Formazione linguistica ed educazione civica

Apprendere la lingua del Paese di arrivo è un primo e indispensabile passo del processo di integrazione. Il superamento della barriera linguistica costituisce per immigrati e autoctoni, infatti, la premessa indispensabile per la reciproca conoscenza e per l'attivazione dell'articolato processo di vicendevole rinnovamento. Una lingua veicolare, inoltre, è strumento indispensabile delle interazioni sociali e lavorative.

La Regione del Veneto, pertanto, ha incluso tra le linee sue strategiche di intervento nel settore dell'immigrazione la promozione e la realizzazione, anche attingendo a risorse nazionali e/o comunitarie, della formazione linguistica rivolta ai cittadini di Paesi non aderenti all'Unione Europea. Assumendo anche l'impegno di favorire l'acquisizione da parte dei cittadini immigrati di certificazioni linguistiche e il raccordo delle azioni formative con gli adempimenti previsti dall'Accordo di Integrazione.

Alla conoscenza dell'italiano è subordinata l'acquisizione del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno). I cittadini immigrati regolarmente residenti in Italia da almeno cinque anni per ottenere il sopraccitato permesso devono conseguire, attraverso i Centri Permanenti per l'Istruzione degli Adulti (CIPIA) o gli Enti Certificatori (UC dell'Università degli Studi Roma Tre, il CVCL dell'Università per Stranieri Perugia, il CILS dell'Università per Stranieri di Siena, il PLIDA della Società Dante Alighieri) riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, l'attestazione della conoscenza della lingua italiana almeno a livello A2, grazie al superamento di un test che può essere sostenuto direttamente (per coloro che già possiedono una buona padronanza dell'italiano), facendo alla Prefettura della provincia di residenza una richiesta telematica attraverso l'applicativo on-line del Dipartimento per le Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno, o dopo la frequenza di specifici corsi linguistici.

Assume per il cittadino immigrato la medesima rilevanza della formazione linguistica l'acquisizione di rudimenti di educazione civica ai fini di una piena integrazione nel Paese di arrivo, che comprenda la coscienza e l'esercizio dei diritti, la conoscenza e il rispetto dei doveri, la partecipazione attiva alla vita pubblica locale. La frequenza di un corso di educazione e informazione civica è, inoltre, elemento imprescindibile dell'Accordo integrazione richiesto a partire dal 2012 ai cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione Europea che facciano ingresso regolarmente in Italia e che richiedano il rilascio del permesso di soggiorno, salvo in alcuni casi straordinari.