Decreti flussi

 

  • TAR Veneto Sentenza del 3 novembre 2016 pubblicata l'8 novembre 2016 n. 1245: il presupposto normativo cui l'articolo 14 comma 6 del d.p.r. 394/1999 subordina la possibilità di convertire il titolo di soggiorno è il fatto che il percorso formativo si sia concluso prima della scadenza del permesso di soggiorno per tirocinio. È invece evidente che, non avendo parte ricorrente richiesto alcuna proroga del permesso di soggiorno, ha portato a termine il tirocinio in situazione di illegalità. A nulla rilevano le circostanze cui possa essere dovuto il ritardo di inizio del tirocinio, trattandosi di argomentazioni che, come già precisa l'atto impugnato, andavano semmai valorizzate proprio al fine di ottenere la proroga del permesso di soggiorno per l'espletamento del tirocinio, che invece non è stata chiesta 
  • TAR Lomardia Sentenza del 12 ottobre 2016  pubblicata il 15 ottobre 2016 n. 1350: se il legislatore non interviene a precisare le "condizioni" di conversione del titolo di soggiorno per lavoro stagionale in lavoro non stagionale, la materia non può che essere affidata alla discrezionalità dell'amministrazione; non è certo arbitrario esercitare tale discrezionalità in modo uniforme e richiedere, come si è visto, una "stagione" completa di lavoro, senza la quale, ragionevolmente, non di lavoratore stagionale si potrebbe parlare, ma piuttosto di lavoratore occasionale
  • TAR Veneto Sentenza del 6 ottobre 2016 pubblicata l'11 ottobre 2016 n. 1122: la prefettura ha disposto la revoca del contratto di soggiorno modello Q e della richiesta di permesso di soggiorno modello 209 a suo tempo rilasciate al ricorrente all'esito di una domanda di conversione del permesso di soggiorno per studio in corso di validità in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, ai sensi degli artt. 14 comma 6 e 39 comma 9 del DPR n.394/99 e successive modifiche ed integrazioni, nell'ambito delle quote stabilite dal D.P.C.M. 11/12/2014, concernente la Programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello Stato per l'anno 2014  
  • Consiglio di Stato Sentenza del 30 agosto 2016 pubblicata il 10 ottobre 2016 n. 4168: la controversia si incentra sulla legittimità o meno della interpretazione che lo Sportello Unico per l'immigrazione presso la Prefettura di Pesaro ed Urbino ha dato dell'art 24, comma 4, del D.LGS n. 286/1998, nella parte in cui dispone che il lavoratore subordinato stagionale « può, inoltre, convertire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, qualora se ne verifichino le condizioni»
  • TAR Piemonte Sentenza del 13 aprile - 13 maggio 2016 n. 664: il tirocinio formativo si configura, nel caso di specie, come la prosecuzione del corso di studio, per cui la domanda della ricorrente avrebbe dovuto essere valutata non come domanda di conversione del permesso da studio a lavoro, ma come domanda di rinnovo per permesso precedentemente ottenuto per frequentare il corso presso l'Istituto alberghiero di Acqui Terme
  • TAR Veneto Sentenza dell'11 febbraio - 3 marzo 2016 n. 237: illegittimo il provvedimento di rigetto dell'istanza di conversione ai sensi del D.P.C.M. 11 dicembre 2014 del permesso di soggiorno per motivi di studio in un diverso titolo per ragioni di lavoro subordinato,anche perché l'assenza della specificazione del preciso motivo ostativo nel preavviso di rigetto ha impedito al ricorrente di dimostrare che il limite di 20 ore settimanali, pur superato nella fase iniziale del rapporto di lavoro, non avrebbe impedito comunque il rispetto dell'ulteriore presupposto relativo al limite di 1.040 di ore annuali
  • TAR Lombardia Sentenza del 17 - 22 febbraio 2016 n. 277:  la ricorrente impugna il provvedimento con il quale la Prefettura di Brescia ha respinto la sua richiesta di una quota di conversione del permesso di soggiorno lungosoggiornanti di altro Paese membro dell'Unione europea- UE ovvero di nulla osta al lavoro autonomo per stranieri muniti di permesso di soggiorno UE
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 22 ottobre 2015 - 22 febbraio 2016 n. 211: il nulla osta richiesto il 14.3.2006 e poi rilasciato dalla stessa Questura di Pesaro Urbino il 3.10.2007 ha ingenerato nel ricorrente un legittimo affidamento in ordine alla possibilità di rientrare in Italia. Del resto va revocato in dubbio che il controllo AFIS sui rilievi dattiloscopici abbia dato esito positivo sol che si tenga mente che l'espulsione ha colpito ** mentre l'autorizzazione rientrante nei flussi giaceva – al momento della espulsione - da oltre un anno con la indicazione non solo del nome di persona per esteso (**), ma anche con gli estremi del passaporto (**) della Repubblica del Senegal
  • TAR Lombardia Sentenza del 18 dicembre 2015 - 15 febbraio 2016 n. 320: l'interessato non poteva accedere alla procedura di ingresso basata sulle quote flussi per lavoratori dipendenti, in quanto il precedente decreto di espulsione e la condanna per ingresso abusivo ne precludevano il rientro in Italia, rientro reso possibile solo dal comportamento fraudolento dello straniero medesimo, che, nel corso degli anni, ha dichiarato false generalità per introdursi in Italia dopo essere stato espulso. Il nulla osta e il visto all'ingresso in Italia gli sono stati rilasciati solo in ragione del comportamento truffaldino posto in essere negli anni e per il quale è stato condannato per ingresso illecito in Italia. Ne consegue che, nonostante la formale esistenza di un visto e di un nulla osta, resta fermo che lo straniero si trova in una condizione che ne esclude il soggiorno in Italia per lavoro subordinato
  • TAR Marche Sentenza del 22 gennaio - 4 febbraio 2016 n. 77: non può essere convertito (cioè modificato nei suoi elementi essenziali, come oggetto e durata) un titolo ormai scaduto e privo di efficacia, dovendosi, in tal caso, parlare di rinnovo dello stesso titolo o di rilascio (ex novo) di un titolo diverso. La validità del permesso stagionale, alla data della domanda di conversione, rientra quindi tra le "condizioni" cui allude il citato art. 24 comma 4
  • TAR Veneto Sentenza del 14 - 29 gennaio 2016 n. 87: il ricorso è fondato perché nel caso di specie la decisione dell'amministrazione è intervenuta dopo la positiva conclusione del tirocinio; invero il ritardo nell'inizio di tale percorso formativo ben avrebbe potuto essere fonte di una proroga del primo permesso di soggiorno qualora la decisione sulla richiesta di conversione, tempestivamente inoltrata prima della scadenza dello stesso, fosse stata riscontrata da un'altrettanto tempestiva decisione che avesse permesso al ricorrente di conoscere per tempo l'orientamento dell'amministrazione. In altre parole, se l'amministrazione avesse subito riscontrato negativamente la richiesta di conversione il ricorrente avrebbe avuto tempo di chiedere una proroga dell'originario permesso di soggiorno, dimostrando che il ritardo non era dipendente da cause a lui imputabili
  • TAR Lombardia Sentenza del 21 – 23 gennaio 2016 n. 118: con il provvedimento impugnato il ricorrente ha visto respingere la propria richiesta di nullaosta al lavoro poiché "l'azienda, in attività dal 2007, non risulta aver avuto alle proprie dipendenze personale e considerato che l'attività è svolta sui contratti di soccida sottoscritti periodicamente con diversi soccidanti non sussistono le condizioni per l'ingresso di personale dall'estero". Va premesso che la soccida, come risulta dalla comune esperienza, ma anche dal doc. 5 ricorrente prodotto, è un contratto col quale un soggetto affida al soccidario un certo numero di animali, nella specie tacchini, perché questi li allevi ed accresca, con l'accordo di dividere l'eventuale profitto. Ciò comporta che il soccidario, nella specie il ricorrente, sia tenuto ad una continua e potenzialmente onerosa attività di cura e governo degli animali, per la quale non è di per sé illogico si voglia assumere un collaboratore. Ciò posto, la motivazione del diniego risulta non comprensibile
  • Consiglio di Stato Sentenza del 12 novembre - 30 dicembre 2015 n. 5878: l'Amministrazione si è basata per negare la ammissione della conversione del permesso da stagionale a non stagionale del ricorrente sui due seguenti assunti: (a) si può chiedere la "conversione" di un permesso di soggiorno solo se il permesso è ancora in corso di validità, ossia prima della scadenza del medesimo; (b) il termine così individuato si deve ritenere imposto a pena di decadenza. Questo Collegio osserva che la supposta natura decadenziale del termine non appare invece coerente con il sistema, dato che quest'ultimo, all'art. 5, comma 5, del t.u., impone di tenere in considerazione, in favore del rilascio del permesso di soggiorno, gli "elementi sopravvenuti" e insieme vieta di considerare preclusive le "irregolarità amministrative sanabili". Queste disposizioni, invero, implicano che non vi siano termini decadenziali basati esclusivamente sul dato cronologico
  • TAR Lombardia Sentenza del 4 - 9 novembre 2015 n. 1450: se il legislatore non interviene a precisare le "condizioni" di conversione [del permesso lavoro stagionale a permesso lavoro non stagionale nell'ambito del cd. decreto flussi] , la materia non può che essere affidata alla discrezionalità dell'amministrazione; in secondo luogo, non è certo arbitrario esercitare tale discrezionalità in modo uniforme e richiedere, come si è visto, una "stagione" completa di lavoro, senza la quale, ragionevolmente, non di lavoratore stagionale si potrebbe parlare, ma piuttosto di lavoratore occasionale
  • TAR Piemonte Sentenza del 30 settembre - 30 ottobre 2015 n. 1530: nel caso in questione, la domanda di conversione del permesso di studio in permesso di lavoro nell'ambito del decreto Flussi è stata inviata allo Sportello Unico circa 10 mesi dopo la scadenza del permesso di soggiorno, cosicchè l'esito infruttuoso della stessa non pare, in verità, riconducibile ad omissioni o ritardi dell'Amministrazione, quanto, piuttosto proprio alla tardiva richiesta del ricorrente, che afferma di aver inoltrato dapprima, il 25.06.2014, (sempre dopo la scadenza del permesso per studio) istanza di rinnovo del titolo – senza coltivare, poi, tale domanda, evidentemente carente dei presupposti - e di aver solo successivamente presentato la richiesta di conversione
  • TAR Lombardia Sentenza del 14 - 27 ottobre 2015 n. 1380: il ricorrente, in Italia dal 2010, completata la propria formazione e reperita un'attività lavorativa, ha, nel 2011, chiesto la conversione del suo permesso, a gravare sulle apposite "quote" a tal fine previste per l'anno 2011. La mancata, tempestiva, conclusione del procedimento non gli ha consentito di rientrare nell'assegnazione di tale contingente, ma la conversione gli è stata negata anche se, nel 2014, è stato previsto un nuovo contingente a tal titolo (ulteriore rispetto a quello del 2011, in relazione al quale aveva presentato la propria domanda mai esitata), in relazione all'assegnazione del quale, si sostiene nel ricorso, alla sua domanda si sarebbe dovuta riconoscere precedenza (proprio in quanto già presentata nel 2011)
  • TAR Veneto Sentenza del 10 - 29 giugno 2015 n. 748: al momento dell'entrata del lavoratore nel Paese la datrice di lavoro, come precisato nell'atto impugnato, già risultava essersi disinteressata della sua pratica ed essersi resa di fatto irreperibile. La revoca del nulla osta era pertanto atto dovuto e il lavoratore, che potrà semmai avere ragione di dolersi nei confronti di coloro che lo avessero indotto a fare ingresso nel nostro paese sulla base di una situazione basata su premesse incerte e quanto meno dubbie - non può vantare alcun diritto o aspettativa che dir si voglia ad ottenere un permesso di soggiorno che la legge subordina alla verifica di una situazione di fatto e di diritto che nel caso di specie risulta del tutto assente
  • TAR Toscana Sentenza del 12 febbraio - 15 maggio 2015 n. 782: la Prefettura revocava il nulla osta al lavoro subordinato domestico rilasciato alla sig.ra ** il 6 agosto 2013 e il conseguente contratto di soggiorno stipulato in data 9 settembre 2013 e, per gli effetti, dichiarava nulla la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno, non risultando la sig.ra ** titolare di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da un altro Stato dell'Unione Europea, requisito indispensabile per poter ottenere la conversione di tale permesso in permesso di soggiorno per lavoro subordinato in Italia, ma non ha effettuato alcuna valutazione in ordine all'esistenza di un preminente interesse di rilievo pubblico all'adozione della misura di ritiro in raffronto all'affidamento ingenerato nella ricorrente destinataria del provvedimento favorevole. Quest'ultima, infatti, aveva riposto un ragionevole affidamento nella regolarità del procedimento già avviato, tanto da aver stipulato un regolare contratto di soggiorno e di locazione, ed inserito il figlio minore a scuola
  • TAR Lombardia Sentenza del 21 gennaio - 9 aprile 2015 n. 907: l'amministrazione intimata, attivatasi solo in data 9 maggio 2012 rispetto alla domanda del 31.01.201, ha ritenuto di poter rigettare l'istanza di regolarizzazione per cui è causa, nonostante avesse saputo per tempo che l'attività imprenditoriale dell'originario richiedente era stata nel frattempo rilevata dal figlio, sig. **, odierno ricorrente. Questi aveva espressamente manifestato la propria volontà di assumere il lavoratore, esercitando la facoltà contemplata dalla circolare del Ministero dell'Interno del 7 luglio 2006 n. 2570, per il caso di decesso del datore di lavoro o cessazione d'azienda. Tale comportamento ridonda senza dubbio nell'eccesso di potere per difetto di istruttoria
  • Consiglio di Stato Sentenza del 19 febbraio - 10 marzo 2015 n. 1229: "nella fattispecie, come pure ha correttamente rilevato il T.A.R., non poteva essere applicato l'art. 22, comma 11, del d. lgs. n. 286 del 1998, secondo cui la perdita del posto di lavoro, anche per dimissioni dello straniero lavoratore, non costituisce motivo di revoca del permesso di soggiorno già ottenuto considerato che l'indicata disposizione si riferisce agli stranieri già in possesso del permesso di soggiorno e non anche agli stranieri che, come l'appellante, hanno interrotto il rapporto di lavoro per il quale sono stati ammessi in Italia ancor prima di ottenere il permesso di soggiorno"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 12 - 26 febbraio 2015 n. 185: nella fattispecie l'Amministrazione ha indicato, quale ragione ostativa alla concessione del nulla-osta, la circostanza che "…l'azienda durante l'anno 2013 non ha effettuato le dovute comunicazioni all'INPS per i rapporti di lavoro instaurati …", senza però preventivamente ammettere il ricorrente alla regolarizzazione della sua posizione contributivo-previdenziale
  • TAR Piemonte Sentenza del 14 - 30 gennaio 2015 n. 173: allorché non si perfezioni il rapporto di lavoro autorizzato in sede di nulla-osta, è la ratio del complessivo art. 22 del d.lgs. n. 286 del 1998, in rapporto al sistema delle quote di ingresso, ad escludere che lo straniero possa legittimamente permanere sul territorio nazionale
  • TAR Marche Sentenza dell'8 - 21 gennaio 2015 n. 41: l'Amministrazione, prima di negare il rilascio del permesso di soggiorno per mancata formalizzazione del rapporto con la ditta che aveva ottenuto il nulla osta all'assunzione (e per causa ad essa esclusivamente imputabile), deve considerare tutti gli elementi sopravvenuti a norma dall'art. 5 comma 5 del D.Lgs. n. 286/1998, tra cui eventuali nuove occupazioni come nel caso in esame (in assenza delle quali sarebbe comunque possibile rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione). Sul punto va ulteriormente aggiunto che l'intervenuta revoca del nulla osta concesso alla ditta ** esplica effetti esclusivamente verso quest'ultima, ma non preclude le ulteriori valutazioni, in favore del lavoratore e di eventuali nuovi datori di lavoro, di cui si è detto in precedenza
  • TAR Lazio Sentenza del 2 dicembre 2014 - 19 gennaio 2015 n. 810le ipotesi in cui il legislatore espressamente preclude la conversione del titolo non si riducono ai soli e specifici lavoratori di cui all'art.27 del T.U. ma includono anche altre fattispecie per le quali opera o non opera il meccanismo di contingenza, non escludendo, pertanto, la percorribilità di una tesi esegetica che, facendo leva sulla dizione impiegata dal Legislatore, giunge a ritenere ammissibile la conversione del p.s. per motivi religiosi in quanto non espressamente (come nei plurimi casi sopra evidenziati) esclusa. Inoltre, il provvedimento questorile è incongruo in quanto sanzionare l'allontanamento dall'istituzione ecclesiale con la revoca del permesso per motivi religiosi, oltre ad impedire ogni possibilità di conversione del permesso stesso, darebbe vita ad una sanzione accessoria che si cumula con quella canonica di espulsione dall'Ordine in violazione dei principi rivenienti dal Nuovo Concordato del 1984
  • TAR Lombardia Sentenza del 17 - 30 dicembre 2014 n. 1462: incombe in capo al datore di lavoro l'onere di rappresentare ogni mutamento della propria capacità reddituale, tale da far venir meno la possibilità di sostentamento del lavoratore, e l'onere deve essere tempestivamente assolto onde consentire all'Amministrazione di assumere per tempo i provvedimenti del caso in relazione al nulla osta rilasciato, sì da evitare che il meccanismo delle richieste di assunzione di lavoratori stranieri si risolva in un escamotage per aggirare la normativa in materia di ingresso e soggiorno degli stranieri nel nostro paese
  • TAR Lazio Sentenza del 16 ottobre - 15 dicembre 2014 n. 12693: l'Amministrazione non poteva denegare direttamente la conversione del permesso di soggiorno chiesta dall'odierno ricorrente, essendo invece tenuta a verificare, d'ufficio, se la richiesta fosse assentibile in quanto compresa nelle quote di ingresso all'uopo destinate in sede di programmazione dei flussi e che comunque la mancata produzione del certificato previsto dall'art. 6, comma 1, del testo unico, poteva dare luogo a mera richiesta di integrazione documentale, ma non giustificare "ex se" il rigetto dell'istanza
  • TAR Veneto Sentenza del 27 novembre - 9 dicembre 2014 n. 1500: la domanda di quota di conversione del permesso di soggiorno da tirocinio a lavoro subordinato ha nel caso di specie contenuto implicito di rinnovo del permesso di soggiorno da convertire. Ne consegue l'applicabilità, ai fini della presentazione della domanda, del termine di 60 giorni dalla scadenza del permesso di soggiorno da rinnovare e convertire
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 novembre - 3 dicembre 2014 n. 1323: "l'illogicità, se non in un'ottica di distorto uso dell'istituto, della mancata rinuncia a coltivare le domande presentate nel 2007 quando è intervenuta l'assunzione del sig. **, conduce ad escludere il lamentato difetto di motivazione, posto che le determinazioni dell'Amministrazione appaiono pienamente motivate proprio dalla ragionevole presunzione che il datore di lavoro non avesse la capacità di fare fronte, economicamente, all'assunzione di tutti i dipendenti per cui era stato richiesto il nullaosta"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 - 7 novembre 2014 n. 425: il legislatore ha previsto che, a coloro i quali - raggiunto il traguardo della laurea - chiedono la conversione del permesso di studio in permesso di lavoro, non debba opporsi il limite delle "quote", di cui all'art. 3, comma 4, D.Lgs. n. 286/98; limite che, per contro, rivive nel successivo comma 6 dell'art. 14 del DPR 394/99 , per i richiedenti la conversione che non conseguono il suddetto traguardo 
  • Consiglio di Stato Sentenza del 30 - 31 ottobre 2014 n. 5397: l'istanza in questione era stata presentata avvalendosi del "decreto flussi" relativo all'anno 2010 (d.P.C.M. 30 novembre 2010) ed è noto che tali atti di programmazione hanno natura periodica; sicché i requisiti per usufruirne debbono (per necessità logica) essere verificati nell'attualità e non possono essere conseguiti in annate successive, pena il sovvertimento della funzione programmatoria dei decreti stessi: per l'assunzione di uno straniero come lavoratore domestico il datore di lavoro deve dimostrare, fra l'altro, la propria capacità economica, al duplice scopo di garantire che non si tratti di assunzione fittizia mirante ad eludere le norme sull'immigrazione, e di assicurare il rispetto dei diritti del lavoratore sotto il profilo retributivo e contributivo
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 luglio - 22 agosto 2014 n. 2228: "dal provvedimento impugnato e dalla documentazione prodotta risulta che il rapporto di lavoro per il quale lo straniero ha ottenuto il nulla osta all'ingresso in Italia non si è mai concretizzato, tanto che il nulla osta stesso è stato revocato e il visto di ingresso è stato annullato dall'amministrazione"
  • TAR Liguria Sentenza del 14 maggio - 3 luglio 2014 n. 1072: la leale collaborazione tra i soggetti coinvolti nel procedimento amministrativo, infatti, imponeva al datore di lavoro di produrre gli atti in suo possesso che le difficoltà telematiche lamentate dal Ministero impedivano di acquisire autonomamente. Nella specie infatti veniva semplicemente chiesta la prova della iscrizione alla camera di commercio ed il modello unico 2009 o il conto economico 2008 per verificare la capacità economica del datore di lavoro richiedente ad assumere un lavoratore subordinato
  • TAR Liguria Sentenza del 14 maggio - 3 luglio 2014 n. 1053: la Questura avrebbe dovuto accertare d'ufficio, attraverso un'agevole consultazione dei dati detenuti da un altro ufficio periferico dell'Amministrazione dell'interno, la residua disponibilità della quota necessaria per la conversione del permesso di soggiorno da studio a lavoro subordinato
  • TAR Veneto Sentenza del 16 aprile - 1° luglio 2014 n. 950: con la presente sentenza si condivide "una certa linea giurisprudenziale (essenzialmente di primo grado) che tende a una interpretazione estensiva (o analogica) del citato art 22, comma 11, nel senso cioè che il principio "la perdita del posto di lavoro non costituisce motivo di revoca del permesso di soggiorno al lavoratore extracomunitario" trovi applicazione anche nel caso che il lavoratore straniero non sia in realtà in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità (o quanto meno scaduto ma in fase di rinnovo), ma semplicemente abbia in itinere il procedimento per ottenere per la prima volta il permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Secondo questa linea interpretativa, l'autorità procedente dovrebbe comunque definire il procedimento con il rilascio di un permesso di soggiorno, a titolo di "ricerca di occupazione""
  • TAR Lombardia Sentenza del 5 marzo - 22 maggio 2014 n. 1322: la mancata formalizzazione del contratto di soggiorno a seguito dell'ingresso del lavoratore straniero autorizzato con il relativo nullaosta al lavoro rende inapplicabili alla fattispecie le previsioni di cui all'art.22, comma 11, del T.U., a tenore del quale "La perdita del posto di lavoro non costituisce motivo di revoca del permesso di soggiorno al lavoratore extracomunitario ed ai suoi familiari legalmente soggiornanti. Il lavoratore straniero in possesso del permesso di soggiorno per lavoro subordinato che perde il posto di lavoro, anche per dimissioni, può essere iscritto nelle liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno, e comunque, salvo che si tratti di permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per un periodo non inferiore a sei mesi…"
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 dicembre 2013 - 27 febbraio 2014 n. 547: l'amministrazione ha revocato il nulla osta al lavoro subordinato rilasciato alla ditta ** srl sul presupposto che il legale rappresentante della ditta medesima fosse **  e non come dichiarato nell'istanza **. Su questo presupposto l'amministrazione ha provveduto in via di urgenza alla revoca del nulla osta senza inviare la comunicazione di avvio del procedimento
  • TAR Lombardia Sentenza del 12 - 26 febbraio 2014 n. 219: il motivo del diniego ai nullaosta stagionali è rappresentato dal richiamo ad una nota della DPL di Mantova del 12 febbraio 2013, nella quale si evidenzia che nessuno dei tre lavoratori extracomunitari destinatari dei precedenti nullaosta chiesti dall'odierno ricorrente è stato realmente impiegato nell'azienda agricola dello stesso. Sarebbe, quindi, dubbia la necessità per il medesimo di utilizzare lo strumento del nullaosta e ne risulterebbe avvallata l'ipotesi di un utilizzo strumentale dell'istituto per favorire l'ingresso in Italia di stranieri al di fuori dei limiti previsti dalla legge
  • TAR Lazio Sentenza del 28 maggio - 19 novembre 2013 - 26 febbraio 2014 n. 2261: una volta espulso nel 2003 si ha certezza che l'odierno ricorrente sia rientrato in Italia solo all'esito del rilascio del nulla osta dell'ambasciata italiana in Albania del 9 maggio 2009, nell'ambito del procedimento di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato richiesto dal datore di lavoro dello straniero
  • TAR Lazio Sentenza del 9 gennaio - 4 febbraio 2014 n. 87: "è corretto affermare che l'amministrazione, essendo obbligata a comparare l'interesse pubblico al ritiro del titolo di soggiorno con quello del ricorrente, avrebbe dovuto svolgere – dandone conto nel provvedimento – accertamenti al fine di verificare se egli fosse o meno consapevole dei falsi presupposti sulla cui base era stato emanato il suo permesso di soggiorno. Non può infatti escludersi che il ricorrente fosse in buona fede e che sia stato in qualche misura anch'egli leso dalla falsificazione"
  • TAR Piemonte Sentenza del 12 dicembre 2013 - 23 gennaio 2014 n. 136: la richiesta di conversione risulta tardiva di circa 8 mesi rispetto alla scadenza del permesso di soggiorno, e non risulta né la richiesta, né tanto meno il rilascio della quota necessaria alla conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio a motivi di lavoro
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 5 dicembre - 12 dicembre 2013 - 23 gennaio 2014 n. 92: "l'Amministrazione aveva a disposizione sia il modello unico del 2007, sia il conto economico e pertanto poteva chiedere al ricorrente ulteriore documentazione dalla quale dedurre il possesso dei requisiti necessari; d'altra parte, poteva anche disporre il ricalcolo dell'ammontare complessivo dei redditi con l'aggiunta, eventualmente attraverso i propri organi tecnici, dell'ulteriore entrata nella dichiarazione dei redditi. Infine, l'allegazione da parte del ricorrente del reddito percepito nel 2007, risultato in linea con i parametri più volte indicati, non ha portato l'amministrazione ad una diversa determinazione"
  • TAR Lombardia Sentenza del 15 - 22 gennaio 2014 n. 62: "in base ai dati forniti dalla Prefettura, e anche con la valorizzazione degli emolumenti percepiti dal fratello **, i redditi da lavoro prodotti al momento della convocazione presso la Prefettura di Brescia erano insufficienti a garantire il livello minimo di capacità economica richiesto dal legislatore, e detto elemento assume valore ostativo all'assunzione del lavoratore straniero. Infatti, tenuto conto della presenza dei due familiari ricongiunti, sarebbe necessario un reddito complessivo di 20.000 €, soglia minima che non è stata raggiunta neppure con la valorizzazione degli introiti del fratello convivente (cfr. suo CUD 2009)"
  • TAR Liguria Sentenza del 28 novembre 2013 - 10 gennaio 2014 n. 75: "in forza di quanto previsto dagli ultimi due periodi del citato art. 14, comma 6, pertanto, è possibile che, al termine del tirocinio o del corso, il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di formazione sia convertito in permesso per lavoro subordinato, purché siano rispettate le quote di ingresso nel territorio dello Stato, parte delle quali sono riservate proprio alla conversione dei permessi di soggiorno rilasciati per motivi di studio o di formazione professionale"
  • TAR Campania Sentenza del 11 dicembre 2013 - 9 gennaio 2014 n. 115: "il presunto datore di lavoro, **, ha dichiarato di non aver mai avuto alle sue dipendenze il ricorrente, di non aver mai istruito la pratica per il rilascio del nulla osta presso lo sportello unico per l'immigrazione di Napoli e di non aver delegato alcuno al perfezionamento del contratto di soggiorno (modalità mediante la quale è avvenuta la sottoscrizione del contratto, circostanza confermata dalla produzione documentale del ricorrente, che ha pure prodotto in atti ulteriori documenti che recano una sottoscrizione del ** apparentemente diversa da quella che compare sul documento di identità di quest'ultimo e sul verbale di dichiarazioni da lui rilasciato alla Polizia)"
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 18 - 23 dicembre 2013 n. 670: la motivazione del diniego del rilascio del nullaosta al lavoro domestico è un reddito insufficiente, anche nella considerazione che il ricorrente aveva chiesto un ricongiungimento del coniuge e dei due genitori, il che non gli avrebbe lasciato un reddito sufficiente per assumere un lavoratore domestico
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 4 - 18 dicembre 2013 n. 385: "ai fini dell'assunzione richiesta in qualità di lavoratore domestico di livello A, a tempo pieno, convivente, come già anticipato (e il dato non è controverso) è necessario il possesso di un reddito pari a € 18.778,51.Il ricorrente con la citata comunicazione del 24 gennaio 2013, ha provveduto a rettificare la propria dichiarazione 2010 integrandola con ulteriori componenti di reddito in quell'anno possedute pervenendo ad un reddito complessivo, riferito a quella annualità, pari a € 32.902,00 ed ha ulteriormente prodotto agli atti del giudizio il proprio CUD 2012, riferito ai redditi del 2011, dal quale emerge un reddito pari a € 27.552,77.I suesposti livello di reddito si collocano, all'evidenza, al di sopra della soglia prescritta"
  • TAR Lazio Sentenza del 9 luglio - 25 novembre 2013 n. 10012: "il significato del termine "convertire", secondo quanto emerge dalla lettura dei dizionari della lingua italiana, è quello di "trasformare", "cambiare" e quindi, nella realtà fenomenica appare evidente che non si può trasformare o cambiare ciò che non si possiede materialmente. Sicché, qualora volessimo interpretare la norma in questione secondo l'avviso, sopra riprodotto, del giudice d'appello, il lavoratore stagionale rientrando nel proprio Paese non potrà che chiedere il rilascio di un nuovo (il secondo) permesso di soggiorno per lavoro stagionale ovvero il rilascio di un nuovo (e per la prima volta richiesto) permesso di soggiorno per lavoro subordinato, ma mai una conversione in permesso per lavoro non stagionale, non possedendo al momento del rientro nel proprio Paese alcun permesso di soggiorno da "convertire". Appare quindi più logico affermare che la conversione la si può richiedere proprio e solo nel caso in cui il lavoratore straniero, trovandosi ancora nel territorio dello stato italiano, chieda di mutare la propria posizione lavorativa "trasformandola" da lavoratore stagionale in lavoratore con rapporto a tempo determinato o indeterminato e, di conseguenza, provvedere a "convertire" il titolo abilitativo che gli consente di restare sul territorio dello stato italiano"
  • TAR Marche Sentenza del 24 ottobre - 22 novembre 2013 n. 870: la domanda presentata dal ricorrente, pur denominata rinnovo, è da considerarsi finalizzata ad ottenere la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale, tanto che successivamente il ricorrente ha comunicato allo Sportello Unico per l'Immigrazione il contratto a tempo indeterminato ottenuto in data 29.2.2012, semplicemente non ritenendo di aggiornare o modificare la domanda di rinnovo già depositata e in attesa di decisione. Non ha quindi rilevanza l'assenza di una domanda formale di conversione
  • TAR Toscana Sentenza del 18 ottobre - 11 novembre 2013 n. 1547:  ai fini del rilascio del nullaosta al lavoro domestico nel computo del reddito del datore di lavoro, ove si tratti di un lavoratore assunto come collaboratore familiare, si tiene conto anche del reddito del coniuge, pure se non espressamente indicato dalla legge
  • TAR Toscana Sentenza del 17 ottobre - 11 novembre 2013 n. 1527: "la previsione dell'art. 24, 4° comma del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 non prevede assolutamente l'onere per il richiedente la conversione di acquisire l'attestazione della disponibilità di una quota, ai fini del cd. decreto flussi; in mancanza di una previsione espressa deve pertanto ritenersi che si tratti di adempimento che deve essere assicurato d'ufficio dall'amministrazione procedente"
  • TAR Campania Sentenza del 9 - 23 ottobre 2013 n. 4692: "l'Amministrazione procedente, così come il datore di lavoro che ha richiesto il nulla osta all'ingresso per impiegare al proprio servizio lo straniero, proprio per il comportamento fraudolento del ricorrente, non è stata messa in condizione di verificare, nell'immediato, la sussistenza di una condizione assolutamente preclusiva al reingresso costituita dalla piena efficacia del decreto di espulsione (sono stati necessari gli accertamenti dattiloscopici)"
  • TAR Toscana Sentenza del 26 settembre - 21 ottobre 2013 n. 1428: il ricorrente nel contestare i calcoli effettuati dalla Direzione provinciale del l Lavoro di Siena ai fini del rilascio del nullaosta al lavoro domestico non ha tenuto conto del fatto che il reddito del datore di lavoro deve essere pari ad almeno il doppio della retribuzione lorda da corrispondere al dipendente oltre agli oneri previdenziali
  • TAR Lazio Sentenza del 25 luglio - 16 ottobre 2013 n. 758: nell'ambito del decreto flussi per lavoro stagionale, a causa di problemi tecnici, verificatisi in data 20 aprile 2012 al sistema informatico del Ministero dell'Interno, non sarebbe stato possibile per i soggetti privati (a differenza che per le associazioni di categoria) inviare la prenotazione a partire dalle ore zero 8,00 come espressamente previsto, ma soltanto dalle 10.00. Ne sarebbe conseguito, ad avviso della parte ricorrente, che le domande presentate in detta fascia oraria tra cui quella della esponente sarebbero state collocate fuori quota, in dipendenza di tal disguido tecnico
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 25 settembre - 10 ottobre 2013 n. 474: il rapporto di lavoro domestico sulla base del quale l'interessato aveva ottenuto il permesso per entrare in Italia non si è mai instaurato. Ne consegue che mancava il titolo per entrare in Italia per mancanza dei presupposti di legge
  • TAR Toscana Sentenza del 26 settembre 2013 n. 1315: vi é la necessità di dare considerazione, ai fini della verifica del possesso dei requisiti per il rilascio del titolo autorizzatorio all'ingresso o soggiorno sul territorio nazionale(nullaosta al lavoro), alla situazione sussistente al momento di conclusione del procedimento ed in generale alle circostanze sopravvenute prima della conclusione della valutazione amministrativa
  • TAR Marche Sentenza del 20 giugno - 25 settembre 2013 n. 643: la domanda presentata dal ricorrente, pur denominata rinnovo, è da considerarsi finalizzata ad ottenere la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale, tanto che successivamente il ricorrente ha comunicato allo Sportello Unico per l'Immigrazione il contratto a tempo indeterminato ottenuto, semplicemente non ritenendo di aggiornare o modificare la domanda di rinnovo già depositata e in attesa di decisione. Non ha quindi rilevanza l'assenza di una domanda formale di conversione
  • TAR Lombardia Sentenza del 17 luglio - 18 settembre 2013 n. 778: non giova al ricorrente il reddito di un cittadino indiano convivente – il Sig. ** – rispetto al quale non è stata in alcun modo provata l'esistenza di una comunanza di interessi tale da rendere verosimile una condivisione nella co-gestione dei rispettivi guadagni per avvalersi delle prestazioni di un lavoratore
  • TAR Lazio Sentenza del 16 maggio - 22 luglio 2013 n. 7458: la condanna oltre ad avere oggetto un reato diverso da quelli menzionati dalla amministrazione nelle sue difese è anche successiva alla stessa adozione del provvedimento di diniego di rilascio del nullaosta al lavoro (27.4.2011), e tale provvedimento pertanto è stato assunto quando non era ancora stato giudizialmente accertata la colpevolezza della signora ****
  • TAR Campania Sentenza del 3 - 11 luglio 2013 n. 3591: se è vero che la mera falsità dell'autenticazione della firma apposta sulla delega non integra, di per sé un meccanismo frodatorio sanzionabile con la revoca del nulla osta, è pur vero che se altri elementi concorressero a dimostrare che l'intera operazione fosse volta a lucrare il permesso di soggiorno senza averne i presupposti (ad esempio, per l'inesistenza ‘ab origine ‘del rapporto di lavoro), non v'è dubbio che troverebbe applicazione il comma 5 ter dell'art. 22 T.U. immigrazione. Tale ultima circostanza, tuttavia, non è allegata né provata dall'amministrazione, neppure negli scritti difensivi
  • TAR Campania Sentenza del 3 - 11 luglio 2013 n. 3589: la norma chiaramente riferisce la frode o la falsificazione ai documenti presentati al fine di ottenere il nulla osta, mentre, quanto alla successiva fase della stipula del contratto di soggiorno, prevede che la revoca del nulla osta possa avvenire solo qualora lo straniero non si presenti nel termine fissato
  • TAR Lombardia Sentenza del 6 giugno - 5 luglio 2013 n. 1780: Il T.U. Immigrazione non richiede, ai fini della conversione del permesso di soggiorno da studio a lavoro, che l'iter procedimentale per l'ottenimento di una quota di ingresso sia attivato prima della scadenza del permesso di soggiorno e, pertanto, l'amministrazione ha errato nel ritenere quale causa ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno tale dato che non trova un adeguato riconoscimento normativo
  • TAR Marche Sentenza del 20 giugno  - 4 luglio 2013 n. 524: la mancata assunzione non giustifica la revoca del nulla osta, allorquando la mancata stipula del contratto di soggiorno non è imputabile al lavoratore - nel caso di specie il lavoratore si era regolarmente presentato alla prima convocazione, il che, in assenza di riscontri contrari, non può che denotare la sua volontà di dare seguito alla stipula del contratto di soggiorno
  • TAR Marche Sentenza del 23 maggio - 4 luglio 2013 n. 516: "le esigenze di interesse pubblico afferenti alla tutela dei confini territoriali e al controllo dei flussi migratori non possono ritenersi prevalenti, sulla base di un'astratta gerarchia di valori, sugli interessi giuridicamente protetti degli stranieri non comunitari, ove si consideri la garanzia costituzionale apprestata anche alla componente pretensiva dei diritti della persona, di cui gli stessi sono titolari, e stante che la legislazione sull'immigrazione, letta in chiave costituzionalmente orientata, non ammette preclusioni assolute, ma richiede un ragionevole contemperamento tra gli interessi, di pari rango costituzionale, coinvolti"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 22 maggio - 18 giugno 2013 n. 213: le successive integrazioni reddituali, ai fini dell'accoglimento della domanda di nullaosta al lavoro domestico, comprovate con documentazione fiscale riferita ad annualità diverse da quella rilevante ai fini in esame (2009), non potevano essere considerate in quanto elementi sopravvenuti e non valutabili dovendo, la legittimità dell'operato dell'Amministrazione, essere sindacata con riferimento alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento dell'adozione della misura provvedimentale impugnata
  • TAR Lazio Sentenza del 16 maggio - 17 giugno 2013 n. 6042: è illogica la motivazione del diniego di autorizzazione al rientro in Italia se motivata unicamente in base alla circostanza dell'intervenuto rigetto della richiesta di nulla osta al lavoro subordinato che, a sua volta, respinge l'istanza sulla base della intervenuta espulsione della richiedente. E' infatti evidente che in tal modo l'impedimento al rientro in Italia finisce per essere costituito unicamente dalla intervenuta espulsione che, invece, di per sé, appare superabile proprio per il tramite della speciale procedura prevista dalla legge
  • TAR Lazio Sentenza del 16 maggio - 11 giugno 2013 n. 5867: l'art.24 TUI, secondo l'indirizzo di pensiero da tempo recepito dalla Sezione (ved. le sentenze nn.7204, 5456 e 6283 del 2011 nonché n.4994 e 5991 del 2012), deve essere interpretato nel senso che gli stranieri debbano rientrare nello Stato di provenienza solo ai fini del rilascio di un nuovo permesso di lavoro stagionale, per l'anno successivo, mentre per la conversione in permesso di lavoro subordinato devono sussistere solo le condizioni per il rilascio di tale permesso, ossia l'esistenza di un rapporto di lavoro a tempo determinato o a tempo indeterminato e la mancanza di elementi ostativi
  • TAR Lazio Sentenza del 14 febbraio - 25 marzo - 11 giugno 2013 n. 5842: "è certamente vero, come dato fenomenico, che si assume più facilmente a tempo indeterminato un lavoratore dopo averlo direttamente conosciuto e dopo averne verificato la capacità di lavoro, magari proprio nell'ambito di una prestazione di lavoro stagionale. Ed allora non si vede perché debba essere svantaggiato il lavoratore stagionale che abbia trovato una occasione di lavoro a tempo determinato o indeterminato nell'ambito del suo primo soggiorno in Italia come lavoratore stagionale, imponendogli il previo rientro in Patria per un nuovo ciclo di lavoro stagionale, per poi poter chiedere la conversione"
  • TAR Lazio Sentenza del 14 - 25 marzo - 4 giugno 2013 n. 5572: "nonostante la consolidata giurisprudenza sul tema della conversione del lavoro stagionale, la quale presuppone comunque ai fini della conversione la perdurante vigenza del titolo da convertire, il ricorso deve essere pertanto respinto"
  • TAR Lombardia Sentenza del 2 - 17 maggio 2013 n. 1305: "la motivazione del decreto impugnato non evidenzia in alcun modo che l'errore commesso dal sig. ** abbia comportato lo sforamento della quota d'ingresso prevista per i cittadini peruviani, ovvero l'esistenza di un concreto nocumento a carico di cittadini interessati all'utilizzazione della quota d'ingresso prevista per i cittadini argentini, sì da giustificare l'esito vincolato del procedimento di autotutela qui scrutinato"
  • TAR Campania Sentenza del 17 aprile - 17 maggio 2013 n. 2555: se è vero che la mera falsità dell'autenticazione della firma apposta sulla delega non integra, di per sé un meccanismo frodatorio sanzionabile con la revoca del nulla osta, è pur vero che se altri elementi concorressero a dimostrare che l'intera operazione fosse volta a lucrare il permesso di soggiorno senza averne i presupposti (ad esempio, per l'inesistenza ‘ab origine ‘del rapporto di lavoro), non v'è dubbio che troverebbe applicazione il comma 5 ter dell'art. 22 T.U. immigrazione
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 18 - 19 aprile 2013 n. 164: la ricorrente si è vista respingere la domanda di rilascio di nulla osta al lavoro domestico presentata nell'interesse di certa ***, cittadina moldava, perché a carico di costei risulterebbe una "inammissibilità Schengen" emessa dalla Lituania il 27 gennaio 2009 ostativa all'ingresso in Italia
  • TAR Toscana Sentenza del 18 - 19 aprile 2013 n. 624: legittimo il diniego del rilascio dei richiesti due nullaosta al lavoro stagionale - nella fattispecie la ricorrente ha dichiarato un volume d'affari ai fini IVA inferiore ai costi imponibili e, nella denuncia aziendale presentata all'INPS, ha indicato un fabbisogno annuo di sole venti giornate lavorative
  • TAR Lazio Sentenza del 31 gennaio - 25 marzo - 17 aprile 2013 n.3894: in virtù del brocardo ubi lex non distinguit nec nos distinguere debemus, appare irrazionale impedire ad uno straniero, dotato di permesso di soggiorno stagionale in scadenza che abbia ottenuto di poter stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato, di chiedere la conversione del permesso di soggiorno senza necessariamente tornare in Patria e quindi rischiare di perdere l'opportunità lavorativa
  • TAR Liguria Sentenza 11 - 15 aprile 2013 n. 673: la natura ostativa all'ingresso in Italia riguardava il candidato all'assunzione nel nostro Paese, mentre l'odierno ricorrente era inciso solo di riflesso dall'atto in questione
  • TAR Lazio Sentenza del 7 marzo - 12 aprile 2013 n. 320: si desume dalla condotta della Prefettura di Latina la persistente inottemperanza all'incombente istruttorio di cui era stata onerata, con argomenti di prova nel senso della conferma dell'intervenuto rilascio dei nulla osta richiesti dal sig. ** ad eccessiva distanza di tempo dalla data della loro richiesta, tale da giustificare la rinuncia ai predetti nulla osta ad opera del ricorrente, e da rendere illegittimo l'impugnato rigetto della nuova richiesta di nulla osta (per i flussi del 2011) basato sulla rinuncia stessa
  • TAR Veneto Sentenza del 20 dicembre 2012 - 9 aprile 2013 n. 523: "il ricorso non può essere accolto, risultando dimostrata la carenza di reddito in capo al datore di lavoro nel periodo considerato, - euro 15000 nell'anno 2009, come accertato dall'Agenzia delle Entrate laddove il contratto in essere comportava un costo di almeno euro16000 ( cfr. doc. 3 resistente) - non potendosi giungere alla declaratoria di illegittimità una volta accertato che nell'anno 2012 il reddito sarebbe stato ampiamente conseguito, e ciò a prescindere dalla intervenuta comunicazione di motivi ostativi non conosciuta dal ricorrente"
  • TAR Veneto Sentenza  del 3 - 5 aprile 2013 n. 517: il diniego si basa sull'essere ormai scaduto il permesso di soggiorno rilasciato valido fino al 28 febbraio 2010 per motivo di studio tirocinio, alla data del 21 aprile, ovverossia quando era stata inviata richiesta di conversione a lavoro autonomo; tuttavia il 23 febbraio era stata presentata domanda di rinnovo – dunque in vigenza dell'originario titolo – e al 21 aprile non risultavano trascorsi i 60 giorni dalla scadenza entro cui la conversione deve essere richiesta ex art.4 comma 4 T.U. n. 286/98, sicchè la domanda di conversione va ritenuta tempestivamente proposto. noltre rileva il denunciato difetto di motivazione in ordine all'affermata mancata ultimazione del periodo di tirocinio a fronte della documentazione prodotta attestante il contrario, posto che non pare conferente l'assunto secondo il quale l'attività autonoma intraprendenda debba essere per così dire "omogenea"all'attività di formazione svolta
  • TAR Marche Sentenza del 21 marzo - 4 aprile 2013 n. 269: essendo stato provato per tabulas che alla data di presentazione dell'istanza esistevano quote da destinare alla conversione dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale e che tali quote non sono state nemmeno coperte per intero nella provincia di Macerata, al ricorrente non è nemmeno opponibile una irreversibile modificazione dello stato di fatto e di diritto che impedirebbe la soddisfazione in forma specifica del suo interesse ad ottenere la conversione del permesso di soggiorno
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 7 - 18 marzo 2013 n. 198si discute in merito alla sussistenza dei particolari casi in cui lo straniero, giunto in Italia con regolare visto di ingresso per lavoro subordinato rilasciato a seguito di corrispondente nulla-osta, non riesce tuttavia a formalizzare il rapporto lavorativo per sopravvenuta indisponibilità del datore di lavoro, derivante da causa non riconducibile allo straniero stesso
  • TAR Veneto Sentenza del 6 - 8 marzo 2013 n. 362: nel corso dell'istruttoria sono sorti dubbi sulla reale consistenza dei redditi disponibili ai fini dell'assunzione del lavoratore, sull'avvenuta presentazione o meno di altre domande di assunzione, e sulla presenza o meno di familiari a carico, e quindi è stata chiesta un'integrazione documentale, con la quale è stata chiesta anche la dimostrazione dei redditi percepiti nel 2011, alla quale però il ricorrente ingiustificatamente non ha risposto
  • TAR Lazio Sentenza del 4 - 17 dicembre 2012 - 6 marzo 2013 n. 2379: "anche nel caso di lavoro stagionale – pur con le dovute modifiche relative alla durata del permesso di soggiorno che dipende in questo caso dalla durata del visto - deve ritenersi applicabile la disposizione a tutela della parte debole del rapporto di lavoro: il lavoratore straniero, una volta entrato in Italia per prestare regolare l'attività lavorativa, non può essere lasciato all'arbitrio del datore di lavoro senza disporre di alcuna tutela: l'ordinamento prevede che in caso di perdita del posto di lavoro (alla quale deve essere equiparata la mancata stipulazione del contratto di soggiorno dopo aver ottenuto il regolare nulla osta dallo S.U.I. ) l'Amministrazione debba esaminare compiutamente la vicenda al fine di verificare se dietro la mancata stipulazione del contratto di soggiorno si nasconda la fittizietà della richiesta di nulla osta al fine di eludere la normativa sull'immigrazione, ovvero se, invece, sussista l'impossibilità di stipulare il contratto di soggiorno da parte del datore di lavoro per ragioni legittime (es. morte del datore di lavoro, crisi aziendale, ecc.) dovendo valutare la Questura – in quest'ultimo caso – l'opportunità di provvedere al rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione, mentre nell'altro caso - qualora emergano fatti di rilevanza penale - dovrà interessare della vicenda la Procura della Repubblica"
  • TAR Umbria Sentenza del 19 dicembre 2012 - 28 febbraio 2013 n. 124: la questione sottoposta all'esame del Collegio riguarda la conversione di un permesso di soggiorno per rapporto di lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato
  • TAR Umbria Sentenza del 19 dicembre 2012 - 28 febbraio 2013 n. 123: la conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato non può essere rigettata solo per il mancato previo rientro in patria
  • TAR Toscana Sentenza del 31 gennaio - 25 febbraio 2013 n. 291: illegittimo il diniego di rilascio di nulla osta al lavoro stagionale - destinatario (con il nome di ****) di due provvedimenti di espulsione ormai risalenti agli anni 2000 (per quello emesso al Prefetto di Bari) e 2001 (per quello emesso dal Prefetto di Cuneo); nella fattispecie è pertanto ormai decorso il periodo di divieto di reingresso previsto dagli artt. 13, 13° e 14° comma del d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286 ed il ricorrente ha presentato al Consolato d'Italia a Scutari, in data 15 marzo 2010, istanza di autorizzazione al reingresso in Italia, ai sensi dell'art. 19 bis del d.P.R. 31 agosto 1999 n. 394
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 20 - 21 febbraio 2013 n. 64: "se l'amministrazione avesse tempestivamente istruito il procedimento e lo avesse concluso in tempi ragionevoli o, quanto meno, entro poco più di due anni, la ricorrente avrebbe potuto ottenere la chiesta conversione del suo permesso di soggiorno, non essendo stati ravvisati dalla Prefettura ulteriori elementi ostativi
  • TAR Abruzzo Sentenza del 23 gennaio - 14 febbraio 2013 n. 160: dagli atti emerge unicamente che il costo derivante dall'assunzione del lavoratore per il quale si é chiesto il nullaosta al lavoro è ben superiore all'intero fatturato dei vari esercizi (circa il doppio di quello dell'esercizio 2008), il che rende evidente, tale da non necessitare di alcuna particolare motivazione, che si tratta di capacità insufficiente a garantire l'assolvimento degli obblighi derivanti dall'instaurazione del rapporto di lavoro
  • TAR Abruzzo Sentenza del 7 - 14 febbraio 2013 n. 111: il sistema delineato dal legislatore porta ragionevolmente a ritenere che l'autorizzazione concessa non possa valere, al momento del primo ingresso, per instaurare un rapporto di lavoro diverso da quello per cui è stata rilasciata e che anzi la mancata instaurazione del rapporto autorizzato faccia venire meno in capo allo straniero quei requisiti stabiliti per l'ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato
  • TAR Veneto Sentenza del 7 - 11 febbraio 2013 n. 206:  il provvedimento impugnato nega il rilascio di nulla osta sulla base dell'insufficienza del reddito del datore di lavoro, il quale, invece, risulta ampiamente rientrante nei minimi di legge, alla luce della documentazione dimessa in giudizio dal ricorrente e non puntualmente contestata dall'amministrazione con diversa, pertinente allegazione
  • TAR Marche Sentenza del 10 gennaio - 7 febbraio 2013 n. 108: "le circolari 1/2005 e 377/2011, relativi al c.d. decreto flussi 2010/2011, oggetto del presente ricorso, non fanno riferimento (si veda il punto III della circolare 1/2005) ad una precisa nozione di nucleo familiare, e non consentono di recepire cosa si intenda per capacità reddituale, considerando i redditi di familiari di primo grado non conviventi e di persone tenute a obblighi di assistenza, parlando quindi di persone normalmente estranee alla nozione di nucleo familiare (in quanto non conviventi)"
  • TAR Umbria Sentenza del 19 dicembre 2012 - 29 gennaio 2013 n. 48: "l'art. 24, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, deve essere interpretato nel senso che gli stranieri debbano rientrare nello Stato di provenienza solo ai fini del rilascio di un nuovo permesso di lavoro stagionale, per l'anno successivo, mentre per la conversione in permesso di lavoro subordinato devono sussistere solo le condizioni per il rilascio di tale permesso, ossia l'esistenza di un rapporto di lavoro a tempo determinato o a tempo indeterminato e la mancanza di elementi ostativi"
  • TAR Lazio Sentenza del 29 novembre 2012 - 29 gennaio 2013 n. 1017: la possibilità di conversione di un permesso di soggiorno per rapporto di lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato soggiace comunque ai limiti derivanti dalle quote di accesso, annualmente definite con D.P.C.M., da considerarsi presupposto per il rilascio di qualsiasi permesso di soggiorno
  • Consiglio di Stato Sentenza del 28 agosto 2012 - 24 gennaio 2013 n. 476: "la cittadina straniera chiede il visto d'ingresso per lavoro autonomo, denunciando di voler svolgere (o di aver svolto) l'attività di "supporto alle rappresentazioni artistiche. Consulente", ma la "qualifica" dichiarata non appare classificabile in una delle categorie previste dal DPCM 1 aprile 2010 (c.d. decreto flussi) per i nuovi ingressi di lavoratori autonomi che prevede la concessione dell'autorizzazione in parola a soggetti ben determinati
  • TAR Veneto Sentenza del 19 dicembre 2012 - 17 gennaio 2013 n. 29: "l'Amministrazione nel caso di specie avrebbe dovuto tener conto non solo dei redditi originariamente indicati nella domanda, ma anche di quelli sopravvenuti dei quali è venuta a conoscenza nel corso dell'istruttoria, attualizzando l'esame delle condizioni necessarie all'assunzione, in quanto il reddito non costituisce un elemento statico, come le condizioni di carattere soggettivo, ma un elemento di carattere dinamico, destinato per sua natura a subire delle modifiche nel tempo e dei cui mutamenti è necessario tener conto"
  • TAR Liguria Sentenza del 9 - 14 gennaio 2013 n. 86: non necessario obbligare al previo rimpatrio lo straniero in possesso di soggiorno stagionale per lavorare in Italia, allorché si verificano dei fatti nuovi (art. 24 comma 4 del d.lvo 25.7.1998, n. 286) che giustificavano l'accesso diretto al titolo senza limite temporale
  • TAR Lazio Sentenza del 6 dicembre 2012 - 11 gennaio 2013 n. 251: "il nulla osta al lavoro subordinato era stato smarrito e dello smarrimento era stata fatta regolare denuncia alle Autorità competenti in Pakistan. Agli atti non vi è una semplice copia di tale nulla osta, bensì una copia conforme, che ha la stessa validità dell'originale"
  • TAR Marche Sentenza del 14 dicembre 2012 - 9 gennaio 2013 n. 22: il rapporto con la ditta ***** non si era potuto instaurare per fatti sopravvenuti indipendenti dalla volontà del lavoratore, che possono risultare peraltro verosimili atteso il lungo tempo trascorso tra la domanda di assunzione e il rilascio del visto d'ingresso; ciò, tuttavia, non esclude la possibilità per lo straniero, ormai entrato in Italia e munito di visto di ingresso, di instaurare un altro rapporto di lavoro o, quanto meno, di ottenere un permesso di soggiorno per l'iscrizione nelle liste di collocamento
  • TAR Lazio Sentenza del 25 ottobre - 20 novembre 2012 n. 9594il ricorrente è entrato in Italia con un regolare nulla osta, ancora efficace, non ha stipulato il contratto di soggiorno per cause a lui non imputabili – e non ha concorso nella realizzazione del presunto reato - e pertanto può legittimamente chiedere e ottenere il permesso di soggiorno per attesa occupazione
  • TAR Lazio Sentenza de 28 giugno - 2 ottobre 2012 n. 8252: "la conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato, non può essere rigettata solo per il mancato previo rientro in patria. Va invece ribadito – come ha fatto di recente il Consiglio di Stato - che la possibilità di conversione di un permesso di soggiorno per rapporto di lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, debba soggiacere comunque ai limiti derivanti dalle quote di accesso, annualmente definite con d.P.C.M., da considerarsi presupposto per il rilascio di qualsiasi permesso di soggiorno "
  • TAR Lazio Sentenza del 31 maggio - 1° giugno 2012 n. 4994: la conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato, richiesta prima della scadenza del titolo di soggiorno per lavoro stagionale, non può essere rigettata solo per il mancato previo rientro in patria, e  soggiace comunque ai limiti derivanti dalle quote di accesso, annualmente definite con d.P.C.M.
  • Consiglio di Stato Sentenza del 13 gennaio - 9 maggio 2012 n. 2677: quando unitamente all'atto di un'autorità periferica si impugna anche un regolamento governativo avente efficacia su tutto il territorio nazionale, la competenza spetta al T.A.R. del Lazio
  • TAR Puglia Sentenza del 22 dicembre 2011 - 27 aprile 2012 n. 831: il silenzio mantenuto dalla Amministrazione é stato del tutto illegittimo e, di converso, egli aveva la legittima aspettativa a vedersi rilasciare anche se tardivamente il permesso stagionale, che gli avrebbe dato la possibilità di chiedere un permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale.
  • Consiglio di Stato Sentenza del 13 gennaio - 21 febbraio 2012 n. 939: "l'art. 24, comma 4, del TUI prevede la conversione del permesso per lavoro stagionale in permesso per lavoro non stagionale (permanente) subordinatamente però alla condizione che il lavoratore interessato abbia fatto rientro in patria alla prima scadenza; in pratica, che si trovi in Italia per il suo secondo permesso stagionale e non per il primo."
  • TAR Lazio Sentenza del 20 - 24 ottobre 2011 n. 8177: respinta la richiesta di visto per lavoro autonomo con riferimento al DPCM del 20 aprile 2010 inoltrata dall'interessata in quanto vi sono insufficienti garanzie finanziarie
  • TAR Lazio Sentenza del 20 - 24 ottobre 2011 n. 8171: poiché l'ingresso sul territorio nazionale per motivi di lavoro autonomo avviene per quote stabilite con apposito DPCM e nel caso è quello del 20 aprile 2010 il quale lo consente nei limiti del contingente solo ad "imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia italiana", la valutazione dell'interesse per l'economia italiana è affidata alla Rappresentanza diplomatico consolare che nel caso in specie relativo ad una non meglio specificata attività di import export,( nell'intervista il ricorrente ha dichiarato di volersi dedicare "all'acquisto in Italia di abbigliamento all'ingrosso da rivendere poi in Ucraina") non l'ha ritenuto sussistente
  • TAR Lazio Sentenza del 20 - 24 ottobre 2011 n. 8170: il Consolato generale d'Italia in Mosca ha respinto la richiesta di visto per lavoro autonomo inoltrata dall'interessata, in quanto "dalla documentazione presentata a corredo della richiesta di visto non si evince l'oggetto dell'attività imprenditoriale da svolgere in Italia che viene indicata molto genericamente come import export di prodotti non alimentari. Tale circostanza rende impossibile una valutazione dell'interesse per l'economia nazionale relativa all'attività da svolgere (decreto di programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari 27 aprile 2010)"
  • TAR Lazio Sentenza del 6 - 7 ottobre 2011 n. 7770: l'ingresso sul territorio nazionale per motivi di lavoro autonomo avviene per quote stabilite con apposito DPCM, che, nel caso, è quello del 1° aprile 2010, il quale lo consentiva nei limiti del contingente solo ad "imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia italiana": la valutazione dell'interesse per l'economia italiana è affidata alla Rappresentanza diplomatico consolare che, nel caso in specie, relativo ad una non meglio specificata attività di import export, non l'ha ritenuto sussistente, e pertanto il così motivato diniego del visto per lavoro autonomo é legittimo
  • Consiglio di Stato Sentenza del 5 luglio - 26 settembre 2011 n. 5359: "l'art. 31, secondo comma, del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, come modificato dall'art. 25, primo comma, del d.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334, è univoco nell'imporre al Questore competente di esprimere parere contrario all'assunzione in caso di denuncia per uno dei reati ivi contemplati, salva l'ipotesi che i relativi procedimenti si siano conclusi con un provvedimento che esclude il reato o la responsabilità dell'interessato, ovvero risulti sia stata applicata nei loro confronti una misura di prevenzione e salvi, in ogni caso, gli effetti della riabilitazione"
  • TAR Lazio Sentenza del 16 giugno - 1° settembre 2011 n. 7100: la conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato, richiesta prima della scadenza del titolo di soggiorno per lavoro stagionale, non può essere rigettata solo per il mancato previo rientro in patria
  • Consiglio di Stato Sentenza del 27 maggio - 11 luglio 2011 n. 4151: "il visto di ingresso alla ricorrente era stato rilasciato sin dalla origine ai fini dello svolgimento di un rapporto di lavoro in forma subordinata a tempo indeterminato ma non vi erano elementi significativi , dalla documentazione prodotta, che il rapporto di lavoro fosse stato mai instaurato con il titolare del nulla osta, né che sia stata comunicata dalla istante allo sportello unico della immigrazione la indisponibilità del datore di lavoro alla assunzione ai sensi della circolare del Ministero dell'Interno 20 agosto 2007, ed ancora che la titolare del nulla osta non si era fatta carico di provvedere al ritorno in patria della ricorrente come stabilito dall'articolo 5 bis comma 1 lettera b) del d.lgs.vo 286/1998"
  • TAR Lazio Sentenza del 21 febbraio 2011 n. 1597: "non sussiste alcun inadempimento addebitabile all'Amministrazione, essendo il "comportamento omissivo" contestato dovuto a null'altro che all'applicazione della normativa vigente in materia che stabilisce che le autorizzazioni all'assunzione stagionale dei lavoratori stranieri siano rilasciate, ai sensi dell'articolo 3 e 24 del d.lvo n. 286/98, nell'ambito della disponibilità dei posti previsti nel cd. "decreto flussi" nel rispetto dell'ordine cronologico di presentazione delle domande e secondo le modalità prescritte dagli articoli 31 bis e segg. del dpr. N. 394/99."
  • TAR Toscana Sentenza del 4 febbraio 2011 n. 227: ai fini della valutazione della congruità del reddito posseduto dal datore di lavoro non é sufficiente prendere a riferimento l'importo minimo previsto per l'assegno sociale, ma è necessario tener conto degli impegni assunti in concreto dal medesimo nei confronti del prestatore di lavoro
  • TAR Veneto Sentenza del 1° febbraio 2011 n. 152: "le circostanze evidenziate secondo le quali il reddito sarebbe aumentato nel corso del 2009 e che dal luglio dello stesso anno il ricorrente avrebbe risieduto insieme al fratello (con il quale pretenderebbe di cumulare il reddito) costituiscono accadimenti successivi all'adozione del provvedimento e come tali potranno acquisire rilevanza nel caso venga presentata una nuova istanza, ma non sono certo idonei ad inficiare il provvedimento impugnato."
  • TAR Lazio Sentenza del 24 novembre 2010 n° 33908: é legittimo il provvedimento di diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato se viene esibito un passaporto ( numero serie) diverso da quello indicato nel Nullaosta
  • Consiglio di Stato Sentenza del 16 marzo - 3 maggio 2010 n. 2498: la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato è concessa nei limiti delle quote fissate con decreto flussi di ogni anno.
  • TAR Veneto, ordinanza del 18 giugno 2009 n. 635: qualora il ritardo nella formalizzazione del rapporto di lavoro con il lavoratore straniero entrato ai sensi del Decreto flussi non dipenda dal lavoratore medesimo, ma dal datore di lavoro, prima di negare il rilascio del permesso di soggiorno al lavoratore straniero, l'Amministrazione è tenuta a verificare se la disponibilità del datore di lavoro a formalizzare il rapporto di lavoro non sia venuta meno e conseguentemente la Questura è tenuta a riesaminare entro 30 giorni l' istanza di rilascio.
  • Consiglio di Stato, Sezione Sesta, ordinanza del 5 giugno 2009, n. 3765: respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell'Interno contro il provvedimento con cui nel mese di gennaio il TAR del Lazio ha accolto la domanda di sospensiva del Decreto Flussi per l'anno 2008.
  • TAR dell'Emilia Romagna Sentenza del 20 maggio 2009 n.760: é illegittimo il diniego di conversione del permesso di soggiorno da tirocinio formativo in lavoro a motivo della scadenza del permesso nelle more del procedimento di accoglimento della istanza di conversione
  • Sentenza T.A.R. Emilia Romagna del 6 maggio 2009 n°606: l'attività lavorativa agricola può essere anche non stagionale, e anche la richiesta di nullaosta al lavoro
  • TAR Lazio, Ordinanza del 14 gennaio 2009 n. 206:  sospesa provvisoriamente e parzialmente l'efficacia del c.d "decreto flussi 2008", nella parte dove si limita l'accoglibilità delle richieste di nullaosta al lavoro domestico solo da parte di stranieri titolari di carta di soggiorno o permesso CE per soggiornanti di lungo periodo
  • TAR Veneto Sentenza del 10 dicembre 2008 n. 3772: é legittimo il diniego del nulla osta al lavoro per carenza di reddito: la la cumulabilità dei redditi dei parenti di primo grado o, in mancanza, di altri soggetti tenuti legalmente all'assistenza, richiede la presentazione di un'autocertificazione dei medesimi. 
  • TAR Veneto Sentenza del 23 Aprile - 3 settembre 2008 n. 2648: la revoca del permesso di soggiorno della ricorrente, disposta all'atto della domanda di rinnovo, è illegittima per non avere l'amministrazione tenuto conto delle ragioni di impossibilità sopravvenuta in ordine all'instaurazione del rapporto di lavoro che aveva determinato il rilascio del nullaosta al lavoro con il Decreto flussi.
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 1 settembre 2008 n° 518: il perfezionamento del rapporto di lavoro anche se è tardivo consente il rilascio del relativo permesso di soggiorno.
  • TAR Lombardia Ordinanza del 27 Agosto 2008 n. 1330: sospeso a Milano il rilascio dei nulla osta dei flussi 2007 per alcune nazionalità di lavoratori: prima che ne siano concessi altri, bisogna capire se durante il clic day qualcosa non ha funzionato.
  • TAR Lazio Sentenza del 5 agosto 2008 n. 7819 : la mancata instaurazione del rapporto di lavoro per cui lo straniero aveva ottenuto il visto di ingresso nel 2004 (Decreto Flussi) non leggittima di per sè il diniego del rinnovo del permesso per lavoro, se, successivamente, e trascorso oltre un anno dalla rilevata mancata conclusione del contratto di lavoro, lo streaniero ha intrapreso una nuova attività lavorativa alle dipendenze di altro datore di lavoro
  • TAR Lazio Sentenza del 24 giugno - 14 Luglio 2008 n.6759: illegittimità del silenzio-inadempimento, che si assume formatosi sull'istanza di chiamata al lavoro con il Decreto flussi relativo all'anno 2006, e nomina di un commissario ad acta. 
  • TAR Lazio Sentenza dell'11 Giugno 2008 n. 6317: é illegittimo il decreto di revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato in relazione ai "flussi" dell'anno 2005, nonostante manchi la assunzione da parte di chi aveva ottenuto il nullaosta al lavoro,  vi é stata una successiva regolare assunzione
  • Consiglio di Stato - Decisione n.1846/2008: la mancata instaurazione del rapporto di lavoro fra la persona straniera e la ditta, che aveva formulato l'originaria proposta di assunzione con un Decreto Flussi, dipesa da indisponibilità della ditta stessa o da mancata presentazione del lavoratore, non é automatico motivo di revoca del permesso più volte rinnovato dal lavoratore stesso che aveva trovato altre occupazioni
  • TAR Puglia Sentenza del 26 marzo  - 17 maggio 2008, n. 1387: é illegittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno basato unicamente sulla constatazione della revoca dell'autorizzazione al lavoro, a seguito di rinuncia del datore di lavoro, senza che venisse effettuata un'istruttoria in merito alla sussistenza di sopravvenienze che, se valutate, avrebbero consentito il rilascio dell'atto richiesto
  • TAR Lazio Sentenza del 29 aprile 2008  n. 491: annullamento del provvedimento del rifiuto di rilascio del permesso per lavoro subordinato con Decreto Flussi 2004
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 21 aprile 2008 n. 259: é legittimo il diniego di conversione del permesso per lavoro stagionale il permesso per lavoro non stagionale nel caso di primo ingresso con contratto stagionale
  • TAR Piemonte sentenza del 14 aprile 2008 n. 615: Decreto Flussi 2006, domanda di nulla osta al lavoro e capacità economica documentata dal richiedente
  • TAR Veneto Ordinanza del 13 dicembre 2007 n. 964: Decreto Flussi 2006 - Sopravvenuta indisponibilità del datore di lavoro
  • TAR Lazio sentenza del 5 Giugno 2007: in tema di diniego di visto di ingresso per lavoro autonomo, per collaborazione coordinata a progetto, con il Decreto Flussi del 2005
  • Consiglio di Stato decisione del 17 aprile 2007 n 3663: su motivi ostativi per il nullaosta al lavoro costituiti da precedenti condanne nei confronti del richiedente datore di lavoro
  • TAR Puglia, sentenza n. 539 del 20 febbraio 2007: sussistenza di tutti i requisiti per ottenere, nella specifica fattispecie, un permesso di soggiorno in attesa occupazione, essendosi "risolto" non per colpa della ricorrente il rapporto di lavoro che si sarebbe dovuto instaurare con il primo datore di lavoro, che l'aveva chiamata in Italia con autorizzazione nominativa
  • TAR Veneto Ordinanza del 5 settembre 2006 n.689: la possibilità di conversione da studio a lavoro non é consentita unicamente a cittadini stranieri provenienti da paesi diversi da quelli elencati all'art.5 del D.P.C.M. del 15 febbraio 2006, vale a dire beneficiari di quote riservate
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 22 settembre 2005: annullamento dell'articolo 31, comma 2, del regolamento di attuazione in materia di immigrazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 e successive modificazioni ed integrazioni.