva automaticamente dalla permanenza in Italia da più di cinque anni, ma da una serie di altri requisiti che devono essere valutati. La concessione di tale status, quindi, non è meramente dichiarativa di una condizione personale già sussistente, ma ha natura costituiva
  • TAR Liguria Sentenza del 12 - 13 maggio 2016 n. 450: il ricorrente è sessantaseienne e risulta affetto da ipoacusia sinistra di grado notevole, circostanze suscettibili – in astratto – di limitare gravemente la capacità di apprendimento linguistico, e l'impugnato provvedimento di rigetto dell'istanza tesa ad ottenere il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, a motivo del mancato superamento del test di conoscenza della lingua italiana, non contiene alcuna valutazione sul punto
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 12 - 13 maggio 2016 n. 162: lo straniero che è già titolare di una carta di soggiorno può comprovare la sussistenza di gravi ragioni che gli hanno impedito il rientro in Italia oltre il termine massimo di assenza consentito dalla lett. d) del comma 7 dell'art. 9, d.lg. n. 286/1998, attenuando l'automatismo previsto nel caso di superamento del periodo massimo di lontananza dall'Italia normativamente stabilito
  • TAR Toscana Sentenza del 7 - 29 aprile 2016 n. 742: l'applicazione alla fattispecie (relativa ad un permesso di soggiorno CE di lungo periodo) della previsione dell'art. 4, 2° comma d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 risulta radicata su indubbie ragioni sistematiche, trattandosi di un previsione sanzionatoria sostanzialmente applicabile a tutte le procedure di rilascio di permessi di soggiorno, non essendovi una qualche ragione che possa portare ad assicurare al rilascio del permesso di soggiorno CE di lungo periodo un trattamento più favorevole, per quello che riguarda l'uso di certificazioni false
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 22 ottobre 2015 - 29 aprile 2016 n. 456: l'indagine da compiersi a cura dell'autorità competente circa il possesso di leciti e sufficienti mezzi di sostentamento, richiesti dalla normativa per l'ottenimento della carta di soggiorno da parte dell'interessato, attiene all'attività lavorativa (o comunque alla situazione di fatto concretante fonte lecita di reddito) collocata nel periodo temporale successivo al rilascio dell'ultimo permesso di soggiorno ed accertabile fino al momento del rinnovo
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 20 - 22 aprile 2016 n. 145: é ben vero che l'amministrazione può discrezionalmente valutare la pericolosità sociale dell'interessato richiedente il permesso di soggiorno mdi lungo periodo, ma deve farlo motivatamente con riferimento a elementi precisi e tale non si può considerare una mera indagine penale, tra l'altro per tentativo di furto e in relazione alla quale risulta sia stata richiesta l'archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Treviso
  • TAR Veneto Sentenza del 7 - 22 aprile 2016 n. 430: "sul punto è di tutta evidenza non solo il persistere dell'elemento ostativo relativo all'assenza dal territorio italiano per un periodo di oltre dodici mesi, circostanza sufficiente di per sé a determinare la revoca di un permesso di soggiorno di lungo periodo ai sensi di cui all'art. 9 comma 7 del D.Lgs. 286/98, ma come non possa considerato un "giustificato motivo" di assenza l'intervenuta condanna e prolungata detenzioone  per il possesso e lo spaccio di un considerevole quantitativo (circa 1.100 Kg) di sostanza stupefacenti, fattispecie  ostativa al rilascio del titolo di cui si tratta"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 23 marzo - 5 aprile 2016 n. 384: nel caso dei soggiornanti di lungo periodo la normativa impone una specifica valutazione della pericolosità sociale del cittadino straniero, da effettuare caso per caso, tenendo conto non soltanto del titolo di reato per il quale lo straniero è stato condannato, ma anche di tutti quegli elementi fattuali (ad es., il numero delle condanne, la risalenza nel tempo del reato, la condotta tenuta dallo straniero dopo la condanna, la sua condizione familiare, l'esistenza di un'attività lavorativa in corso, l'inserimento sociale, la durata del soggiorno con conseguente radicamento nel territorio nazionale, e così via) che consentano di addivenire ad un giudizio di pericolosità sociale ponderato, dopo avere vagliato l'effettiva situazione del cittadino straniero oggetto di esame; in particolare, non si sottrae ad un simile onere motivazionale il caso in cui il precedente penale riguardi lo spaccio di stupefacenti. Nella fattispecie, al contrario, la Questura si è limitata a richiamare l'esito del processo penale e la tipologia di reato ascritta al ricorrente (asseritamente grave anche per collegarsi alla condotta illecita di altri tre connazionali e per lasciar ciò di conseguenza presupporre il coinvolgimento in una associazione per delinquere), sulla base di conclusioni che implicano un vero e proprio automatismo – dichiaratamente desunto dal combinato disposto dell'art. 4, comma 3, e dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286 del 1998 oltre che dall'art. 96, par. 2, della Convenzione di Schengen –, che non può in realtà operare in tali casi, anche quando si tratti di revoca e non di rilascio del titolo 
  • TAR Lombardia Sentenza del 9 - 22 marzo 2016 n. 425: il provvedimento negativo oggetto del ricorso, sarebbe, dunque, viziato per violazione e falsa applicazione degli artt. 1 e 2 del d. lgs. 3/2007, 4, 5 e 9 del d. lgs. 286/98 e 3 della legge 241/90. Il d. lgs. 3/2007, nel recepire la direttiva comunitaria 2003/109/CE, avrebbe escluso, secondo quanto sostenuto nel ricorso, ogni automatismo tra condanna penale e rigetto del titolo richiesto. In effetti la manifestazione di volontà dell'Amministrazione non può essere correttamente espressa mediante il semplice e generico riferimento (attraverso l'apposizione di una crocetta su di una casella) al ricorrere di una delle ragioni che possono precludere il rilascio del titolo di soggiorno. Ciò, in particolare, laddove, come nel caso di specie, il rigetto dell'istanza presupponga, così come richiesto dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale, e prima ancora della CEDU, nonché, da ultimo, anche di questo Tribunale, una valutazione in concreto della pericolosità dello straniero
  • TAR Toscana Sentenza del 2 - 15 marzo 2016 n. 447: la particolare gravità dei fatti compiuti, il cui accadimento non è negato, e gli elementi deducibili dalla denuncia sporta a suo carico dalla moglie, anch'essi non oggetto di contestazione, appaiono di per sé sintomo di pericolosità sociale; l'art. 9, comma 4, del TUI, non subordina detta valutazione all'esistenza di una pregressa condanna penale la quale può costituire uno degli elementi della stessa, ben potendo la pericolosità sociale del cittadino extracomunitario soggiornante di lungo periodo essere desunta anche da altri elementi oggettivi, come effettuato non irragionevolmente nel caso di specie dall'Amministrazione intimata
  • TAR Trentino Alto Adige Sentenza del 25 febbraio - 15 marzo 2016 n. 150: la considerazione dei legami familiari dello straniero sia sempre doverosa in caso di revoca della c.d. carta di soggiorno, ma che ciò non esclude che la ponderazione comparativa debba necessariamente risolversi nel senso della prevalenza dei legami familiari. Difatti, le esigenze di convivenza familiare non possono tradursi in circostanze che giustificano la permanenza nel territorio nazionale del cittadino straniero socialmente pericoloso, poiché l'interesse comune al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblici è necessariamente, e ovviamente, preordinato. Il permesso di soggiorno UE costituisce, in tal senso, "una sorta di ‘premio' per i cittadini extracomunitari", i quali sono così esentati dall'onere di rinnovare periodicamente il titolo di soggiorno e acquistano uno status più stabile, che spesso sfocia nell'ottenimento della cittadinanza, per cui può mantenere tale titolo solo colui che, risiedente da anni, ha "tenuto un comportamento irreprensibile sia dal punto di vista dell'inserimento sociale e lavorativo, sia con riguardo all'osservanza delle leggi"
  • TAR Sicilia Sentenza del 26 febbraio - 10 marzo 2016 n. 669: il provvedimento di revoca del permesso di lungosoggiornante qui impugnato risulta motivato solo in ragione dell'adozione di una misura cautelare i cui effetti sono completamente venuti meno a seguito della revoca da parte del Tribunale del riesame (revoca in gran parte avvenuta prima dell'adozione del provvedimento di diniego); né il provvedimento reca alcuna motivazione in ordine al mancato inserimento sociale e lavorativo dello straniero
  • TAR Lombardia Sentenza del 24 febbraio - 8 marzo 2016 n. 327: nonostante la formula generica utilizzata, relativa all'asserito bilanciamento della situazione familiare, la Questura nel revocare il permesso di lungosoggiornante a causa della condanna riportata dallo straniero il 31 ottobre 2014 (due anni e due mesi di reclusione) per reati ex art. 73, comma 1, del DPR 309/90 non avrebbe considerato che il ricorrente è in Italia da molti anni, con tutta la sua famiglia di origine (padre, fratello, e zio, tutti e tre occupati, madre, cognata, nipote, tutti regolari sul territorio), ha conseguito il diploma di scuola media inferiore e, prima della notifica del decreto impugnato, è stato assunto come collaboratore familiare dal sig. **
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 10 - 24 febbraio 2016 n. 244: il ricorrente denuncia il fatto che per un soggiornante di lungo periodo la revoca non è conseguenza automatica della condanna per alcuni reati tra i quali anche quello da lui commesso ( art. 572 c.p. ) e nel merito non si è valutato il fatto che vi è stata una riconciliazione con il nucleo familiare che è stato vicino al ricorrente anche nei periodi trascorsi in carcere. Inoltre non si è tenuto conto dell'esigenza dell'unità familiare di un folto nucleo che può contare solo sulle risorse garantite dal ricorrente e che, in caso di espulsione, sarebbe costretto a far ritorno in Pakistan con ovvio sradicamento dei figli che ormai si erano inseriti nel contesto sociale di residenza
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 20 - 28 gennaio 2016 n. 31: seppure è indubbio che l'art. 9 del T.U. n. 286/1998 impone alle Questure di procedere a valutazioni caso per caso ai fini dell'adozione di provvedimenti di diniego/revoca del permesso di soggiorno CE (vietando quindi ogni automatismo rispetto ad intervenute condanne penali), è altrettanto vero che non si può pretendere che ogni procedimento si concluda sempre e comunque in senso favorevole al cittadino extracomunitario interessato, e questo nemmeno quando sono presenti uno o più elementi indicati nello stesso art. 9, comma 4, T.U. A voler diversamente opinare si avrebbe un automatismo al contrario, ossia sempre a sfavore dell'amministrazione, il che va contro ogni razionalità giuridica
  • TAR Calabria Sentenza del 18 novembre 2015 - 26 gennaio 2016 n. 79: il mero presupposto del rinvio a giudizio, ai fini dell'esercizio del potere di diniego o di revoca del permesso CE di soggiorno di lungo periodo nei confronti dello straniero, non può, tuttavia, reputarsi legittimo, alla luce del costante ed omogeneo orientamento del giudice amministrativo formatosi in materia
  • TAR Campania Sentenza del 18 novembre 2015 - 14 gennaio 2016 n. 174: Il ricorso proposto avverso il silenzio mantenuto dall'amministrazione va accolto sussistendo l'illegittimità del silenzio formatosi sull'istanza di rilascio del titolo di soggiorno CE slp formulata dal ricorrente e il conseguente obbligo dell'amministrazione di definire il relativo procedimento a mezzo di un provvedimento espresso. L'articolo 9, comma 2 del T.U sull'immigrazione, di cui al d. l.vo n. 286 del 1998, recita: " Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è a tempo indeterminato ed è rilasciato entro novanta giorni dalla richiesta". Ancora l'articolo 2 della legge 241/1990 impone alle amministrazioni di concludere il procedimento avviato a seguito di istanza mediante l'adozione di un provvedimento espresso
  • TAR Abruzzo Sentenza del 17 dicembre 2015 - 13 gennaio 2016 n. 6: il giudizio di pericolosità che ha fondato la revoca del permesso di lungosoggiornante è stato essenzialmente determinato dal fatto per il quale è intervenuta l'assoluzione con formula piena, dalla quale deriva invece l'inesistenza originaria del presupposto da cui è scaturita l'intera valutazione effettuata dall'Amministrazione. Gli altri episodi che l'atto evidenzia non sono autonomamente in grado di giustificare il provvedimento in quanto quest'ultimo, una volta espunto ogni riferimento alla vicenda per cui vi è stata assoluzione, viene a risultare carente di una valutazione limitata ad essi soltanto. D'altra parte, poiché si tratta di fatti risalenti ad un periodo non recente (2003-2006, oltre ad una segnalazione all'A.G. del 2010), risulterebbe parimenti evidente la carenza di una specifica motivazione in ordine all'attualità della pericolosità desunta esclusivamente dai medesimi
  • TAR Lombardia Sentenza del 12 - 16 gennaio 2016 n. 70: il reato di illecito commercio di stupefacenti, ai sensi dell'art. 4 l. stran., non è di per sé sempre ostativo alla permanenza in Italia dello straniero il quale, come il ricorrente, sia in formale possesso dello stato di lungosoggiornante, come risulta per tutte da C. cost. 16 maggio 2008 n°148. In tali casi, infatti, deve essere concretamente valutata la pericolosità sociale della persona, il che nel caso di specie non è stato fatto, pur in presenza di numerosi elementi rilevanti e pertinenti. Il ricorrente infatti risulta (vedi doc. ti da 5 a 10 ricorrente) essersi attivamente impegnato per emendarsi: ha ottenuto la semilibertà, allo scopo di dedicarsi ad una lecita e proficua attività di lavoro, che dura a tutt'oggi, e nella quale ha anche ricevuto l'elogio del proprio titolare
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 17 dicembre 2015 - 12 gennaio 2016 n. 25: "si è giunti alla situazione paradossale e sintomatica di una contraddittorietà come denunciato con il secondo motivo, di negare il permesso per soggiornanti di lungo periodo per mancata prova del requisito reddituale e poco dopo concedere un permesso di soggiorno per lavoro subordinato sulla base dei medesimi requisiti reddituali ritenuti sussistenti"
  • TAR Lombardia Sentenza del 16 dicembre 2015 - 5 gennaio 2016 n. 1: va dato atto della particolare condizione in cui versa la ricorrente: in primo luogo l'età, attestata al momento della proposizione della domanda a 68 anni; in secondo luogo, lo stato di salute, che come comprovato in atti dalla difesa istante, rivela la presenza di due patologie: acufene bilaterale e diabete mellito di II livello. Dette condizioni possono effettivamente costituire, per più aspetti, una delle ipotesi contemplate nel decreto ministeriale, più specificatamente quella di cui al punto 3, lettera b, dell'art.1, per esonerare lo straniero dal necessario superamento dell'esame di lingua onde conseguire la carta di soggiorno CE per lungo soggiornanti
  • TAR Veneto Sentenza del 16 novembre - 9 dicembre 2015 n. 1314: "va ricordato che la Corte Costituzionale, con l'ordinanza n. 58 del 17.3.2014, ha confermato quell'orientamento giurisprudenziale secondo cui l'art. 9 del D.Lgs. n. 286 del 1998 esige che "l'eventuale diniego di rilascio del "permesso per soggiornanti di lungo periodo" sia sorretto da un giudizio di pericolosità sociale dello straniero, con una motivazione articolata non solo con riguardo alla circostanza dell'intervenuta condanna, ma su più elementi, ed in particolare con riguardo alla durata del soggiorno nel territorio nazionale e all'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, escludendo l'operatività di ogni automatismo in conseguenza di condanne penali riportate""
  • TAR Toscana Sentenza del 19 novembre - 2 dicembre 2015 n. 1659: nell'elenco delle tipologie di permesso di soggiorno di cui all'art. 9 comma 3 D.Lgs. 286/98, qualificati come casi di limitazione dell'applicabilità del beneficio di cui al comma 1, non è previsto il permesso di soggiorno per lavoro – casi particolari ex art. 27 T.U.I. Ciò sembra conforme alla stessa ratio del citato art. 27 che è quella di escludere dalle quote flussi determinate categorie di lavoro in modo da agevolare determinati settori lavorativi ed industriali, come si evince anche dall'art. 40 del D.P.R. n. 394/1999 che non contempla alcuna esclusione per i lavoratori di cui all'art. 27 T.U.I. dall'accesso al beneficio di cui all'art. 9 comma 1, limitandosi ad esonerarli dai flussi di ingresso.
  • TAR Piemonte Sentenza del 15 ottobre - 20 novembre 2015 n. 1621: il requisito reddituale prescritto dalla legge per il rilascio del permesso CE non deve necessariamente derivare da una sola attività, ma può scaturire in parte da lavoro subordinato, in parte da lavoro autonomo, soprattutto in caso di avvio da parte del lavoratore, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro dipendente, di un'impresa autonoma
  • TAR Liguria Sentenza del 15 ottobre - 19 novembre 2015 n. 922: la Questura di Savona nel disporre la revoca del titolo di lungosoggiornante non ha dato adeguatamente conto della gravità del reato commesso dal ricorrente e della conseguente pericolosità sociale dello stesso, pericolosità sociale che non può, nel caso di specie, desumersi né dalla natura del reato (rissa semplice, art. 588 c.p.), né dalla entità della pena in concreto irrogata. Il provvedimento impugnato, peraltro, appare carente anche con riferimento alla valutazione dell'inserimento familiare, sociale e lavorativo del ricorrente, che risulta presente da quasi dieci anni sul territorio nazionale e con il coniuge che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare
  • TAR Lazio Sentenza del 21 luglio - 20 ottobre 2015 n. 12009: il procedimento per cui è causa riguarda un rinnovo di permesso di soggiorno per lavoro subordinato e non il differente procedimento, che può essere avviato su istanza di parte, relativo alla richiesta di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. La richiesta di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo comporta, infatti, la valutazione di ulteriori specifici requisiti, che denotano un particolare livello di integrazione nella comunità, quali il reddito, la conoscenza della lingua italiana.Inoltre, la valutazione di pericolosità di cui all'art 9 comma 4 del d.lgs. n. 286 del 1998 può comprendere anche la valutazione di ulteriori elementi e circostanze anche meno gravi delle condanne per reati considerati ostativi in base alla previsione dell'art. 4 comma 3. Ai sensi dell'articolo 9 comma 4, infatti, nel valutare la pericolosità si tiene conto anche dell'appartenenza dello straniero ad una delle categorie indicate nell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituito dall'articolo 2 della legge 3 agosto 1988, n. 327, o nell'articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall'articolo 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646, ovvero di eventuali condanne anche non definitive, per i reati previsti dall'articolo 380 del codice di procedura penale, nonché, limitatamente ai delitti non colposi, dall'articolo 381 del medesimo codice
  • TAR Veneto Sentenza del 5 - 16 settembre 2015 n. 987: costituisce orientamento consolidato (Cons. Stato Sez. III, 22-04-2015, n. 2032) quello in base al quale "in materia di immigrazione per i soggiornanti di lungo periodo l'aver riportato una condanna penale, in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, non può costituire ex se, titolo preclusivo automatico, dovendosi al contrario effettuare una concreta valutazione della pericolosità sociale dello straniero", e nel provvedimento ora impugnato non è presente alcuna valutazione della pericolosità che esuli dal reato citato, così come è assente un bilanciamento degli interessi coinvolti e un riferimento alla durata del soggiorno e all'inserimento del ricorrente nella società
  • TAR Lombardia Sentenza del 30 luglio - 9 settembre 2015 n. 1175: il Collegio ritiene che - dato quanto rappresentato nel ricorso in ordine al possesso dei requisiti per il rilascio del diverso titolo di soggiorno rappresentato dalla carta di soggiorno – sussistano i presupposti per disporre la caducazione del provvedimento impugnato e il rinnovo dell'istruttoria al fine della verifica della sussistenza delle condizioni di legge necessarie per accogliere l'istanza del ricorrente, compiendo, in particolare, una valutazione in concreto della pericolosità sociale del medesimo. L'effetto automatico, preclusivo del rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo a favore di soggetti che, come il ricorrente, siano stati condannati per reati connessi al commercio di merce contraffatta e ricettazione, può, infatti, ritenersi superato in ragione del preteso possesso dei requisiti di soggiornante di lungo periodo che, ragionevolmente, secondo una lettura costituzionalmente orientata della norma, impone una valutazione della pericolosità in concreto, in ossequio anche ai principi comunitari vigenti in materia
  • Consiglio di Stato Sentenza del 7 maggio - 8 settembre 2015 n. 4196: il Collegio rileva che lo straniero, per poter invocare l'applicazione della disciplina dell'art. 9 TUI, avrebbe dovuto sottoporre all'Amministrazione la medesima questione, richiedendo la carta di soggiorno di lungo periodo e poi eventualmente impugnarne il diniego, non potendo il Giudice valutare questioni che non sono state sottoposte alla Amministrazione nell'ambito del procedimento che ha condotto alla adozione del provvedimento impugnato, pena l'indebita invasione dello spazio proprio dell'Amministrazione stessa, con conseguente impropria sostituzione del Giudice alle competenze dell'Amministrazione
  • Consiglio di Stato Sentenza del 27 agosto - 7 settembre 2015 n. 4137: la carta di soggiorno (o permesso di soggiorno di lungo periodo) si differenzia dal permesso di soggiorno ordinario, non solo perché conferisce al suo titolare maggiori agevolazioni, ma anche perché il relativo status è più garantito, nel senso che le condizioni per una sua eventuale revoca sono più restrittive. E' questo uno dei dettami della direttiva UE n. 109 del 2003, cui si ispira il testo attuale dell'art. 9 del t.u.; nella premessa della direttiva, il "considerato" n. 16 è del seguente tenore: «Il soggiornante di lungo periodo dovrebbe godere di una tutela rafforzata contro l'espulsione. Tale protezione è fondata sui criteri fissati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo». Fra le maggiori garanzie si segnala il comma 9 dell'articolo 9 t.u., a norma del quale «allo straniero, cui sia stato revocato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e nei cui confronti non debba essere disposta l'espulsione, è rilasciato un permesso di soggiorno per altro tipo in applicazione del presente testo unico». Ciò significa che se non vi sono i presupposti per l'espulsione – e in questo caso l'amministrazione non ha stimato che vi fossero – il permesso di soggiorno non può essere negato
  • TAR Lombardia Sentenza del 27 maggio - 12 giugno 2015 n. 1353: lo status di soggiornante di lungo periodo è permanente e può essere revocato solo nei casi previsti dal comma 4 del cit. art. 9, ossia qualora lo straniero sia pericoloso per l'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, e non invece, come accaduto nel caso di specie, a fronte della mera mancanza di redditi in capo al medesimo
  • TAR Lazio Sentenza del 9 - 24 aprile 2015 n. 400: "come evidenziato da una costante giurisprudenza, non è sufficiente l'esistenza di una condanna per uno dei reati di cui all'art. 380 c.p.p. per disporre senz'altro la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, occorrendo una puntuale motivazione che dia conto del bilanciamento operato con il contrapposto interesse dello straniero alla permanenza sul territorio nazionale, come rappresentato dalla durata del soggiorno nel territorio nazionale e dal suo inserimento sociale, familiare e lavorativo"
  • TAR Lombardia Sentenza del 22 - 23 aprile 2015 n. 1010: infondatezza delle censure proposte avverso la revoca del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, in quanto la ricorrente, cittadina pakistana, si è allontanata dal territorio italiano per circa tre anni e cinque mesi, con conseguente sussistenza dell'ipotesi di revoca prevista dall'art. 9 del d.l.vo 1998 n. 296 in dipendenza dell'allontanamento dall'Italia per oltre dodici mesi consecutivi, fermo restando che le giustificazioni addotte e legate alla nascita di un figlio, da un lato, sono del tutto generiche, dall'altro, non spiegano la lunga durata dell'allontanamento medesimo
  • Consiglio di Stato Sentenza del 26 marzo - 22 aprile 2015 n. 2032: "principio espresso nella oramai consolidata giurisprudenza è che per i soggiornanti di lungo periodo l'aver riportato una condanna penale, in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, condotto su tutti gli elementi di fatto sopra richiamati, non può costituire ex se, titolo preclusivo automatico, dovendosi al contrario effettuare una concreta valutazione della pericolosità sociale dello straniero"
  • Consiglio di Stato Sentenza del 26 febbraio - 14 aprile 2015 n. 1909: "quanto alla regolarità della presenza dell'interessato sul territorio nazionale, non può dubitarsi della validità a tali fini del possesso del permesso di soggiorno per assistenza minori, titolo eccezionale ma pur sempre regolare, onde neppure può dubitarsi che resti integrato il primo presupposto del permesso UE, costituito dal "possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità". In definitiva, la Sezione è dell'avviso che, ovviamente fermi tutti gli ulteriori requisiti e condizioni ed in assenza degli elementi ostativi di legge, il permesso per assistenza minori non rientra nei casi di inapplicabilità dell'art. 9, co. 1, previsti dal co. 3 dello stesso articolo, non essendo espressamente indicato nell'elenco ivi contenuto che va dalla lett. a) alla lett. e), né potendo essere sussunto sotto la lett. d), tenuto anche conto come non possa ritenersi consentito estendere ad ipotesi non testuali le specifiche cause di esclusione poste in via di eccezione al ripetuto primo comma"
  • TAR Veneto Sentenza del 9 - 14 aprile 2015 n. 401: risulta illegittima l'applicazione che nel caso di specie è stata fatta della previsione di cui all'art. 9 del D.lgs. 286/98, disciplinante il rilascio del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. E', infatti, incontestato che la ricorrente ha chiesto il titolo solo per sé stessa, non avendo in Italia alcun nucleo familiare, cui rapportare un adeguato reddito ai fini del sostentamento, in quanto i due figli cui è fatto riferimento nel provvedimento impugnato, risiedono in Serbia, mentre la richiedente risulta divorziata. Tali elementi, peraltro evidenziati dall'interessata in occasione delle osservazioni formulate dopo la comunicazione dei motivi ostativi, confermano che il disposto normativo applicato nel caso di specie sia quello diverso e non ricorrente nel caso in esame, in cui la richiesta viene avanzata contestualmente dallo straniero e dai familiari, così come indicato dall'art. 29, comma 3, lettera b) del D.lgs. 286/98, onde conseguire anche per tali soggetti, facenti parte del nucleo familiare, il rilascio del titolo di soggiorno
  • TAR Umbria Sentenza del 17 dicembre 2014 - 3 aprile 2015 n. 2015: la revoca del permesso di soggiorno in caso di assenza dal territorio dell'Unione per un periodo di dodici mesi consecutivi (lett. d del comma 7 dell'art. 9) ha una natura del tutto differente dalla revoca comminata allo straniero pericoloso per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato (lett. c del comma 7 dell'art. 9); nel primo caso è una revoca-decadenza, nel secondo caso ha natura in qualche misura sanzionatoria, ed allora impone di tenere conto della situazione specifica e complessiva dell'istante soggiornante di lungo periodo, e perciò stesso con un'aspettativa più forte alla permanenza
  • TAR Lazio Sentenza del 5 - 30 marzo 2015 n. 292: la Questura ha tenuto conto della previgente disciplina di cui all'art. 9, comma 3, del d.lgs. n. 286/1998, senza considerare che l'attuale testo dell'art. 9, comma 4, cit. esclude che possa dedursi qualsiasi automatismo nel rilascio o revoca del titolo di soggiorno per i "soggiornanti di lungo periodo" dalla commissione di uno dei delitti ex artt. 380 e 381 c.p.p., imponendo, invece, una motivazione articolata non solo con riguardo alla circostanza dell'intervenuta condanna penale, ma su più elementi, ed in particolare con riguardo alla durata del soggiorno nel territorio nazionale e all'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato: motivazione che, nella vicenda ora in esame, è del tutto mancata, a tale scopo non essendo sufficiente l'illazione circa le fonti reddituali dello straniero sopra riferita, visti gli elementi di segno contrario forniti dallo stesso straniero (v., in specie, i CUD degli anni 2007/2010 e 2012/2013: allegati al ricorso)
  • TAR Veneto Sentenza del 4 - 30 marzo 2015 n. 317: "il possesso del permesso di soggiorno per lungo soggiornanti non comporta per lo straniero, neppure se ha esercitato il ricongiungimento, una assoluta prevalenza del diritto al mantenimento della unità familiare ma unicamente il diritto alla valutazione di tale situazione; pertanto appare perfettamente corretto e coerente con il sistema la circostanza che l'amministrazione valuti a sfavore dello straniero che si è reso reiteratamente colpevole di reati la circostanza che era invece in grado di trarre i mezzi di mantenimento suoi e della famiglia da una regolare attività lavorativa"
  • TAR Lazio Sentenza del 26 febbraio - 24 marzo 2015 n. 4482: l'odierna previsione dell'art. 9 del d. lgs. 286/1998, come sostituito dall'art. 1 del d. lgs. 3/2007, in attuazione della normativa comunitaria, richiede che l'eventuale diniego di rilascio del "permesso per lungo soggiornanti" (c.d. carta di soggiorno) sia sorretto da "un giudizio di pericolosità sociale dello straniero, con una motivazione articolata non solo con riguardo alla circostanza dell'intervenuta condanna, ma su più elementi, ed in particolare con riguardo alla durata del soggiorno nel territorio nazionale e all'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, escludendo l'operatività di ogni "automatismo" in conseguenza di condanne penali riportate"
  • TAR Lombardia Sentenza del 19 dicembre 2014 - 12 marzo 2015 n. 695: fra i presupposti che costituiscono legittima causa di revoca del titolo di soggiorno di lungo periodo non è previsto il venir meno delle condizioni di cui al comma 1, ossia la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale
  • TAR Puglia Sentenza del 18 dicembre 2014 - 12 marzo 2015 n. 875: secondo gli insegnamenti della Corte Costituzionale l'art. 9 del d. lgs. 286/1998 non si applica solo a coloro che hanno richiesto il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, ma anche a coloro che hanno maturato la condizione per il rilascio del permesso di soggiorno a siffatto titolo, come nel caso dell'odierno appellante, che si trova in Italia da venticinque anni e vi svolge, almeno da quanto risulta agli atti, regolare attività lavorativa
  • TAR Abruzzo Sentenza dell'11 febbraio - 10 marzo 2015 n. 142: "ove si verta, come nel caso in esame, di straniera titolare di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, l'indice presuntivo di pericolosità desunto dalla pur grave condanna riportata deve essere bilanciato con eventuali altri elementi atti a dimostrare in concreto una prognosi di affidabilità dello straniero in prospettiva della sua permanenza in Italia, sicchè l'eventuale revoca deve essere sorretta da un giudizio di pericolosità sociale mediante motivazione che dia conto non solo dell'intervenuta condanna ma anche di (eventuali) altri elementi, quali la durata del soggiorno nel territorio nazionale, l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, dovendosi escludere ogni automatismo in conseguenza di condanne penale riportate: nel caso di specie l'Amministrazione ha fatto buon uso di detti principi, posto che il provvedimento impugnato perviene alla valutazione di pericolosità sulla base della condanna, di cui è stata apprezzata la gravità, non elisa dalla rappresentata sussistenza di altri elementi dai quali desumere una prognosi di "affidabilità" della straniera che permanga in Italia"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 26 febbraio - 9 marzo 2015 n. 227: "la recente ordinanza n. 58 del 17 marzo 2014 della  Corte Costituzionale, nel ritenere manifestamente infondata una questione di costituzionalità, ha rilevato che "assume pregnante rilievo la considerazione che un orientamento della giurisprudenza ha reputato applicabile il sistema di tutela rafforzata quando il cittadino extracomunitario, sul presupposto della permanenza effettiva nel territorio dello Stato da oltre un quinquennio, abbia avviato il procedimento di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ai sensi del citato art. 9 (TAR Puglia, sezione di Lecce, 14 marzo 2013, n. 582; v. anche TAR Campania, sezione VI, 11 luglio 2013, n. 3602; TAR Lazio, sezione II-quater, 20 novembre 2012, n. 9598), ritenendo che versino in detta situazione «anche coloro che hanno maturato la condizione per il rilascio del permesso di soggiorno a siffatto titolo», pur non avendolo ancora chiesto (TAR Toscana, sezione II, 7 febbraio 2013, n. 233)", con la conseguenza che l'eventuale diniego di rilascio di tale tipo di permesso è subordinato allo svolgimento di un giudizio di pericolosità sociale, nel quale non è possibile tenere conto, con mero automatismo, della sola mancanza del requisito reddituale"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 12 - 24 febbraio 2015 n. 173: applicabile il sistema di tutela rafforzata quando il cittadino extracomunitario, sul presupposto della permanenza effettiva nel territorio dello Stato da oltre un quinquennio, abbia avviato il procedimento di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ai sensi dell' art. 9 TUI (TAR Puglia, sezione di Lecce, 14 marzo 2013, n. 582; v. anche TAR Campania, sezione VI, 11 luglio 2013, n. 3602; TAR Lazio, sezione II-quater, 20 novembre 2012, n. 9598), ritenendo che versino in detta situazione «anche coloro che hanno maturato la condizione per il rilascio del permesso di soggiorno a siffatto titolo» (TAR Toscana, sezione II, 7 febbraio 2013, n. 233), con la conseguenza che l'eventuale diniego di rilascio di tale tipo di permesso è subordinato allo svolgimento di un giudizio di pericolosità sociale, nel quale non è possibile tenere conto, con mero automatismo, della sola condanna penale eventualmente irrogata al richiedente"
  • TAR Veneto Sentenza del 22 gennaio - 5 febbraio 2015 n. 122: la giurisprudenza ha da tempo affermato il principio della non automaticità ostativa di precedente condanna, in particolare in caso non di primo rilascio ma di revoca del titolo di soggiorno potiore costituito dal permesso di soggiorno ex art.9 T.U. n.286/98
  • TAR Toscana Sentenza del 15 gennaio - 3 febbraio 2015 n. 200: "nel caso dei soggiornanti di lungo periodo la normativa è chiara nell'imporre una specifica valutazione sulla pericolosità del cittadino straniero che deve essere effettuata caso per caso, tenendo conto non soltanto del titolo di reato per il quale lo straniero è stato condannato, ma anche di tutti gli quegli elementi fattuali (ad esempio, il numero delle condanne, la risalenza nel tempo del reato, la condotta tenuta dallo straniero dopo la condanna, la fattispecie di reato – se aggravata, o al contrario, se attenuata -, la sua condizione familiare, l'esistenza di un'attività lavorativa in corso, la durata del soggiorno con conseguente radicamento nel territorio nazionale, e così via) al fine di addivenire ad un giudizio di pericolosità sociale ponderato dopo aver tenuto conto dell'effettiva situazione di ciascun cittadino straniero"
  • TAR Lombardia Sentenza dell'8 - 29 gennaio 2015 n. 317: se è infatti pur vero che l'Amministrazione procedente, laddove ritenga essere in presenza di fattispecie riconducibili alla "evasione fiscale", debba avviare i relativi procedimenti repressivi e sanzionatori, è altrettanto indubbio che una presunta, e non accertata, violazione degli obblighi tributari, non può legittimamente essere posta a fondamento di un provvedimento, come quello di specie, regolato da una normativa che attribuisce all'Amministrazione la disciplina della permanenza dei cittadini stranieri sul territorio nazionale, incidendo sul relativo status, senza che pertanto la finalità di perseguire eventuali illeciti fiscali, peraltro tutt'altro che appannaggio dei soggetti destinatari delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 286/98, possa pregiudicarne l'applicazione
  • TAR Toscana Sentenza del 15 - 27 gennaio n. 135: il ricorrente è stato condannato nel 2012 ad anni 1 di reclusione per il reato di cui all'art. 628 comma 2 c.p. e tale condanna è stata richiamata nel decreto prot. 312 del 14/10/2014 quale unico presupposto del diniego impugnato, in quanto ritenuta dalla Questura di Firenze ostativa al rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Tale conclusione non è però conforme alla previsione dell'art. 9 comma 4 del T.U. n. 286/1998; come censurato nel ricorso, la Questura di Firenze, ritenendo insuperabile il precedente penale citato (oggetto, tra l'altro, di parziale riforma in sede di appello, per effetto di una sentenza della Corte di Appello di Firenze depositata il 18 agosto 2014, cioè prima dei provvedimenti impugnati) ha omesso di operare la necessaria valutazione, in concreto, della pericolosità sociale del ricorrente, tenendo conto dei molteplici profili a cui fa riferimento il citato art. 9 comma 4
  • TAR Veneto Sentenza del 27 novembre 2014 - 27 gennaio 2015 n. 80: "la giurisprudenza ha da tempo affermato il principio della non automaticità ostativa di precedente condanna, in particolare in caso non di primo rilascio ma di revoca del titolo di soggiorno potiore costituito dal permesso di soggiorno ex art.9 T.U. n.286/98"
  • TAR Toscana Sentenza del 20 novembre 2014 - 19 gennaio 2015 n. 89: non potrebbe fondatamente sostenersi – ancorchè non vi sia stata sul punto alcuna specifica contestazione da parte dell'Amministrazione – che i permessi di soggiorno per motivi artistici ex art. 27 D. Lgs. 286/98 non sarebbero pienamente idonei ai fini della valutazione della continuità del soggiorno, posto che l'art. 9 del D. Lgs. 286/98 prevede espressamente e tassativamente un lungo elenco di cause escludenti il rilascio del titolo, tra le quali non è contemplato il rilascio del permesso di soggiorno ex art. 27 cit
  • TAR Lombardia Sentenza del 19 dicembre 2014 - 14 gennaio 2015 n. 128: l'operato dell'Amministrazione risulta illegittimo, in quanto contrastante con quanto previsto dall'art. 8 della Direttiva 2003/109/CE, e dall'art. 9 del D.Lgs. n. 286/98 che ha recepito tale disposizione nell'ordinamento interno, secondo i quali lo status di soggiornante di lungo periodo è permanente, potendo essere revocato nei casi previsti dal comma 4 del cit. art. 9, ossia qualora lo straniero sia pericoloso per l'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, e non invece, come accaduto nel caso di specie, a fronte della mera mancanza di redditi in capo al medesimo
  • TAR Lombardia Sentenza del 19 dicembre 2014 - 14 gennaio 2015 n. 120: se è pur vero che l'Amministrazione procedente, laddove ritenga essere in presenza di fattispecie riconducibili alla "evasione fiscale", debba avviare i relativi procedimenti repressivi e sanzionatori, è altrettanto indubbio che una presunta, e non accertata, violazione degli obblighi tributari, non può legittimamente essere posta a fondamento di un provvedimento, come quello di specie, regolato da una normativa che attribuisce all'Amministrazione la disciplina della permanenza dei cittadini stranieri sul territorio nazionale, incidendo sul relativo status, senza che pertanto la finalità di perseguire eventuali illeciti fiscali, peraltro tutt'altro che appannaggio dei soggetti destinatari delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 286/98, possa pregiudicarne l'applicazione
  • TAR Lombardia Sentenza del 19 dicembre 2014 - 14 gennaio 2015 n. 115: fra i presupposti che costituiscono legittima causa di revoca del titolo di soggiorno di lungo periodo non è previsto il venir meno delle condizioni di cui al comma 1, e, cioè, la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale. In presenza di tale elencazione, che il collegio ritiene tassativa in considerazione della forte protezione accordata dall'ordinamento allo straniero che soggiorna legittimamente in Italia da un lungo periodo, risulta illegittimo l'operato dell'amministrazione intimata, che ha disposto la revoca del titolo di soggiorno di lungo periodo e denegato l'aggiornamento del medesimo unicamente in relazione all'assenza di un rapporto di lavoro regolare e del conseguente mancato possesso di redditi sufficienti alla permanenza dello straniero sul territorio nazionale, invocando l'art. 21 quinquies della legge n. 241/1990, norma, invece, di carattere generale sulla quale deve prevalere quella speciale più volte citata
  • TAR Campania Sentenza del 26 novembre 2014 - 10 gennaio 2015 n. 70: il provvedimento impugnato si fonda su un unico rilievo, connesso alla mancata comunicazione, da parte del ricorrente, della variazione del proprio domicilio abituale, assumendosi la doverosità della determinazione contestata. Parte ricorrente sul punto lamenta la violazione dell'art. 9 della legge 286/98, in quanto la violazione del suddetto obbligo non sarebbe sanzionata tanto meno con il rigetto del rilascio della carta di soggiorno. Per vero il comma 8 art. 6 d.lg. n. 286 del 1998 prescrive che gli stranieri che soggiornano nel territorio dello Stato devono comunicare al Questore competente per territorio, entro i quindici giorni successivi, le eventuali variazioni del proprio domicilio abituale. La finalità di tale norma si sostanzia nella possibilità di consentire all'autorità di pubblica sicurezza di verificare i requisiti del titolo dello straniero extracomunitario a soggiornare in Italia e, nel prosieguo, di localizzarlo per riscontrare la sua permanenza. Si afferma quindi da parte di condivisibile giurisprudenza che "la mancata comunicazione alla Questura del cambio di domicilio può essere causa, nell'apprezzamento discrezionale dell'Amministrazione, di diniego o revoca del permesso di soggiorno". Da ciò deriva la fondatezza della dedotta assorbente censura, avendo l'Amministrazione assegnato indebito rilievo dirimente alla circostanza in parola, sulla base dell'erroneo convincimento del carattere doveroso dell'atto emesso
  • Consiglio di Stato Sentenza del 30 ottobre - 10 dicembre 2014 n. 6069: contrariamente a quanto affermato dalla circolare n. 5792 del 9 luglio 2012 deve ritenersi che l'art. 22, comma 11, richiama i limiti di reddito di cui all'art. 29, comma 3, lett. b, per gli effetti dalla stessa norma previsti e cioè ai fini delle procedure di ricongiungimento familiare, e non per il rilascio o rinnovo dell'ordinario permesso di soggiorno, per il quale continua ad applicarsi la norma generale di cui all'art. 4, comma 3. Non avrebbe del resto senso prevedere una norma più stringente - rispetto al permesso ordinario - per il permesso di soggiorno per lavoro subordinato successivo alla scadenza del termine per il permesso di soggiorno in attesa di occupazione , né si potrebbe in modo indiretto e occasionale, in una novella all'art. 22 in tema di permesso in attesa di occupazione, introdurre una regola più stringente per tutti i casi di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato. Il comma 7 dell'art. 9TUI, che disciplina dettagliatamente i casi di revoca della carta di soggiorno di lungo periodo, non prevede la revoca per il venir meno dei requisiti di carattere economico previsti per il rilascio, limitandosi a richiamare tra i requisiti per il rilascio quelli relativi alla condotta di cui al comma 4 dello stesso articolo 9. 
  • Consiglio di Stato Sentenza del 30 ottobre - 10 dicembre 2014 n. 6064: l'odierna previsione dell'art. 9 del d.lgs. 286/1998, come sostituito dall'art. 1 del d.lgs. n. 3/2007, in attuazione della normativa comunitaria, richiede che la revoca del "permesso per lungo soggiornanti" (c.d. carta di soggiorno) sia sorretta da "un giudizio di pericolosità sociale dello straniero, con una motivazione articolata non solo con riguardo alla circostanza dell'intervenuta condanna, ma su più elementi, ed in particolare con riguardo alla durata del soggiorno nel territorio nazionale e all'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, escludendo l'operatività di ogni "automatismo" in conseguenza di condanne penali riportate"
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 novembre - 3 dicembre 2014 n. 1320: la domanda volta ad ottenere il rilascio della carta di soggiorno è eventuale (e non obbligatoria per poter permanere sul territorio nazionale) e può essere presentata in qualsiasi momento, dopo aver maturato i requisiti richiesti dalla legge: tale costruzione dell'istituto rende, evidentemente, ammissibile la reiterazione dell'istanza. Al contrario, il permesso di soggiorno deve essere necessariamente richiesto nei tempi e nei modi previsti dalla legge e il rigetto dell'istanza volta ad ottenerlo comporta automaticamente l'obbligo di abbandonare il territorio nazionale, con la conseguenza che una nuova domanda potrà essere formulata solo previo ritorno nel Paese di origine e rientro con visto, secondo le modalità espressamente previste dalla legge ovvero in presenza della condizione per il rilascio di un permesso di soggiorno a titolo diverso da quello per lavoro subordinato (motivi familiari, umanitari, ecc.)
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 - 27 novembre 2014 n. 1163: il permesso per soggiornanti di lungo periodo costituisce l'esito finale di un percorso che il cittadino extracomunitario compie nel nostro paese, quando, dopo una permanenza di almeno cinque anni, può essere autorizzato a rimanervi a tempo indeterminato poiché in precedenza ha dato prova di essersi correttamente integrato nel territorio nazionale. Non essendo tale permesso soggetto a rinnovo, il titolare deve sempre essere in grado di dimostrare che la valutazione positiva, a suo tempo effettuata, permanga nel tempo. Innanzitutto ciò deve riguardare la sua condotta sociale con particolare riferimento alla commissione di reati, cosicché se un'occasionale condanna può non avere rilievo sotto il profilo della pericolosità, una serie di condanne per reati eterogenei ha un diverso peso nella valutazione condotta dall'Amministrazione. Le condanne sono intervenute dopo la concessione del permesso per soggiornanti di lungo periodo anche se i fatti erano stati commessi in precedenza ed evidentemente non valutati per carenze informative, ma a ciò si è aggiunta la segnalazione per ipotesi di reato commesso in epoca recente. Un tale insieme di episodi negativi ben può giustificare un giudizio circa la pericolosità sociale, che si verifica non solo quando l'extracomunitario si macchi di gravi reati, ma anche quando gli episodi delittuosi sono molteplici tanto da giustificare una certa proclività a delinquere e non certo quel corretto comportamento indice di sicuro inserimento.
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 - 27 novembre 2014 n. 1159: la circostanza che, dopo il rifiuto del permesso ex art. 9 D.lgs. 286/1998, il ricorrente si sia visto rinnovare il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, non connota di irrazionalità il successivo diniego impugnato in questa sede. Il diniego del permesso per soggiornanti di lungo periodo nel 2009 fu motivato sulla base dell'esistenza di procedimenti penali per reati in materia di stupefacenti dal momento che, essendo quel tipo di permesso a tempo indeterminato, la valutazione della pericolosità deve essere particolarmente rigorosa. Ciò all'epoca non impedì il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato perché non vi era ancora una condanna di natura ostativa, come è invece accaduto tra il 2012 ed il 2013 mentre era in corso di valutazione il rinnovo conclusosi con il provvedimento impugnato
  • Consiglio di Stato Sentenza del 16 ottobre - 25 novembre 2014 n. 5825: "la Corte ha valorizzato l'orientamento interpretativo secondo il quale taluni principi di cui all'art. 9 del d.lgs. n. 286/1998, che disciplina appunto la carta di soggiorno di lungo periodo, si applicano anche a coloro che ne hanno maturato i presupposti, ma non l'hanno ancora richiesta, come nel caso dell'odierno appellante, che si trova in Italia da diciassette anni e vi svolge, almeno da quanto risulta agli atti, regolare attività lavorativa. In tali casi questa giurisprudenza richiede per il diniego del permesso di soggiorno un pieno giudizio di pericolosità sociale, considerando anche l'inserimento sociale familiare e lavorativo"
  • TAR Abruzzo Sentenza del 6 - 24 novembre 2014 n. 472: lo status di "lungo soggiornante" non appare, d'altronde, di per sé rilevante rispetto alla considerazione che, a partire dal rilascio della carta di soggiorno (ottobre 2006), il suo soggiorno nel territorio dello Stato che l'ha ospitato è stato cadenzato da ricorrenti implicazioni in episodi criminosi (l'arresto in flagranza per l'induzione alla prostituzione con annesso sequestro è di appena un anno dopo, novembre 2007; all'aprile dell'anno successivo risale la segnalazione per il coinvolgimento in "una articolata indagine connessa allo spaccio di sostanze stupefacenti"; nel 2010 vi è l'arresto che ha portato alla condanna alla pena detentiva; nel 2011 è disposta la revoca degli arresti domiciliari per reiterate violazioni dei relativi obblighi). Non è cioè desumibile alcun inserimento sociale dalla durata del soggiorno nel territorio dello Stato allorché risulta il suo essenziale utilizzo in funzione antisociale
  • TAR Marche Sentenza del 23 ottobre - 21 novembre 2014 n. 959: seppure è indubbio che l'art. 9 del T.U. n. 286/1998 impone alle Questure di procedere a valutazioni caso per caso ai fini dell'adozione di provvedimenti di diniego/revoca del permesso di soggiorno CE (vietando quindi ogni automatismo rispetto ad intervenute condanne penali), è altrettanto vero che non si può pretendere che ogni procedimento si concluda sempre e comunque in senso favorevole al cittadino extracomunitario interessato, e questo nemmeno quando sono presenti uno o più elementi indicati nello stesso art. 9, comma 4, T.U. A voler diversamente opinare si avrebbe un automatismo al contrario, ossia sempre a sfavore dell'amministrazione, il che va contro ogni razionalità giuridica, tanto più se si pensa che gli elementi favorevoli allo straniero ben possono sopravvenire rispetto al momento in cui l'amministrazione è chiamata a pronunciarsi (per cui la P.A. si troverebbe a dover comunque rispondere anche di circostanze che non esistevano al momento in cui l'atto è stato adottato, ma che sopravvengono solo in corso di giudizio), e ciò anche in conseguenza delle lungaggini del processo penale, le quali fanno si che molto spesso la condanna definitiva intervenga molti anni dopo la commissione del reato (la qual cosa viene molto spesso valorizzata in sede di ricorso davanti al giudice amministrativo, sul presupposto che il lungo tempo trascorso dalla commissione del reato, unitamente all'assenza di ulteriori pregiudizi penali, è di per sé sintomo di avvenuta resipiscenza e dunque di assenza di pericolosità sociale)
  • TAR Liguria Sentenza del 23 ottobre - 21 novembre 2014 n. 1687: la titolarità di un permesso per soggiornanti di lungo periodo determina una situazione soggettiva maggiormente tutelata dall'ordinamento, rispetto a quella dello straniero in possesso di ordinario permesso di soggiorno, tale da non consentire alcun vincolante automatismo tra la sentenza di condanna penale e la revoca del titolo autorizzativo
  • Consiglio di Stato Sentenza del 23 ottobre - 18 novembre 2014 n. 5678: nel provvedimento del Questore di Lecco non v'è cenno alcuno alla questione lavorativa, tanto meno del requisito reddituale nel quinquennio, e questo non è conforme al disposto dell'art. 9, co. 4, del d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286 ss.mm.ii., il quale, in caso di richiesta di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, richiede, per il diniego, la valutazione della pericolosità dello straniero per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, imponendo che tale valutazione sia effettuata tenendo conto, si, di eventuali condanne anche non definitive per i reati previsti dagli artt. 380 e, limitamento a quelli non colposi, 381 cod. proc. pen., ma anche "della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello Straniero"
  • TAR Toscana Sentenza del 23 ottobre - 13 novembre 2014 n. 1769: il dato testuale è contrario alla tesi dell'Amministrazione, soprattutto se si considera che il legislatore non avrebbe avuto alcuna difficoltà ad inserire nell'elenco del comma 3 un riferimento al permesso per assistenza minore, se davvero avesse voluto ricomprenderlo tra i titoli escludenti il rilascio della "carta di soggiorno". Se dunque il permesso di soggiorno per assistenza minore ha carattere necessariamente temporaneo e non è convertibile in un titolo più stabile, il soggiorno a tale titolo per un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno cinque anni) è comunque idoneo a costituire presupposto per richiedere un permesso per soggiornanti di lungo periodo (salva la verifica della sussistenza di tutti i requisiti richiesti e dell'assenza di elementi ostativi). Una diversa lettura delle norme risulterebbe irragionevole perché finirebbe con il negare ogni possibilità di stabilizzazione a soggetti regolarmente soggiornanti in Italia anche da dieci e più anni, che ben possono avere instaurato solidi legami negli ambienti lavorativo, sociale e familiare. Pretendere di trascurare tutto ciò, in ossequio alla precarietà del titolo di soggiorno originariamente ottenuto, risulterebbe contrastante con la situazione di fatto consolidatasi nel tempo e ingiustamente penalizzante per lo straniero che, da lungo periodo regolarmente soggiornante nel nostro Paese, sia in possesso di tutti i requisiti per ottenere il titolo ex art. 9 del T.U. (a dimostrazione del suo proficuo inserimento nella realtà nazionale); e ciò in nome di una originaria precarietà che il trascorrere del tempo ha fatto venir meno.
  • TAR Sicilia Sentenza dell'8 - 31 ottobre 2014 n. 2654: la disposizione di cui all'art. 9, comma 7, del D.L.vo n. 286/1998 prevede specificamente talune fattispecie giustificative della revoca del permesso di soggiorno CEE, ma ciò non vieta che la revoca stessa (o il diniego di aggiornamento) possa operarsi per altri motivi. Difatti, la menzionata norma si limita a prevedere delle evenienze al verificarsi delle quali detto permesso di soggiorno va revocato per legge in via automatica. In altri termini, la tassatività della revoca automatica nei casi espressamente previsti dalla legge non significa che il sopraggiungere di altre situazioni non possa ugualmente e legittimamente giustificare, come nella fattispecie, l'adozione di provvedimenti di revoca o di rigetto dell'istanza di aggiornamento. Posto ciò, si appalesa legittimo il provvedimento di rigetto dell'istanza di aggiornamento impugnato
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 9 - 30 ottobre 2014 n. 1033: la calunnia è un reato che consente l'arresto facoltativo in flagranza e quindi deve essere valutato ai fini del possibile giudizio di pericolosità sociale, ma la sussistenza di una condanna per tale reato non giustifica automaticamente la revoca del permesso per soggiornanti di lungo periodo. Nel caso di specie il ricorrente ha ottenuto la sospensione condizionale della pena che in qualche modo attesta che per il giudice non vi era un rischio di reiterazione, ed allora l'amministrazione avrebbe dovuto motivare in concreto sulla sussistenza della pericolosità anche considerando la particolarità della vicenda
  • TAR Sicilia Sentenza del 25 luglio - 17 ottobre 2014 n. 2422: "l'odierno ricorrente si è assentato dal territorio nazionale per un periodo maggiore di quello prescritto dall'art. 9, comma 7, lett. d) del D.lgs. 286/1998, secondo il quale il permesso di soggiorno è revocato in caso di assenza dal territorio dell'Unione per un periodo di dodici mesi consecutivi, senza addurre gravi e documentati motivi di salute - richiesti dal precedente art. 6- , dato che il certificato medico prodotto in atti non appare idoneo a giustificare la prolungata assenza dall'Italia, desumendosi, in maniera peraltro generica, che il sig. ** è stato affetto da -OMISSIS-e che è stato in cura presso il medico certificante dal 15 novembre 2008 al 12 dicembre 2010, senza alcun riferimento alla circostanza che la predetta patologia gli avrebbe impedito di rientrare nel territorio nazionale"
  • TAR Lazio Sentenza del 9 - 13 ottobre 2014 n. 872: si condivide l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale "una volta che il requisito della residenza quinquennale nel territorio nazionale risulti già soddisfatto dal coniuge extracomunitario e questi abbia ottenuto il titolo di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, il questore non può negare il rilascio del medesimo titolo alla consorte in quanto, ai sensi dell'art. 9, d.lg. 25 luglio 1998 n. 286, una volta rilasciato tale titolo al capofamiglia, il beneficio compete senz'altro ai familiari aventi titolo al ricongiungimento, in primis al coniuge non legalmente separato, anche se non possiedono, personalmente, il requisito della permanenza quinquennale"
  • TAR Lazio Sentenza del 3 luglio - 6 ottobre 2014 n. 844: "risulta evidente la complementarietà e dipendenza della carta di soggiorno per i familiari di cui all'art. 29 comma 1 che – pur se privi autonomamente dei requisiti per ottenerla – mutuano in via di riflesso i requisiti per il diritto al rilascio con riferimento alla posizione del familiare titolare originario della Carta di soggiorno"
  • TAR Lazio Sentenza del 12 giugno - 2 ottobre 2014 n. 10145: nel caso dei soggiornanti di lungo periodo la normativa impone una specifica valutazione sulla pericolosità sociale del cittadino straniero, che deve essere effettuata caso per caso, tenendo conto non soltanto del titolo del reato per il quale lo straniero è stato condannato, ma anche di ulteriori elementi, quali il numero delle condanne, la risalenza nel tempo del reato, la condotta tenuta dallo straniero dopo la condanna, la condizione familiare, l'esistenza di un'attività lavorativa in corso, la durata del soggiorno con conseguente radicamento nel territorio nazionale, e deve essere fatta applicazione della norma dell'art 10 bis della legge n. 241 del 1990, potendo tali elementi fattuali emergere proprio in sede di partecipazione al procedimento
  • TAR Veneto Sentenza dell'1 - 6 agosto 2014 n. 1162: nel caso de quo di rigetto della istanza di rilascio del pds CE slp il giudizio di pericolosità appare fondato su elementi inidonei a supportarlo, in quanto è vero che tale giudizio formulato in sede amministrativa è autonomo e prescinde da condanne penali, ma tuttavia nel caso di specie è necessario valutare che il ricorrente ha riportato delle mere denunce che nulla provano circa la colpevolezza o la pericolosità del denunciato (sulla valenza della denuncia in materia cfr. Corte Costituzionale n. 78 del 2005), e che le affermazioni secondo le quali il ricorrente è persona che vive di proventi illeciti o che ha assunto comportamenti aggressivi risultano prive di riscontri fattuali
  • TAR Lazio Sentenza del 13 marzo - 4 agosto 2014 n. 8587: la novella apportata con il decreto legislativo n. 3 del 2007, nel prevedere che il permesso di soggiorno CE (già carta di soggiorno e ciò vale anche per tutti gli altri titoli abilitativi a permanere sul territorio nazionale dopo aver ottenuto il primo permesso di soggiorno) non possa essere rilasciato allo straniero pericoloso per l'ordine pubblico, ha espressamente sostituito l'apprezzamento della pericolosità dello straniero al criterio automatico stabilito prima del recepimento della direttiva 2003/109/CE da parte dello Stato italiano. Ne consegue che il titolo di soggiornante di lungo periodo (così come, nella specie, quello legato ai motivi di studio) non può essere rilasciato, ovvero può essere revocato, allo straniero pericoloso per la sicurezza dello Stato e l'ordine pubblico, ma che "nella valutazione della pericolosità dello straniero il criterio automatico previsto dalla previgente normativa è sostituito da un giudizio di pericolosità complessivo che tiene conto anche delle condanne subite o dall'appartenenza ad una delle categorie indicate dall'art. 13, comma 2, lett. c), del testo unico immigrazione"; che, inoltre, un eventuale diniego "dovrà riportare una articolata motivazione su tutti gli elementi che hanno contribuito a formulare un giudizio di pericolosità attuale e concreta e dovrà tener conto dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero, nonché della durata del soggiorno sul territorio nazionale" (in tal modo si esprime la circolare del Ministero dell'interno, prot. n. 400/A/2007/463/P/10.2.2 del 16 febbraio 2007, esplicativa del decreto legislativo n. 3 del 2007)
  • Consiglio di Stato Sentenza del 10 aprile - 1° agosto 2014 n. 4125: è illegittima la revoca del permesso per soggiornanti di lungo periodo precedentemente rilasciato che faccia riferimento al solo fatto che lo straniero sia stato condannato in via definitiva alla pena detentiva, senza un autonomo (seppure sinteticamente motivato) giudizio di pericolosità sociale, limitandosi, al contrario, all'affermazione di un vincolante automatismo tra la sentenza di condanna penale riportata e la revoca del permesso 
  • TAR Lombardia Sentenza del 3 - 29 luglio 2014 n. 867: "il ricorrente sta proseguendo il percorso lavorativo intrapreso dopo la lunga parentesi di inattività connessa alle sue condizioni di salute e tale percorso non merita di essere interrotto, deponendo in tal senso un'interpretazione dinamica dell'art. 5 comma 5 D. Lgs. 286/98, laddove valorizza la sopravvenienza di nuovi elementi favorevoli al rilascio del permesso di soggiorno"
  • TAR Liguria Sentenza del 12 giugno - 24 luglio 2014 n. 1194: nel caso di soggiornanti di lungo periodo, l'esistenza di una condanna penale per un reato astrattamente ostativo non può costituire, in carenza di puntuale accertamento della pericolosità del richiedente, titolo preclusivo automatico al rilascio del permesso di soggiorno UE
  • TAR Lombardia Sentenza del 17 - 18 luglio 2014 n. 843: anche se la prolungata assenza dal territorio dell'Unione giustifica la revoca del pds CE slp, ad essa deve seguire una valutazione in concreto sui requisiti (cfr. art. 9 comma 11 del T.U.) in capo all'interessato al fine di rilasciargli una diversa tipologia di permesso ordinario 
  • TAR Toscana Sentenza del 10 - 14 luglio 2014 n. 1291: il permesso di soggiorno detenuto dal sig. ** non è stato rilasciato dalla Grecia secondo la Direttiva 2003/109/CE ma è un semplice permesso di soggiorno di durata decennale rilasciato secondo la normativa greca n. 3386/2005"; per cui lo straniero "non risulta in possesso del titolo di soggiorno previsto dall'art. 9 bis del D.Lgs. 286/1998 al fine dell'ottenimento del nulla osta al lavoro subordinato richiesto"
  • TAR Lazio Sentenza del 24 aprile - 2 luglio 2014 n. 7007: la disposizione dell'art 9 del d.lgs. n. 286 del 1998, letta insieme alla norma eccezionale dell'art 3 del d.p.r. 601 del 1973, comporta necessariamente che nel, caso di specie, il reddito sufficiente per il rilascio del pds CE slp sia quello erogato dalla Pontificia università della Santa Croce, in quanto Ente centrale della Chiesa Cattolica
  • TAR Veneto Sentenza del 12 - 19 giugno 2014 n. 871: a differenza della posizione del marito, al quale, avendo una posizione autonoma, è richiesto il possesso di tutti i requisiti necessari al rilascio di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo con riferimento ad un reddito sufficiente per sé ed i propri familiari ed alla durata del soggiorno, la posizione della moglie, essendo accessoria e dipendente da quella del marito, si giova della richiesta fatta dal coniuge, con la conseguenza che la verifica di alcuni requisiti, quali il reddito e la permanenza ultraquinquiennale, deve essere svolta con riferimento al richiedente principale e non anche con riferimento ai suoi familiari, ma una controversia su tale argomento rientra nella cognizione del giudice ordinario
  • TAR Sicilia Sentenza del 13 maggio - 11 giugno 2014 n. 1496: dalle disposizioni di legge che regolano la presente vicenda non si ricava alcun automatismo tra condanna e revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, risultando pertanto fondato il primo motivo di ricorso con il quale viene censurata la mancanza di sufficiente motivazione del provvedimento impugnato
  • TAR Sicilia Sentenza del 24 aprile - 11 giugno 2014 n. 1489: nel regime di cui all'art. 9 comma 4 del D.Lgs. 286/98 non può trovare applicazione l'automatismo previsto dagli artt. 4 e 5 del D.Lgs. 286/98 nel caso del semplice permesso di soggiorno, trattandosi di soggetti che risiedono ormai legalmente da molto tempo in Italia
  • TAR Lombardia Sentenza del 2 aprile - 6 giugno 2014 n. 1472: una volta accertata in sede giurisdizionale che l'espulsione del ricorrente è stata disposta in mancanza dei relativi presupposti, risulta palese che anche il provvedimento di revoca della carta di soggiorno si fonda su un dato insufficiente a supportare la determinazione amministrativa, atteso che, una volta travolto il decreto di espulsione, viene meno l'unico presupposto di fatto del provvedimento impugnato
  • TAR Lazio Sentenza del 13 marzo - 27 maggio 2014 n. 5660: "l'avvenuto riconoscimento, ad opera della competente Commissione medica, dell'invalidità civile con necessità di assistenza continua (Morbo di Parkinson) avrebbe dovuto comportare una diversa valutazione della vicenda, anche in relazione alla conseguente possibilità di esonero dalla prova di lingua italiana in relazione all'art. 1, comma 3 del D.M. Interno del 4 giugno 2010"
  • TAR Toscana Sentenza del 27 marzo - 7 maggio 2014 n. 755: ai soggiornanti di lungo periodo, l'essere incorso in una condanna penale, in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, non può costituire titolo preclusivo automatico al permesso di soggiorno per lavoro subordinato
  • TAR Piemonte Sentenza del 3 - 16 aprile 2014 n. 611: il diniego di rilascio del "permesso per lungo soggiornanti" deve essere sorretto da un giudizio di pericolosità sociale dello straniero, con una motivazione articolata non solo con riguardo alla circostanza dell'intervenuta condanna penale, ma su più elementi, ed in particolare con riguardo alla durata del soggiorno nel territorio nazionale e all'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, escludendo l'operatività di ogni automatismo in conseguenza di condanne penali riportate 
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 febbraio - 1 aprile 2014 n. 346: dagli accertamenti effettuati è risultato che, in concreto, l'attività lavorativa non è stata svolta e che la presentazione del contratto di lavoro, falso, era finalizzata esclusivamente ad ottenere in maniera fraudolenta il permesso di soggiorno di lungo periodo
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 31 marzo 2014 n. 437: "appare contraddittorio definire il ricorrente socialmente pericoloso ai fini del rilascio della carta di soggiorno e contestualmente non pericoloso ai fini del rilascio del permesso di soggiorno ordinario, come ha fatto l'amministrazione nel caso di specie"
  • TAR Toscana Sentenza del 13 - 28 marzo 2014 n. 602: "i gravi motivi che giustificano il rilascio dell'autorizzazione ex art. 31 e, quindi, del permesso per assistenza minore ex art. 29 possono permanere per numerosi anni, legittimando così l'ininterrotta presenza in Italia dello straniero per lungo tempo. Tale circostanza non può essere irrilevante per l'ordinamento, perché determina una stabilizzazione di fatto della posizione del cittadino extracomunitario. Se dunque il permesso di soggiorno per assistenza minore ha carattere necessariamente temporaneo e non è convertibile in un titolo più stabile, il soggiorno a tale titolo per un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno cinque anni) è comunque idoneo a costituire presupposto per richiedere un permesso per soggiornanti di lungo periodo (salva la verifica della sussistenza di tutti i requisiti richiesti e dell'assenza di elementi ostativi)"
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 20 marzo 2014 n. 374: a differenza di quanto sostenuto dal ricorrente, il primo permesso di soggiorno rilasciato risale al 2009, sicché all'atto della domanda non risulta integrato il requisito del possesso di almeno 5 anni di regolare soggiorno
  • TAR Piemonte Sentenza del 26 febbraio - 14 marzo 2014 n. 451: "con riferimento alla ritenuta pericolosità sociale, si deve evidenziare che – oltre alla sussistenza delle altre condanne richiamate – la sentenza penale del 2010 per i reati di cui agli artt. 474 e 648 c.p., pur ancora non definitiva (in quanto tuttora appellata), ben poteva essere presa in considerazione dall'amministrazione: l'art. 9, comma 4, d.lgs. n. 286 del 1998, infatti, annovera anche le condanne non definitive tra i possibili elementi valutabili in sede di giudizio sulla pericolosità sociale"
  • TAR Liguria Sentenza del 19 febbraio - 7 marzo 2014 n. 382: impugnato un atto con cui il questore della provincia di Genova ha negato all'interessato ed alla famiglia (moglie e quattro figli minori) il titolo di conversione che consentirebbe la permanenza in Italia dove l'interessato intende lavorare: questi è in possesso di un permesso per soggiornanti di lungo periodo rilasciato dalla Repubblica Ellenica (GR 1733827) nel 2008, ed ha domandato un titolo per poter permanere in Italia, adducendo la crisi economica che ha notoriamente colpito la Grecia quale giustificazione della richiesta di trasferimento
  • TAR Lombardia Sentenza dell'11 dicembre 2012 - 23 gennaio 2014 n. 238: il Collegio richiama una recente pronuncia del Consiglio di Stato, che ha affrontato il delicato problema del coordinamento tra gli effetti derivanti da una sentenza di condanna ad un reato c.d. "ostativo" alla permanenza sul territorio nazionale, e la sopravvenienza di fatti che comportino il venir meno della pericolosità sociale del soggetto precedentemente condannato. In particolare, secondo C.S., Sez. III, 24.9.2013 n. 4685, "le successive vicende giuridicamente rilevanti delle condanne considerate ostative, devono influire nelle valutazioni delle autorità amministrative preposte", poiché "per la stessa logica comunicante tra decisioni prese in ordini diversi, per la quale in sede di valutazione della pericolosità sociale ai fini del rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno il legislatore ha attribuito un valore determinante e immediato alla condanna ostativa, deve ritenersi che lo stesso legislatore non abbia inteso statuire la indifferenza per le vicende successive alla stessa condanna".
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 dicembre 2012 - 23 gennaio 2014 n. 235: lo stesso provvedimento impugnato dà atto che il reato commesso dal ricorrente è "di lieve entità, e non automaticamente ostativo", il che avrebbe pertanto richiesto una motivazione puntuale relativa alla pericolosità sociale dello straniero, in concreto invece assente nel provvedimento di diniego di rilascio del permesso CE per lungosoggiornanti
  • TAR Piemonte Sentenza del 12 dicembre 2013 - 8 genhnaio 2014 n. 21: "dall'istruttoria condotta dall'amministrazione è emerso che il rapporto di lavoro domestico è simulato. Il lavoratore non è stato trovato presso il domicilio del datore di lavoro (dove da contratto avrebbe dovuto essere) e la moglie dello stesso ha dichiarato di essere casalinga e che il ricorrente lavora effettivamente con il marito e tuttavia tanto avviene presso la ditta dello stesso"
  • TAR Veneto Sentenza del 17 - 24 dicembre 2013 n. 1457: la motivazione del provvedimento di diniego del pds lungosoggiornante è insufficiente perché non è stata indicata quale concretamente sia la documentazione mancante ai fini del rilascio del titolo richiesto e non è stata motivata l'impossibilità di rilasciare un permesso di soggiorno ordinario
  • TAR Campania Sentenza del 18 - 20 dicembre 2013 n. 2548: "in relazione ai soggiornanti di lungo periodo, l'essere incorsi in un reato per violazione dei diritti d'autore non rappresenta titolo preclusivo automatico al rilascio del permesso di soggiorno, in quanto ciò non è previsto dalle specifiche disposizioni relative alla carta per soggiornanti di lungo periodo, dovendosi perciò operare una preventiva valutazione circa la reale pericolosità sociale del richiedente"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 17 ottobre - 17 dicembre 2013 n. 812: la Questura non poteva esimersi dall'esternare il processo logico-motivazionale seguito per dedurre da comportamenti di abusivismo commerciale la conclusione (tratta invece automaticamente dalla Amministrazione) che il ricorrente sia "da ritenersi persona pericolosa per la sicurezza pubblica" tale da negare la carta di soggiorno
  • TAR Toscana Sentenza del 5 - 16 dicembre 2013 n. 1723: su istanza di aggiornamento del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, presentata dal ricorrente che ne è titolare dal 2012, la Questura ha disposto la revoca del titolo in base ad una motivazione che fa perno, da un lato, sulla mancanza di un lavoro stabile e della disponibilità di adeguati mezzi di sussistenza del ricorrente, e dall'altro sulla sentenza di condanna emessa dal Tribunale per reati ritenuti ostativi, che imporrebbero ex se la revoca del titolo ai sensi dell'articolo 9 comma 3 del TUI
  • TAR Lombardia Sentenza del 14 novembre - 2 dicembre 2013 n. 2647: "quanto meno ai fini del rilascio del permesso di soggiorno ordinario, l'amministrazione avrebbe dovuto considerare la durata della permanenza nel territorio in Italia dello straniero, il grado di inserimento nel contesto sociale, familiare e lavorativo dello stesso e i legami con il paese d'origine, ciò che non è tuttavia stato minimamente valutato dal provvedimento impugnato, che va pertanto annullato"
  • TAR Lazio Sentenza del 19 - 25 novembre 2013 n. 10014: "l'art. 9 c.1 consente al titolare di permesso di soggiorno almeno quinquennale di richiederne uno di lungo periodo per sé ovvero per sé e per i familiari, e, dunque, perlomeno formalmente, non accorda analoga abilitazione al familiare dello straniero che non detenga analoga anzianità di titolo"
  • TAR Campania Sentenza del 23 ottobre - 22 novembre 2013 n. 5300: il rigetto del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo è stato adottato dalla Questura in considerazione dell'accertata falsità del rapporto di lavoro indicato dalla ricorrente nella sua domanda, accertamento sulla cui base sia la ricorrente che il datore di lavoro sono stati denunziati all'autorità giudiziaria
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 10 ottobre - 11 novembre 2013 n. 684: legittima la revoca del titolo di soggiorno CE al ricorrente, adottata ai sensi dell'art. 9, commi 4 e 7, del D. Lgs. n. 286 del 1998 - l'avere favorito l'ingresso clandestino di altri connazionali ed averne tratto illecito profitto costituisca fatto del tutto incompatibile rispetto alle esigenze di integrazione sociale che sono poste a base della legislazione in materia di immigrazione
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 18 settembre - 10 ottobre 2013 n. 277: ai fini della revoca del titolo di soggiorno di lungo periodo, ai sensi dell'art. 9, comma 4 del D. Lgs. n. 286/1998, il questore deve tener conto altresì della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero
  • TAR Piemonte Sentenza del 13 giugno - 9 ottobre 2013 n. 1056: "se la titolarità di un contratto di lavoro fosse stata ritenuta determinante ai fini del rilascio del permesso di soggiorno CE, la norma vi avrebbe fatto certamente riferimento: poiché, all'esatto opposto, l'art. 9 D. L.vo 286/98 è assolutamente silente sul punto, si deve ritenere che sia per il legislatore europeo che per quello nazionale ciò che é rilevante non é tanto la tipologia del contratto di lavoro quanto l'entità del reddito percepito dal richiedente"
  • TAR Marche Sentenza del 12 - 25 settembre 2013 n. 647: al fine del rilascio o meno del titolo di lungosoggiornante le valutazioni riguardanti la situazione reddituale del richiedente avrebbero dovuto, semmai, riguardare i probabili redditi futuri, cioè la verosimile possibilità di mantenere, nel tempo, il requisito economico richiesto dalla disciplina di riferimento e posseduto alla data della domanda. Le iniziali difficoltà di inserimento, nel mondo del lavoro, non necessariamente dimostrano l'instabilità di ogni occupazione che l'interessato riesca successivamente a reperire
  • TAR Lombardia Sentenza del 4 luglio - 25 settembre 2013 n. 2203: "legittima la parte del provvedimento laddove si dichiara che lo straniero ha perduto il diritto al rilascio del permesso di soggiorno CE, fermo restando che il ricorrente potrà nuovamente richiedere il permesso di soggiorno CE dopo il decorso di un nuovo periodo di tre anni di ininterrotto possesso del titolo ordinario, secondo le previsioni contenute al comma ottavo della disposizione in esame"
  • TAR Piemonte Sentenza del 3 luglio - 24 settembre 2013 n. 1038: non può giovare al ricorrente la circostanza che egli, essendo regolarmente presente in Italia da oltre cinque anni, potesse asseritamente annoverarsi tra i soggiornanti di lungo periodo ai sensi dell'art. 4, comma 1, della direttiva 2003/109/CE, con la conseguenza che l'amministrazione avrebbe dovuto previamente valutare (ai sensi dell'art. 9, comma 4, d.lgs. n. 286 del 1998) la durata del suo soggiorno sul territorio nazionale nonché il suo inserimento sociale, familiare e lavorativo. In realtà, quest'ultima valutazione l'amministrazione è tenuta a compiere solo in presenza di un titolo di soggiorno "CE" che sia già stato formalmente rilasciato, e non anche allorché si alleghi il possesso, in via di fatto, dei requisiti che la legge prescrive per il rilascio di siffatto titolo
  • TAR Veneto Sentenza del 13 giugno - 12 settembre 2013 n. 1096: legittima la reiezione dell'istanza di rilascio della carta di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, giustificata dalla presunta falsità della documentazione presentata relativa al rapporto di lavoro, con conseguente impossibilità di integrazione del requisito previsto concernente la dimostrazione della disponibilità di reddito annuo di importo superiore al livello minimo dell'assegno sociale
  • TAR Lombardia Sentenza del 26 giugno - 28 agosto 2013 n. 743: in occasione del rilascio del titolo di lungo soggiornante (24/3/2008) erano già trascorsi 10 anni dal pur grave episodio criminoso, e il medesimo (pur non ancora sfociato in una condanna irrevocabile) non era stato apprezzato quale elemento ostativo
  • TAR Calabria Sentenza del 21 giugno - 24 luglio 2013 n. 820: è illegittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo motivato, come nel caso di specie, con esclusivo riferimento a condanne penali riportate dall'istante anche per gravi reati, ma senza un previo accertamento dell'effettiva pericolosità dell'istante e dei legami familiari, sociali e lavorativi dallo stesso instaurati sul territorio nazionale
  • TAR Emilia Romagna Sentenza dell'11 aprile - 15 luglio 2013 n. 528: "l'atto impugnato – adottato in data 1.2.2012 – è motivato con riferimento alla circostanza preclusiva che "da accertamenti esperiti all'Ufficio Anagrafe del Comune è emerso che lo stesso è stato cancellato per irreperibilità il 25.2.2011; (…) " che l'attuale disciplina non consente di aggiornare il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo, in quanto si rileva la mancanza dei requisiti fondamentali ai fini dell'ottenimento di quanto richiesto, secondo quanto previsto dall'art. 16 D.P.R. n. 334/2004; e verificato che a tutt'oggi l'istante non ha provveduto a richiedere l'iscrizione all'anagrafe della popolazione residente
  • TAR Piemonte Sentenza del 27 giugno - 12 luglio 2013 n. 883: "è inconferente che il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo non sia stato conseguito "fraudolentemente" dall'interessato, dal momento che nel caso di specie non viene in considerazione l'ipotesi di "revoca" (propriamente detta) del titolo di soggiorno di cui all'art. 9 comma 10 lett. a) del D. Lgs. 286/98, bensì un'ipotesi di "annullamento d'ufficio" del titolo per un vizio originario di legittimità dell'atto stesso, vizio oggettivamente riscontrabile e del tutto indipendente dalla consapevolezza che eventualmente ne avesse il ricorrente alla data del rilascio del titolo stesso"
  • TAR Toscana Sentenza del 9 maggio - 5 luglio 2013 n. 1063: "non si vede per quale ragione alla luce delle pronunce della Corte Costituzionale la disponibilità di un reddito da pensione per ciechi non debba essere sufficiente ad integrare quel requisito minimo economico richiesto ai fini del mantenimento e del rilascio del permesso CE slp"
  • TAR Toscana Sentenza del 9 maggio - 5 luglio 2013 n. 1030: "la motivazione posta a base dell'atto impugnato evidenzia efficacemente un giudizio di pericolosità sociale del ricorrente che è desunta dalla condanna intercorsa nel giugno 2011 in Ungheria, per un reato (tratta di esseri umani finalizzata all'immigrazione clandestina) caratterizzato da gravissimo allarme sociale e che non può non essere ritenuto sintomatico di un giudizio di pericolosità della presenza del ricorrente anche sul territorio italiano; il provvedimento di revoca del permesso di soggiorno CE di lungo periodo in precedenza rilasciato al ricorrente è quindi sufficientemente giustificato da una valutazione in concreto della pericolosità sociale del Sig. **"
  • TAR Piemonte Sentenza del 13 - 27 giugno 2013 n. 839: il ricorrente, al fine di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ha prodotto in sede procedimentale documentazione reddituale falsa. Tale circostanza é di per sè sufficiente a giustificare sia il diniego del titolo richiesto, sia la revoca di quello già posseduto dall'interessato
  • TAR Veneto Sentenza del 22 maggio - 19 giugno 2013 n. 851: "l'Amministrazione non ha applicato alcun automatismo nel considerare sussistente la pericolosità della ricorrente al fine di revocare il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo, e tenuto conto della gravità dei fatti desumibile anche dall'entità della condanna riportata (anni tre di reclusione e 12.000 euro di multa con applicazione della pena su richiesta delle parti), nonché della circostanza che anche il coniuge è stato coinvolto nel medesimo episodio di spaccio di sostanze stupefacenti, la motivazione in concreto adottata risulta sufficiente, in quanto dalla medesima emerge che è stata tenuta in considerazione la specifica posizione della ricorrente, e che è stata presa in considerazione la sua condizione familiare"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 22 maggio - 18 giugno 2013 n. 203: il Questore, essendo risultati a carico del sig. *** alcuni precedenti penali e di polizia, ritenuti idonei a fondare un giudizio di pericolosità sociale e a determinare il venir meno dei presupposti di legge, ha legittimamente disposto la revoca del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo
  • TAR Piemonte Sentenza del 23 maggio - 14 giugno 2013 n. 723: "mentre per il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno "ordinario" costituisce requisito indefettibile l'assenza di condanne ostative, sempre che non si tratti di straniero che abbia esercitato il ricongiungimento familiare, per il rilascio di permesso di soggiorno di lungo periodo condizione essenziale é che lo straniero non sia pericoloso, ed eventuali condanne ostative possono essere tenute in considerazione non in quanto automaticamente ostative ma solo in quanto indice di pericolosità. Peraltro l'art. 9 comma 4 impone di tenere conto anche della durata del soggiorno nel territorio nazionale, dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dell'interessato, con ciò confermando che un eventuale provvedimento di diniego si deve fondare su una valutazione comparata degli opposti interessi, giammai sulla sola considerazione della pericolosità, all'occorrenza evincibile dalle condanne ostative"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 20 marzo - 7 maggio 2013 n. 350: "la condanna – anche non definitiva - per tale tipologia di gravi reati costituisce, ai sensi del combinato disposto degli artt. 4, 5 e 9, comma 4 del D. Lgs. n. 286 del 1998, elemento indicativo di pericolosità sociale ex lege al rilascio del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo al cittadino straniero"
  • Consiglio di Stato Sentenza del 19 aprile - 2 maggio 2013 n. 2381: revoca della carta di soggiorno, disposta con riguardo alla sua condotta e, in particolare, al fatto che egli non s'è inserito nel tessuto sociale e lavorativo della Repubblica, «… come si evince dalla commissione di vari reati evidenziati dalle seguenti sentenze di condanna e le numerose ripetute segnalazioni pervenute alla Autorità Giudiziaria»
  • TAR Campania Sentenza del 17 - 30 aprile 2013 n. 2238: "il diniego si fonda - oltre che sulla pendenza del procedimento penale sopra richiamato, ex se comunque non ostativo, trattandosi di mero procedimento pendente - soprattutto sulla esistenza della menzionata sentenza di condanna, ritenuta erroneamente automaticamente preclusiva al rilascio della carta di soggiorno"
  • TAR Veneto Sentenza del 17 - 26 aprile 2013 n. 632: "il provvedimento impugnato è congruamente motivato e conforme al settimo comma dell'art. 9 del d. lgs. n° 286 del 1998, che disciplina le ipotesi di revoca del permesso di soggiorno, anche con riferimento al caso in cui siano venute a mancare, come nel caso di specie, le condizioni per il rilascio del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo"
  • TAR Marche Sentenza del 18 - 24 aprile 2013 n. 324: gli elementi pregiudizievoli indicati nel provvedimento di revoca del pds CE soggiornante lungo periodo, qui impugnato, devono comunque essere comparati con gli elementi favorevoli alla conservazione del titolo in forza della superiore disciplina comunitaria (di cui l'art. 9 comma 4 del citato D.Lgs. n. 286/1998 costituisce espressione), che esclude automatismi e impone una ponderata valutazione nel bilanciamento di tutti i contrapposti interessi
  • TAR Toscana Sentenza del 7 marzo - 22 aprile 2013 n. 684: non basta essere presenti in Italia da molti anni per aver diritto al regime previsto dall'art. 9 D.lgs. 286/98, ma bisogna che vi sia stata la concessione di un permesso per soggiornanti di lungo periodo che abbia acclarato l'esistenza di tutti i presupposti per la sua concessione
  • TAR Veneto Sentenza del 7 febbraio - 22 aprile 2013 n. 599: il provvedimento con il quale veniva rigettata l'istanza di rilascio del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo appare illegittimo, non computando esattamente i redditi dell'intero nucleo e non esplicitando compiutamente quale sarebbe il limite non soddisfatto – per esempio il numero dei componenti, genitori e tre figli minori
  • TAR Calabria Sentenza del 22 marzo - 16 aprile 2013 n. 451: l'Amministrazione resistente ha illegittimamente ritenuto di considerare, ai fini del calcolo del requisito reddituale minimo richiesto per il rilascio del Pds Ce soggiornanti lungo periodo, anche l'esposizione debitoria per imposte di natura fiscale non versate, effettuando una sorta di "compensazione sostanziale" tra il reddito complessivo risultante dalla dichiarazione dei redditi e l'esposizione debitoria, compensazione che, però, non trova alcun fondamento nelle disposizioni di legge
  • TAR Veneto Sentenza del 20 dicembre 2012 - 9 aprile 2013 n. 524: la revoca impugnata risulta fondata sulla condanna riportata nell'anno 2010 dal ricorrente per fatti particolarmente incidenti sulla valutazione di pericolosità sociale anche per le modalità di commissione, con tentativo di investimento degli agenti che procedevano all'arresto per spaccio di stupefacenti, e successiva resistenza con lesioni agli agenti stessi
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 4 - 8 aprile 2013 n. 148: in materia di diniego del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, la tipologia dei reati e l'entità della condanna impongono di ritenere sussistente una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica anche in base ai parametri comunitari: secondo l'art. 96 par. 2, della convenzione attuativa dell'accordo di Schengen, sussiste una tale minaccia quando sia intervenuta una condanna a pena detentiva superiore a un anno oppure nel caso di reato connesso con la cessione diretta o indiretta di stupefacenti
  • TAR Toscana Sentenza del 4 - 5 aprile 2013 n. 521: il provvedimento di diniego del rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo qui impugnato è intervenuto in data 12 settembre 2012, mentre il ricorrente ha conseguito l'attestato di conoscenza della lingua italiana solo in data 24 novembre 2012 e comunicato la relativa circostanza all'amministrazione solo il 27 successivo; con tutta evidenza, alla data di emissione del provvedimento (data a cui occorre riferire la sussistenza dei presupposti necessari per l'emissione del provvedimento favorevole), il ricorrente non era quindi in possesso del prescritto attestato di conoscenza della lingua italiana ed il successivo intervento dell'attestato non può ovviamente esplicare effetti, con riferimento ad un provvedimento ormai emanato, sulla base della situazione fattuale e giuridica sussistente al momento di emissione dell'atto
  • TAR Piemonte Sentenza del 21 marzo - 5 aprile 2013 n. 429: il diniego impugnato di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo si è fondato sul solo rilievo della condanna penale riportata dall'interessato, da cui il Questore ha tratto automaticamente (ed apoditticamente) la conclusione della mancata integrazione sociale dello straniero
  • TAR Piemonte Sentenza del 21 marzo - 5 aprile 2013 n. 419: la concisa motivazione del provvedimento impugnato suggerisce che la Questura abbia ritenuto assolutamente ed automaticamente ostativa la condanna di cui sopra, ma l'art. 9 comma 4 del D. L.vo 386/98 esclude, ai fini del rilascio del permesso per soggiornanti di lungo periodo, che eventuali precedenti penali per fattispecie menzionate all'art. 4 D. L.vo 386/98 possano avere valenza ostativa automatica, imponendosi comunque un giudizio di bilanciamento tra la natura ed entità dei legami che lo straniero intrattiene in Italia e la pericolosità sociale del medesimo
  • TAR Piemonte Sentenza del 21 marzo - 3 aprile 2013 n. 403: "alla luce delle esposte considerazioni, non pare sostenibile che il diniego del permesso di soggiorno CE sia fondato sulla mera sussistenza di precedenti penali. All'opposto, la motivazione del provvedimento contiene - sia pure in termini sintetici - una valutazione complessiva della situazione del ricorrente, sulla base della quale viene formulato un conclusivo giudizio di pericolosità per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 - 26 marzo 2013 n. 243: "non è sempre possibile cancellare il disvalore collegato alla commissione dei reati di cui all'art. 4 comma 3 del Dlgs. 286/1998 semplicemente sulla base della durata complessiva del soggiorno e valorizzando la presenza in Italia dei familiari e la buona condotta mantenuta successivamente alla condanna"
  • TAR Marche Sentenza del 7 - 21 marzo 2013 n. 222: ai sensi del combinato disposto fra i commi 4 e 7 dell'art. 9 del T.U. n. 286/1998 e s.m.i., la revoca del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è legittima solo se l'autorità di P.S. procede ad una compiuta e motivata valutazione di tutti gli elementi indicati al predetto comma 4 dello stesso art. 9
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 28 febbraio - 20 marzo 2013 n. 206: l'art. 9 del D. lgs. n. 286/1998, con specifico riguardo alla carte di soggiorno, prevede che il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l'ordine e la sicurezza dello Stato e a tale fine si tiene conto delle categorie indicate dall'art. 1 della L. n. 1423/1956 e dei reati di cui al citato art. 380 c.p.p. e di cui all'art. 381 c.p.p., limitatamente ai delitti non colposi
  • TAR Piemonte Sentenza del 27 febbraio - 14 marzo 2013 n. 323: ai sensi dell'art. 9 TUI, una volta rilasciato titolo di lungosoggiornante al capofamiglia, il beneficio compete senz'altro ai familiari di cui all'art. 29 comma 1 (e cioè a quelli che hanno titolo al ricongiungimento, in primis al coniuge non legalmente separato) anche se non possiedono, personalmente, il requisito della permanenza quinquennale
  • TAR Puglia Sentenza del 12 - 13 marzo 2013 n. 582: il sistema di tutela rafforzata di cui all'art. 9 TUI deve, però, ad avviso del Collegio, operare, per evidenti ragioni di eguaglianza sostanziale di trattamento, anche nei riguardi degli stranieri i quali, pur avendo precedentemente inoltrato domanda di rinnovo di un permesso di soggiorno per lavoro autonomo, si trovano nella ben diversa condizione di soggetti aventi titolo al permesso per lungo soggiornanti nel territorio dello Stato, il che implica la sussistenza di elementi di collegamento con il suolo nazionale e di integrazione sociale che non possono essere recisi solo a causa di condanne risalenti nel tempo, come nella specie
  • TAR Lombardia Sentenza del 6 - 7 marzo 2013 n. 236: il diniego di permesso per soggiornanti di lungo periodo deve essere sorretto da una motivazione articolata su tutti gli elementi che hanno contribuito a formare il giudizio di pericolosità, con esclusione di automatismi e dovendosi tener conto – ai sensi dell'art. 8 della CEDU – della durata del soggiorno nel territorio nazionale e del grado di inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 febbraio - 6 marzo 2013 n. 81il provvedimento impugnato si fonda sulla sola circostanza della intervenuta condanna a carico del ricorrente senza operare alcuna valutazione complessiva della posizione del medesimo, da lungo tempo sul territorio nazionale: valutazione che si sarebbe resa a maggior ragione necessaria in ragione del possesso, da parte del ***, di un titolo di soggiorno particolarmente qualificato (Permesso CE slp)
  • TAR Piemonte Sentenza del 13 - 28 febbraio 2013 n. 274: "la Questura ha ritenuto che il reddito dichiarato dal sig. ***, pur "veritiero" (ciò, in base alla documentazione allegata dall'interessato a seguito della comunicazione di avvio del procedimento) non fosse, tuttavia, utile ("valido") ai fini dell'art. 9, comma 1, del d.lgs. n. 286 del 1998"
  • TAR Toscana Sentenza del 31 gennaio - 25 febbraio 2013 n. 309: il provvedimento di diniego non tiene conto della reale entità delle disponibilità di cui il ricorrente può disporre non avendo considerato gli emolumenti che derivano dalla partecipazione all'indennità di trasferta che spetta ex art. 62 L. 342/2000 alle cooperative di autotrasporto. Laddove, invece, si computa nelle disponibilità economiche del ricorrente anche della somma complessiva ricevuta a tale titolo, oltretutto non soggetta a tassazione e quindi interamente spendibile dal beneficiario, il requisito reddituale richiesto per la concessione del permesso per soggiornanti di lungo periodo è largamente raggiunto
  • TAR Piemonte Sentenza del 24 gennaio - 22 febbraio 2013 n. 247: ai fini della determinazione dei limiti di reddito previsti dagli artt. 9 comma 1 e 29 comma 3 lett. c) del D. Lgs. 286/1998 e successive modificazioni, non può tenersi conto degli importi percepiti a titolo di indennità di accompagnamento, non rientrando tali indennità nella nozione di reddito rilevante ai fini del rilascio del titolo di soggiorno
  • TAR Piemonte Sentenza del 7 - 22 febbraio 2013 n. 246: anche alla luce della disciplina comunitaria, il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo costituisce per l'amministrazione un atto dovuto laddove ne ricorrano tutti i presupposti di legge, quali il fatto di soggiornare regolarmente in Italia da lungo periodo e svolgere una regolare attività lavorativa
  • TAR Umbria Sentenza del 16 gennaio - 18 febbraio 2013 n. 91: "tali condanne, ai sensi dell'art. 9 comma 4 D.lgs. 286/98 (Testo Unico sull'immigrazione) ancorché non definitive, sono di per sé ostative al rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo"
  • TAR Abruzzo Sentenza del 23 gennaio - 14 febbraio 2013 n. 113: il diniego di rilascio del permesso per lungo soggiornanti deve esser sorretto da una motivazione articolata su tutti gli elementi che hanno contribuito a formare il giudizio di pericolosità, con esclusione di automatismi, in particolare dovendosi tenere in debito conto, ai sensi dell'art. 8 CEDU, la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero
  • TAR Veneto Sentenza del 23 gennaio - 8 febbraio 2013 n. 190: anche a chi è già titolare di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo é possibile comprovare la sussistenza di gravi ragioni che gli hanno impedito il rientro in Italia oltre il termine massimo di assenza - dodici mesi - consentito dalla lett. d) del comma 7 dell'art. 9 del D.Lgs. n. 286 del 1998
  • TAR Toscana Sentenza del 15 gennaio - 7 febbraio 2013 n. 233: per coloro che hanno maturato la condizione per il rilascio del permesso di soggiorno CE slp, ai fini del diniego o della revoca del permesso di soggiorno, l'amministrazione è tenuta a valutare non solo la pericolosità sociale dello straniero, ma anche la durata del soggiorno sul territorio nazionale, nonché l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero
  • TAR Piemonte Sentenza del 24 gennaio - 6 febbraio 2013 n. 167: "la novella apportata con il D.Lgs. n. 3 del 2007, nel prevedere che il permesso di soggiorno CE (già carta di soggiorno) non possa essere rilasciato allo straniero pericoloso per l'ordine pubblico, ha dunque sostituito l'apprezzamento della pericolosità dello straniero al criterio automatico stabilito prima del recepimento della direttiva 2003/109/CE da parte dello Stato italiano"
  • TAR Toscana Sentenza del 31 gennaio - 1° febbraio 2013 n. 155: nel valutare l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo presentata dal ricorrente, il Questore ha valutato solo il reddito relativo all'anno 2011 documentato dall'interessato, mediante esibizione del relativo CUD e non un secondo rapporto di lavoro intercorrente con il Sig. XXXXXX e caratterizzato da una serie di irregolarità contributive, segnalate anche con due richieste di intervento della Direzione territoriale del lavoro
  • TAR Campania Sentenza del 12 dicembre 2012 - 24 gennaio 2013 n. 560il diniego attiene ad un permesso di soggiorno di lungo periodo, rispetto al quale non sono applicabili gli automatismi preclusici in materia di permesso di soggiorno temporaneo
  • TAR Toscana Sentenza del 4 dicembre 2012 - 22 gennaio 2013 n. 100: "per aver diritto allo status definito dall'art. 9 D.lgs. 286/98 non è sufficiente essere in Italia da molti anni ma bisogna aver dimostrato la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla norma ed aver ottenuto un riconoscimento in tal senso dall'autorità competente; il rilascio del permesso in questione ha valore costitutivo e non semplicemente dichiarativo di una fattispecie che si è prodotta autonomamente"
  • TAR Piemonte Sentenza dell'11 dicembre 2012 - 18 gennaio 2013 n. 70: illegittimità del diniego di rilascio del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo per difetto di motivazione e di istruttoria in particolare circa l'attuale possesso da parte sua di un "rapporto di lavoro regolarmente registrato"
  • TAR Toscana Sentenza del 4 dicembre 2012 - 17 gennaio 2013 n. 73: "la tesi prospettata dalla ricorrente con i motivi aggiunti è fondata sul piano letterale, posto che né l'art. 9 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, né l'art. 16 del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 prevedono che il reddito rilevante ai fini del permesso di soggiorno CE di lungo periodo sia solo quello prodotto in Italia o limitano la valutazione alla sola documentazione fiscale italiana e sul piano sistematico tenuto conto che il reddito prodotto all'estero è comunque imponibile nel nostro ordinamento, tranne le ipotesi previste dalle convenzioni contro le doppie imposizioni che, appunto, costituiscono espressione di una legittima scelta normativa tesa a sottrarre il detto reddito dall'obbligo contributivo"
  • TAR Toscana Sentenza del 4 dicembre 2012 - 17 gennaio 2013 n. 65: "l'art. 9 del Testo Unico Immigrazione richiede solamente un determinato reddito ma non specifica che si debba trattare di reddito prodotto in Italia o comunque assoggettato alla imposizione fiscale in Italia. Non dispone neppure, del resto, che il possesso del reddito debba essere documentato tassativamente mediante la documentazione fiscale (dichiarazione dei redditi o CUD) con implicita esclusione dei redditi non tassati ancorché, in ipotesi, legittimamente esenti"
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 novembre 2012 - 9 gennaio 2013 n. 50: "per il reato che sarebbe stato considerato ostativo al rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, é intervenuta la riabilitazione, e quindi l'effetto ostativo sarebbe da considerare venuto meno: essendo la sentenza di riabilitazione precedente all'emanazione del provvedimento impugnato, quest'ultimo risulta palesemente illegittimo"
  • Consiglio di Stato Sentenza del 26 ottobre 2012 - 7 gennaio 2013 n. 19: illegittimo il provvedimento di revoca del permesso CE soggiornante di lungo periodo in quanto risulta adottato in espressa violazione di tutte quelle norme che impongono di considerare la situazione familiare dello straniero, la durata del soggiorno in Italia e il suo radicamento sociale e lavorativo
  • TAR Puglia Sentenza dell'8 novembre - 7 dicembre 2012 n. 2103: il coniuge o figlio minore di un cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE non deve necessariamente attendere cinque anni per il rilascio della stessa
  • TAR Lombardia Sentenza del 6 novembre - 4 dicembre 2012 n. 2906: l'amministrazione resistente ha revocato il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, ritenendo preclusive le esigenze di ordine pubblico, attesa la condanna emessa dal Tribunale per il reato di violenza sessuale, "a nulla valendo il fatto che lo stesso appaia inserito a livello familiare e lavorativo così come apparentemente lo era al momento della commissione del reato"
  • TAR Lombardia Sentenza del 6 novembre - 4 dicembre 2012 n. 2905: con riferimento ai soggiornanti di lungo periodo, l'essere stati condannati per un reato, anche grave perché rientrante nell'art. 380 c.p.p,, in carenza di un puntuale accertamento sulla pericolosità sociale del richiedente, non può costituire, di per sé solo, titolo preclusivo automatico al permesso di soggiorno per lavoro subordinato
  • TAR Lazio Sentenza dell' 11 ottobre - 20 novembre 2012 n. 9598: l'eventuale diniego di rilascio del permesso per lungo soggiornanti deve essere sorretto da una motivazione articolata su tutti gli elementi che hanno contribuito a formare il giudizio di pericolosità, con esclusione di automatismi
  • TAR Piemonte Sentenza del 18 ottobre - 7 novembre 2012 n. 1163: "non pare possibile sostenere che la revoca del permesso di soggiorno CE sia fondata sulla mera sussistenza del precedente penale. All'opposto, la motivazione del provvedimento contiene – sia pure in termini sintetici - una valutazione complessiva della situazione personale e sociale del ricorrente, sulla base della quale viene formulato un conclusivo giudizio di pericolosità per l'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato"
  • Consiglio di Stato Sentenza del 14 settembre - 29 ottobre 2012 n. 5515: il rigetto del permesso di lungo periodo, ad esempio in sede di richiesta di suo aggiornamento, richiede una puntuale e specifica verifica della pericolosità dello straniero, con esclusione di forme di automatismo preclusivo
  • TAR Trentino Alto Adige sede di Trento, sentenza del 19 maggio - 11 settembre 2012 n. 269: «nel caso dei soggiornanti di lungo periodo, la normativa impone uno specifico scrutinio sulla pericolosità degli stessi che deve essere effettuato caso per caso, valutando non soltanto il titolo del reato per il quale lo straniero è stato condannato, ma anche ulteriori elementi fattuali (ad esempio, il numero delle condanne, la fattispecie di reato - se aggravata, o al contrario, se attenuata -, la condizione familiare, l'esistenza di un'attività lavorativa in corso, la durata del soggiorno) al fine di addivenire ad un giudizio di pericolosità sociale ponderato dopo aver tenuto conto dell'effettiva situazione di ciascun cittadino extracomunitario»
  • TAR Lazio Sentenza del 10 luglio - 3 agosto 2012 n. 7233: "il provvedimento impugnato deve essere annullato in quanto attribuisce automatica valenza ostativa al rilascio della carta di soggiorno ai precedenti penali del ricorrente, senza effettuare quella valutazione complessiva della sua posizione prescritta dall'art. 9 citato. Il provvedimento, infatti, si limita apoditticamente ad affermare di aver compiuto tali valutazioni, senza però offrire elementi concreti"
  • TAR Lazio Sentenza del 27 aprile - 3 luglio 2012 n. 6070: il rigetto del permesso di lungo periodo richiede una puntuale e specifica verifica della pericolosità del cittadino straniero, con esclusione di forme di automatismo preclusivo, previste invece in materia di rilascio di permessi di soggiorno per lavoro dipendente o per lavoro autonomo
  • Consiglio di Stato Sentenza del 1° - 5 giugno 2012 n. 3306: ai fini della concessione della cittadinanza per residenza non si deve tener conto esclusivamente del reddito personale del richiedente in senso stretto ma anche delle condizioni economiche della famiglia nel suo complesso
  • TAR Lazio Sentenza del 12 - 27 aprile - 5 giugno 2012 n. 5062: "avendo la valutazione amministrativa avuto ad oggetto la sussistenza dei requisiti di legge ("è emersa la separazione…è venuto a mancare il vincolo del coniugio") - la controversia concerne il diritto soggettivo all'emanazione del decreto di acquisto della cittadinanza, con conseguente necessità per l'istante di adire il giudice ordinario al fine di far dichiarare, previa verifica dei requisiti di legge, che egli è cittadino
  • Consiglio di Stato Sentenza del 9 marzo - 31 maggio 2012 n. 3280: il provvedimento di diniego del rilascio del permesso Ce per lungosoggiornanti non esclude la possibilità per l'istante di presentare una diversa istanza volta ad ottenere un permesso di soggiorno ad altro titolo anche in relazione alle circostanze eventualmente sopravvenute ai sensi dell'art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 286/98.
  • Consiglio di Stato Sentenza del 18 novembre 2011 - 11 - 25 maggio 2012 n. 3095: il provvedimento impugnato, sebbene adottato nella vigenza del testo dell'art. 9 D.Lgs. 286/1998 che prevedeva l'automatica revoca della carta di soggiorno per effetto della condanna dello straniero per uno dei reati indicati dalla norma stessa, va ritenuto illegittimo alla luce della nuova formulazione, di cui all'art. 1 del D.lgs 3/2007, sopraggiunta nel corso del processo, che ha collegato il rigetto del permesso di lungo periodo (prima carta di soggiorno) ad una puntuale e specifica verifica della pericolosità dello straniero, con esclusione di forme di automatismo preclusivo
  • TAR Lazio Sentenza del 1° marzo - 22 maggio 2012 n. 4618: non è applicabile, in quanto non previsto dalle specifiche disposizioni relative alla carta per soggiornanti di lungo periodo, l'automatismo previsto dall'art. 26 comma 7 bis, d.lg. n. 286 del 1998
  • Consiglio di Stato Sentenza del 9 marzo - 15 maggio 2012 n. 2801: l'art. 9 TUI. esplicitamente consente il rilascio della carta di soggiorno, e quindi ne impedisce la revoca, nei casi di intervenuta riabilitazione
  • TAR Lazio Sentenza del 10 gennaio - 5 aprile 2012 n. 3146: l'Amministrazione non può attribuire automatica valenza ostativa al rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno CE slp alla (unica) sentenza di condanna del ricorrente in data 16.2.2007, divenuta irrevocabile il 8.3.2007, ma deve effettuare una valutazione complessiva della posizione del ricorrente
  • TAR Liguria Sentenza dell'1 - 28 mazo 2012 n. 437: "l'invio della comunicazione ex art. 10 bis l. 241/90 e successive modifiche avrebbe consentito di chiarire le ragioni della mancata presentazione della richiedente presso la Questura nonché di appurare con certezza se a stessa conservasse interesse alla definizione del procedimento originato dalla sua istanza di rilascio del permesso CE slp"
  • TAR Lazio Sentenza del 6 dicembre 2011 - 13 marzo 2012 n. 2482: nelle ipotesi di provvedimento di revoca della carta di soggiorno non opera un meccanismo di automatismo preclusivo sulla sola considerazione del precedente penale del ricorrente, isolatamente considerato, ed in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente
  • TAR Piemonte Ordinanza del 7 - 8 marzo 2012 n. 169: illegittimo il diniego del rilascio del PdS CE slp a causa della mancanza di un contratto a tempo indeterminato
  • TAR Lazio Sentenza dell' 1 - 2 marzo 2012 n. 2143: a soggiornanti di lungo periodo, l'essere incorsi in un reato per violazione dei diritti d'autore, in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, non può costituire titolo preclusivo automatico al permesso di soggiorno per lavoro subordinato 
  • Consiglio di Stato Sentenza del 13 - 16 gennaio 2012 n. 130: la domanda di carta di soggiorno (ora denominata permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo) ancorché respinta può sempre formare oggetto di una nuova istanza in rapporto alle mutate condizioni della persona ed alla evoluzione del quadro normativo 
  • TAR Sardegna Sentenza del 23 novembre - 5 dicembre 2011 n. 1188: la norma di cui all'art. 9, comma 4, dello stesso Testo Unico, va estesa anche ai casi di prima richiesta dello stesso, e non solo ai momenti successivi al suo rilascio,  posto che la dianzi richiamata disposizione normativa non distingue affatto fra le due ipotesi, bensì disciplina in via generale "il permesso di soggiorno per lungo periodo" ed espressamente statuisce che "ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego di rilascio del permesso di soggiorno di cui al presente comma il Questore tiene conto altresì della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero"
  • TAR Lombardia Sentenza del 22 novembre - 1 dicembre 2011 n. 3014: "la revoca non poteva essere disposta sulla base della sola esistenza di una misura cautelare a carico del ricorrente poiché il terzo comma dell'art. 9 D.lgs. 286/98 prevede che debba esservi una sentenza di condanna anche non definitiva per procedere all'atto di autotutela (vedasi sul punto TAR Veneto 1440/2006)"
  • TAR Lombardia Sentenza del 22 novembre - 1 dicembre 2011 n. 3010: illegittimità sostanziale del provvedimento con cui le era stato revocato il permesso per soggiornante di lungo periodo per prolungata ed ingiustificata assenza dal territorio italiano. Non sono state valutate le ragioni che potevano giustificare la permanenza in Egitto di una madre con figlio in tenera età e che nel passato aveva dimostrato tutta l'intenzione di dimorare sul nostro territorio dove vivono abitualmente gli altri componenti della famiglia.
  • TAR Lombardia Sentenza del 22 novembre - 1 dicembre 2011 n. 3008: il ricorrente è stato condannato per reato che l'art. 4,coma 3, D.lgs. 286\98 ritiene ostativo al rinnovo del permesso senza lasciare alcun margine di discrezionalità all'autorità amministrativa anche quando come nel caso di specie si tratta di una sentenza non definitiva
  • TAR Campania Sentenza del 9 - 17 novembre 2011 n. 5387: ai soggiornanti di lungo periodo, e ai richiedenti il titolo di lungosoggiornanti, l'essere incorsi in un reato legato alla tutela del diritto di autore (di cui anche qui trattasi)"in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, non può costituire titolo preclusivo automatico
  • TAR Piemonte Sentenza del 26 ottobre - 9 novembre 2011 n. 1180: non può costituire motivazione sufficiente per negare il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo il fatto di avere in essere rapporti di lavoro a tempo determinato, senza tener conto della capacità reddituale derivante da contratti di lavoro a termine e/o atipici, , specie quando, come nel caso di specie, è documentato il possesso di redditi pregressi ampiamente positivi ed in progressivo incremento, dei quali la Questura avrebbe dovuto tenere conto per formulare la prognosi in ordine alla capacità futura dell'interessato
  • TAR Toscana Sentenza del 19 ottobre - 4 novembre 2011 n. 1627: "il provvedimento in questione, come denunciato dal ricorrente, appare carente di motivazione e di istruttoria recando unicamente la stringata ed erronea affermazione secondo la quale "la condanna è ostativa al mantenimento permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo", ma senza che sia stata compiuta alcuna delle valutazioni imposte dalla legge in ordine alla situazione di lungo soggiornante attribuibile al deducente, anche con riferimento alla situazione lavorativa o all'esistenza di legami sociali e familiari"
  • TAR Piemonte Sentenza del 12 - 27 ottobre 2011 n. 1133: "se – come nella presente fattispecie – l'interessato riesce a dimostrare il possesso del reddito minimo anche avvalendosi di voci reddituali diverse da quelle da lavoro, purché ovviamente "lecite", come ad esempio i proventi dell'assegno familiare mensile, ciò deve ritenersi del tutto idoneo ad integrare il requisito richiesto dalla legge ai fini del rilascio del permesso CE slp"
  • TAR Piemonte Sentenza del 12 - 27 ottobre 2011 n. 1129: "l'anzianità quinquennale del permesso di soggiorno non risulta espressamente richiesta per il coniuge o i figli minori conviventi per i quali pure sia stato richiesto il titolo"
  • TAR Lazio Sentenza del 20 - 24 ottobre 2011 n. 8163: legittimo il diniego del visto di reingresso per titolare di carta di soggiorno - in quanto assente dal TN per più di due anni; per i quali casi, la normativa prevede che il titolare della Carta di soggiorno possa assentarsi non oltre i dodici mesi dal TN", non risultando sufficiente quale motivo presentato dalla ricorrente un certificato medico per il minore ***** il quale aveva, in un incidente domestico, subito delle scottature, e che venne curato presso la *** per circa quindici giorni (dal 20.6.2010 al 4.7.2010)
  • TAR Toscana Sentenza del 6 - 18 ottobre 2011 n. 1506: in presenza di familiari a carico il requisito reddituale non può ritenersi soddisfatto ove inferiore ai minimi stabiliti dall'art. 29 co. 3 lett. b) del D.Lgs. n. 286/98, trattandosi di soggetti sprovvisti di titolo autonomo di soggiorno al di fuori del diritto al ricongiungimento familiare, e la cui permanenza in Italia dipende appunto dal possesso, in capo al familiare sul quale gravano ai fini del sostentamento, di redditi superiori a quelli sufficienti per il soggiorno individuale. Diversamente opinando, la presentazione della richiesta a titolo individuale rappresenterebbe un fin troppo facile espediente per eludere la verifica dei presupposti cui il rilascio del permesso CE è subordinato
  • TAR Lombardia Sentenza del 4 - 13 ottobre 2011 n. 2425: è stato emesso dalla suddetta Questura il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo per motivi di lavoro subordinato; il che ha determinato il venir meno dell'interesse del ricorrente alla prosecuzione del giudizio in questione e la presente pronuncia di improcedibiltà del ricorso
  • TAR Piemonte Sentenza del 28 settembre - 13 ottobre 2011 n. 1089: l'eventuale diniego di rilascio del permesso per lungo soggiornanti debba essere sorretto da una motivazione articolata su tutti gli elementi che hanno contribuito a formare il giudizio di pericolosità, con esclusione di automatismi, tenendosi quindi in debito conto, ai sensi dell'art. 8 CEDU, la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero 
  • TAR Lombardia Sentenza del 4 - 5 ottobre 2011 n. 2375: illegittima la mancata concessione di un permesso di altro tipo invece del richiesto permesso CE slp dal momento che il giudizio sulla pericolosità sociale non appare pertinente poiché che il reato commesso non è tra quelli che ostano alla concessione di un permesso di soggiorno e manca qualunque valutazione in concreto della pericolosità stessa
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 - 29 settembre 2011 n. 2321"al ricorrente, in quanto richiedente permesso di soggiorno di lungo periodo, non si applica, ai fini del computo della durata dell' interruzione del soggiorno, il termine previsto dall'art. 13 comma 4, d.P.R. 31 agosto 1999 n. 394, secondo il quale « il permesso di soggiorno non può essere rinnovato (...) quando risulta che lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi (...) salvo che detta interruzione sia dipesa (...) da (...) gravi e comprovati motivi», bensì il diverso termine previsto dall'art. 9 c. 6 del D. Lgs. 286/98 secondo il quale "le assenze dello straniero dal territorio nazionale non interrompono la durata del periodo di cui al comma 1 e sono incluse nel computo del medesimo periodo quando sono inferiori a sei mesi consecutivi e non superano complessivamente dieci mesi nel quinquennio, salvo che detta interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari, da gravi e documentati motivi di salute ovvero da altri gravi e comprovati motivi"."
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 - 21 settembre 2011 n. 2257: illegittimo il silenzio - inadempimento sull'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo
  • TAR Lazio Sentenza depositata il 21 giugno 2011 n. 5530: sussiste l'obbligo di provvedere della pubblica amministrazione a mente dell'articolo 9, comma 1 del d.lgs. 286/98 il quale prevede che il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo possa essere richiesto per sé e per i familiari di cui all'articolo 29, comma 1. Tale norma non può che significare che, ferma la verifica dei requisiti da riferire al nucleo familiare (reddito sufficiente ed alloggio adeguato), l'anzianità quinquennale del permesso di soggiorno non è necessaria per il coniuge o i figli minori conviventi, per i quali pure sia stato richiesto detto titolo
  • TAR Toscana Sentenza del 16 giugno 2011 n. 1072: "anche se il termine per il rilascio della carta di soggiorno ex articolo 9, comma 2, d.lgs. n. 286/98 richiamato dalla ricorrente fosse considerabile perentorio, il Collegio rileva che al caso di specie, di ritenuto danno da ritardo, può comunque ritenersi applicabile quanto previsto dall'articolo 1227, comma 2, c.c., secondo cui il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza. Considerato, infatti, che nel caso di specie l'interessata poteva attivare i rimedi giuridici, una volta trascorso il termine di novanta giorni di cui all'articolo 9, comma 2, d.lgs. cit., per rimuovere le situazioni di inerzia istruttoria e provvedimentale, dovendo altrimenti ogni altra e diversa ipotesi di ritardo addebitarsi anche alla negligenza del privato, ex articolo 1227 comma 2, c.c., o quantomeno al suo disinteresse"
  • TAR Lazio Sentenza del 19 aprile 2011 n. 3426: mentre per il rilascio e per il rinnovo del permesso di soggiorno l'articolo 5, comma terzo, del D.Lgs. 25 luglio 1998 n. 286 detta una disciplina rigida che impone il rigetto delle istanze in presenza di determinate condanne penali a carico del richiedente, per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo l'articolo 9, comma quarto, del succitato D.Lgs. n. 286/98, a differenza del precedente articolo 5, comma 3, non prevede alcun automatismo, ma attribuisce all'autorità amministrativa un potere discrezionale che le consente e le impone di valutare caso per caso l'effettiva pericolosità sociale del richiedente
  • TAR Toscana Sentenza del 15 aprile 2011 n. 705: "l'articolo 9, comma 4, del TU sull'immigrazione (così come novellato dal d.lgs. n. 3 del 2007, emesso in attuazione della Direttiva n. 2003/109/Ce), nello stabilire che il permesso per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato allo straniero pericoloso per l'ordine pubblico, sostituisce l'apprezzamento in concreto della pericolosità dello straniero all'automatismo determinato, perlomeno in alcune ipotesi, dalla normativa previgente"
  • TAR Toscana Sentenza del 1° aprile 2011 n. 368: "ove sia presentata l'istanza di rilascio della carta di soggiorno, l'articolo 9, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998, come modificato dal d.lgs. n. 3/2007, ai fini della valutazione della pericolosità dello straniero non ritiene sufficiente la sussistenza di condanne per i reati previsti dall'articolo 380 c.p.p., né, limitatamente ai delitti non colposi, dall'articolo 381 c.p.p., ma impone di considerare, altresì, la durata del soggiorno dello straniero, nonché il suo inserimento sociale, familiare e lavorativo. Il medesimo discorso deve farsi anche quando, come nella fattispecie per cui è causa, sia presentata l'istanza di aggiornamento della carta di soggiorno, e ciò tanto più perché in detta fattispecie la P.A. non solamente ha respinto l'indicata istanza, ma ha anche proceduto alla revoca della carta di soggiorno."
  • TAR Lombardia Sentenza del 1° aprile 2011 n. 871: violazione dell'articolo 5,comma 5, D.lgs. 286\98: dopo la richiesta del permesso Ce slp, ma prima dell'emanazione del provvedimento impugnato, la ricorrente aveva intrapreso un'attività di lavoro autonomo da cui ricava proventi sufficienti per il suo mantenimento.
  • TAR Lombardia Sentenza del 1° aprile 2011 n. 868: la condanna per i reati di maltrattamento di minore e di esercizio abusivo della professione medica é ostativa l rilascio del permesso CE slp
  • TAR Veneto Sentenza del 15 marzo 2011 n. 430: il comma 4 dell'articolo 9 del D. Lgs. n° 286 del 1998 stabilisce che ai fini dell'adozione di un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo il Questore tiene conto della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero, e nel caso in questione l'Amministrazione non ha effettuato detta valutazione
  • TAR Veneto Sentenza del 15 marzo 2011 n. 429: risulta violato  l'articolo 9, comma 4 TUI il quale stabilisce che ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego di rilascio del permesso di soggiorno CE slp  il questore tiene conto altresì della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero , in quanto la valutazione di tali elementi è stata omessa
  • TAR Toscana Sentenza del 15 marzo 2011 n. 459: l'impugnativa ha ad oggetto il decreto mediante il quale il Questore  ha revocato il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, rilasciato al ricorrente in seguito all'adozione di provvedimento cautelare ad opera di questo stesso tribunale, nell'ambito del ricorso promosso dal predetto ricorrente avverso un precedente diniego di rilascio del permesso per lungosoggiornanti
  • TAR Toscana Sentenza del 1° marzo 2011 n. 386: ove sia presentata l'istanza di aggiornamento della carta di soggiorno, l'articolo 9, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998, come modificato dal d.lgs. n. 3/2007, ai fini della valutazione della pericolosità dello straniero non ritiene sufficiente la sussistenza di condanne per i reati previsti dall'articolo 380 c.p.p., né, limitatamente ai delitti non colposi, dall'articolo 381 c.p.p., ma impone di considerare, altresì, la durata del soggiorno dello straniero, nonché il suo inserimento sociale, familiare e lavorativo.
  • TAR Veneto Sentenza del 28 febbraio 2011 n. 324: "si manifesta fondato il profilo di violazione dell'articolo 10 bis L. 241/90, in quanto, se il ricorrente fosse stato preavvisato del mancato accoglimento della sua domanda di carta di soggiorno, avrebbe potuto fornire elementi, relativi al reddito percepito, utili per una più completa istruttoria
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 febbraio 2011 n. 415: ricorso avverso il rigetto dell'istanza di rilascio di permesso per soggiornanti dilungo periodo motivata sulla base dell'esistenza di una condanna per reato in materia di stupefacenti e per la mancanza di prova circa la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo minimo dell'assegno sociale
  • TAR Lombardi Sentenza del 7 febbraio 2011 n. 366: nel caso in cui venga richiesto un permesso di soggiorno per soggiornante di lungo periodo la commissione di un reato, ricompreso tra quelli che l'articolo 4,comma 3, T.U. Imm. ritiene automaticamente ostativa per la concessione o il rinnovo del permesso di soggiorno, deve essere oggetto di una valutazione discrezionale in concreto sulla pericolosità dell'extracomunitario che ha presentato l'istanza. Tale valutazione non è stata compiuta dal Questore che ha affidato la motivazione ad un formula stereotipata in virtù della quale la gravità del reato commesso è di per sé sintomo di pericolosità.
  • TAR Veneto Sentenza del 1° febbraio 2011 n. 154"é fondata e assorbente la dedotta censura di difetto di motivazione in ordine alle circostanze di cui all'articolo 5 comma 5 bis del legislativo 286/98 (così come modificato a seguito del decreto legislativo n. 5 dell'8 gennaio 2007) ai sensi del quale, con riguardo ai ricongiunti, o di coloro che hanno esercitato il diritto di ricongiungimento in sede rinnovo del permesso di soggiorno (a fortiori deve ritenersi con riferimento alla revoca della carta di soggiorno), l'Amministrazione deve tener conto della natura dei vincoli familiari, della durata del soggiorno nel territorio nazionale nonché dei legami familiari, culturali e sociali nel paese d'origine."
  • Consiglio di Stato Sentenza del 14 dicembre 2010 - 31 gennaio 2011 n. 718: diniego del rilascio permesso di soggiorno CE per soggiornati di lungo periodo in ragione della condanna per il reato di produzione, traffico e detenzione pluriaggravata di sostanze stupefacenti e della pericolosità sociale
  • TAR Campania Sentenza del 19 gennaio 2011 n. 362: l'eventuale diniego di rilascio del permesso per lungo soggiornanti deve essere sorretto da una motivazione articolata su tutti gli elementi che hanno contribuito a formare il giudizio di pericolosità, con esclusione di automatismi, tenendosi quindi in debito conto, ai sensi dell'articolo 8 CEDU, la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero
  • TAR Campania Sentenza del 19 gennaio 2011 n. 356: ai richiedenti il titolo per soggiornanti di lungo periodo, l'essere incorsi in un reato legato alla tutela del diritto di autore in carenza di puntuale accertamento sulla pericolosità del richiedente, non può costituire titolo preclusivo automatico
  • Tar Lombardia, Sentenza del 24 settembre 2010 n. 6461: possibile il rilascio del Permesso CE per soggiornanti di lungo periodo anche ai titolari di permesso per assistenza minore (ex art. 31, comma 3 TU)
  • TAR Lombardia, sentenza del  21 settembre 2010 n. 6353: annullato il provvedimento con il quale il Comune di Milano aveva revocato un sussidio di assistenza agli anziani stranieri regolarmente residenti ma privi di carta di soggiorno (o permesso CE lungo soggiornanti)
  • TAR Campania, Ordinanza del 28 luglio 2010 n°1614: non sono ostative al rilascio del pse di lungo periodo le condanne per reati di ricettazione e violazione delle norme sul diritto di autore, ma occorre valutare la concreta pericolosità sociale dell'istante.
  • TAR Piemonte, Ordinanza dell'8 luglio 2010 n. 539: illegittimo il diniego del pds CE per soggiornanti di lungo periodo per il solo motivo della mera mancanza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
  • TAR Umbria Sentenza del 26 - 27 maggio 2010 n. 337: l'art. 9 TUI richiede solamente un determinato reddito ma non specifica che si debba trattare di reddito prodotto in Italia o comunque assoggettato alla imposizione fiscale in Italia, per cui il reddito prodotto all'estero va valutato ai fini del rilascio per permesso di soggiorno CE
  • TAR Liguria, Sentenza del 4 febbraio - 14 aprile 2010 n. 1654: la P.A. non può negare la carta di soggiorno e nello stesso provvedimento negare anche il rinnovo del permesso in possesso senza una specifica e autonoma valutazione dei presupposti
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 3 - 16 dicembre 2009 n. 3035:deve ritenersi l'illegittimità della impugnata revoca della carta di soggiorno emanata in palese violazione dell'articolo 9 del d.lgs 25 luglio 1998 n. 286 del 1998, come modificato dal d.lgs 8 gennaio 2007 n. 3, per non aver adeguatamente valutato la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero ai fini della sua appartenenza alla categoria delle persone socialmente pericolose.
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 3 luglio 2009 n. 1030: la condanna definitiva per il reato di spaccio di stupefacenti comporta automaticamente la revoca del permesso di soggiorno. Un'eventuale istanza per il rilascio del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti non può produrre l'obbligo per l'Amministrazione di valutare in concreto la pericolosità sociale dell'interessato, nonché la durata del suo soggiorno ed il grado di inserimento socio-lavorativo in Italia, per cui il diniego del permesso di soggiorno CE è consequenziale alla revoca del permesso di soggiorno.
  • TAR Veneto Sentenza del 16 giugno 2009 n. 1801: illegittimo il diniego di carta di soggiorno per erronea interpretazione delle caratteristiche e dei requisiti dell'"alloggio idoneo" per sé ed i propri familiari
  • TAR Umbria Sentenza del 27 -28 maggio 2009 n. 263: il familiare del cittadino extracomunitario titolare del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti può avere accesso al medesimo titolo di soggiorno anche qualora non abbia maturato personalmente il periodo di soggiorno quinquennale sul territorio dello Stato. La verifica di tale requisito va fatta soltanto con riferimento al richiedente principale e non anche ai suoi familiari.
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 15 aprile 2009 n. 444: non è applicabile, in quanto non previsto dalle specifiche disposizioni relative alla carta per soggiornanti di lungo periodo, l'automatismo previsto dall'art.26, c.7 bis (revoca del titolo di soggiorno in caso di condanna per reati in materia di diritti d'autore)
  • Consiglio di Stato Sentenza del 17 febbraio 2009 n. 896: il diniego della carta di soggiorno non è mera conseguenza del possibile  diniego del permesso di soggiorno
  • T.A.R. Emilia-Romagna, sez. I, 21 gennaio 2009 n. 73: ai fini della revoca della carta di soggiorno la sentenza patteggiata è equiparata dal Legislatore a quella di condanna, in mancanza di un'espressa previsione di deroga
  • Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione del 17 dicembre 2008, n. 896: la condanna per i reati in materia di diritto d'autore, ai sensi dell'art. 26, comma 7 bis, d.lgs 286/98, comporta la sola revoca del permesso di soggiorno rilasciato allo straniero per motivi di lavoro, dovendosi invece escludere analoghi effetti rispetto al rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, in quanto nella previsione di cui all'art. 9 del d.lgs 286/98 non vi è menzione alcuna di un simile automatismo
  • TAR Piemonte - sentenza del 20 giuno 2008 n. 1400: la Questura, ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, deve valutare anche la durata del soggiorno nel territorio italiano, dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo del cittadino staniero ai sensi dell'articolo 9 comma 5 del D.Lgs. 3/2007.
  • TAR Emilia-Romagna Sentenza 22 maggio - 6 giugno 2008 n. 2340: al cittadino straniero può essere rilasciato il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo di cui all'articolo 9 del TU citato, in considerazione della durata del soggiorno, dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo, e nonostante le pregresse vicende anche di rilievo penale.
  • TAR Umbria sentenza del 21 maggio 2008 n. 167: é legittimo il diniego di rilascio della carta di soggiorno e il contestuale diniego di rinnovo del permesso di soggiorno al cittadino straniero condannato con sentenza patteggiata per reati inerenti lo spaccio di stupefacenti.
  • TAR Valle d'Aosta Sentenza 15 maggio 2008 n. 48: é illegittimo il diniego di rilascio di carta di soggiorno alla figlia minore per la ritenuta inadeguatezza alloggiativa prescritta dalle norme in vigore.
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 22 aprile 2008 n. 1525: il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo va rilasciato anche se il richiedente ha con contratto di lavoro a tempo determinato
  • TAR Veneto Sentenza del 17 aprile 2008 n. 986: é legittimo diniego carta soggiorno per accertata invalidità dei titoli precedenti
  • Consiglio di Stato decisione del 1° - 14 aprile 2008 n. 1596: nel negare lo status di soggiornante di lungo periodo per ragioni di ordine pubblico o pubblica sicurezza, si deve tener conto della gravità o del tipo di reato contro l'ordine pubblico o la sicurezza pubblica o del pericolo rappresentato dalla persona in questione, prendendo altresì nella dovuta considerazione la durata del soggiorno e l'esistenza di legami con il paese di soggiorno
  • Consiglio di Stato, decisione del 4 marzo 2008 n. 2448: é legittimo il diniego del rilascio della carta di soggiorno per i titolari di permesso di soggiorno fuori quota per lavoratori nel settore dello spettacolo  
  • TAR Emilia Romagna 6 Dicembre 2007i cinque anni di soggiorno necessari per la domanda del Permesso Ce soggiornanti lungo periodo possono comprendere anche il periodo della regolarizzazione 2002
  • TAR Puglia - Sentenza del 19 Ottobre 2007 n. 2592/2007: sul rispetto del termine di 90 giorni per il rilascio del Permesso CE soggiornanti di lungo periodo
  • Consiglio di Stato Ordinanza del 3 luglio 2007 n 3450: Pds Ce per soggiornanti di lungo periodo. Una condanna non è di per sè ostativa al rilascio
  • TAR Veneto Sentenza n 449/2006: per ottenere la carta di soggiorno per stranieri (ora Permesso soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo) è necessario avere un permesso valido rinnovabile un indeterminato numero di volte e reddito sufficiente, senza che questo sia necessariamente legato ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato.