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null “L’UNICA COMUNITÀ CHE CRESCE… È QUELLA CHE RISIEDE ALL’ESTERO!”

È così che viene fotografato il fenomeno dell’emigrazione degli italiani degli ultimi anni nel nuovo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes uscito lo scorso 28 ottobre


“Da tempo […] ci si trova ad avere a che fare con una Italia in cui il malessere demografico imperversa spietato e, d’altra parte, con una Italia, l’unica a crescere, che è quella che ha messo radici all’estero: l’unica comunità che cresce di un’Italia sempre più longeva e spopolata è quella che risiede all’estero!”

 

È così che viene fotografato il fenomeno dell’emigrazione degli italiani degli ultimi anni nel nuovo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes uscito lo scorso 28 ottobre e che quest’anno giunge alla sua quindicesima edizione. È dunque tempo di bilanci, e per questo motivo, oltre a presentare i dati per l’annualità 2019, il rapporto offre anche una prospettiva di più lungo respiro temporale, mostrando l’entità dell’accelerazione del fenomeno, le sfaccettature che ha assunto e come si è evoluto durante il periodo 2006-2019.

 

Sia i dati relativi alle iscrizioni all’AIRE sia i dati ISTAT sulle cancellazioni di residenza riconfermano caratteristiche e trend di un fenomeno in crescita costante, che sta diventando sempre più strutturale.

Dal 2006, come ormai noto, è cresciuto fortemente il protagonismo giovanile; contestualmente, si è assistito all’aumento del livello di istruzione media di chi decide di andarsene – i “cervelli” – un dato controbilanciato, però, dall’aumento ancor più consistente di persone con qualifiche più basse – le “braccia” – che espatriano alla ricerca di un lavoro generico; si sta andando verso un sempre maggiore equilibrio di genere; nonostante la grande diversificazione delle destinazioni di arrivo, si continua ad affermare la predominanza delle mete europee; le partenze non avvengono solo dai grandi centri urbani, ma anche da zone periferiche e piccoli paesini, delineando la mobilità verso l’estero non solo come prova di vitalità, ma anche (o soprattutto) come sintomo del fatto che in Italia “manca ancora qualcosa”.

 

Il Veneto si colloca perfettamente nella scia di queste considerazioni: il 2019 ha registrato +1.779 nuove iscrizioni all’AIRE rispetto all’annualità precedente, raggiungendo i 15.108 iscritti (l’11,5% del totale). La regione è tra quelle che nell’ultimo anno ha rilevato il maggior incremento di iscritti in termini percentuali (13,3%), valore che supera i 30 punti percentuali se si prende in considerazione l’ultimo triennio (2017-2020). Anche i dati ISTAT sulle cancellazioni di residenza per espatrio relative al 2019 confermano questi trend di crescita: il Veneto, infatti, si posiziona secondo solo dopo la Lombardia per partenze verso l'estero con oltre 11 mila cancellazioni (circa il 10% del totale).

 

Alla luce di questi dati, risulta fondamentale monitorare costantemente un fenomeno così eterogeneo e poliedrico, cercando da un lato di analizzare andamenti ed evoluzioni in termini quantitativi, dall’altro di coglierne tutte le sfaccettature. Sono proprio questi gli obiettivi alla base delle attività dell’Osservatorio Veneti nel Mondo, che anche quest’anno con focus statistici, “istantanee” tematiche e ricerche qualitative aiuterà a mantenere un faro sempre acceso sulle esperienze e i percorsi degli italiani e, in particolar modo, dei veneti all’estero.

 

 

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