Sentenze 2013

 

  • TAR Sicilia Sentenza del 20 - 31 dicembre 2013 n. 2627: "la mera irreperibilità - in mancanza di prova della falsità delle attestazioni relative alla propria sistemazione alloggiativa – non può giustificare ex se il diniego del rilascio del permesso di soggiorno, non essendovi alcun obbligo a restare costantemente presso la propria abitazione"
  • TAR Piemonte Sentenza del 21 novembre - 28 dicembre 2013 n. 1377: "all'atto di chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno il **  ha prodotto copia di un passaporto con validità sino al 2015, e la validità di tale passaporto – la cui autenticità non è posta in discussione - non può ritenersi, in mancanza di prova contraria, essere venuta meno automaticamente per effetto della entrata in vigore in Albania di una legislazione che prevede il rilascio di passaporti biometrici"
  • TAR Piemonte Sentenza del 7 novembre - 28 dicembre 2013 n. 1373: Regolarizzazione 2012 - "anche a voler considerare la suddetta "Money Trans s.r.l." un "organismo pubblico", non potrebbe sottacersi che la ricevuta in questione non reca la firma autografa del funzionario che avrebbe identificato il ricorrente e ricevuto i danari da trasferire, di guisa che appare verosimile che detta ricevuta costituisca la semplice stampa di una transazione online, che potrebbe essere stata effettuata da qualsiasi parte del mondo e da qualsiasi persona che disponesse dei dati del passaporto del ricorrente"
  • TAR Veneto Sentenza del 16 - 24 dicembre 2013 n. 1435: la previsione contenuta nel decreto-legge numero 76 del 2013 secondo cui, in caso di incolpevole impossibilità di regolarizzare la domanda di emersione, al lavoratore deve essere rilasciato un permesso per attesa occupazione, si applica a quelle situazioni disciplinate dal decreto legislativo numero 109 del 2012, e non alla procedura di emersione regolata dalla legge 102 del 2009, quale è quella nel caso di specie, che non prevedeva il rilascio di tale tipo di permesso
  • TAR Lombardia Sentenza del 19 - 20 dicembre 2013 n. 1162: "la fattispecie si caratterizza per una segnalazione scaduta il 22/3/2013 (cfr. produzione documentale 17/12/2013 di parte ricorrente), e dunque in data antecedente all'emissione del decreto impugnato -  al riguardo la breve nota depositata dalla Sig.ra ** il 7/6/2013  in risposta al preavviso di rigetto racchiudeva detta puntualizzazione sul pregresso venir meno dell'efficacia della segnalazione, ma tale circostanza – di indubbia rilevanza – non risultava presa in esame in sede di emissione dell'atto finale sfavorevole"
  • TAR Toscana Sentenza del 21 novembre - 20 dicembre 2013 n. 1735: "anche la valutazione del reddito relativa agli anni 2011 e 2012 non è certo immune da vizi di legittimità; la valutazione relativa all'anno 2011, non considera, infatti, il fatto che il ricorrente era all'epoca minorenne e titolare di un permesso di soggiorno per affidamento familiare (e non per ragioni di lavoro); la valutazione relativa all'anno 2012 non considera poi adeguatamente il fatto che, per una parte rilevante dell'anno, il ricorrente abbia usufruito di un permesso di soggiorno per attesa occupazione"
  • TAR Lombardia Sentenza del 31 ottobre - 20 dicembre 2013 n. 2909: "il certificato medico prodotto in atti non è idoneo a giustificare la prolungata assenza della straniera dal territorio nazionale, desumendosi dal citato documento, in maniera peraltro generica, che la straniera è affetta da sindrome ansioso depressiva di origine psico-affettiva, senza alcun riferimento alla circostanza che la patologia abbia impedito alla ricorrente di rientrare nel territorio nazionale"
  • TAR Sicilia Sentenza del 21 novembre - 19 dicembre 2013 n. 3034: "va anche tenuto conto della circolare ministeriale n. 300/C/2003/1851/P/12.222.11/1^ Div. del 9 settembre 2003, indicata in ricorso, indirizzata ai Questori della Repubblica, a tenore della quale ogni determinazione inerente il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno per stranieri non può fondarsi unicamente sulle eventuali condanne per i reati indicati nell'art. 4, co. 4, ma deve anche prendere in esame la condotta complessiva del richiedente, il suo livello di inserimento sociale, e la sua condizione familiare nel nostro paese, in una prospettiva necessariamente rivolta alle esigenze di prevenzione e di sicurezza pubblica rimesse all'autorità amministrativa"
  • TAR Lombardia Sentenza del 5 - 18 dicembre 2013 n. 1147: illegittima l'adozione del provvedimento della Questura senza aver adeguatamente garantito la partecipazione al procedimento da parte della straniera, richiedente il rinnovo
  • TAR Sicilia Sentenza del 4 - 18 dicembre 2013 n. 2485: "il provvedimento impugnato sfugge alla prospettata censura di violazione di legge (art. 6, comma 8, del D.L.vo n. 286/1994 ) e di eccesso di potere (per carenza di istruttoria e travisamento dei fatti), atteso appunto la fittizietà e quindi l'irreperibilità del ricorrente all'indirizzo dichiarato"
  • TAR Lombardia Sentenza del 28 novembre - 18 dicembre 2013 n. 2862: il diniego impugnato ha ritenuto che la sentenza penale di condanna a carico del ricorrente fosse di per sé preclusiva alla sua permanenza sul territorio nazionale, senza invece motivare, come invece avrebbe dovuto, in ordine alle ragioni che rendevano sussistente una situazione di pericolosità sociale, malgrado il consolidato inserimento sociale dello straniero, quale denotato dalla documentazione in atti
  • TAR Campania Sentenza del 20 novembre - 18 dicembre 2013 n. 5815:  "la ritardata definizione della procedura di emersione e la successiva cessazione del rapporto di lavoro che si intendeva regolarizzare, in data 01.10.2009 ha posto parte ricorrente nell'impossibilità di assumere, in maniera formalmente lecita, un nuovo impiego senza poter, nel contempo, richiedere il permesso di soggiorno per attesa occupazione che, per il periodo di validità, come si è visto (cfr. art. 22 co. 11 T.U. Imm.), consente di derogare ai limiti reddituali di cui all'art. 29 co. 3 lett. b)"
  • TAR Toscana Sentenza del  5 - 16 dicembre 2013 n. 1724: sia la comunicazione di cui all'articolo 10 bis ex lege n. 241/1990, sia il definitivo provvedimento di rigetto dell'istanza di ammissione al lavoro irregolare presentata dal ricorrente risultano motivate con il solo riferimento ad un imprecisato parere non favorevole espresso dalla Questura per il seguente motivo: "emersi elementi che connotano pericolosità sociale"
  • TAR Lazio Sentenza del 17 ottobre - 16 dicembre 2013 n. 10882: "il rinnovo del permesso di soggiorno non può essere negato sulla base di una pregressa e risalente condanna se questa è antecedente al rilascio del titolo di soggiorno o del suo rinnovo e non è stata considerata in quella sede ostativa, valorizzando in questi casi l'affidamento del ricorrente. Nel caso di specie, la condanna in questione era divenuta irrevocabile in data 16.10.2006 mentre successivamente, nel 2008, al ricorrente era stato rilasciato il titolo di soggiorno"
  • TAR Lazio Sentenza del 17 ottobre - 16 dicembre 2013 n. 10880: "nelle more della conclusione della procedura di emersione la situazione soggettiva del lavoratore straniero non è diversa o più titolata di quello in stato di clandestinità - fermo restando la predetta sospensione dei procedimenti penali ed amministrativi a suo carico - in quanto, come detto, la mera presentazione dell'istanza di emersione non vale di per sé ad eliminare lo situazione di clandestinità di cui si chiede la sanatoria e non pone, sotto il profilo del diritto amministrativo dell'immigrazione, i lavoratori "da regolarizzare" in una posizione diversa, e più titolata, di una mera aspettativa al rilascio di un favorevole provvedimento che consentirà di sanare la propria posizione e quindi acquisire la legittimazione al permesso di soggiorno"
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 4 - 12 dicembre 2013 n. 654: "il permesso di soggiorno per attesa occupazione non è uno strumento concepito per eludere le disposizioni che dettano i requisiti richiesti per ottenere il titolo di soggiorno o il suo rinnovo, ma assolve unicamente alla funzione di consentire allo straniero extracomunitario, che perda il posto di lavoro per licenziamento o dimissioni, di fruire, mediante l'iscrizione nelle liste di collocamento, di un ragionevole lasso di tempo per reperire una nuova occupazione"
  • TAR Campania Sentenza del 20 novembre - 12 dicembre n. 5701: l'automatico diniego di rinnovo del permesso di soggiorno a fronte di reati cc.dd. "ostativi" non può essere applicato a condanne intervenute prima dell'entrata in vigore delle norme che hanno attribuito il carattere di ostatività al reato in questione
  • TAR Lazio Sentenza del 17 ottobre - 10 dicembre 2013 n. 10676: "il rifiuto del rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, previsto dalle disposizioni in oggetto, non costituisce sanzione penale, sicché il legislatore ben può stabilirlo per fatti che, sotto il profilo penale, hanno una diversa gravità, valutandolo misura idonea alla realizzazione dell'interesse pubblico alla sicurezza e tranquillità, anche se ai fini penali i fatti stessi hanno ricevuto una diversa valutazione. Sotto questo aspetto neppure può essere considerata manifestamente irragionevole la scelta legislativa di non aver dato rilievo alla sussistenza delle condizioni per la concessione del beneficio della sospensione della pena, a differenza di quanto avviene per l'espulsione dal territorio nazionale come misura di sicurezza. Invero, il fatto che la prognosi favorevole in merito all'astensione del condannato, nel tempo stabilito dalla legge, dalla commissione di ulteriori reati sia condotta, ai fini della non esecuzione della pena, con criteri diversi da quelli che presiedono al giudizio di indesiderabilità dello straniero nel territorio italiano, non può considerarsi, di per sé, in contrasto con il principio di razionalità-equità, attesa la non coincidenza delle due suddette valutazioni"
  • TAR Lazio Sentenza del 3 ottobre - 10 dicembre 2013 n. 10668: "la giurisprudenza amministrativa, in particolare del Consiglio di Stato, ha infatti in più occasioni dato rilevanza, unitamente alla riabilitazione, al fatto che fra la condanna penale considerata ostativa e il diniego del rilascio o del rinnovo vi sia stato un non breve intervallo di tempo, caratterizzato da una positiva condotta dell'interessato. In tal caso, ha osservato tale giurisprudenza, viene meno l'automatismo della preclusione derivante dall'intervenuta condanna, ma resta integro il potere dell'Amministrazione di negare comunque il titolo di soggiorno, sempreché il diniego sia sostenuto da una valutazione motivata della personalità dell'interessato, della sua pericolosità sociale, della gravità dei precedenti penali, in comparazione con i suoi interessi personali e familiari, e della situazione lavorativa"
  • TAR Sicilia Sentenza del 24 ottobre - 6 dicembre 2013 n. 2923: "affinché possa essere disposta la revoca non è necessario che la falsità degli atti sia dichiarata da una sentenza penale definitiva di condanna, potendo l'autorità amministrativa procedere ad una autonoma valutazione che, se condotta alla stregua di criteri di ragionevolezza e confortata da idonei elementi di riscontro, non è soggetta al sindacato di questo giudice, ma, va precisato, però, che a tale risultato è possibile giungere ove, dopo adeguata istruttoria, vi sia la certezza della insufficienza del reddito prodotto dallo straniero" 
  • TAR Campania Sentenza del 20 novembre - 5 dicembre n. 5577: "la semplice richiesta di un decreto penale di condanna non può considerarsi equivalente all'emissione del decreto stesso e quindi all'emissione di un accertamento in sede penale circa l'effettiva attribuzione al ricorrente dei reati menzionati"
  • TAR Campania Sentenza del 20 novembre - 4 dicembre n. 5512: "l'amministrazione intimata nulla avrebbe potuto riesaminare (il ricorrente, piuttosto, avrebbe dovuto presentare, ricorrendone i presupposti, una nuova istanza per l'ottenimento del permesso di soggiorno) e le ulteriori circostanze affermate dal ricorrente –relative all'asserita ripetuta presentazione del ricorrente presso gli uffici della questura per richiedere informazioni- oltre a risultare indimostrate, sono irrilevanti in ragione dell'avvenuto decorso del termine di validità del titolo di soggiorno in questione che, ad onta di quanto affermato, neppure è stato ritirato"
  • TAR Lombardia Sentenza del 21 novembre - 3 dicembre 2013 n. 2684: Regolarizzazione 2012 - "la durata massima del procedimento non è indicata dalle norme contenute nel suindicato art. 5 del d.lgs. n. 109/2012; sicché vale il termine generale di trenta giorni, decorrente dal momento di presentazione dell'istanza, di cui all'art. 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990 n. 241"
  • TAR Lombardia Sentenza del 14 novembre - 3 dicembre 2013 n. 2663: la sussistenza di "gravi e comprovati motivi" permette che il permesso di soggiorno sia rinnovato, anche quando si è verificata un'interruzione del soggiorno in Italia per un periodo continuativo, come desumibile dal c. 6 dell'art. 9, D.P.R. 31.8.1999 n. 394
  • TAR Lombardia Sentenza del 14 novembre - 3 dicembre 2013 n. 2667: "in presenza di un principio di prova consistente nella documentazione che attestava la ricorrenza di -OMISSIS- che avevano costretto il ricorrente ad una lunga permanenza al di fuori del territorio nazionale, nonché di certificazione medica in lingua araba con relativa traduzione in italiano che attestava che lo straniero era stato continuamente -OMISSIS-, sussisteva certamente il dovere dell'amministrazione di supplire alle carenze documentali effettuando il supplemento istruttorio necessario"
  • TAR Lombardia Sentenza del 14 novembre - 2 dicembre 2013 n. 2646: il reato di favoreggiamento della prostituzione, commesso in data non è contro la libertà sessuale, né rientrante tra quelli di cui agli artt. 4 c. 3 e 5 c. 5 D.Lgs. n. 286/98, ostativi alla permanenza dello straniero sul territorio nazionale, nell'ambito dei quali è invece considerata la diversa fattispecie di "sfruttamento" della prostituzione
  • TAR Veneto Sentenza del 13 novembre - 2 dicembre 2013 n. 1354: "in mancanza di norma derogatrice che assegni al giudice amministrativo la cognizione della impugnazione dei respingimenti, deve trovare applicazione il criterio generale secondo cui la giurisdizione sulle controversie aventi ad oggetto diritti soggettivi, proprio in ragione della inesistenza di margini di ponderazione di interessi in gioco da parte della Amministrazione, spetta al giudice ordinario"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 novembre - 2 dicembre 2013 n. 353: a prescindere dalla natura delle condanne riportate dal ricorrente, l'amministrazione non si è limitata a richiamarle quale elemento ostativo al rilascio del titolo ma ha, altresì, valutato la condotta del ricorrente, consistente nella reiterazione dei suddetti reati nell'arco di un triennio, come "chiaro indice di pericolosità sociale poiché in netto contrasto con le regole dell'ordinato vivere sociale" e come sintomo della volontà di non integrarsi nel paese che lo ospita
  • TAR Puglia Sentenza del 28 - 29 novembre 2013 n. 2406: "la tesi della fittizietà del rapporto di lavoro che ha formato oggetto della procedura di emersione appare non adeguatamente corroborata atteso che, a tal proposito, non può valere il generico richiamo ad una attività di verifica endoprocedimentale, così come appare insufficiente il rinvio ad una non meglio specificata attività investigativa posta in essere da agenti della Squadra Mobile"
  • TAR Lazio Sentenza del 7 - 27 novembre 2013 n. 910: il provvedimento gravato contiene anche una valutazione (seppur minima) della pericolosità sociale dell'interessato, lì dove evidenzia che il fatto ascritto allo straniero lascia presumere che lo stesso tragga mezzi di sostentamento da fonti di reddito illecite, il che è supportato dal carattere piuttosto recente del reato di furto aggravato (contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso), risalendo la sua commissione al marzo del 2012. Pure sotto questo profilo, dunque, il provvedimento impugnato appare immune da censure, in quanto sufficientemente motivato
  • TAR Lazio Sentenza del 5 - 27 novembre 2013 n. 10146: "poiché rispetto al permesso di soggiorno per motivi di studio è ammessa la conversione sia in lavoro autonomo che subordinato, non c'è ragione di ritenere che una tale conversione non sia possibile rispetto al permesso di soggiorno rilasciato per motivi religiosi, per il quale vi è una evidente analogia di situazioni"
  • TAR Toscana Sentenza del 7 - 26 novembre n. 1620: in presenza di una causa di diniego del permesso di soggiorno per lavoro autonomo caratterizzata dal carattere vincolato nessuna validità può pertanto assumere il riferimento alla mancata comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza ex art. 10-bis l. 7 agosto 1990 n. 241 (che è scriminata dalla previsione dell'art. 21-octies, 2° comma, stessa legge, in considerazione della natura vincolata del potere) o alla natura di "patteggiamento" della sentenza penale (in completo accordo con la giurisprudenza assolutamente incontroversa, la giurisprudenza della Sezione ha, infatti, rilevato da tempo come l'automatismo di cui all'art. 26, comma 7-bis del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 operi anche con riferimento alle sentenze di "patteggiamento")
  • TAR Toscana Sentenza del 7 - 26 novembre 2013 n. 1613: la Questura e la Prefettura hanno operato una valutazione della capacità reddituale del ricorrente tutta rivolta al passato (ovvero al reddito da lavoro autonomo derivante dalla partecipazione alla società "**" negli anni 2011 e 2012) e non comprendente la sostanziale innovazione del quadro ricostruttivo derivante dalla disponibilità (espressa con la proposta di assunzione dd. 8 maggio 2012) della medesima società ad assumere il ricorrente in qualità di lavoratore dipendente; con tutta evidenza, si trattava, quindi, di una sostanziale innovazione del rapporto lavorativo del ricorrente che doveva trovare autonoma considerazione, soprattutto con riferimento alle possibili modificazioni in positivo che tale modificazione poteva determinare su una capacità economica di mantenimento autonomo finora insufficiente a giustificare la permanenza in Italia del ricorrente
  • TAR Piemonte Sentenza del 7 - 22 novembre 2013 n. 1256: Regolarizzazione 2012 - il potere di controllo della questura circa l'effettività del rapporto di lavoro dichiarato dal datore di lavoro e l'eventuale sussistenza di motivi ostativi alla regolarizzazione è normativamente previsto dall'art. 1 comma 9 del D. Lgs. 16 luglio 2012, n. 109, ed è comunque implicito nel sistema delineato dalla normativa di regolarizzazione, nel contesto della quale la dichiarazione di emersione del datore di lavoro è soltanto una modalità di semplificazione del procedimento amministrativo, e non l'oggetto di un atto di fede da parte dell'Amministrazione, e come tale sottende il successivo espletamento di controlli da parte degli uffici competenti circa la veridicità di quanto in essa dichiarato
  • TAR Piemonte Sentenza del 24 ottobre - 22 novembre 2013 n. 1266: la Questura ha poi svolto controlli sull'ultimo datore di lavoro, che ha assunto il ricorrente come colf, giungendo a ritenere fittizio il rapporto di lavoro, in quanto il datore di lavoro non percepisce un reddito sufficiente a garantire la retribuzione del lavoratore
  • TAR Campania Sentenza del 23 ottobre - 22 novembre 2013 n. 5292: la asserita circostanza della fittizietà del rapporto di lavoro, come già osservato in sede cautelare, è smentita dalla produzione in atti dell'estratto contributivo INPS, dal quale si rileva l'esistenza del versamento dei contributi, da parte di un'unica datrice di lavoro e a favore della ricorrente, sia con riferimento al 2009 (anno a cui si riferisce l'istanza di regolarizzazione) sia con riferimento al 2010 (esplicitamente richiamato nel provvedimento gravato)
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 10 ottobre - 22 novembre 2013 n. 770: "le circostanze addotte in ricorso (assistenza economica asseritamente presentata dalla Chiesa "New Life Deliverence" ed asserita assunzione in data 11.4.2013 dalla ditta "*** s.p.a.") sono all'evidenza doppiamente irrilevanti [per il rinnovo del permesso] poiché mai comunicate all'Autorità procedente anteriormente all'adozione dell'atto impugnato al fine di consentire la verifica della loro effettiva sussistenza e comunque perché attestate la prima da un documento in copia semplice, privo di data, recante una sottoscrizione non autenticata nelle forme di legge, genericamente delineato e proveniente da soggetto non avente alcun obbligo giuridico di assistenza economica continuativa nei confronti della straniera; la seconda da documenti in copia semplice, recanti sottoscrizioni non autenticate nelle forme di legge"
  • TAR Campania Sentenza del 23 ottobre - 21 novembre 2013 n. 5229: "la fittizietà del rapporto di lavoro, assurta a principale presupposto del diniego, non è dimostrata adeguatamente in quanto l'amministrazione non ha fornito alcuna prova della propria asserzione che, invece, è stata smentita dai documenti prodotti da parte ricorrente; questa, infatti, ha dimostrato di aver pagato i contributi previdenziali negli anni 2009, 2010 e 2011 (in atti) e, per l'anno in corso e con riferimento al lavoro autonomo svolto attualmente, di aver conseguito un reddito superiore a quello richiesto dalla normativa di settore (pari alla metà dell'importo dell'assegno sociale – pari ad €. 5.749,90 nell'anno 2012- ossia alla somma di €. 2.870,00 circa)"
  • TAR Campania Sentenza del 5 - 21 novembre 2013 n. 5220: "nessuna delucidazione si è avuta in questa sede in ordine all'asserita "inesistenza" dell'originario rapporto di lavoro, ovvero in ordine alle concrete risultanze dell'accertamento effettuato, in particolare riferimento alla data della sua effettuazione ed alle (eventuali) dichiarazioni in tale sede rese"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 24 ottobre - 21 novembre 2013 n. 756: Regolarizzazione 2012 - "la normativa di sanatoria in oggetto costituisce una deroga in via di eccezione alla normativa ordinaria a regime sull'ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari nel territorio nazionale e pertanto essa è conseguentemente soggetta ad una interpretazione necessariamente restrittiva, per modo che l'espressione "organismo pubblico" (che designa l'ente da cui deve provenire il documento attestante la presenza dello straniero extracomunitario in Italia nel periodo temporale di riferimento) deve essere ragionevolmente intesa come riferita ad enti che non soltanto svolgono una funzione pubblica o di interesse pubblico, ma che abbiano anche natura giuridica di enti pubblici tale da assicurare la massima affidabilità probatoria della documentazione da essi rilasciata"
  • TAR Toscana Sentenza del 7 - 20 novembre 2013 n. 1581: il ricorrente impugnava il provvedimento con cui era stata respinta la sua richiesta di riesaminare il decreto di respingimento della Polizia di frontiera con la motivazione che, non essendosi mai recato in Questura per il ritiro del permesso di soggiorno che gli era stato rilasciato, lo stesso era stato archiviato e pertanto non vi era nessun provvedimento di diniego da riesaminare
  • TAR Toscana Sentenza del 7 - 20 novembre 2013 n. 1577: "dopo essere stata inserita in una struttura per il perseguimento del programma di protezione, la ricorrente trasferiva la residenza, all'insaputa dell'associazione che seguiva il suo percorso, e successivamente è stata rintracciata mentre era ancora dedita all'attività (prostituzione) che aveva costituito il presupposto del rilascio del titolo (permesso di soggiorno per motivi umanitari) che le aveva consentito di seguire il programma di protezione avviato"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 7 - 20 novembre 2013 n. 749: "se è vero che il requisito del possesso di un reddito minimo idoneo al sostentamento dello straniero e del suo nucleo familiare costituisce un requisito soggettivo non eludibile ai fini del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno, è altresì vero che, quando interviene una patologia che impedisce temporaneamente allo straniero di svolgere una qualsiasi attività lavorativa, lo stato di necessità legato a tale evenienza determina una sostanziale sospensione del termine entro il quale va maturato il requisito di legge e impone all'Amministrazione di vagliare la posizione dello straniero alla luce di tale eccezionale situazione, da comparare con le generali condizioni di vita dell'interessato e con la concreta possibilità che lo stesso riacquisti in tempi brevi la capacità di produrre reddito per il proprio sostentamento"
  • TAR Piemonte Sentenza del 24 ottobre - 20 novembre 2013 n. 1233: non è stato fornito alcun elemento di prova, anche indiziario, della sussistenza di gravi ragioni che possano averne impedito il rientro in Italia oltre il termine massimo di assenza consentito. La prolungata interruzione del soggiorno sul territorio italiano supera i limiti massimi consentiti e giustifica, in sé, il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, rendendo superflua ogni ulteriore valutazione sulla condizione personale e sociale dello straniero
  • TAR Puglia Sentenza del 30 ottobre - 19 novembre 2013 n. 2350: il permesso di soggiorno per motivi di giustizia viene a connotarsi come un provvedimento di natura eccezionale, emanabile solo in presenza di documentate esigenze che rendano necessaria, a fini di giustizia, la permanenza dello straniero in Italia; ed invero, tale titolo di soggiorno, proprio per la sua natura eccezionale e per la tipicità del fine perseguito, non potrebbe essere né convertito né rinnovato ad altro titolo
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 10 ottobre - 18 novembre 2013 n. 733: dalla ulteriore dichiarazione presentata dalla ricorrente in giudizio risulta l'iscrizione per l'anno accademico 2010-2011 al quinto anno fuori corso. Pertanto il tempo massimo di proroga consentito dalla norma risulta superato
  • TAR Veneto Sentenza del 14 - 18 novembre 2013 n. 1303: Regolarizzazione 2012 - il diniego di emersione impugnato era motivato solo con la pendenza di un procedimento penale - procedimento ora archiviato - vertente sulla data di inizio del rapporto di lavoro de quo e non anche su una valutazione autonoma dell'Amministrazione procedente
  • TAR Lazio Sentenza del 9 luglio - 18 novembre 2013 n. 9856: "l'attestazione di idoneità alloggiativa non rientra però tra le circostanze che devono essere attestate nella procedura di emersione. Essa, infatti, attiene unicamente alle obbligazioni assunte dal datore di lavoro con la stipula del contratto di soggiorno, dovendo egli fornire, a mente dell'art. 5 bis del d.lgs. 286/98, " la garanzia (..) della disponibilità di un alloggio per il lavoratore che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica""
  • TAR Lazio Sentenza del 16 maggio - 15 novembre 2013 n. 9813: "la motivazione del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno [..] non contiene neppure in termini sintetici, alcun elemento valutativo circa la condizione sociale e lavorativa del ricorrente e circa la durata del suo soggiorno nel territorio italiano, tutti profili rispetto ai quali non può reputarsi assorbente la consistenza del precedente penale, stante l'entità della pena complessivamente comminata per i reati commessi"
  • TAR Veneto Sentenza dell'11 luglio - 14 novembre 2013 n. 1288: "la domanda introdotta esattamente era definita "domanda di rinnovo del permesso di giustizia e contestuale istanza di rilascio di permesso di soggiorno ad altro titolo", affermandosi l'inserimento sociale, l'attività lavorativa svolta in forza del titolo temporaneo concesso, la presenza di familiari sul territorio nazionale", e si lamenta la violazione dell'articolo 10 bis della legge 7 agosto 1990, numero 241, per non essere stato il provvedimento impugnato da ultimo previamente oggetto di comunicazione dei motivi ostativi ai sensi della predetta disposizione
  • TAR Veneto Sentenza del 1° agosto - 14 novembre 2013 n. 1280: la presentazione della documentazione di un datore di lavoro che risulta inesistente o coinvolto in pratiche di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina non è di per sé indicativa di un coinvolgimento del lavoratore extracomunitario in tali pratiche. Per tali ragioni la circostanza di aver presentato documentazione relativa ad un falso datore di lavoro non è di per sé ostativa alla concessione di un rinnovo quando poi sia seguita dalla sottoscrizione di un nuovo contratto di soggiorno che attesta l'esistenza di una regolare attività lavorativa come nel caso di specie è stato documentato dal ricorrente attraverso la produzione del contratto e delle buste paga ricevute in diversi mesi
  • TAR Veneto Sentenza del 1° agosto - 14 novembre 2013 n. 1279: Regolarizzazione 2012 - "non e' dimostrata l'esatta corrispondenza tra i lavoratori presenti nella sede indicata nella domanda di emersione e quelli attualmente occupati nella nuova sede, sicché non può essere contestata la legittimità del provvedimento dell'amministrazione che in presenza di tale indeterminatezza considera inattendibile la domanda della ricorrente, e ciò indipendentemente dal fatto che non sia specificamente necessario indicare il luogo ove la prestazione lavorativa viene svolta"
  • TAR Marche Sentenza del 7 - 13 novembre 2013 n. 834: la fattispecie lieve di condanna per reati inerenti gli stupefacenti, di cui art. 73 c. 5 del DPR 309/1990, non può costituire automatico impedimento al rinnovo del titolo di soggiorno, imponendo all'Amministrazione una valutazione complessiva riguardo alla pericolosità del cittadino extracomunitario
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 10 ottobre - 12 novembre 2013 n. 705: i reati per i quali il lavoratore straniero odierno ricorrente è stato condannato rientrano – per durata della corrispondente pena detentiva base - tra quelli per i quali l'art. 381 c.p.p. prevede l'arresto facoltativo in flagranza, con la conseguenza che la Questura – alla luce della sopravvenuta insussistenza di alcun automatismo derivante dalla predetta condanna penale – deve in concreto valutare la complessiva situazione del soggetto straniero richiedente il primo permesso di soggiorno a seguito di sanatoria 
  • TAR Toscana Sentenza del 18 ottobre - 11 novembre 2013 n. 1548: l'effettiva sussistenza del rapporto di lavoro irregolare costituisce il presupposto di fatto del procedimento volto all'emersione per cui, fatti salvi ovviamente i riflessi penalistici e civilistici di un rapporto svolto in via fittizia, è del tutto legittimo che l'Amministrazione esegua controlli volti ad accertare che, nel periodo considerato dalla legge, l'interessato abbia svolto effettivamente attività lavorativa e che tale rapporto perduri al momento della regolarizzazione
  • TAR Toscana Sentenza del 18 ottobre - 11 novembre 2013 n. 1534: in presenza di una causa di esclusione del rilascio del permesso di soggiorno, nessuna rilevanza può poi assumere il riferimento alla prossima prescrizione dei reati (che esplica, ovviamente, effetti sul piano penale e non sul piano amministrativo) o al fatto che i reati in discorso siano stati commessi in un limitato periodo di tempo
  • TAR Marche Sentenza del 7 - novembre 2013 n. 815: Regolarizzazione 2012 - nel caso in esame il rigetto della domanda di emersione è dovuto a fatti ascrivibili unicamente al datore di lavoro, per cui il ricorrente, in qualità di lavoratore in nero ormai venuto allo scoperto, ha diritto, quantomeno, al rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione qualora non sussistano ulteriori elementi ostativi (diversi da quelli riguardanti esclusivamente il datore di lavoro) che le competenti amministrazioni dovranno accertare in sede di riapertura del procedimento
  • TAR Piemonte Sentenza del 24 ottobre - 8 novembre 2013 n. 1176: "il termine di un anno, previsto dall'art. 22 comma 11 del D. Lgs. 286/98 per il permesso di temporaneo soggiorno dell'extracomunitario in attesa di occupazione, va inteso come termine massimo, e non minimo, ossia discrezionalmente prorogabile"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 12 settembre - 7 novembre n. 680: "una diversa interpretazione volta a ritenere valido un rapporto di lavoro privo di copertura previdenziale – e quindi sostanzialmente "in nero", per di più in assenza di elementi di prova in ordine all'effettivo pagamento della retribuzione (ad esempio, assegno o bonifico) potrebbe consentire pratiche elusive dell'obbligo di avere da parte dello straniero extracomunitario leciti e trasparenti mezzi di sussistenza durante il soggiorno in Italia, a tutela di un elementare e primario canone di salvaguardia della sicurezza collettiva"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 12 settembre - 7 novembre n. 679: Regolarizzazione 2012 - "i presupposti prescritti dalla normativa di sanatoria in oggetto debbono essere necessariamente esistenti e comunicati all'Autorità procedente anteriormente alla data di conclusione del relativo procedimento con l'emanazione del provvedimento finale: nel caso in esame nessuna di tali due condizioni – costituenti espressione di un elementare canone di ragionevolezza dell'azione amministrativa di rilevanza costituzionale – risulta ottemperata dall'attuale ricorrente"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 12 settembre - 7 novembre n. 677: Regolarizzazione 2012 - in assenza di un presupposto espressamente richiesto dalla normativa di sanatoria in oggetto per l'accoglimento delle relative dichiarazioni di emersione, l'Autorità procedente era conseguentemente vincolata all'adozione di un provvedimento di rigetto, per modo che non sussiste né il lamentato eccesso di potere né carenza di motivazione, né ingiustizia manifesta
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 12 settembre - 7 novembre n. 673: Regolarizzazione 2012 - i 2 certificati medici a firma dott. ** , Dirigente medico presso l'Ospedale civile di Urbino, risultano rilasciati nell'esercizio di libera professione, e pertanto non provengono da organismi pubblici come richiesto a fini probatori dall'art.5 del Dlgs 109/12, anche nell'interpretazione resa dall'Avvocatura generale dello Stato, che ritiene idonea la certificazione medica solo se "proveniente da struttura pubblica"
  • TAR Marche Sentenza del 24 ottobre - 6 novembre 2013 n. 797: fino a quando la penale responsabilità del datore di lavoro e/o del lavoratore "emerso" non siano accertate - soprattutto in punto di fatto - da una sentenza penale passata in giudicato, la revoca del permesso di soggiorno rilasciato a seguito di "emersione" è illegittima, salvo che, come detto, l'amministrazione non abbia già accertato autonomamente che il rapporto di lavoro non si è svolto nel periodo indicato dalla normativa riguardante la regolarizzazione de quo
  • TAR Liguria Sentenza del 30 ottobre 2013 n. 1267: la dimostrazione della produzione del reddito minimo di legge è ineludibile per gli stranieri, né la circostanza può essere surrogata con la prova della convivenza con altri soggetti percettori di reddito
  • TAR Campania Sentenza del 9 - 30 ottobre 2013 n. 4872: "l'ipotesi di cui all'art. 625 n. 6 non rientra nella previsione di cui all'art. 380 del codice di procedura penale, mentre la riconducibilità del titolo di reato alle ipotesi di cui all'art. 381 c.p.p imponeva all'amministrazione, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 172/2012, di esplicitare le ragioni sulla base delle quali è stato accertato che l'istante rappresenta una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato; valutazione che, per quanto sopra precisato, non è rinvenibile nel provvedimento impugnato"
  • TAR Veneto Sentenza del 17 - 24 ottobre 2013 n. 1222: Regolarizzazione 2012 - l'impossibilità di emersione si giustifica in relazione alla specificità degli effetti della sentenza penale avente ad oggetto l'espulsione. Tale specificità non consente di comparare tali casi con quelli disciplinati in via generale dalla legge riguardo i diversi casi in cui è possibile o meno la procedura di emersione
  • TAR Piemonte Sentenza del 10 - 24 ottobre 2013 n. 1098: Regolarizzazione 2012 - nel caso di specie, dal DURC emesso in data 28 marzo 2013 risulta che il lavoratore non è stato denunciato all'Inail e che non risulta regolare, alla data del 26 marzo 2013, il versamento in suo favore dei premi e accessori
  • TAR Lombardia Sentenza del 9 - 23 ottobre 2013 n. 883: Regolarizzazione 2012 - l'odierno ricorrente non era in possesso di tale titolo, né lo ha attenuto successivamente, essendosi concluso negativamente il relativo procedimento. Non si è, dunque, in presenza di uno di quei fatti imputabili al datore di lavoro che il legislatore ha ritenuto di qualificare come non ostativi al rilascio del titolo di soggiorno, bensì di un soggetto che non aveva, a monte, l'indispensabile requisito soggettivo per presentare l'istanza di regolarizzazione. Ne consegue l'impossibilità di dare applicazione al disposto di cui al decreto legge n. 76/2013 e la legittimità del provvedimento impugnato
  • TAR Campania Sentenza del 9 - 23 ottobre 2013 n. 4686: le condanne sulle quali si fonda il diniego risalgono a data antecedente la modifica dell'art. 4, comma 3, del ripetuto Testo unico del 1998, quale operata dalla legge 189 del 2002, con la conseguenza che le stesse non precludono, in via automatica il rinnovo del titolo richiesto, necessitando al riguardo, infatti, un'adeguata motivazione sulla pericolosità sociale e sul mancato inserimento sociale dell'interessato, che nella specie è mancata
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 3 - 23 ottobre n. 652: "non integra un motivo di per sé preclusivo dell'idoneità della documentazione esibita la circostanza (addotta dall'Amministrazione) che l'interessato abbia allegato, per l'anno 2006, un "conto economico" dell'impresa individuale costituita a suo nome e non anche l'apposita dichiarazione dei redditi, così come le fatture depositate in giudizio a comprova della prosecuzione dell'attività di lavoro autonomo e la sopraggiunta assunzione quale lavoratore a tempo determinato (dal 2 dicembre 2008) rivelano la sussistenza di un complesso di elementi da cui non si può prescindere nella valutazione della capacità del ricorrente di produrre reddito e di provvedere in tal modo al sostentamento della propria famiglia"
  • TAR Lazio Sentenza del 3 - 23 ottobre 2013 n. 791: l''esistenza di un decreto di espulsione per condizione di clandestinità sotto altro nominativo non può costituire condizione da sola atta a sorreggere la motivazione di un diniego di rilascio di permesso di soggiorno, ove manchino accertamenti più approfonditi circa l'origine di tale alias se cioè esso sia il risultato della volontà del dichiarante di fornire false generalità e non piuttosto un errore materiale di trascrizione dei dati correttamente riferiti, oppure manchino accertamenti più approfonditi sulla compatibilità dell'espulsione con le ragioni sopravvenute che hanno comportato, a suo tempo, il rilascio del titolo successivo all'ingresso
  • TAR Toscana Sentenza del 26 settembre - 21 ottobre 2013 n. 1431: Regolarizzazione 2012 - il ricorrente ha fornito elementi sintomatici di una possibile inattendibilità della segnalazione a carico del lavoratore da regolarizzare avendo prodotto un certificato medico rilasciato nei suoi confronti in Italia proprio il giorno in cui la segnalazione è stata inserita nel sistema
  • TAR Liguria Sentenza del 3 - 18 ottobre 2013 n. 1232: non é trascorso il termine annuale, decorrente dalla data di cessazione del lavoro, utile per reperire altra stabile occupazione (si ringrazia l'Avv. Ballerini per la segnalazione)
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 giugno - 14 ottobre 2013 n. 627: era onere di normale diligenza a carico del medesimo dare comunicazione all'Autorità procedente del suo temporaneo allontanamento dal territorio nazionale e di un eventuale recapito alternativo per le successive notifiche da parte della medesima non essendo razionalmente ammissibile – sulla base di un elementare canone di buona amministrazione di rilevanza costituzionale – che vi sia un eventuale ritardo temporale nella definizione di una procedura come quella in oggetto – prevista non solo a tutela del richiedente, ma anche a tutela dell'interesse primario alla sicurezza collettiva – in conseguenza di scelte personali dell'interessato ignote all'Amministrazione
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 25 settembre - 10 ottobre 2013 n. 483: il ricorrente, prima dell'emanazione dell'atto impugnato, aveva comunicato di avere instaurato un rapporto di lavoro. Ne consegue che, ai sensi dell'articolo 5 comma quinto del testo unico 286 del 1998, bisognava tener conto degli elementi nuovi che consentirebbero il rilascio del permesso di soggiorno
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 18 settembre - 10 ottobre 2013 n. 275: qualora il rapporto di lavoro in base al quale si chiede il titolo di soggiorno risulti essere fittizio, non v'è possibilità di ottenere il titolo in seguito all'instaurazione successiva di altro rapporto di lavoro
  • TAR Campania Sentenza del 25 settembre - 9 ottobre 2013 n. 4515: il titolo di reato per cui vi è condanna (ricettazione) non rientra tra quelli ostativi alla concessione del permesso di soggiorno ai sensi dell'art. 4 comma 3, del d. l.vo n. 298 del 1998 per cui non sono applicabili automatismi di sorta nel senso di denegare il titolo
  • TAR Lombardia Sentenza del 17 luglio - 8 ottobre 2013 n. 826: la Questura sostiene che il permesso di soggiorno per residenza elettiva presuppone la titolarità di una pensione italiana, o quantomeno la disponibilità di redditi da beni immobili o da vitalizi. Il ricorrente invece, dopo essere stato annotato nel permesso di soggiorno della madre (essendo entrato in Italia nel 1986 all'età di otto anni), ha ottenuto un permesso per motivi di famiglia e poi per iscrizione nelle liste di collocamento, di fatto senza mai svolgere attività lavorativa, ma afferma a) di appartenere a una ricca famiglia egiziana, proprietaria di immobili sia a Il Cairo sia ad Alessandria d'Egitto; (b) tali immobili, dati in locazione a commercianti locali, producono una rendita mensile che viene accreditata in Italia al ricorrente, come provato dalle ricevute bancarie e dagli estratti conto del Credito Bergamasco; (c) con questa disponibilità di denaro il ricorrente ha acquistato quattro unità immobiliari nel Comune di Bovezzo (residence Prealpino)
  • TAR Lombardia Sentenza del 23 maggio - 7 ottobre 2013 n. 822: "solo l'ultima condanna comminata al ricorrente è successiva alla modifica introdotta dalla legge 94/2009, e dunque sarebbe l'unica teoricamente in grado di provocare in sede amministrativa la misura automatica del diniego di titolo di soggiorno. Dopo la sentenza n. 172/2012 è però dirimente la constatazione che i reati per i quali il ricorrente è stato condannato non raggiungono neppure il rilievo richiesto dall'art. 381 cpp per l'arresto facoltativo. Pertanto, non solo non può operare alcun automatismo espulsivo, in conseguenza dei riflessi che la sentenza n. 172/2012 ha prodotto sull'art. 4 comma 3 del Dlgs. 286/1998, come si è visto sopra, ma la situazione presenta oggettivamente un basso livello di allarme sociale"
  • TAR Lombardia Sentenza del 4 luglio - 7 ottobre 2013 n. 817: Regolarizzazione 2012 - "la sussistenza di un effettivo rapporto di lavoro non presuppone che il lavoratore rimanga fisicamente in Italia per tutto il tempo, anche negli intervalli non dedicati al lavoro. La natura irregolare del rapporto di lavoro non impedisce di applicare allo stesso in via analogica alcuni istituti del lavoro regolare, come ad esempio le ferie (concordate con il datore di lavoro, oppure collocate tradizionalmente in estate, o in occasione della sospensione dell'attività). Di conseguenza, limitati periodi di allontanamento dall'Italia non impediscono la sanatoria, in quanto non consentono di presumere in via assoluta l'inesistenza del rapporto di lavoro irregolare"
  • TAR Lombardia Sentenza del 26 luglio - 6 ottobre 2013 n. 2228: "non convince la tesi secondo cui il reperimento di una regolare attività lavorativa sarebbe stata impedita dal mancato rilascio del permesso di soggiorno "per attesa occupazione", posto che il ricorrente non ha dimostrato di aver percepito redditi sufficienti nemmeno nel periodo in cui era titolare di permesso di soggiorno per lavoro subordinato o era in attesa del suo rinnovo, così avvalorando l'ipotesi che il ricorrente percepisse proventi illeciti derivanti dal commercio di stupefacenti"
  • TAR Liguria Sentenza del 18 luglio - 4 ottobre 2013 n. 1191: sebbene il permesso di soggiorno sia stato rilasciato per lavoro autonomo, una volta ottenuta l'assunzione come lavoratore subordinato ricorrono i presupposti previsti dalla legge per il rinnovo
  • TAR Piemonte Sentenza del 13 giugno - 9 ottobre 2013 n. 1056: "se la titolarità di un contratto di lavoro fosse stata ritenuta determinante ai fini del rilascio del permesso di soggiorno CE, la norma vi avrebbe fatto certamente riferimento: poiché, all'esatto opposto, l'art. 9 D. L.vo 286/98 è assolutamente silente sul punto, si deve ritenere che sia per il legislatore europeo che per quello nazionale ciò che é rilevante non é tanto la tipologia del contratto di lavoro quanto l'entità del reddito percepito dal richiedente"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 2 agosto - 3 ottobre 2013 n.615: Regolarizzazione 2012 - "i motivi sono infondati in quanto generici, non essendo contestata l'esistenza dell'interruzione della presenza in Italia quale risulta dal passaporto del ricorrente nel periodo dal 25.2.2012 al 3.3.2012"
  • TAR Abruzzo Sentenza del 26 settembre - 2 ottobre 2013 n. 468: Regolarizzazione 2012 - l'atto impugnato contiene una motivazione del tutto generica ("la domanda … è stata inoltrata in assenza dei presupposti di legge") e per altro verso che dagli atti del procedimento versati in giudizio dall'Amministrazione intimata non si rinvengono ulteriori elementi dai quali possa desumersi relativamente a quali aspetti la domanda di emersione in questione si poneva in contrasto con le previsioni di legge
  • TAR Puglia Sentenza del 26 - 27 settembre n. 2061: "è venuto meno il presupposto dell'esistenza di una condanna irrevocabile a carico del ricorrente sulla base del quale la Questura ha adottato il provvedimento di diniego in questione"
  • TAR Campania Sentenza del 25 - 26 settembre 2013 n. 4426: Regolarizzazione 2012 - la ricorrente ha rappresentato la insufficienza della motivazione (riferita, come visto, all'arresto e non alla condanna e priva della analitica specificazione dei titoli di reato contestati) e la non automatica ostatività dei reati per cui vi è condanna ai sensi dell'art. 4 del d.lgs. 286/1998 e della nuova legge sull'emersione, atteso che gli stessi non sono ricompresi nell'art. 380 c.p.p.
  • TAR Toscana Sentenza del 4 - 24 settembre 2013 n. 1309: l'approvazione della nuova disciplina non ha reso inefficaci tutti i provvedimenti di espulsione adottati prima dell'entrata in vigore della direttiva, cosicché laddove non siano trascorsi cinque anni dall'esecuzione dell'espulsione non è possibile far rientro del territorio nazionale senza la particolare autorizzazione rilasciata dal Ministro dell'Interno
  • TAR Marche Sentenza del 12 - 25 settembre 2013 n. 646: Regolarizzazione 2012 - "per la regolarizzazione di più lavoratori non sono fissati limiti di reddito, contrariamente a quanto invece previsto per la regolarizzazione di un solo lavoratore (che può avvenire dimostrando il possesso di un reddito imponibile o un fatturato non inferiore a 30.000 euro annui). Pur non essendo quindi possibile applicare un criterio meramente proporzionale (es. €/anni 60.000 per due lavoratori; €/anni 90.000 per tre lavoratori; €/anni 120.000 per quattro lavoratori e così via), lo stesso può essere comunque assunto quale indicatore di massima o criterio guida (ossia orientativo e non vincolante), da calarsi poi nella specifica realtà aziendale attraverso i canoni della ragionevolezza e sulla base di documentate e specifiche circostanze da provarsi a cura del richiedente"
  • TAR Marche Sentenza del 20 giugno - 25 settembre 2013 n. 644: insufficienza di un procedimento penale, a carico del datore di lavoro, per sostenere il giudizio di falsità del regolarizzando rapporto, qualora l'Amministrazione non disponga anche di autonomi elementi per affermare, con certezza, la falsità dello stesso, indipendentemente dalla responsabilità penale dei soggetti coinvolti nel procedimento di regolarizzazione
  • TAR Lombardia Sentenza del 12 giugno - 23 settembre 2013 n. 785: nel caso di svolgimento di lavoro subordinato il versamento dei contributi previdenziali è di competenza del datore di lavoro. Il lavoratore straniero ha un potere di verifica e di sollecitazione, ma non è direttamente responsabile del mancato versamento. Non sarebbe quindi corretto privare il lavoratore straniero del titolo di soggiorno per inadempimenti che dipendono dalla condotta di altri soggetti. Poiché d'altra parte non è possibile disapplicare la normativa previdenziale, è necessario, nel rispetto del principio di proporzionalità, qualificare il mancato versamento come irregolarità amministrativa sanabile ai sensi dell'art. 5 comma 5, primo periodo, del Dlgs. 25 luglio 1998 n. 286
  • TAR Lombardia Sentenza del 23 maggio - 23 settembre 2013 n . 782: quando si tratta di decidere se mantenere o meno gli effetti della sanatoria, l'ingresso illegittimo nel territorio nazionale può senz'altro essere bilanciato dalla buona condotta mantenuta successivamente dallo straniero. Applicando le indicazioni formulate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, è inevitabile estendere il giudizio all'intero rapporto instauratosi tra lo straniero e l'ordinamento italiano
  • TAR Calabria Sentenza del 19 luglio - 19 settembre 2013 n. 931: l'Amministrazione resistente si è limitata a rigettare l'istanza di permesso di soggiorno presentata dal ricorrente individuando ragioni ostative, senza valutare se sussistevano i presupposti per il rilascio di un permesso di soggiorno per cure mediche o per motivi di salute e, quindi, l'eventuale status di non espellibilità dello straniero ricorrente, per tutto il tempo necessario al fine di evitare un pregiudizio grave alla sua salute
  • TAR Lombardia Sentenza del 26 giugno - 18 settembre 2013 n. 777: "la tutela dell'aspirazione alla permanenza sul territorio nazionale non può avvenire senza limiti, per cui il giudizio emesso dalla Questura deve essere riconosciuto legittimo, salva la possibilità di prolungare il soggiorno sul territorio nazionale ad altro titolo"
  • TAR Lombardia Sentenza del 17 luglio - 16 settembre n. 770: l'art. 4, co. 3, t.u. imm. non attribuisce rilievo alla esistenza o meno di sospensione condizionale della pena (che quindi è fatto irrilevante nel procedimento amministrativo per il rinnovo del permesso di soggiorno), ma solo alla esistenza di una condanna per il titolo di reato (e quindi alla esistenza del fatto storico per cui lo straniero è stato condannato)
  • TAR Puglia Sentenza del 12 - 13 settembre 2013 n. 1913: una volta disposta l'archiviazione del procedimento penale in relazione al quale il cittadino extracomunitario ha conseguito il titolo di soggiorno per ragioni di giustizia, possono ritenersi venute meno le esigenze di una permanenza nel territorio nazionale del medesimo extracomunitario, il quale non può confidare legittimamente in una conversione del suddetto titolo di soggiorno
  • TAR Marche Sentenza del 25 luglio - 13 settembre 2013 n. 638: Regolarizzazione 2012 - "ove l'amministrazione intenda fondare il diniego di rilascio del permesso di soggiorno sull'esistenza di una segnalazione al SIS a carico dello straniero, essa deve, per lo meno, rendere noti sia la provenienza della segnalazione, sia il concreto evento che l'abbia determinata, in modo che l'interessato possa contestare la riferibilità a sé della segnalazione stessa: diversamente opinando, il sistema Schengen opererebbe in modo completamente derogatorio rispetto agli usuali canoni dello Stato di diritto, facendo prevalere immotivatamente le segnalazioni di polizie straniere ancorché prive di minima concretezza, e nonostante gli elementi di segno contrario rappresentati dagli interessati"
  • TAR Molise Sentenza del 27 giugno - 13 settembre 2013 n. 520: "il ricorso è fondato in quanto, pur essendo corretto sul piano dell'esegesi normativa quanto affermato nella memoria della difesa erariale, la condotta dell'Amministrazione ha creato nel ricorrente un legittimo affidamento che ha consentito allo stesso di consolidare in Italia una posizione di regolarità sia sotto il profilo dell'attività lavorativa, sia per quanto riguarda l'abitazione"
  • TAR Lombardia Sentenza del 3 - 11 settembre 2013 n. 768: "quanto rappresentato in ordine ad una pretesa situazione di "disagio sociale" in cui il ricorrente verrebbe a trovarsi, se espulso, non può costituire una causa idonea, ai sensi dell'art. 19 del d. lgs. 286/98 (che vieta il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione), a giustificare l'impossibilità dell'allontanamento dall'Italia. La norma, infatti, tende a tutelare gli stranieri il cui comportamento o orientamento (religioso, sessuale, ecc.) potrebbe essere qualificato, nel proprio Paese d'origine, come reato e come tale perseguito. Nel caso di specie, invece, ciò che il ricorrente paventa è il disvalore sociale che sarebbe attribuito all'eventuale sottrarsi dello stesso dalla commissione di un reato: situazione che non può integrare un'ipotesi di "persecuzione" nel senso voluto dalla legge ed individuato dalla giurisprudenza"
  • TAR Lombardia Sentenza 3-4 settembre 2013 n. 763: la tipologia di permesso di soggiorno per attesa occupazione attiene a chi perde il posto di lavoro anche per dimissioni e non a chi, come nella fattispecie, è coinvolto un rapporto di lavoro fittizio
  • TAR Puglia Sentenza del 13 giugno - 3 settembre 2013 n. 1809: il permesso di soggiorno per motivi di giustizia si connota come un provvedimento di natura eccezionale, emanabile solo in presenza di documentate esigenze che rendano necessaria, a fini di giustizia, la permanenza dello straniero in Italia; ed invero, tale titolo di soggiorno, proprio per la sua natura eccezionale e per la tipicità del fine perseguito, non può essere né convertito né rinnovato ad altro titolo
  • TAR Lombardia Sentenza del 29 - 30 agosto 2013 n. 2098: si deve dare prevalenza alla situazione sostanziale piuttosto che al dato formale, di talché gli accertamenti eseguiti dall'amministrazione presso l'INPS non devono assurgere a fattore scriminante ai fini della concedibilità o meno di un rinnovo del permesso di soggiorno essendo pacifico, peraltro, che all'eventuale omesso versamento dei contributi previdenziali non sempre fa riscontro l'inesistenza o la fittizietà del rapporto di lavoro e, quindi, l'indisponibilità di un reddito adeguato da fonti lecite
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 16 maggio - 29 agosto 2013 n. 595: Regolarizzazione 2012 - il certificato medico in data 2.10.2011 del dr. *** (medico privato) e la ricevuta di trasferimento di denaro in data 11.10.2011 della Western Union sono palesemente irrilevanti giacché il primo reca una sottoscrizione non autenticata nelle forme di legge; entrambi si configurano come documentazione difforme da quella di provenienza pubblica prescritta dal D. Lgs. N. 109/2012 all'evidente scopo di impedire dichiarazioni ed attestazioni private eventualmente compiacenti ed inveritiere; tale documentazione non risulta in atti nemmeno comunicata a suo tempo all'Autorità procedente; essa comunque non attesta la presenza ininterrotta nel territorio nazionale dell'attuale ricorrente nel periodo temporale di riferimento della legge di sanatoria dianzi indicata
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 16 maggio - 29 agosto 2013 n. 594: Regolarizzazione 2012 - la scrittura privata in data 28.4.2010 indicata in ricorso quale asserita prova della presenza sul territorio nazionale dell'attuale ricorrente in modo ininterrotto ed in data antecedente al 31.12.2011, è palesemente irrilevante giacché essa reca sottoscrizioni non autenticate nelle forme di legge; si tratta di documentazione difforme da quella di provenienza pubblica prescritta dal D.Lgs. n. 109/2012 all'evidente scopo di impedire dichiarazioni ed attestazioni private eventualmente compiacenti ed inveritiere; tale documentazione non risulta in atti nemmeno comunicata a suo tempo all'Autorità precedente; essa comunque non attesta la presenza ininterrotta sul territorio nazionale dell'attuale ricorrente nel periodo temporale di riferimento della Legge di sanatoria dianzi indicata
  • TAR Toscana Sentenza del 6 giugno - 13 agosto 2013 n. 1214: la lettura del provvedimento mostra con tutta evidenza che nessun giudizio in ordine alla pericolosità sociale dell'interessato è stata, nell'occasione, formulata dall'Autorità di polizia che si è limitata a richiamare, secondo la normativa all'epoca vigente, l'automatica ostatività di condanne per reati inquadrabili nell'ambito dell'art. 381 c.p.p.
  • TAR Piemonte Sentenza del 12 giugno - 6 agosto 2013 n. 974: Sanatoria 2009 - "anche laddove il reddito dimostrato non raggiunga la soglia richiesta espressamente dal legislatore, deve comunque ritenersi raggiunta la finalità da questi perseguita allorché il discostamento sia minimo e l'interessato riesca a dimostrare che, negli anni subito successivi, è riuscito a raggiungere ed a mantenere, in modo costante nel tempo, il reddito dal legislatore ritenuto sufficiente al sostentamento dell'immigrato"
  • TAR Lazio Sentenza del 28 maggio - 6 agosto 2013 n. 7863: l'amministrazione, nel comunicare all'interessato che la ragione ostativa all'accoglimento della sua istanza risiede nella esistenza di una segnalazione Schengen a suo carico, deve anche fornire gli elementi essenziali per l'individuazione di detta segnalazione e cioè almeno la data e il Paese inseritore nonché la ragione per la quale è stata effettuata, al fine di mettere il destinatario della condizione di poter contestare la segnalazione nelle sedi opportune o comunque di verificarne la persistente validità
  • TAR Lazio Sentenza del 28 maggio - 6 agosto 2013 n. 7862: "va rilevato che sia nel caso della prima condanna che della seconda (per la quale non vi è ancora un provvedimento giudiziario di estinzione, ma è pendente il relativo procedimento), si tratta di reati risalenti nel tempo, che il ricorrente ha nel frattempo ottenuto ulteriori rinnovi del permesso di soggiorno che hanno consolidato il suo affidamento, che egli vive e lavora in Italia da molti anni. Tutti questi elementi tuttavia non sono stati valutati dall'amministrazione nel provvedimento impugnato, il quale per tale ragione va ritenuto illegittimo per carenza di motivazione e deve pertanto essere annullato"
  • TAR Lazio Sentenza del 9 luglio - 6 agosto 2013 n. 7851: non può costituire elemento ostativo all'accoglimento del ricorso la contestata presentazione dell'istanza di rinnovo oltre il termine di sessanta giorni previsto dall'art. 5, comma 4, del decreto legislativo n. 286 del 1998, tenuto conto che trattasi di termine ordinatorio, il cui superamento non può provocare la dichiarazione di inammissibilità della richiesta di rinnovo
  • TAR Toscana Sentenza del 30 luglio - 1° agosto 2013 n. 1207: Regolarizzazione 2012 - "nel caso di specie, la (troppo) sintetica motivazione apposta all'atto impugnato individua certamente la provenienza della segnalazione (la Grecia), ma non certo il concreto evento che l'abbia determinata; è stato pertanto leso il diritto di difesa del ricorrente che non ha potuto adeguatamente difendersi nei confronti dell'allegazione di un evento troppo generico per poter essere legittimamente utilizzato"
  • TAR Umbria Sentenza del 19 giugno - 1° agosto 2013 n. 409: Regolarizzazione 2012 - "non essendo stata raggiunta la prova, tramite le dichiarazioni, che il cittadino straniero fosse stato occupato presso il dichiarante da almeno tre mesi dell'entrata in vigore del decreto legislativo e che fosse presente nel territorio nazionale in modo ininterrotto dal 31 dicembre 2011, la censura di violazione di legge è infondata"
  • TAR Lombardia Sentenza del 9 maggio - 31 luglio 2013 n. 716: "nel caso in esame, la segnalazione del ricorrente è soltanto la conseguenza dell'ingresso illegale in Germania e della reiezione della domanda di asilo. Non vi sono particolari profili di ordine pubblico o interessi attinenti alla sicurezza nazionale (italiana o tedesca) che debbano essere tutelati. Il soggiorno del ricorrente nel territorio italiano non si pone quindi in contrasto né con il diritto internazionale né con il diritto interno"
  • Consiglio di Stato Sentenza del 18 giugno - 30 luglio 2013 n. 4007: l'adozione del provvedimento di diniego sulla istanza di rinnovo del titolo per ragioni di lavoro subordinato, pur se ritenuto illegittimo ed annullato dal Tar con la precitata sentenza, non può di per sé automaticamente integrare il presupposto di un illecito dell'amministrazione suscettibile di ingenerare una sua responsabilità e conseguentemente una pretesa risarcitoria
  • TAR Veneto Sentenza dell'8 maggio - 30 luglio 2013 n. 989: violazione dell'art.5 comma 5 del D.Lgs. 286/1998 nella parte in cui consente di considerare il mancato perfezionamento dell'autorizzazione originaria alla stregua di una "mera irregolarità", perciò sanabile, alla luce di "nuovi elementi", consistenti, nel caso di specie, nell'instaurazione di un rapporto di lavoro, seppure con un diverso datore; tanto più quando ne sia data prontamente notizia all'Amministrazione
  • TAR Veneto Sentenza del 13 giugno - 30 luglio 2013 n. 984: il ricorso deve essere accolto, posto che l'amministrazione resistente non ha congruamente esplicitato le ragioni del diniego opposto alla richiesta di permesso per motivi umanitari, limitandosi al richiamo a, pure incidenti e sussistenti, precedenti penali afferenti la materia degli stupefacenti, senza invece esaminare le motivazioni mediche pur diffusamente prodotte in ordine alla patologia sofferta, alla gravità di questa, e al rapporto in cui tale nuova situazione fisica si colloca con la condanna subita
  • TAR Lombardia Sentenza del 4 - 26 luglio 2013 n. 2000: l'amministrazione resistente ha rigettato l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno semplicemente riconoscendo una prevalenza assoluta alle esigenze di salvaguardia dell'ordine pubblico, ma senza valutare le concrete condizioni di salute dello straniero e se lo stesso poteva derivare dal diniego dell'istanza un pregiudizio irreparabile alla salute, secondo le coordinate dettate dalla giurisprudenza di legittimità
  • TAR Lombardia Sentenza del 4 - 25 luglio 2013 n. 1965: "l'Amministrazione avrebbe dovuto adeguatamente considerare che il ricorrente è stato in possesso di una regolare occupazione in Italia sin dal 2002, e che solo in data 31.3.2011, a distanza di quasi un decennio, ha interrotto il proprio rapporto di lavoro, per causa a lui non imputabili"
  • TAR Lombardia Sentenza del 4 - 25 luglio 2013 n. 1964: il diniego impugnato è motivato con riferimento al fatto che il ricorrente ha lasciato il territorio nazionale due mesi dopo aver richiesto il rilascio del primo permesso di soggiorno, e senza dimostrare che tale allontanamento e l'assenza, protrattasi dal 18 aprile 2009 all'8 novembre 2010 (data della domanda di reingresso), siano dipesi da gravi e comprovati motivi
  • TAR Marche Sentenza del 6 giugno - 25 luglio 2013 n. 586: "l'art. 5 del d.lgs. n° 286/1998 non contempla tra le cause di revoca del permesso di soggiorno la denuncia a carico del datore di lavoro per la fattispecie di falsa attestazione nella domanda di emersione dal lavoro irregolare, né dalla stessa, ovvero dalla condanna inflitta al solo datore, potrebbe inferirsi alcun elemento ostativo nei confronti del lavoratore la cui penale responsabilità non sia stata specificamente accertata con sentenza irrevocabile"
  • TAR Lazio Sentenza del 4 - 23 luglio 2013 n. 7506: "l'Ambasciata a Quito ha precisato di avere denegato il visto per reingresso per non avere la ricorrente comprovato di avere richiesto il rinnovo del permesso di soggiorno nei termini e di avere avuto problemi di salute; ha precisato inoltre di avere comunque chiesto l'autorizzazione al rilascio del visto alla Questura di Milano, che non ha espresso parere favorevole; quanto alla motivazione del diniego, ha richiamato la deroga in proposito prevista dalla normativa"
  • TAR Lombardia Sentenza del 9 maggio - 19 luglio 2013 n. 693: "nel caso in esame il problema non si colloca sul piano penale (la denuncia formulata nei confronti della ricorrente e del datore di lavoro non ha finora prodotto conseguenze) ma è costituito dall'oggettiva falsità del contenuto dei certificati medici, che ha indotto in errore le autorità circa i presupposti dell'emersione consentendo alla ricorrente di ottenere un vantaggio indebito. Poiché gli elementi a disposizione fanno ritenere inesistente il rapporto di lavoro oggetto della regolarizzazione, la ricorrente non può conservare e consolidare il beneficio ottenuto"
  • TAR Lombardia Sentenza del 17 - 18 luglio 2013 n. 690: "è enucleabile un principio di carattere generale, che esige un'attenta valutazione della pericolosità sociale anche nelle ipotesi in cui gli episodi criminosi – astrattamente rientranti nelle fattispecie assunte dal legislatore come ostative alla permanenza sul territorio nazionale – siano di modesto spessore"
  • TAR Veneto Sentenza del 10 - 18 luglio 2013 n. 951: "pur aderendo alla tesi prospettata della rilevanza dei requisiti sopravvenuti in pendenza delle istanze di permesso di soggiorno, si deve rilevare come nel caso concreto il diniego sia motivato autonomamente anche con la circostanza – non smentita dalla ricorrente – che la documentazione fornita in precedenza era falsa e con la circostanza – pure non smentita dalla ricorrente – che la stessa non è inserita nel tessuto sociale e familiare in Italia"
  • TAR Veneto Sentenza del 10 - 18 luglio 2013 n. 950: Regolarizzazione 2012 - "il ricorso non può essere accolto perché il Collegio, pur non ignorando l'esistenza di pronunce di segno opposto, ritiene che l'intervenuta riabilitazione non possa incidere favorevolmente ai fini della procedura di emersione"
  • TAR Veneto Sentenza del 10 - 18 luglio 2013 n. 949: Regolarizzazione 2012 - dal provvedimento impugnato non è possibile arguire se il diniego è fondato sul rilievo che anche una breve assenza dal territorio nazionale, come quella che la lavoratrice documenta di aver effettuato, dettata da motivi familiari (la necessità di ricongiungersi ai parenti in occasione di un lutto di un familiare) durante un periodo di congedo (che comporta una sospensione e non un'interruzione del rapporto di lavoro) sia di per sé ostativa al perfezionamento della procedura, o se è la documentazione presentata a seguito del preavviso di rigetto ad essere ritenuta inidonea a giustificare la temporanea assenza, fermo restando il riconoscimento dell'effettività del rapporto di lavoro e della continuità della presenza in Italia
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 16 maggio - 18 luglio 2013 n. 546: va rilevato che la rinuncia ad un severo regime probatorio in ordine al possesso del requisito reddituale, mentre da un lato favorirebbe il già fin troppo diffuso fenomeno del "lavoro in nero" e la correlata evasione contributiva da parte dei datori di lavoro, dall'altro lato comporterebbe, di fatto, in ragione di fin troppo semplici e agevoli comportamenti elusivi delle vigenti norme sull'immigrazione, posti eventualmente in essere mediante accordi tra le parti del rapporto di lavoro subordinato, la sostanziale abrogazione, dell'art. 4, comma 3, del D. Lgs, n. 286 del 1998, nella parte in cui la norma richiede espressamente al cittadino straniero che intende soggiornare regolarmente sul territorio nazionale "il possesso di idonea documentazione atta a confermare… la disponibilità di mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno…"
  • TAR Veneto Sentenza del 18 aprile - 18 luglio 2013 n. 944: la sola commissione di un reato attinente la materia degli stupefacenti non costituisce ex se condizione di inaccoglibilità della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, ove sussistano elementi sopravvenuti che inducano a deporre per una valutazione positiva nel comportamento del condannato discendente dall'inserimento sociale, dai vincoli familiari contratti nel territorio nazionale, dalla esistenza di attività lavorativa con conseguente percezione di reddito
  • TAR Veneto Sentenza del 18 aprile - 18 luglio 2013 n. 942: lo svolgimento del periodo di tirocinio o studio costituisce condizione necessaria e sufficiente per il rilascio del titolo di soggiorno, ma che il mancato svolgimento inibisce anche la conversione o il rilascio puro e semplice, alla luce del fatto che l'ingresso per motivi di studio o tirocinio fuoriesce dalle prescritte quote annuali.
  • TAR Lombardia Sentenza dell'11 - 17 luglio 2013 n. 1880: Regolarizzazione 2012 - "l'indicazione del livello di inquadramento del lavoratore secondo le classificazioni previste dal relativo c.c.n.l. è determinante al fine di consentire alla direzione territoriale del lavoro di esprimere il parere circa la congruità delle condizioni di lavoro applicate; né, considerando che è stata fornita al datore di lavoro la possibilità di integrare il dato mancante e questi non vi ha provveduto, può considerarsi tale omissione un mero errore materiale"
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 giugno - 16 luglio 2013 n. 1873: sussistenti gli elementi di cui all'art. 2043 c.c. onde riconoscere al ricorrente il risarcimento, attesa l'illiceità dell'inerzia serbata dall'Amministrazione, la colpa della stessa, ed il nesso causale tra il ritardo nel provvedere ed il danno causato, vista l'impossibilità di svolgere regolare attività lavorativa in mancanza del permesso di soggiorno e la conseguente perdita di una concreta chance lavorativa
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 giugno - 16 luglio 2013 n. 1860: si deve dare prevalenza alla situazione sostanziale piuttosto che al dato formale, di talché gli accertamenti eseguiti dall'amministrazione presso l'INPS non devono assurgere a fattore scriminante, essendo peraltro pacifico, che all'eventuale omesso versamento dei contributi previdenziali non sempre fa riscontro l'inesistenza o la fittizietà del rapporto di lavoro e, quindi, l'indisponibilità di un reddito adeguato da fonti lecite necessario per il rinnovo del permesso per lavoro
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 24 aprile - 15 luglio 2013 n. 532: Regolarizzazione 2012 - l'impugnato atto di rigetto risulta motivato con riferimento alla "nota informatica con la quale la Questura di Bologna ha espresso parere negativo all'accoglimento dell'istanza in quanto il lavoratore **, essendo stato trattenuto presso il Centro di identificazione ed Espulsione di Milano del 30.4.2012 al 24.10.2012, non poteva svolgere ininterrottamente l'attività lavorativa dichiarata nell'istanza del momento che alla data del 9 maggio 2012 (ossia tre mesi prima della entrata in vigore del decreto) lo stesso si trovava in stato di fermo presso il C.I.E."
  • TAR Emilia Romagna Sentenza dell'11 aprile - 15 luglio 2013 n. 530: l'asserito contratto di lavoro stipulato in data 23.7.2012 dall'attuale ricorrente è intervenuto successivamente all'adozione del decreto questorile di rigetto che ha concluso la procedura in esame (13.6.2012) ed è pertanto irrilevante ai fini della valutazione di legittimità del medesimo, né il ricorso gerarchico al Prefetto di Ravenna ha riaperto i termini del procedimento medesimo, per cui non è pacificamente operante – per giurisprudenza costante – nel caso in esame la previsione di cui all'art. 5, quinto comma, D.Lgs. n. 286/1998 (relativa ai nuovi motivi sopraggiunti che consentono il rilascio del richiesto permesso di soggiorno
  • TAR Piemonte Sentenza del 13 giugno - 12 luglio 2013 n. 873: "il contratto di soggiorno previsto dal D. L.vo 286/98, come anche dalla L. 102/09, intercorre tra il datore di lavoro ed il lavoratore extracomunitario, e per quanto esso possa avere rilevanza pubblicistica - finalizzato com'é a garantire il mantenimento del lavoratore extracomunitario sin tanto che questi soggiorna nel territorio dello Stato - rimane pur sempre un atto di natura negoziale, giammai suscettibile di essere direttamente invalidato per mezzo di un atto amministrativo: quest'ultimo potrà determinarne la risoluzione per sopravvenuta impossibilità della prestazione (ad esempio nel caso in cui il permesso di soggiorno del lavoratore venga revocato o negato successivamente alla stipula del contratto di soggiorno) o per il verificarsi di una condizione (mancato rilascio del permesso di soggiorno prima che il contratto abbia esecuzione), ma certo l'Amministrazione, che non é parte diretta del contratto di soggiorno, non può intervenire d'autorità per incidere sulla validità del medesimo"
  • TAR Abruzzo Sentenza del 26 giugno - 11 luglio 2013 n. 704: in tema di rinnovo di un permesso di soggiorno non sussiste un automatismo preclusivo in caso di condanna penale del richiedente, necessitando in capo alla PA di polizia una specifica verifica di pericolosità del richiedente stesso, unita ad un'ampia considerazione del nucleo familiare coinvolto dall'eventuale rimpatrio del capo famiglia, ma resta il fatto che il diniego si impone ogni qual volta (come nella specie) alla grave condanna per detenzione di stupefacenti si siano affiancati, a carico dello straniero, recenti episodi di spaccio oltre ad una nuova condanna comunque connessa all'abuso di alcol e droga
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 4 - 10 luglio 2013 n. 527: l'Amministrazione risulta avere erroneamente individuato la normativa di riferimento. Dalla lettura dell'interposto diniego si desume infatti che la Questura ha dato espressa applicazione all'art. 27, comma 7, del Dlvo 286/98, norma rubricata "Ingresso e soggiorno per lavoro autonomo", ancorché il ricorrente abbia comprovato di avere svolto attività di lavoro subordinato allegando copia delle buste paga e dei contratti di lavoro
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 marzo - 9 luglio 2013 n. 518: l'evidente insufficienza reddituale – protrattasi altresì ampiamente nel tempo (per ben quattro anni) – preclude  ogni possibilità di rinnovo del permesso di soggiorno, sulla base della normativa vigente in materia e posta a tutela di un elementare canone di salvaguardia della sicurezza pubblica
  • TAR Lombardia Sentenza del 3 aprile - 8 luglio 2013 n. 645: per quanto riguarda in particolare l'alloggio, poiché le verifiche sull'idoneità sono svolte dopo che il beneficio della legalizzazione è già stato riconosciuto, deve essere ammessa anche la facoltà di regolarizzare la situazione in sede amministrativa ai sensi dell'art. 5 comma 5 del Dlgs. 286/1998. Di conseguenza, se l'idoneità alloggiativa risulta mancante deve essere dato al lavoratore e al datore di lavoro un termine per reperire una nuova sistemazione, che sarà a sua volta sottoposta a verifica. Solo qualora anche questa nuova verifica dia esito sfavorevole le conseguenze negative si rifletteranno sul contratto di soggiorno determinandone l'inefficacia
  • TAR Lazio Sentenza del 28 febbraio - 17 aprile - 9 luglio 2013 n. 6758: l'Amministrazione nel disporre il diniego dell'istanza di rilascio del permesso di soggiorno non ha tenuto conto della rilevante circostanza che nessun giudizio penale a carico del ricorrente era stato definito, al momento dell'adozione del gravato atto di diniego e che, quindi, costui non era mai stato dichiarato responsabile del reato di falsificazione dei documenti utili per ottenere il permesso di soggiorno per stranieri lavoratori. Nello stesso tempo non è stata offerta prova documentale dell'impedimento giuridico che sosterrebbe la motivazione del diniego mentre, al contrario, il ricorrente ha offerto prova documentale sia della circostanza che nel 2007, al momento della presentazione dell'istanza denegata, lavorava presso la società ** S.r.l. (una pizzeria nel Comune di **), ove lavora tuttora
  • TAR Marche Sentenza del 4 - 5 luglio 2013 n. 547: Regolarizzazione 2012 - "l'art. 5, comma 4, del D.Lgs. n. 109/2012 impedisce l'accesso alla regolarizzazione solo per i datori di lavoro che non abbiano sottoscritto il contratto di soggiorno in occasione di precedenti sanatorie e/o all'esito delle ordinarie procedure ex art. 22 T.U. Immigrazione, mentre nel caso in questione il ricorrente aveva assunto la lavoratrice per la quale aveva ottenuto il nulla osta ex art. 22 T.U. in base al decreto flussi 2010, per cui non trova applicazione il disposto dell'art. 5, comma 4. Né esiste a carico dei datori di lavoro che accedono alle procedure di emersione o che assumono lavoratori in base all'ordinaria procedura di cui all'art. 22 T.U. l'obbligo di mantenere in vita a tempo indeterminato il rapporto di lavoro, anche perché il lavoratore può sempre far ricorso agli strumenti di tutela previsti dalla legislazione nazionale in materia di impugnazione dei licenziamenti ingiustificati o discriminatori"
  • TAR Toscana Sentenza del 29 maggio - 5 luglio 2013 n. 1076: "il reato commesso dal ricorrente risale al 2007 e la pena è stata espiata positivamente in regime di affidamento al servizio sociale; successivamente all'epoca del commesso reato il ricorrente non ha più offerto elementi per poter valutare una sua pericolosità sociale in quanto ha proseguito nella sua attività lavorativa ed i fatti per cui era stato mandato a giudizio si sono conclusi con una sentenza di assoluzione. Il provvedimento va pertanto annullato affinché la Questura di Pisa proceda nuovamente alla valutazione dell'attuale pericolosità sociale del ricorrente con giudizio svolto in concreto e senza affidarsi alla mera elencazione di precedenti penali o di procedimenti pendenti di cui non si era verificato l'esito"
  • TAR Toscana Sentenza del 9 maggio - 5 luglio 2013 n. 1070: il mancato rilevamento da parte dell'amministrazione di una causa ostativa ( ad esempio per aver fatto in modo impreciso la verifica dell'eventuale esistenza di provvedimenti di espulsione anche se con alias in base al riscontro dattiloscopico ) non vuol dire che essa abbia emesso un provvedimento favorevole nonostante la presenza della causa ostativa, ma semplicemente che per errore non ne ha percepito l'esistenza.Quindi l'errore dell'amministrazione che ha emanato un provvedimento illegittimo non impugnato perché nessuno aveva interesse a farlo e non soggetto ad autotutela perché l'amministrazione si accorge della sua illegittimità solo quando ha cessato di avere efficacia, non può determinare la necessità di trovare elementi sopravvenuti per negare successivamente il rinnovo di un permesso ab origine illegittimo
  • TAR Toscana Sentenza del 9 maggio - 5 luglio 2013 n. 1049: la ricorrente era sprovvista di qualsivoglia titolo per potere richiedere e ottenere la conversione del permesso di soggiorno posto che, costituisce un principio logico giuridico generale quello per cui la conversione o la proroga di un autorizzazione possono essere conseguite solo se la relativa richiesta sia avanzata prima del decorso del termine finale assegnato dalla legge
  • TAR Lombardia Sentenza del 26 giugno - 4 luglio 2013 n. 642: "merita apprezzamento anche il principio dell'affidamento - quale limite all'esercizio della potestà di autotutela – che, nel caso di specie, avrebbe dovuto trovare tutela non solo in considerazione del lasso temporale intercorso tra il decreto di espulsione e il reingresso in Italia (oltre 4 anni), ma anche della situazione di fatto consolidatasi nel tempo, caratterizzata dall'espletamento di attività lavorativa e dalla disponibilità di un adeguato alloggio, in assenza di contestazioni circa la pericolosità della straniera o la carenza di inserimento nell'ambiente sociale"
  • TAR Lombardia Sentenza del 26 giugno - 4 luglio 2013 n. 626: "il provvedimento impugnato appare supportato da adeguata motivazione. Il sistematico ricorso a false dichiarazioni, che comporta la decadenza dai benefici di legge perseguiti attraverso la produzione delle stesse, è sintomatico di uno scarso inserimento sociale e di una tendenza ad essere soggetto socialmente pericoloso. Giudizio, questo, avvallato dal fatto che lo straniero in questione, il quale non ha rappresentato particolari vincoli con il territorio, non hai mai dimostrato il conseguimento di un reddito da fonti lecite sufficiente a garantirgli la sopravvivenza. E ciò nonostante il lungo periodo di permanenza in Italia: circostanza questa che depone a ulteriore sfavore del ricorrente, dal momento che lo stesso non è mai riuscito ad ottenere un regolare contratto di lavoro subordinato, benché l'atteggiamento dell'Amministrazione sia stato favorevole a consentirgli l'opportunità del conseguimento di una adeguata situazione economico-sociale"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 16 maggio - 1° luglio 2013 n. 488: "non risulta palesemente irragionevole il giudizio prognostico negativo effettuato dalla Questura in ordine alla ritenuta insufficienza dell'attività lavorativa svolta dal ricorrente dal mese di novembre 2011, in quanto l'Autorità procedente ha tenuto conto sia del dato oggettivo riferito al lungo periodo di sostanziale inattività dell'interessato perdurante fin dal rilascio del precedente permesso di soggiorno (21/12/2009), sia di fatti quali: l'instaurazione di un nuovo rapporto lavorativo avvenuto nell'imminenza della scadenza del suddetto titolo, peraltro con un connazionale e, inoltre, la tipologia di attività: lavoro di tipo domestico, avente notoriamente maggiori caratteristiche di precarietà rispetto ad altre tipologie di rapporti lavorativi"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 30 maggio - 1° luglio 2013 n. 486: Regolarizzazione 2012 - il decreto prefettizio impugnato é immune dai vizi di legittimità segnalati in ricorso, risultando incontrovertibilmente in atti la falsità del documento (certificazione medica datata 18/10/2011 della Azienda U.S.L. di Modena) con il quale il cittadino straniero di cui l'odierno ricorrente intendeva legalizzare la posizione lavorativa ex art. 5 del D. Lgs. n. 109 del 2012, intendeva dimostrare la propria presenza sul territorio nazionale nel periodo antecedente il 31/12/2011
  • TAR Lombardia sentenza del 21 maggio - 1° luglio 2013 n. 1680: "dalla relazione depositata in giudizio dalla Questura emerge che il datore di lavoro del ricorrente risulta un soggetto dedito al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e perciò il rapporto di lavoro instaurato con l'odierno ricorrente appare di carattere fittizio, finalizzato esclusivamente all'ottenimento del permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Ciò risulta confermato dal mancato versamento dei contributi a favore del ricorrente e dalla mancata registrazione del rapporto di lavoro presso gli enti pubblici competenti. Del resto, a fronte di elementi univoci in ordine alla fittizietà del rapporto di lavoro, certamente sussistenti nel caso de quo, non risulta necessaria una pronuncia definitiva del giudice penale o altra prova di analogo tenore per poter assumere come veritiero l'assunto che ha fondato il provvedimento impugnato"
  • TAR Piemonte Sentenza del 13 - 25 giugno 2013 n. 784: Regolarizzazione 2012 - la documentazione prodotta, compatibilmente con la pacifica situazione di clandestinità nel periodo di riferimento, sia idonea a comprovare la presenza della lavoratrice ** sul territorio nazionale antecedentemente il 31.12.2011
  • TAR Marche Sentenza del 9 maggio - 20 giugno 2013 n. 469: "la motivazione del provvedimento di revoca del permesso di soggiorno deve evidenziare le valutazioni per le quali dalla considerazione delle caratteristiche del fatto concreto ascritto, come sussunto nella fattispecie legale astratta, per la quale sia intervenuta affermazione di responsabilità penale dell'immigrato, e dal comportamento complessivo dell'immigrato stesso, sia stata desunta la sua pericolosità sociale"
  • TAR Veneto Sentenza del 13 - 19 giugno 2013 n. 852: "l'archiviazione non è stata disposta esclusivamente per il lungo periodo di irreperibilità del ricorrente, ma anche perché, a causa della predetta irreperibilità, non è stato possibile integrare l'istanza con la documentazione mancante"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 22 maggio - 18 giugno 2013 n. 214: la ricorrente contesta la legittimità del diniego opposto con atto del 27 novembre 2010 evidenziando, con un primo ordine di doglianze, che alla data di adozione del provvedimento impugnato, sarebbe già stata in possesso di un permesso di soggiorno e per tale ragione, l'Amministrazione, se avesse voluto respingere l'istanza di emersione avrebbe dovuto procedere preliminarmente alla revoca del titolo già rilasciato consentendo all'interessata la partecipazione al relativo procedimento mediante comunicazione ex art. 7 della l. n. 241/1990
  • TAR Lazio Sentenza del 17 aprile - 18 giugno 2013 n. 6092: nel caso in cui fra la condanna penale e il diniego del rinnovo vi sia stato un lungo intervallo di tempo, durante il quale siano stati concessi, senza apparenti ostacoli, uno o più rinnovi, deve ritenersi formato un certo affidamento e soprattutto possono essersi create ovvero consolidate situazioni di fatto in presenza delle quali un (tardivo) diniego del permesso di soggiorno produce effetti ben più gravosi di quelli che si sarebbero verificati se il diniego fosse stato pronunciato a tempo opportuno
  • TAR Piemonte Sentenza del 9 maggio - 14 giugno 2013 n. 717: si censura la mancata comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento della istanza, motivi che se conosciuti dal ricorrente avrebbero quantomeno potuto indurlo a valutare l'opportunità di richiedere la speciale autorizzazione per il rientro in Italia di cui all'art. 19 bis D. L.vo 286/98, stante che il decreto di espulsione del 19/07/2008 costituisce, secondo quanto é dato sapere, l'unico motivo ostativo al rilascio di un permesso di soggiorno al ricorrente
  • TAR Lombardia Sentenza del 12 - 13 giugno 2013 n. 577: il ricorrente non ha richiesto il rilascio di un permesso in attesa di occupazione, ma ha millantato l'esistenza di un contratto di lavoro rivelatosi inesistente
  • TAR Lombardia Sentenza del 12 - 13 giugno 2013 n. 575: Regolarizzazione 2012 - "il legislatore esige espressamente, quale requisito di carattere oggettivo, la presenza stabile del lavoratore irregolare sul territorio nazionale (e alle dipendenze di un datore di lavoro) alla data di entrata in vigore del decreto legislativo (9/8/2012) e anche al momento della presentazione della dichiarazione di emersione. Viceversa, non è esplicitamente pretesa la protrazione ininterrotta del soggiorno in Italia oltre detti termini"
  • TAR Lombardia Sentenza del 22 maggio - 13 giugno 2013 n. 1536: "la posteriorità dell'introduzione di tali reati rispetto al momento della commissione del fatto rileva pertanto non solo ai fini della sottoposizione del reo alla sanzione penale, ma anche all'applicazione della disciplina concernente l'ingresso e il soggiorno degli stranieri nel nostro Stato, dovendo ciascuno poter autodeterminare il proprio agire tenendo conto delle possibili conseguenze che, in base alla legge vigente, possono discendere dalla propria condotta. Come già statuito dal Tribunale in un caso analogo a quello per cui è causa, la fattispecie criminosa per cui il ricorrente ha riportato la condanna, al momento della commissione dei fatti, ed a quello in cui la sentenza è divenuta irrevocabile, non era un'ipotesi riconducibile né all'art. 380 c.p.p., non rientrando tra i casi di arresto obbligatorio ivi individuati, e neppure all'art. 381 c.p.p., che si riferisce a casi di arresto facoltativo"
  • TAR Lombardia Sentenza del 23 maggio - 11 giugno 2013 n. 567: "se nella fattispecie non è provato pienamente il requisito della buona fede, va tuttavia considerato il lasso temporale dal re-ingresso in Italia alla notifica dell'atto restrittivo (oltre 4 anni) che esige una valutazione della situazione di fatto: è necessario accertare se il cittadino straniero abbia nel frattempo formato una famiglia, svolga un lavoro, abbia sempre pagato le imposte e sia del tutto inserito nella società italiana; inoltre, possono venire in rilievo diritti inviolabili, quali i diritti della famiglia, il diritto al lavoro e diritti fondamentali quali il diritto di libera circolazione e soggiorno (cfr. art 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo)"
  • TAR Lombardia Sentenza del 23 maggio - 11 giugno 2013 n. 564: la Prefettura ha omesso di considerare che, nel periodo successivo al rilascio del titolo di soggiorno, il lavoratore, che confidava nella legittimità di quest'ultimo, non essendo a conoscenza del reddito del proprio datore di lavoro, ha dimostrato un positivo inserimento sociale, in particolare costituendo un regolare rapporto di lavoro con un altro datore di lavoro (cfr. l'estratto conto previdenziale, il CUD 2012 e la lettera di assunzione della Cooperativa **) e reperendo la disponibilità di un alloggio idoneo presso il fratello. Tali circostanze avrebbero dovuto essere attentamente valutate dalla Prefettura e, a seguire, anche la Questura avrebbe potuto prendere atto dei fatti sopravvenuti e rilasciare il richiesto permesso di soggiorno
  • TAR Lombardia Sentenza del 3 aprile - 11 giugno 2013 n. 1504: l'istanza di rinnovo del permesso per motivi di studio è stata rigettata con provvedimento ormai inoppugnabile del 14 settembre 2010; sicché deve rilevarsi come il ricorrente, a far data dal 22 settembre 2009, fosse sprovvisto di qualsiasi titolo che lo legittimasse a soggiornare nel territorio dello Stato e pure  a chiedere la conversione in permesso per lavoro subordinato. Il possesso della ricevuta dell'istanza di rinnovo, infatti, rileva solo a fini provvisori, sino a che l'Autorità non si sia pronunciata, e costituisce comunque titolo precario condizionato all'effettivo accoglimento dell'istanza stessa
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 marzo - 11 giugno 2013 n. 555: "l'affidamento derivante dal titolo di soggiorno e il radicamento sociale maturato nel territorio nazionale sono stati considerati elementi tutelabili ai sensi dell'art. 8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (quali profili del diritto al rispetto della vita privata e familiare); l'art. 5 comma 5 del Dlgs. 25 luglio 1998 n. 286, che impone di dare rilievo ai fatti sopravvenuti, è il canale attraverso cui entrano nell'ordinamento italiano le elaborazioni della Corte europea dei diritti dell'uomo a proposito dell'art. 8 della Convenzione"
  • TAR Liguria Sentenza del 9 maggio - 10 giugno 2013 n. 895: "la mancata predeterminazione normativa di una soglia minima reddituale comporta che l'amministrazione non può denegare il rinnovo del permesso di soggiorno facendo applicazione di schemi rigidi predisposti per differenti situazioni, essendo invece tenuta ad accertare, attraverso un'istruttoria approfondita svolta con il coinvolgimento del richiedente, se lo stesso abbia potuto comunque disporre di mezzi di sostentamento (derivanti, ad esempio, dal sostegno di familiari o dalla percezione di contributi pubblici) atti a garantirgli la possibilità di permanere nel territorio dello Stato senza fare ricorso a mezzi illeciti"
  • TAR Liguria Sentenza del 6 - 7 giugno 2013 n. 890: "va accolta la censura con cui si denuncia l'erroneità della motivazione nella parte in cui la p.a. ha ravvisato l'inammissibilità della presenza dell'interessata sul territorio nazionale senza adeguatamente motivare in ordine alla persistente pericolosità della straniera"
  • TAR Lazio Sentenza del 23 maggio - 7 giugno 2013 n. 527: dichiarato inammissibile il ricorso straordinario al Capo dello Stato proposto dal sig. **  avverso il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno emesso nei suoi confronti dal Questore di Latina
  • TAR Toscana Sentenza del 29 maggio - 6 giugno 2013 n. 956: la riabilitazione in quanto estintiva delle pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, è una delle circostanze che, sebbene sopravvenute, ben potrebbe venire in rilevo ai fini del giudizio di pericolosità sociale e mancata integrazione del richiedente il rinnovo del permesso di soggiorno
  • TAR Marche Sentenza del 23 maggio - 6 giugno 2013 n. 415: insufficienza di un procedimento penale, a carico del datore di lavoro, per sostenere il giudizio di falsità del regolarizzando rapporto, qualora l'Amministrazione non dispone anche di autonomi elementi per affermare, con certezza, la falsità dello stesso, indipendentemente dalla responsabilità penale dei soggetti coinvolti nel procedimento di regolarizzazione
  • TAR Marche Sentenza del 23 maggio - 6 giugno 2013 n. 415: insufficienza di un procedimento penale, a carico del datore di lavoro, per sostenere il giudizio di falsità del regolarizzando rapporto, qualora l'Amministrazione non dispone anche di autonomi elementi per affermare, con certezza, la falsità dello stesso, indipendentemente dalla responsabilità penale dei soggetti coinvolti nel procedimento di regolarizzazione
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 16 maggio - 6 giugno 2013 n. 436: Sanatoria 2009 - la Questura non ha tenuto conto, ai fini del calcolo del reddito complessivo necessario per l'ammissibilità della domanda (art. 1 ter, commi 4 lett. d), 6, 7 della L. n. 102/2009) della presenza di una situazione di coabitazione del ricorrente (sacerdote) con altro sacerdote che, come risulta dall'ordinanza del Consiglio di Stato, Sez. III, n. 892/2012, deve essere equiparata, ai fini del calcolo del reddito, al vincolo di coabitazione familiare, tenuto conto della peculiarità della condizione sacerdotale
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 marzo - 6 giugno 2013 n. 542: la ricorrenza di un precedente penale analogo a quello che grava sull'attuale ricorrente (arresto per spaccio di sostanze stupefacenti) é idoneo a sorreggere il giudizio di pericolosità sociale formulato dall'amministrazione
  • TAR Lombardia Sentenza del 9 maggio - 5 giugno n. 1449: la ricorrente, nonostante fosse regolarmente iscritta per l'anno accademico 2010-2011 al terzo anno del corso di studi in Marketing Comunicazione Aziendale e Mercati Globali presso l'Università degli Studi Milano Bicocca, non ha sostenuto alcuna verifica di profitto, non potendo, dunque, ricevere applicazione l'eccezione dei gravi motivi di salute o di forza maggiore. In ogni caso, la documentazione prodotta dall'interessata non è idonea a provare gravi motivi di salute o di forza maggiore, non essendo, a tal fine, sufficienti certificati concernenti sporadici ricoveri in day ospital in sole tre circostanze nel corso di un triennio. Di conseguenza, il provvedimento impugnato si presenta del tutto immune dai vizi dedotti
  • TAR Toscana Sentenza del 18 aprile - 30 maggio 2013 n. 865: ai sensi dell'art. 6 comma 1, t.u. 25 luglio 1998 n. 286, la conversione del permesso rilasciato per motivi di studio al cittadino extracomunitario in permesso per motivi di lavoro presuppone, oltre al possesso dei requisiti specificamente richiesti per il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, la perdurante efficacia del titolo precedentemente rilasciato per motivi di studio
  • TAR Marche Sentenza del 18 aprile - 24 maggio 2013 n. 390: la disposta revoca del premesso di soggiorno, rilasciato in data 16.12.2009, sembra essere stata disposta sulla base della mera pendenza di un procedimento penale e senza alcuna motivazione relativamente alle esigenze di interesse pubblico sottese alla revoca (in assenza di un accertamento, di natura penale o amministrativa, sulla falsità del rapporto), nonché senza considerare l'eventuale inserimento lavorativo e sociale del ricorrente nel corso dei tre anni in cui il medesimo ha soggiornato in Italia sulla base del permesso di soggiorno poi revocato (il ricorrente ha documentato lo svolgimento di attività lavorativa)
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 22 - 23 maggio 2013 n. 197: fino a quando persiste la segnalazione Schengen il diniego del rilascio del titolo di soggiorno è atto dovuto e vincolato, ed è adeguatamente motivato con l'indicazione di simile motivo ostativo
  • TAR Marche Sentenza del 9 - 23 maggio 2013 n. 374: Sanatoria 2009 - fino a quando la penale responsabilità del datore di lavoro e/o del lavoratore "emerso" non siano accertate - soprattutto in punto di fatto - da una sentenza penale passata in giudicato, la revoca del permesso di soggiorno rilasciato a seguito di "emersione" è illegittima, salvo che, come detto, l'amministrazione non abbia già accertato autonomamente che il rapporto di lavoro non si è svolto nel periodo indicato dall'art. 1-ter. A quest'ultimo riguardo, deve osservarsi che il fatto che il ricorrente fosse stato trovato a svolgere attività lavorativa diversa nel periodo in cui risultava ancora alle dipendenze del datore di lavoro che ha presentato la domanda di emersione non è sufficiente a legittimare la revoca, visto che si è trattato di un unico episodio, per di più compatibile, per ragioni prettamente temporali, con il rapporto di lavoro domestico (in effetti, come risulta dalla domanda di emersione, il ricorrente era impegnato per 25 ore settimanali ed aveva dunque la possibilità di svolgere contemporaneamente altre attività lavorative, anche in forma irregolare)
  • TAR Lombardia Sentenza del 9 - 23 maggio 2013 n. 489: "è enucleabile un principio di carattere generale, che esige un'attenta valutazione della pericolosità sociale anche nelle ipotesi in cui gli episodi criminosi – astrattamente rientranti nelle fattispecie assunte dal legislatore come ostative alla permanenza sul territorio nazionale – siano di modesto spessore"
  • TAR Piemonte Sentenza del 9 - 22 maggio 2013 n. 614: il ricorrente è stato destinatario del preavviso di rigetto nel quale, per mero errore materiale, veniva indicata in modo non corretto la data della condanna emessa a suo carico della Corte d'assise d'appello; per altro erano correttamente indicati tanto il titolo di reato (omicidio) quanto la pena (tredici anni e otto mesi). La mera erronea indicazione della data non inficia la sostanza delle circostanze contestate, ostative al rinnovo del titolo di soggiorno
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza dell'8 - 20 maggio 2013 n. 298:  negata la conversione del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso di soggiorno per attesa occupazione, ma in realtà l'Amministrazione non ha tenuto conto che la ricorrente aveva fatto ingresso in Italia con permesso per motivi di lavoro e solo successivamente, sopravvenendo un'infermità, ha chiesto in via temporanea la conversione di detto titolo in permesso per cure mediche
  • TAR Lazio Sentenza del 18 aprile - 20 maggio 2013 n. 461: illegittimità del silenzio rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno in favore della ricorrente richiesto in data 6.7.2012
  • TAR Campania Sentenza del 17 aprile - 17 maggio 2013 n. 2557: non ha rilievo l'attuale regolare situazione lavorativa della ricorrente non potendosi procedere ad alcuna ‘sanatoria' di posizioni giuridiche conseguite mediante una frode (cfr. le norme su citate) consistita nel dichiarare un rapporto di lavoro risultato, poi, essere falso
  • TAR Lazio Sentenza del 4 aprile - 16 maggio 2013 n. 438: il ricorrente ha iniziato la attività di lavoro autonomo da meno di un anno al momento del rinnovo del permesso di soggiorno, e non sapeva di potere dimostrare il reddito altrimenti che con il modello unico, e non venendo a tale fine informato dalla questura di Latina, non ha potuto dimostrare la capacità reddituale che tuttavia sussisteva in concreto. Il provvedimento di diniego si pone pertanto in contrasto con gli artt. 5 e 26 decreto legislativo 286/98 e va annullato
  • TAR Puglia Sentenza del 28 febbraio - 16 maggio 2013 n. 1135: l'interruzione del soggiorno in Italia può legittimamente essere posta a base di un diniego di rinnovo del permesso di soggiorno solo quando è protratta per un periodo continuativo di oltre sei mesi
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza dell'8 - 13 maggio 2013 n. 289: "tra il rilascio del permesso di soggiorno e il suo disposto annullamento in autotutela è intercorso un considerevole lasso di tempo, idoneo ad ingenerare nel ricorrente il legittimo affidamento circa la regolarità della propria permanenza sul territorio nazionale, anche avuto riguardo alla circostanza che l'Amministrazione ha reagito alla riscontrata carenza del presupposto legittimante a più di due anni di distanza dall'avvenuto annullamento del contratto di soggiorno e dal rigetto della domanda di emersione dal lavoro irregolare"
  • TAR Liguria Sentenza del 21 marzo - 10 maggio 2013 n. 773: la produzione della dichiarazione informale con la quale in termini vaghi ed approssimativi il cittadino senegalese ** s'impegna ad assumere il ricorrente non toglie nulla al fatto che il medesimo fin dal 9.01.2010, ultima data d'impiego, non ha alcuna stabile occupazione che gli consenta di provvedere in modo lecito al mantenimento e conseguentemente renda possibile il rinnovo del titolo di soggiorno
  • TAR Liguria Sentenza del 9 - 10 maggio 2013 n. 767: "l'amministrazione deve pronunciarsi sulla corrispondenza alle norme della domanda della parte, per cui non è tenuta ad apprezzare ogni ulteriore possibilità di rilascio del titolo, senza indicazioni in tal senso della parte"
  • TAR Liguria Sentenza del 9 - 10 maggio 2013 n. 762: la ragione ex se dirimente (cfr., art. 13 comma 4, d.P.R. 394/99) in base alla quale l'amministrazione ha opposto il diniego impugnato, ossia l'assenza del ricorrente dal territorio nazionale per più di nove mesi, non ha costituto motivo specifico d'impugnazione né è stata sconfessata in fatto
  • TAR Campania Sentenza del 9 - 10 maggio 2013 n. 2441: "ciò che rileva ai fini della valutazione del rilascio del rinnovo del titolo di soggiorno non è l'accadimento dei fatti (risalenti nel caso in questione al 1998-1999) che hanno comportato l'emissione delle sentenze di condanna, ma il tempo in cui sono state emesse le sentenze stesse (del 2001 e 2002 in primo grado e del 2009 in appello), che hanno accertato l'effettiva colpevolezza in sede penale dell'interessato e l'attribuzione al medesimo dei fatti di reato e ciò anche per finalità di garanzia dello stesso cittadino straniero"
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 marzo - 10 maggio 2013 n. 1236: il ricorrente, che era stato precedentemente espulso con provvedimento emesso nel 2004 e divenuto definitivo, non poteva fare ingresso in Italia e, pertanto, correttamente l'amministrazione ha dapprima revocato il nulla osta all'ingresso e successivamente negato il rilascio del permesso di soggiorno
  • TAR Veneto Sentenza dell'8 - 9 maggio 2013 n. 697: il diniego di permesso di soggiorno è illegittimo in quanto motivato in relazione a condanna, ai sensi degli artt. 477, 482, 489 e 648 del cod. pen., perché al fine di procurarsi un profitto riceveva da persona non identificata, patente di guida, carta di circolazione e carta di assicurazione relative al veicolo usato e perché è stato sorpreso alla guida di veicolo senza avere conseguito la patente. Trattasi in realtà di condanna non ricompresa tra quelle che, ai sensi dell'art. 4 del d. lgs. n° 286 del 1998, inibiscono l'ingresso dello straniero nel territorio nazionale
  • TAR Campania Sentenza del 17 aprile - 9 maggio 2013 n. 2411: se è vero che la mera falsità dell'autenticazione della firma apposta sulla delega non integra, di per sé un meccanismo frodatorio sanzionabile con la revoca del nulla osta, è pur vero che se altri elementi concorressero a dimostrare che l'intera operazione fosse volta a lucrare il permesso di soggiorno senza averne i presupposti (ad esempio, per l'inesistenza ‘ab origine ‘del rapporto di lavoro), non v'è dubbio che troverebbe applicazione il comma 5 ter dell'art. 22 T.U. immigrazione. Tale ultima circostanza, tuttavia, non è allegata né provata dall'amministrazione, neppure negli scritti difensivi
  • TAR Campania Sentenza dell'8 - 9 maggio 2013 n. 2382: erroneamente la Questura ha ritenuto ostativa in via automatica al richiesto rinnovo del titolo l'esistenza della condanna per violazione dell'art. 495 c.p., senza far in conseguenza luogo alla invece dovuta valutazione sulla pericolosità sociale dell'istante
  • TAR Campania Sentenza dell'8 - 9 maggio 2013 n. 2379: non appare corretto qualificare come "fittizia" la residenza indicata in seno all'istanza, avuto conto che quest'ultima è stata prodotta in data 14 maggio 2012, nel mentre la risoluzione del rapporto locatizio è stata registrata nella successiva data del 25 luglio 2012
  • TAR Marche Sentenza del 18 aprile - 8 maggio 2013 n. 337: se l'amministrazione avesse definito il procedimento in tempi ragionevoli, il ricorrente avrebbe potuto dimostrare di percepire un reddito adeguato proveniente da fonte lecita (atteso che egli ha lavorato fino al settembre 2009, mentre per il successivo anno - e quindi fino al mese di ottobre 2010 - ha percepito l'assegno di disoccupazione)
  • TAR Piemonte Sentenza del 18 aprile - 8 maggio 2013 n. 562: l'assenza di richiesta e di rilascio della quota necessaria alla conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio a motivi di lavoro, ha integrato una circostanza oggettivamente ostativa all'accoglimento della domanda di rinnovo e conversione dell'autorizzazione al soggiorno
  • TAR Piemonte Sentenza del 18 aprile - 8 maggio 2013 n. 561: vero che l'art. 609 bis 3° comma c.p. è escluso dai delitti elencati nel 380 c.p.p., ma è altresì vero che esso è espressamente contemplato tra gli ulteriori reati in sé ostativi indicati dal citato art. 4 comma 3, del D. Lgs. n. 286 del 1998, il quale, come sopra specificato, fa espresso riferimento ai reati inerenti "la libertà sessuale"
  • TAR Toscana Sentenza del 4 aprile - 9 maggio 2013 n. 787: "le procedure di sanatoria, o regolarizzazione che dir si voglia, sono caratterizzate dalla necessità di essere ancorate a precisi presupposti che non possono essere valutati in modo discrezionale proprio perché già di per sé la sanatoria è un provvedimento di natura eccezionale che da una sopravvenuta patente di legittimità a situazione che senza di essa non l'avrebbero"
  • TAR Abruzzo Sentenza del 4 aprile - 7 maggio 2013 n. 263: la ricorrente ha depositato una proposta di lavoro, da parte della titolare di un centro benessere, e pertanto è in grado di ottenere un reddito adeguato (fermo restando il potere di autotutela della pubblica amministrazione per il caso in cui la proposta si dovesse rilevare fittizia e comunque non seria) ed inoltre ha allegato di aver frequentato le scuole dell'obbligo in Italia dove risiede da oltre 15 anni
  • TAR Abruzzo Sentenza del 7 aprile - 7 maggio 2013 n. 262: appare sufficiente esservi un proposta vincolante del datore di lavoro ovvero un vero e proprio contratto, la cui efficacia ovviamente può anche intendersi condizionata al rinnovo del permesso stesso
  • TAR Liguria Sentenza del 7 marzo - 7 maggio 2013 n. 754: quando un datore di lavoro che abbia ritualmente chiesto il riconoscimento del rapporto con un lavoratore subordinato nell'ambito delle procedure di emersione dal lavoro nero, non si presenti allo sportello unico per l'immigrazione al fine della stipula del contratto di soggiorno, determinando di fatto l'anticipata risoluzione del rapporto con l'interessato, la giurisprudenza individua in tale situazione una fattispecie assimilabile ad un licenziamento
  • TAR Lombardia Sentenza del 6 febbraio - 7 maggio 2013 n. 434: la sentenza della Corte Costituzionale n. 172/2012 ("quando trattasi di uno dei reati previsti dall'art. 381 cpp l'amministrazione deve accertare in concreto l'esistenza di una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato") ha prodotto un effetto caducante che dalla disciplina speciale della sanatoria è destinato a riversarsi sulla disciplina generale dell'ingresso e della permanenza nel territorio nazionale. Non sarebbe, infatti, ragionevole cancellare l'automatismo espulsivo dell'art. 1-ter comma 13-c del DL 78/2009 (norma speciale sulla regolarizzazione) se poi il medesimo risultato negativo potesse prodursi attraverso la norma generale dell'art. 4 comma 3 del Dlgs. 286/1998. Pertanto, se i reati di cui all'art. 381 cpp possono impedire la regolarizzazione solo in combinazione con l'accertamento di una minaccia concreta per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, nello stesso senso deve essere letto anche l'art. 4 comma 3 del Dlgs. 286/1998
  • TAR Lombardia Sentenza del 30 gennaio - 6 maggio 2013 n. 411: in base all'art. 6 comma 7 del Dlgs. 286/1998 sugli stranieri regolarmente soggiornanti incombe l'obbligo di comunicare le iscrizioni e le variazioni anagrafiche alle medesime condizioni dei cittadini italiani. Tale adempimento è essenziale per consentire un'ordinata gestione del soggiorno da parte delle autorità preposte - il mancato rispetto delle formalità a cui la predetta norma fa rinvio non costituisce una causa automatica di perdita del titolo di soggiorno, ma rappresenta il presupposto per una valutazione complessiva della situazione del cittadino straniero
  • TAR Lombardia Sentenza del 17 aprile - 2 maggio 2013 n. 407: la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno è stata rigettata sulla scorta del fatto che, con decreto prefettizio mai notificato al ricorrente, è stato disposto l'annullamento del contratto di soggiorno stipulato con il sig. ***, in quanto il rapporto di lavoro non sarebbe mai realmente intercorso tra i due dichiaranti. Ciò ha comportato, a cascata, l'annullamento del permesso di soggiorno da parte della Questura e il rigetto dell'istanza di rinnovo. Inoltre, il permesso di soggiorno in attesa di occupazione spetta al cittadino extracomunitario "che non è in grado di documentare di avere un rapporto di lavoro in corso, non al cittadino extracomunitario che ha presentato richiesta di lavoro sulla base di un lavoro ritenuto non veritiero"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza dell'11 aprile - 2 maggio 2013 n. 330: Regolarizzazione 2012 - mancata prova della presenza in Italia da data anteriore al 31.12.2011, essendo risultato falso il certificato medico prodotto
  • TAR Lazio Sentenza del 26 marzo - 2 maggio 2013 n. 4391: la riscontrata violazione del disposto degli artt. 7 e 10 bis della legge n. 241/90 ha privato il soggetto in questione (entrato in Italia con un regolare visto d'ingresso: rilasciatogli per "lavoro subordinato") della possibilità di produrre, ad illustrazione delle proprie posizioni, memorie e documenti che l'Amministrazione avrebbe, poi, avuto l'obbligo di valutare
  • TAR Campania Sentenza del 20 marzo - 30 aprile 2013 n. 2268: palese infondatezza della censura di difetto di motivazione in quanto l'art. 26 co. 7 bis D.lgs. 286/1998, nell'imporre la revoca del permesso di soggiorno per lavoro autonomo (e, a maggior ragione, il diniego del rinnovo del permesso medesimo) qualora si commettano determinati reati contro il diritto d'autore e la cd. ‘proprietà intellettuale', non prevede alcun bilanciamento di interessi, né l'analisi di ulteriori e concomitanti circostanze (anche se comprovanti l'integrazione nel tessuto socio-economico del paese)
  • TAR Campania Sentenza del 20 marzo - 30 aprile 2013 n. 2267: il mancato rispetto dei limiti reddituali non può impedire il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione in quanto si suppone che il soggetto, privo di occupazione, ben possa non avere redditi; comunque, il ricorrente ha documentato tanto l'esistenza quanto la regolarità contributiva del pregresso rapporto di lavoro, smentendo 'per tabulas' le affermazioni recate nel provvedimento in merito all'inesistenza del pregresso rapporto di lavoro
  • TAR Lazio Sentenza del 28 febbraio - 29 aprile 2013 n. 4270:  la ricorrente in vigenza del(l'originario) permesso di soggiorno "per motivi religiosi"  è stata assunta (con mansioni di collaboratrice familiare) con un regolare contratto a tempo indeterminato, e non è vietato convertire i permessi di soggiorno diversi da quelli menzionati nell'art. 14 del D.P.R. n.394/99
  • TAR Sicilia Sentenza del 28 marzo - 26 aprile 2013 n. 1187: l'autorità amministrativa oggi resistente ha legittimamente ritenute violate le regole sul reingresso dello straniero vigenti al momento del fatto (dicembre 2008), ed ha conseguentemente negato il rinnovo del permesso di soggiorno in quanto richiesto da soggetto che aveva fatto ingresso irregolarmente nel territorio dello Stato
  • TAR Sicilia Sentenza dell'11 - 26 aprile 2013 n. 1181: il provvedimento impugnato è motivato con esclusivo riferimento alla circostanza che l'accertamento effettuato dalla polizia municipale avrebbe dato esito negativo; ma tale motivazione risulta assolutamente incomprensibile e, pure se l'enunciato predetto si riferisse alla circostanza – ipotizzata dalla stessa ricorrente – che all'unico sopralluogo effettuato dalla polizia municipale presso l'abitazione del datore di lavoro la ricorrente non era presente, si tratterebbe, comunque, di circostanza ininfluente ai fini dell'emersione
  • TAR Abruzzo Sentenza del 10 - 26 aprile 2013 n. 392: una volta accortasi dei precedenti provvedimenti di espulsione a carico del ricorrente (sotto diverso nome)- legittimamente la Questura ha respinto l'istanza di rinnovo del titolo in precedenza rilasciato al ricorrente stesso in virtù di informazioni erronee, e ciò anche in diretta e vincolata applicazione dell'art. 13 comma 13 del decreto legislativo 286/98, secondo cui lo straniero espulso potrebbe rientrare solo con speciale autorizzazione del ministro dell'Interno
  • TAR Puglia Sentenza del 28 febbraio - 26 aprile 2013 n. 633: quando é nota la ragione del divieto di ingresso in "area Schengen" e la riferibilità allo straniero interessato, la segnalazione nel sistema S.I.S. ai sensi del paragrafo 96 della Convenzione comporta un effetto preclusivo automatico per l'accesso nel territorio dei Paesi aderenti, con esclusione di ogni ulteriore discrezionalità in capo all'Amministrazione competente e fatte salve le limitatissime eccezioni consentite dal diritto europeo e dalla legislazione interna
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 18 - 22 aprile 2013 n.172: nel regime di cui all'art. 9 comma 4, D.Lgs. n. 286/1998, non può trovare applicazione l'automatismo previsto dagli art. 4 e 5, dello stesso decreto legislativo nel caso di semplice permesso di soggiorno, trattandosi di soggetti che risiedono ormai legalmente da molto tempo in Italia
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 18 - 22 aprile 2013 n.171: in tema di efficacia preclusiva delle segnalazioni Schengen non esiste in giurisprudenza un univoco indirizzo. Il Collegio ritiene di uniformarsi alla posizione, più volte affermata dal Consiglio di Stato, in base alla quale l'atto in questione non consente di valutare l'effettiva rilevanza dei fatti che ne hanno determinato l'inoltro e non potrebbe in assenza di ulteriori approfondimenti, determinare di per sé alcun effetto automaticamente preclusivo
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 4 - 22 aprile 2013 n. 300: fondatezza del ricorso e annullamento dell'atto impugnato (revoca del permesso di soggiorno originariamente ottenuto a conclusione di sanatoria)a, per essersi la Questura di Reggio Emilia indebitamente sostituita alla locale Prefettura nel riesame di una misura adottata da quest'ultima e suscettibile di rimozione solo nell'àmbito di un compiuto esercizio del potere di autotutela
  • TAR Toscana Sentenza del 21 marzo - 22 aprile 2013 n. 678: il ricorrente non ha offerto elementi per smentire le affermazioni del suo formale datore di lavoro ad esempio dimostrando che costui aveva versato i contributi previdenziali o fornendo qualsiasi altro elemento per dimostrare la falsità delle dichiarazioni del ** che peraltro non si vede per quale motivo avrebbe dovuto rilasciare le stesse dal momento che esse costituivano la confessione di un reato
  • TAR Toscana Sentenza del 4 - 22 aprile 2013 n. 657: l'Amministrazione procedente era pertanto a conoscenza dell'esistenza di altro modello UNILAV relativo a rapporto di lavoro scadente al 30 aprile 2012 e avrebbe dovuto acquisire la detta comunicazione, anche ove non esibita dal ricorrente, valendosi dei poteri di acquisizione d'ufficio previsti dall'art. 18, 2° comma della l. 7 agosto 1990 n. 241; del resto, si trattava di un'acquisizione istruttoria assolutamente significativa e rilevante in quanto avrebbe potuto determinare, come sottolineato da parte ricorrente, la concessione di un permesso di soggiorno limitato al 30 aprile 2012 e la successiva richiesta, da parte dell'interessato, del permesso di soggiorno per attesa occupazione previsto dall'art. 22, 11° comma del d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 18 - 19 aprile 2013 n. 170: il ricorrente ha allegato sopravvenienze che non sembrerebbero essere state adeguatamente valutate dall'Amministrazione quali un impegno di assunzione al lavoro e l'attesa di un figlio che nascerà in territorio italiano, presumibilmente, nell'ottobre del corrente anno
  • Consiglio di Stato Sentenza del 4 - 19 aprile 2013 n. 2225: "è vero che la sentenza penale di cui trattasi è stata pronunciata prima della modifica introdotta con la legge n. 94/2009, recante l'ostatività anche delle sentenze non definitive ai fini del permesso di soggiorno, al D. Lgs. n. 286 del 1998, ma è anche vero che la modifica, come precisato dal T.A.R., non ha inciso sul quadro sistematico né sugli istituti processuali (e quindi neanche sulle garanzie sostanziali concesse agli interessati), bensì sulla eventuale durata del processo e sulle strategie processuali (rito abbreviato, patteggiamento) volte proprio ad accorciare i tempi delle sentenze anche definitive, e non certo ad incidere sui tempi di permanenza degli interessati nel territorio italiano"
  • TAR Puglia Sentenza del 21 marzo - 18 aprile 2013 n. 582: non risulta che sia stata rappresentata la sussistenza di una situazione di obiettiva difficoltà o di una causa di forza maggiore volta a giustificazione della non osservanza del termine a chiedere il rinnovo nel termine previsto dalla legge
  • TAR Puglia Sentenza del 21 marzo - 18 aprile 2013 n. 581: "il provvedimento di respingimento con accompagnamento alla frontiera rappresenta, per omogeneità contenutistica e funzionale, una "species" appartenente al "genus" provvedimento di espulsione, e pertanto rientra, ex art. 13 del d.lgs. n. 286 del 1998, nella giurisdizione del giudice ordinario in relazione alle controversie aventi ad oggetto l'espulsione dello straniero"
  • TAR Campania Sentenza del 20 febbraio - 18 aprile 2013 n. 2038: impugnato il decreto con cui il Questore di Caserta ha negato la conversione del permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari in permesso di soggiorno per lavoro subordinato - l'Amministrazione ha negato la richiesta conversione in quanto ha rilevato l'insussistenza del presupposto costituito dalla condizione di lavoratore subordinato del ricorrente che, infatti, era stato licenziato dopo poche settimane (il rapporto ha avuto corso dal 19.10.2011 al 31.12.2011)
  • TAR Campania Sentenza del 20 marzo - 18 aprile 2013 n. 2035: il giudizio verte sulla legittimità del diniego di rilascio del permesso di soggiorno opposto dalla Questura per la falsità della documentazione esibita dal ricorrente a comprova dell'idoneità dell'alloggio
  • TAR Campania Sentenza del 14 -25 marzo - 17 aprile 2013 n. 920: la possibilità, offerta dall'art. 5 comma 5, d.lg. n. 286 del 1998, di valutare, in sede di rilascio o di rinnovo del permesso, il sopraggiungere di nuovi elementi, non può essere spinta sino al punto di consentire di ovviare all'inesistenza del rapporto di lavoro alla base della richiesta poiché, altrimenti, si consentirebbe di sanare la propria posizione anche a chi si sia introdotto fraudolentemente sul territorio nazionale, simulando, appunto, l'esistenza di un rapporto di lavoro mai esistito
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 4 - 16 aprile 2013 n. 156: l'Amministrazione, nel caso di specie, non ha preso in alcuna considerazione l'imminenza della scadenza dell'effetto preclusivo della segnalazione (ad oggi cessata se non rinnovata), non ha attivato la speciale procedura di consultazione con lo Stato olandese né ha preso in alcuna considerazione la pendenza di un procedimento attivato dalla stessa ricorrente finalizzato alla cancellazione della medesima omettendo di attivarsi per acquisirne gli esiti
  • TAR Veneto Sentenza del 24 gennaio - 16 aprile 2013 n. 584: "la motivazione emerge dall'istruttoria ed è idonea a fondare l'atto impugnato, superandosi, per tal modo, la censura volta a riconnettere scarsa rilevanza alle espulsioni ormai risalenti nel tempo – la prima è del 2000, laddove il primo permesso di soggiorno venne rilasciato nel 1999"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 21 novembre 2012 - 15 aprile 2013 n. 274: la mera sussistenza di una segnalazione Schengen é per l'Amministrazione procedente giusta causa di diniego sia in materia di regolarizzazione ex lege n.222/2002 che di rinnovo del permesso di soggiorno ed ha pertanto una valenza automaticamente ostativa
  • TAR Liguria Sentenza 11 - 12 aprile 2013 n. 646: legittimo il diniego del rinnovo del permesso per lavoro subordinato - la formulazione della norma non permette di addurre in contrario elementi incerti, quali il reddito delle zie dell'interessata che sarebbero residenti in Italia e potrebbero sovvenirla, o la convivenza di fatto con il fidanzato percettore di un reddito da lavoro
  • TAR Liguria Sentenza 11 - 12 aprile 2013 n. 644: Regolarizzazione 2012 - la p.a. ha inteso l'inciso del d.lvo 109 del 2012 relativo all'obbligo di permanenza nel senso che, prima della regolarizzazione, allo straniero operante irregolarmente in Italia non è dato lasciare il territorio dello Stato, ma non può convenire con l'atto gravato, attese le circostanze di fatto documentate: l'assenza dell'interessato dall'Italia non superò i quattordici giorni, per cui il presupposto stimato come mancante non sembra essere tale
  • TAR Sardegna Sentenza del 27 marzo - 12 aprile 2013 n. 310: la condotta dello straniero che, nello svolgimento di lavoro autonomo, con contraffazione, alterazione o indebito uso di marchi o di segni distintivi dei prodotti violi le regole poste a tutela dei diritti di proprietà industriale - in danno del libero dispiegarsi dell'iniziativa economica degli altri soggetti che operano nel settore interessato - è considerata, a livello normativo, di per sé riprovevole ed ostativa alla permanenza in Italia, con la conseguenza che, in presenza di condanna in sede penale, il provvedimento con cui viene negato il permesso di soggiorno non deve essere assistito da ulteriore motivazione in ordine agli estremi della pericolosità sociale dell'individuo
  • TAR Piemonte Sentenza del 26 marzo - 11 aprile 2013 n. 453: "il trascorrere di tutti questi anni, rispetto al momento in cui era stato rilasciato il primo provvedimento favorevole (ossia, il primo titolo di soggiorno, risalente al 2003), ha all'evidenza tradito il rispetto del "temine ragionevole", richiesto dalla legge in caso di annullamento d'ufficio di un precedente atto favorevole al privato, con ciò determinando ex se l'illegittimità dell'impugnato diniego"
  • TAR Piemonte Sentenza del 26 marzo - 11 aprile 2013 n. 451: "il tempo di disoccupazione tollerato deve risultare utile rispetto al fine di poter reperire la nuova occupazione, pena altrimenti un'evidente irragionevolezza di sistema. Laddove quindi – come nella specie – lo straniero in stato di disoccupazione non abbia la concreta possibilità di utilizzare i sei mesi (adesso: l'anno) di tempo concesso dal legislatore al fine di reperire una nuova occupazione, si deve concludere che quel periodo concesso dalla legge non inizierà a decorrere se non dal momento in cui la causa di forza maggiore che determinava l'impedimento sia cessata. Lo stato di arresto, vieppiù allorché esso sia stato frutto (come nella specie) di un'ingiusta detenzione, integra senz'altro gli estremi di una causa di forza maggiore che non consente la decorrenza del periodo di massima disoccupazione tollerata"
  • TAR Piemonte Sentenza del 26 marzo - 11 aprile 2013 n. 449: in assenza di un'adeguata esplicitazione delle ragioni per cui l'Amministrazione ha ritenuto priva di valore la sufficienza reddituale documentata nel momento dianzi indicato, il diniego di emersione s'appalesa carente sotto il profilo motivazionale, laddove si limita a dare rilievo al sopravvenuto stato di disoccupazione del dichiarante
  • TAR Liguria Sentenza del 7 marzo - 11 aprile 2013 n. 634: il mero richiamo della segnalazione SIS, non accompagnato da alcuna indicazione circa il suo contenuto, si traduce in sostanza in una motivazione apparente che non consente al destinatario "di risalire al fatto storico da cui tale segnalazione trae origine per poter, ad esempio, svolgere le sue difese nelle sedi opportune e anche all'estero". Il mero rinvio ad un atto inconoscibile nel suo contenuto rende solo apparente, in definitiva, l'adempimento dell'obbligo di motivazione e di trasparenza dell'azione amministrativa
  • TAR Liguria Sentenza del 7 febbraio - 10 aprile 2013 n. 619: la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione è stata rifiutata in considerazione del fatto che il termine semestrale è scaduto il 30.05.2011. Non è stato però affatto considerato che prima dell'adozione dell'atto impugnato è sopravvenuta la normativa che detto termine ha esteso ad un anno. Aggiungasi che la ricorrente ha sottoscritto regolare contratto di lavoro in data 1.01.2012, vale a dire che entro il termine annuale del periodo di efficacia del permesso di soggiorno in attesa d'occupazione la ricorrente ha trovato stabile occupazione 
  • TAR Veneto Sentenza del 20 dicembre 2012 - 9 aprile 2013 n. 527: "se è vero che la procedura di emersione deve essere astretta a rigoroso accertamento volto a evitare l'utilizzo fraudolento della sanatoria, è anche vero che l'amministrazione deve con altrettanto rigore escludere la sussistenza del rapporto di lavoro utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione ed esplicitando compiutamente le verifiche effettuate"
  • TAR Veneto Sentenza del 20 dicembre 2012 - 9 aprile 2013 n. 522: viene ritenuto fondato il ricorso, cogliendo nel segno la censura volta a contestare la mancata valutazione degli elementi positivi sopravvenuti, e ciò in violazione della previsione contenuta nell'art. 5 comma 5 Dlgs. N.286/98, quali la dichiarazione di ospitalità e il contratto di lavoro subordinato, con il conseguente annullamento dell'atto impugnato
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 4 - 8 aprile 2013 n. 147: il provvedimento di diniego poi impugnato è stato assunto in quanto, dai numerosi sopralluoghi effettuati dalla Polizia Municipale, sarebbe emerso che il richiedente non alloggiava all'indirizzo dichiarato e, dunque, mancherebbe uno dei requisiti essenziali (disponibilità di un alloggio idoneo e di effettiva dimora) per poter soggiornare regolarmente sul territorio dello Stato
  • TAR Toscana Sentenza del 4 - 5 aprile 2013 n. 524: il giudizio di pericolosità sociale non richiede neppure una sentenza irrevocabile di condanna, potendo desumersi da meri indizi e fatti, quali un elevato numero di denunce e si sottrae al sindacato di legittimità quando non risulti affetto ictu oculi da manifesta arbitrarietà, irragionevolezza o falsi presupposti di fatto
  • TAR Veneto Sentenza  del 3 - 5 aprile 2013 n. 517: il diniego si basa sull'essere ormai scaduto il permesso di soggiorno rilasciato valido fino al 28 febbraio 2010 per motivo di studio tirocinio, alla data del 21 aprile, ovverossia quando era stata inviata richiesta di conversione a lavoro autonomo; tuttavia il 23 febbraio era stata presentata domanda di rinnovo – dunque in vigenza dell'originario titolo – e al 21 aprile non risultavano trascorsi i 60 giorni dalla scadenza entro cui la conversione deve essere richiesta ex art.4 comma 4 T.U. n. 286/98, sicchè la domanda di conversione va ritenuta tempestivamente proposto. noltre rileva il denunciato difetto di motivazione in ordine all'affermata mancata ultimazione del periodo di tirocinio a fronte della documentazione prodotta attestante il contrario, posto che non pare conferente l'assunto secondo il quale l'attività autonoma intraprendenda debba essere per così dire "omogenea"all'attività di formazione svolta
  • TAR Veneto Sentenza  del 3 - 5 aprile 2013 n. 513: il permesso di soggiorno non può essere rilasciato, perché l'amministrazione ha dimostrato che parte ricorrente non intendeva svolgere l'attività di tirocinio che doveva essere svolta
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 28 febbraio - 5 aprile 2013 n. 268: Sanatoria 2009 - falsa applicazione del'art. 1 ter L. n. 102 del 2009, nonché eccesso di potere per carenza di motivazione del provvedimento impugnato riguardo alle ragioni per le quali l'amministrazione non ha ritenuto comprovato l'elemento della convivenza del datore di lavoro del ricorrente con la madre al fine del calcolo del reddito per la legalizzazione della posizione lavorativa del lavoratore straniero
  • TAR Campania Sentenza del 3-4 aprile 2013 n. 1764: il ricorso va dichiarato inammissibile, essendo rivolto, appunto, avverso la comunicazione di preavviso di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato che, in quanto atto endoprocedimentale, non è immediatamente e autonomamente lesivo e, quindi, immediatamente impugnabile
  • TAR Marche Sentenza del 21 febbraio - 4 aprile 2013 n. 266: il provvedimento impugnato è giustificato solo sulla base della norma e non su un giudizio in concreto della pericolosità, se ne dispone l'annullamento per consentire alla Questura di effettuare una valutazione della pericolosità che tenga conto di tutti gli indici da cui la stessa può essere ricavata, oltre ad esaminare se esistono tutti gli altri presupposti cui la legge ancora la concessione del rinnovo del permesso di soggiorno
  • TAR Piemonte Sentenza del 21 marzo - 3 aprile 2013 n. 407: "al di là della qualificazione nominale dell'atto impugnato, il contenuto dello stesso dà conto della insussistenza dei requisiti necessari ai fini del rinnovo e integra, pertanto, un provvedimento di diniego a tutti gli effetti, astrattamente censurabile anche in relazione a questo suo contenuto dispositivo"
  • TAR Campania Sentenza del 20 marzo - 3 aprile 2013 n. 1748: in presenza di dettagliati elementi forniti dall'amministrazione in merito alla inesistenza di un rapporto di lavoro di ragionevole durata, spetta al lavoratore fornire ulteriori elementi contrari che dimostrino in concreto che sussiste un rapporto lavorativo in corso al momento della presentazione dell'istanza di permesso di soggiorno
  • TAR Piemonte Sentenza del 7 marzo - 3 aprile 2013 n. 406: il diniego di rinnovo di permesso di soggiorno è fondato sulla mancata dimostrazione di qualsivoglia fonte lecita di reddito per un periodo superiore a quello che la legge consente di qualificare "per attesa occupazione"; siffatta mancanza di reddito in fatto non era in alcun modo contraddetta in ricorso, né sul punto si offrivano prove contrarie
  • TAR Lombardia Sentenza del 16 gennaio - 2 aprile 2013 n. 309: quando la Questura di Bergamo ha deciso di archiviare (in sostanza respingere) la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno (9 febbraio 2012) il ricorrente, che avendo abbandonato il corso presso l'Università degli Studi di Bergamo doveva essere equiparato a uno studente iscritto al secondo anno, aveva superato un solo esame nella nuova Facoltà (11 gennaio 2012). Però al momento della notifica del provvedimento di archiviazione (25 settembre 2012) gli esami complessivamente superati erano quattro, un numero che permetteva ampiamente di ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno. Poiché in base all'art. 5 comma 5 del Dlgs. 25 luglio 1998 n. 286 i fatti sopravvenuti operano sempre a favore dell'ottenimento o del rilascio del titolo di soggiorno, la nuova situazione deve essere considerata idonea a rovesciare la decisione negativa della Questura