Sentenze 2014

  • TAR Piemonte Sentenza dell'11 - 22 dicembre 2014 n. 2083: è da escludersi che sia configurabile, rispetto al permesso di soggiorno per attesa occupazione, un potere discrezionale di proroga oltre il termine ricavabile dall'art. 37, comma 6, del D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394
  • TAR Lombardia Sentenza dell'11 - 16 dicembre 2014 n. 3044: l'amministrazione ha omesso di formulare una prognosi concreta ed attuale di reiterazione criminale, ritenendo del tutto vincolato il potere di rifiuto, ma si tratta di un'impostazione non coerente con il quadro normativo vigente, letto alla luce dei principi enucleati con la citata decisione della Corte Costituzionale. In definitiva, il collegio ritiene che, pur in presenza di una condanna per un reato inerente gli stupefacenti ma in costanza della concessione da parte del giudice penale della circostanza attenuante di cui all'art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309/90 in considerazione della lieve entità del reato ascritto all'imputato, l'amministrazione fosse tenuta ad effettuare una valutazione in concreto circa la pericolosità sociale dello straniero
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 19 novembre - 9 dicembre 2014 n. 1197: "l'anno di attesa occupazione, secondo l'orientamento giurisprudenziale di questo Tribunale, decorre dal momento della perdita del posto di lavoro ( nella specie novembre 2011) e non da quello d'iscrizione presso il centro per l'impiego (nella specie il 30.3.2012), poiché in quest'ultimo caso l'individuazione della decorrenza del periodo sarebbe affidata alla volontà del richiedente e quindi ad un semplice atto d'iniziativa del privato"
  • TAR Lombardia Sentenza del 29 ottobre - 5 dicembre 2014 n. 2957: non sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo ogni qual volta il diniego del permesso di soggiorno per cure mediche incida sul nucleo essenziale del diritto alla salute, perché vengono in considerazione esigenze terapeutiche indifferibili, ossia consistenti in interventi di assoluta urgenza, o in cure essenziali per la salvaguardia della salute dello straniero, ivi comprese le ipotesi in cui le cure necessarie non possano essere ottenute in forma adeguata alla particolarità del caso clinico, perché la prestazione richiede specifiche professionalità, ovvero procedure tecniche o curative non praticate, ovvero attrezzature non presenti nelle strutture del paese di provenienza
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 3 - 4 dicembre 2014 n. 612: il permesso di soggiorno per attesa occupazione non è uno strumento concepito per eludere le disposizioni che dettano i requisiti richiesti per ottenere il titolo di soggiorno o il suo rinnovo, ma assolve unicamente alla funzione di consentire allo straniero extracomunitario, che perda il posto di lavoro per licenziamento o dimissioni, di fruire, mediante l'iscrizione nelle liste di collocamento, di un ragionevole lasso di tempo per reperire una nuova occupazione
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 novembre - 3 dicembre 2014 n. 1327: le valutazioni operate dal Tribunale di sorveglianza e che hanno condotto alla revoca dell'ordine di espulsione di cui alla sentenza che ha condannato il ricorrente, non possono automaticamente incidere sul giudizio della competente autorità amministrativa ai fini del rilascio del permesso di soggiorno
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 novembre - 3 dicembre 2014 n. 1324: il permesso di soggiorno per attesa occupazione può essere richiesto solo da un soggetto titolare di un valido permesso di soggiorno per motivi di lavoro o per altro titolo, suscettibile di conversione e, dunque, consenta l'iscrizione nelle liste di collocamento. Nel caso di specie, non avendo mai richiesto alcun titolo legittimante il soggiorno sin dal 2000, la ricorrente risulta non avere "alcun titolo che la autorizzi a soggiornare sul territorio italiano", come evidenziato nell'impugnato provvedimento
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 27 - 28 novembre 2014 n. 1187: non soccorre nel caso di specie  la disposizione di cui all'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286 del 1998, in quanto i "nuovi elementi" che consentono il rilascio del titolo di soggiorno devono comunque intervenire prima della pronuncia dell'Amministrazione che provvede sull'istanza dello straniero, mentre nella fattispecie la documentazione asseritamente utile risulta depositata dopo il diniego questorile del 16 novembre 2013 e ad Amministrazione (Prefettura di Modena) che in sede di ricorso gerarchico aveva il solo compito di vagliare la legittimità di quel diniego, alla luce degli elementi di fatto all'epoca acquisiti al procedimento
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 27 - 28 novembre 2014 n. 1185: appare fondata la doglianza con cui si deduce il difetto di motivazione, per non avere l'Amministrazione chiarito a mezzo di quali reali accertamenti essa avesse appurato che il rapporto di lavoro con la ditta "****" era fittizio e che "…è risultato che, in concreto, l'attività lavorativa non è stata svolta …", tanto più che l'interessato ha esibito in giudizio un «estratto conto previdenziale» che riferisce dei contributi regolarmente versati in suo favore e che la Questura di Modena non ha verificato l'effettiva entità del reddito prodotto dallo straniero nell'ultimo periodo utile 
  • TAR Lombardia Sentenza del 26 - 27 novembre 2014 n. 2856: l'automatico diniego di rinnovo del permesso di soggiorno a fronte di reati cc.dd. "ostativi" non può essere applicato a fattispecie intervenute anteriormente all'entrata in vigore delle norme che hanno attribuito il carattere di ostatività al reato in questione, essendo tale principio insito nel più generale principio dell'irretroattività della legge penale, della certezza delle conseguenze dei comportamenti individuali, che verrebbe vulnerato dalla sopravvenuta rilevanza negativa automatica di una condotta che, all'epoca della sua commissione, non determinava ex se l'impossibilità di conseguire il rinnovo del permesso di soggiorno, anche se costituiva elemento concorrente di valutazione dell'opportunità di concederlo
  • TAR Calabria Sentenza del 21 - 28 novembre 2037: é legittimo il diniego del rinnovo del titolo di soggiorno, laddove l'istante si sia reso responsabile dei reati di resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni personali, riportando una condanna penale divenuta irrevocabile, apparendo la condotta tenuta oggettivamente incompatibile con le finalità di integrazione sociale poste a fondamento della legislazione vigente in materia di immigrazione
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 - 27 novembre 2014 n. 1164: l'impossibilità di verificare la sussistenza delle condizioni per procedere al rinnovo del permesso di soggiorno è stata causata da un disguido accaduto per la particolarità della vicenda, avendo ritenuto la ricorrente che l'obbligo di comunicare la variazione del domicilio riguardasse solo il cambio di indirizzo e non di un interno. Una volta che l'amministrazione era stata informata di tutti i presupposti per concedere il permesso di soggiorno, ritenuto scusabile l'errore della mancata comunicazione della variazione di domicilio, avrebbe potuto procedere in autotutela all'annullamento del provvedimento impugnato
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 20 - 21 novembre 2014 n. 439: ai sensi dell'art. 43, comma 1, del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, nel testo sostituito dall'articolo 15, comma 1, lett. c), della L. 12 novembre 2011, n. 183, "Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonchè tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell'interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall'interessato"; e il suddetto principio deve ritenersi applicabile anche al caso di specie in cui l'amministrazione ha rilevato la sola mancanza del certificato di residenza, ben acquisibile d'ufficio, pur essendo in possesso degli ulteriori documenti richiesti per la valutazione dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 - 21 novembre 2014 n. 433: si condivide l'orientamento secondo il quale "qualora il rapporto di lavoro in base al quale si chiede il titolo di soggiorno risulti essere fittizio, non v'è possibilità di ottenere il titolo [nemmeno, ndr] in seguito all'instaurazione successiva di altro rapporto di lavoro (v. l'art. 5, comma 5, del D.L.vo n. 286/1998 secondo cui «il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati e, se il permesso di soggiorno è stato rilasciato, esso è revocato, quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l'ingresso ed il soggiorno nel territorio dello Stato, . . .», nonché l'art. 4, comma 2, del D.L.vo n. 286/1998 che impone il diniego del permesso di soggiorno nel caso in cui vengano prodotti documenti non veritieri)"
  • TAR Sicilia Sentenza del 24 ottobre - 11 novembre 2014 n. 2784: dall'esame della normativa non emerge che la mancata comunicazione del cambiamento di residenza, diversamente da quanto sembra ritenere l'Amministrazione intimata, possa comportare sic et simpliciter il diniego del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno. Appare evidente che un cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante, in quanto, come nel caso di specie, munito di permesso di soggiorno, sia semplicemente onerato ad effettuare le iscrizioni e le variazioni anagrafiche alla stessa stregua dei cittadini italiani
  • TAR Trentino Alto Adige Sentenza del 23 ottobre - 7 novembre 2014 n. 397: "l'art. 18 del D.lgs. n. 286/1998, nel regolare il soggiorno per motivi di protezione sociale, rinvia ad una diffusa molteplicità e varietà di fattispecie penali fra loro diverse, accomunate tuttavia, in primis, da accertate situazioni di violenza o di grave sfruttamento dello straniero, anche in ambito lavorativo (Circ. Min. Interno 4.8.2007)"
  • TAR Sardegna Sentenza del 29 ottobre - 6 novembre 2014 n. 897: il giudizio espresso dalla Questura, oltre che ancorato sul solo reato ritenuto di per sé ostativo, trova concreta smentita nel dato di fatto che il ricorrente soggiorna da tempo sul territorio nazionale, lavora regolarmente, ha commesso unicamente il reato cui si è prima fatto riferimento, dopo la condanna è stato ammesso all'affidamento in prova ai servizi sociali e, da allora, presta (ormai da anni) regolare attività lavorativa, senza che risultino successive condotte oggettivamente sintomatiche di pericolosità sociale
  • TAR Lombardia Sentenza del 22 ottobre - 5 novembre 2014 n. 1172: "il permesso di soggiorno per cure mediche, infatti, può essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, a ciò non ostando l'art. 5, comma 9, del d.lgs. n. 286/1998, il quale non pone alcun divieto alla conversione di un titolo in un altro, purché sussistano i requisiti per il rilascio del titolo richiesto (in tal senso T.A.R. Toscana, Sez. II, 29 agosto 2011, n. 1339)"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 9 - 30 ottobre 2014 n. 1032: il diniego del permesso di soggiorno era stato motivato sulla base della precedente revoca del permesso per motivi umanitari senza valutare la circostanza che, in presenza dello svolgimento di una regolare attività lavorativa, vi era la sussistenza dei mezzi di sostentamento che andava valutata quanto meno come elemento sopravvenuto
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 9 - 30 ottobre 2014 n. 1026: la vigente normativa non consente la "conversione" del permesso di soggiorno per motivi religiosi in permesso di soggiorno per lavoro subordinato
  • TAR Toscana Sentenza del 9 - 28 ottobre 2014 n. 1645: la qualificazione di omessa dichiarazione (laddove presentata oltre novanta giorni), prevista dalla normativa fiscale per gli effetti sanzionatori che ne conseguono, non esplica gli stessi effetti nell'ambito della disciplina che regola l'ingresso dei cittadini stranieri in Italia la quale, per quanto rileva nella fattispecie, è retta dall'art. 4 comma 3 del D.lgs. 286/98
  • TAR Piemonte Sentenza del 9 - 24 ottobre 2014 n. 1597: i reati addebitabili al ricorrente e menzionati nel provvedimento (un tentato furto e una resistenza a pubblico ufficiale) non sono di per sé ostativi al rilascio del permesso di soggiorno, tali essendo solo i reati per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza; né il furto semplice né la resistenza a pubblico ufficiale rientrano nelle previsioni dell'art. 380 co. 1 e 2 c.p.p., evocato erroneamente nel provvedimento impugnato
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 22 - 23 ottobre 2014 n. 508: il permesso di soggiorno per attesa occupazione non è uno strumento concepito per eludere le disposizioni che dettano i requisiti richiesti per ottenere il titolo di soggiorno o il suo rinnovo, ma assolve unicamente alla funzione di consentire allo straniero extracomunitario, che perda il posto di lavoro per licenziamento o dimissioni, di fruire, mediante l'iscrizione nelle liste di collocamento, di un ragionevole lasso di tempo per reperire una nuova occupazione
  • TAR Puglia Sentenza del 12 giugno - 16 ottobre 2014 n. 2549: la P.a. competente non può respingere, come è accaduto nella specie, l'istanza diretta al rinnovo del permesso di soggiorno di un cittadino extracomunitario sulla base di fatti e circostanze che furono ritenuti ininfluenti in occasione di un precedente provvedimento permissivo, in assenza di fatti nuovi in grado di comprovare la pericolosità del ricorrente e, per tal via, il concreto venir meno dei requisiti che lo legittimano a trattenersi su suolo nazionale
  • Consiglio di Stato Sentenza del 9 - 14 ottobre 2014 n. 5125: "da parte dell'Amministrazione non è stato mai enunciato – neppure nelle difese giudiziali - altro motivo del diniego del permesso di soggiorno, che l'asserita irreperibilità dello straniero nel corso del relativo procedimento; irreperibilità peraltro non dichiarata con atti formali e almeno in via di fatto contrastante con la circostanza che l'interessato si è presentato personalmente negli uffici della Questura dove gli è stato notificato il decreto di rigetto"
  • TAR Liguria Sentenza del 23 luglio - 14 ottobre 2014 n. 1430: "deve escludersi che lo straniero potesse aver maturato un legittimo affidamento per effetto del rilascio del permesso di soggiorno in quanto, come si evince dal rapporto informativo della Questura, egli aveva conseguito la regolarizzazione in modo sostanzialmente fraudolento, essendo già stato condannato per un reato in materia di stupefacenti e successivamente espulso dal territorio dello Stato, sempre sotto false generalità"
  • TAR Toscana Sentenza  del 25 settembre - 13 ottobre 2014 n. 1526:  la revoca del titolo di soggiorno a seguito di avviso orale del Questore per l'affermazione secondo cui il ricorrente sarebbe un soggetto "proclive a delinquere" non trova adeguato supporto, tenuto conto che a carico del predetto non figurano pregiudizi penali che valgano a confermare l'assunto dell'Amministrazione (e anche questo profilo è oggetto di specifica censura)
  • TAR Piemonte Sentenza del 17 settembre - 9 ottobre 2014 n. 1516: va ritenuto che ai fini del rilascio del permesso di soggiorno ad uno straniero, condannato per un reato riguardante gli stupefacenti, sia assolutamente irrilevante l'intervenuta estinzione della pena a seguito del positivo espletamento del periodo di messa in prova presso i servizi sociali, dal momento che tale evento sopravvenuto, incidendo esclusivamente sulla pena irrogata, non comporta alcuna conseguenza sugli accadimenti storico-giuridici della commissione del reato e dell'intervenuta pronuncia di condanna, lasciando pertanto inalterata la condizione ostativa all'ingresso e alla permanenza dello straniero sul territorio italiano prevista dall'art. 4 comma 3 D. Lgs. n. 286/98
  • TAR Lazio Sentenza del 7 luglio - 6 ottobre 2014 n. 10214: nelle more della conclusione della procedura di emersione la situazione soggettiva del lavoratore straniero non è diversa o più titolata di quello in stato di clandestinità - fermo restando la sospensione dei procedimenti penali ed amministrativi a suo carico - in quanto la mera presentazione dell'istanza di emersione non vale di per sé ad eliminare lo situazione di clandestinità di cui si chiede la sanatoria e non pone, sotto il profilo del diritto amministrativo dell'immigrazione, i lavoratori "da regolarizzare" in una posizione diversa, e più titolata, di una mera aspettativa al rilascio di un favorevole provvedimento
  • Consiglio di Stato Sentenza del 28 agosto - 26 settembre 2014 n. 4846: pur a fronte dell'erronea indicazione della data di emissione della sentenza, il ricorrente era stato messo in condizione di comprendere pienamente la ragione alla base del rifiuto di rinnovo del permesso di soggiorno da parte dell'amministrazione e quindi era nella piena condizione di difendersi, sia in sede amministrativa che giurisdizionale
  • TAR Emilia Romagna Sentenza dell'8 maggio - 17 settembre 2014 n. 862: in mancanza di condanne assolutamente ostative al rilascio/rinnovo del permesso, negato invece sulla base di una discrezionale valutazione complessiva della condotta, appare palesemente destituita di fondamento la convinzione che la partecipazione procedimentale dell'interessato "non potrebbe comunque produrre un provvedimento differente dal presente" e la correlata dispensa dalla "comunicazione circa l'esistenza di motivi ostativi"
  • Consiglio di Stato Sentenza del 5 giugno - 11 settembre 2014 n. 4633: nonostante il successivo annullamento della sentenza di condanna per incompetenza territoriale della Procura della Repubblica, che ha promosso l'azione penale, il provvedimento è adeguatamente motivato con riferimento alla condanna presupposto di pericolosità sociale in ragione del carattere ostativo del reato e dell'intervenuta condanna nonché della assenza di elementi valutabili ai fini dell'applicazione delle disposizioni dell'art. 5, comma 5, secondo periodo, del d.lgs. n. 286/1998
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 luglio - 9 settembre 2014 n. 2321: la perdita sopravvenuta del posto di lavoro non può di per sé giustificare il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, dovendo l'amministrazione valutare la complessiva situazione della richiedente, tenendo conto, tanto della sua condizione lavorativa pregressa (attinta non soltanto dalla consultazione delle banche dati INPS ma da tutti gli elementi forniti dall'istante, sia in sede amministrativa che in questa sede), quanto della situazione personale della straniera, con particolare riguardo all'apporto ricavabile, in termini di mezzi di sussistenza, dalla relazione affettiva allegata e documentata da parte della stessa ricorrente
  • Consiglio di Stato Sentenza dell'8 maggio - 10 settembre 2014 n. 4613: il rientro dello straniero espulso prima del termine richiede una speciale autorizzazione del Ministro dell'Interno, nella fattispecie mancante, che non può ritenersi surrogata dal rilascio di specifico visto al rientro da parte della competente rappresentanza diplomatica, procedura basata su accertamenti di ben diverso oggetto e portata, resi per di più artificiosamente possibili solo dalla diversa identità con la quale lo straniero chiedeva l'ingresso sul territorio nazionale
  • TAR Liguria Sentenza del 26 giugno - 29 agosto 2014 n. 1321: il ricorrente precisa che non sarebbe stata sua intenzione fornire false generalità alle autorità italiane, poiché il suo cognome, negli stessi documenti redatti in lingua araba, viene scritto indifferentemente nelle due forme *** e ***), e la giurisprudenza amministrativa ha precisato che l'esistenza di un decreto di espulsione sotto altro nominativo, per condizione di clandestinità, non può costituire condizione da sola atta a sorreggere la motivazione di un diniego, ove manchino accertamenti più approfonditi sulla compatibilità dell'espulsione con le ragioni sopravvenute che hanno comportato, a suo tempo, il rilascio del titolo successivo all'ingresso e del primo rinnovo
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 luglio - 26 agosto 2014 n. 2252: le particolari finalità pubbliche connesse all'istituto di protezione cui è collegato il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale ex art. 18 d.lgs. n. 286/98 non consentono allo straniero, il quale abbia accettato il relativo programma, di stabilirne e deciderne i tempi e le modalità di svolgimento e completamento, donde l'unilaterale abbandono del progetto di protezione non può che determinare la perdita dei benefici connessi all'ammissione al progetto stesso
  • TAR Marche Sentenza del 24 luglio - 20 agosto 2014 n. 778: anche tenendo conto del fatto che nelle procedure relative al rilascio/rinnovo dei titoli di soggiorno in favore di cittadini extracomunitari si possono verificare disguidi del tipo di quello occorso al ricorrente (e questo perché esiste nel nostro ordinamento una variegata tipologia di permessi di soggiorno, alcuni dei quali peraltro convertibili), era onere della Questura approfondire in contraddittorio con la ricorrente il contenuto dell'istanza ed eventualmente "girarla" al competente Sportello Unico per l'Immigrazione per gli adempimenti inerenti la conversione, senza che la stessa incorresse in decadenze a causa dell'errore
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 luglio - 12 agosto 2014 n. 2200: il primo periodo dell'art. 46 c. 4 del Regolamento Attuazione TUI, laddove prevede che "i visti e i permessi di soggiorno per motivi di studio sono rinnovati agli studenti che nel primo anno di corso abbiano superato una verifica di profitto e negli anni successivi almeno due verifiche," deve essere inteso nel senso che la nozione di anno di corso non è riferita all'anno solare, bensì alla diversa articolazione dei cicli di studio aventi periodicità annuale 
  • TAR Veneto Sentenza dell'1 - 6 agosto 2014 n. 1164: "il ricorrente dimostra che, ove l'Amministrazione avesse acquisito il suo apporto procedimentale, avrebbe potuto far presente la sussistenza di ragioni di forza maggiore che, determinando l'allontanamento temporaneo dal luogo di residenza (quali il ritorno alla residenza dei genitori a Bari e la partecipazione alle esequie di un parente in Albania), hanno impedito il tempestivo adempimento della richiesta di integrazione documentale, e avrebbe potuto allegare l'esistenza di documentazione comprovante l'avvio di attività lavorativa come lavoratore dipendente a seguito della cessazione della pregressa attività di lavoro autonomo, nonché la circostanza che lo stesso è giunto in Italia a seguito di ricongiungimento familiare"
  • TAR Puglia Sentenza del 16 luglio - 4 agosto 2014 n. 992: la semplice tardività della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno non costituisce di per sé sufficiente ragione di rigetto
  • Consiglio di Stato Sentenza del 29 maggio - 1° agosto 2014 n. 4116: "anche volendo considerare negativamente il periodo precedente trascorso senza il conseguimento di un reddito adeguato, l'avvio di una nuova attività lavorativa avrebbe dovuto essere considerata dalla Questura quale "sopraggiunto nuovo elemento" ai sensi dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998 (disposizione di cui, in sostanza, l'appellante lamenta la non applicazione)"
  • Consiglio di Stato Sentenza del 17 luglio  - 1° agosto 2014 n. 4087: stante l' ampio riferimento dell' art. 4 della legge n. 189/2002 ai "reati inerenti agli stupefacenti", rientra nell'area precettiva della anzidetta disposizione anche l'ipotesi di reato prefigurata dall'art. 73, comma quinto, della legge n. 309/1990, per la quale è prevista una riduzione di pena e l'arresto facoltativo in flagranza ai sensi dell'art. 381 cod. pen.
  • TAR Puglia Sentenza del 6 maggio - 1° agosto 2014 n. 2086: il rinnovo di un titolo di soggiorno è legittimamente negato, tra le altre ipotesi considerate dalla norma, solo in presenza di circostanze tali da non consentire una sanatoria di irregolarità amministrative, contrariamente a quanto realmente verificatosi nel caso in esame: la temporanea perdita del passaporto da parte della ricorrente, tempestivamente denunciata alle autorità di pubblica sicurezza riconduce la fattispecie concreta proprio entro il paradigma sopra descritto e rende, pertanto, illegittimo il decreto che le ha negato il rinnovo del permesso di soggiorno in una situazione di sanabilità di irregolarità amministrative
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 19 giugno - 30 luglio 2014 n. 798: nel caso della mera irregolarità (priva di carattere invalidante) dell'inerzia dello straniero convocato per sottoporsi ai rilievi fotodattiloscopici e non tempestivamente avvedutosi di tale segnalazione, grava sull'Amministrazione – in un'ottica di leale collaborazione con il privato – l'onere di reiterare le convocazioni dello straniero, e solo da un esito negativo ripetuto di tali tentativi e frutto di un'adeguata istruttoria può scaturire un'eventuale archiviazione della pratica per mancata cooperazione dell'interessato
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 - 24 luglio 2014 n. 2035: pur al cospetto di una probabile iniziale irregolarità del rapporto di lavoro instaurato dal ricorrente, è stata prodotta documentazione idonea a dimostrare l'instaurazione da parte dello stesso di una idonea attività commerciale sin dall'anno 2008, e pertanto risulta illegittimo l'annullamento del permesso di soggiorno dell'istante
  • TAR Veneto Sentenza del 17 - 22 luglio 2014 n. 1054: la documentazione depositata in giudizio dall'amministrazione conferma che la stessa ha erroneamente valutato i fatti ossia la non reperibilità del ricorrente
  • TAR Lombardia Sentenza del 3 - 16 luglio 2014 n. 820: "questo Tribunale ha ritenuto di poter valorizzare il fatto che il legislatore ha stabilito soltanto la durata minima del permesso per attesa occupazione, mentre, per individuare la durata massima, bisognerebbe, nel rispetto delle indicazioni provenienti anche da fonte comunitaria, tenere conto sia delle difficoltà generali del mercato del lavoro, sia dell'atteggiamento del cittadino straniero, eventualmente anche superando possibili infrazioni rese necessarie proprio dalle suddette difficoltà"
  • TAR Liguria Sentenza del 28 maggio - 10 luglio 2014 n. 1118: la valutazione inerente alla sufficienza del reddito percepito dallo straniero può essere compiuta solo al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi che includa un anno di attività, non potendosi certo pretendere che la nuova impresa o il nuovo lavoro autonomo producano, fin dal momento dell'avvio, utili pari a quelli delle attività già consolidatesi sul mercato. Nel caso in esame, si trattava di attività avviata da meno di un anno e l'utile documentato al momento della richiesta di rinnovo risentiva inevitabilmente delle difficoltà di avvio e delle spese iniziali.L'Amministrazione, quindi, non poteva limitarsi a considerare il mero dato economico, siccome non parametrato al periodo minimo annuale che lo rende significativo, ma avrebbe dovuto valutare, alla luce dell'effettivo inserimento dello straniero nel mondo del lavoro, se lo stesso si fosse reso meritevole di un rinnovo idoneo a consentirgli, perlomeno, il completamento dell'anno di attività
  • TAR Liguria Sentenza del 28 maggio - 10 luglio 2014 n. 1117: illegittimo il provvedimento impugnato, con cui è stata respinta l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno in quanto, seppure per pochissimi giorni, non era ancora trascorso l'intero periodo di tempo che la legge concede allo straniero per il reperimento di una nuova attività lavorativa
  • TAR Lazio Sentenza del 22 maggio - 3 luglio 2014 n. 512: nel sistema dell'articolo 4 d.lg. 25 luglio 1998, n. 286 la semplice denuncia, anche per reati gravi (come indubbiamente accade nella fattispecie) non giustifica di per sé solo il diniego di permesso di soggiorno; idem dicasi per l'esistenza della misura di prevenzione dell'avviso orale che anch'essa di per sé sola non integra la "minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato" che giustifica in base all'articolo citato il diniego
  • TAR Sicilia Sentenza del 15 maggio - 1° luglio 2014 n. 1922: l'esistenza di un decreto di espulsione per condizione di clandestinità sotto altro nominativo non può costituire condizione da sola atta a sorreggere la motivazione di un diniego di rilascio di permesso di soggiorno, ove manchino accertamenti più approfonditi circa l'origine di tale alias se cioè esso sia il risultato della volontà del dichiarante di fornire false generalità e non piuttosto un errore materiale di trascrizione dei dati correttamente riferiti, oppure manchino accertamenti più approfonditi sulla compatibilità dell'espulsione con le ragioni sopravvenute che hanno comportato, a suo tempo, il rilascio del titolo successivo all'ingresso
  • TAR Veneto Sentenza del 16 aprile - 1° luglio 2014 n. 952: è illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno che fa riferimento solo al ritardo di presentazione della domanda senza tener conto delle circostanze che lo hanno determinato, sicché appare fondata la censura con la quale il ricorrente lamenta l'illegittima omissione del preavviso di diniego, posto che in sede di osservazioni avrebbe potuto addurre ragionevoli considerazioni sulle quali l'amministrazione avrebbe dovuto replicare
  • TAR Veneto Sentenza del 25 giugno - 1° luglio 2014 n. 943: la mancata comunicazione di variazione anagrafica non è di per se causa automatica di diniego di rinnovo di permesso di soggiorno
  • TAR Puglia Sentenza del 12 - 30 giugno 2014 n. 1669: dall'esame dell'articolo 6, comma 8, del D.Lgs 26 luglio 1998 n. 286, non si rileva un automatico potere di espulsione dello straniero che non abbia comunicato tempestivamente il trasferimento dal luogo di dimora dichiarato all'atto del conseguimento del permesso di soggiorno, trattandosi di infrazione non grave
  • TAR Lombardia Sentenza dell'11 - 24 giugno 2014 n. 673: Regolarizzazione 2012 - i centri di accoglienza di ispirazione religiosa (quali le Caritas diocesane o la Fondazione Casa della carità di Milano) possiedano i requisiti per rientrare "di diritto" nella nozione di organismo pubblico, così come delineata e chiarita nella nota 4.10.2012 prot. 382122 dell'Avvocatura generale dello Stato: invero, detta nota include espressamente "i centri di accoglienza e/o di ricovero, anche religiosi" nell'elencazione esemplificativa fornita a illustrazione del termine "organismi pubblici"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 19 - 20 giugno 2014 N. 660: appare fondata, ed assorbente delle altre questioni, la circostanza che l'Amministrazione abbia illegittimamente basato le proprie conclusioni sul solo protrarsi del tempo e sul ritorno della comunicazione al mittente con la dicitura "destinatario sconosciuto", laddove sarebbe stato necessario reiterare le convocazioni dello straniero – previa istruttoria volta ad una verifica del permanere o meno di quel domicilio –, solo da un esito negativo ripetuto di tali tentativi e frutto di un'adeguata istruttoria potendosi far scaturire un'eventuale archiviazione della pratica per mancata collaborazione dell'interessato
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 5 - 20 giugno 2014 n. 652: il preavviso di rigetto ex art. 10 bis della legge 241/90 avrebbe consentito alla ricorrente di argomentare ed alla Questura di valutare, in contraddittorio con la stessa, sulla utilità del reddito prodotto in Francia, sulla estraneità o meno della ricorrente al falso, e sulle altre circostanze
  • TAR Campania Sentenza del 4 - 19 giugno 2014 n. 3422: scaduto il periodo di ‘attesa occupazione' si applicano gli ordinari requisiti reddituali per il tipo di permesso di soggiorno richiesto e, in particolare per quanto riguarda il lavoro autonomo, il limite di cui all'art. 26 co. 3 del d.lgs. 286/1998 («il lavoratore non appartenente all'Unione europea deve comunque dimostrare di disporre di idonea sistemazione alloggiativa e di un reddito annuo, proveniente da fonti lecite, di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria») che, a norma di quanto indicato dall'art. 8 co. 16 della L. 24-12-1993 n. 537, è di euro 8.263,31
  • TAR Veneto Sentenza del 12 - 16 giugno 2014 n. 837: dopo che l'amministrazione ha rilasciato due permessi di soggiorno, il primo in data 22 Agosto 2011 ed il secondo in data 3 Ottobre 2013, si deve fare applicazione del quinto comma dell'art. 5 del d. lgs. n° 286 del 1998, che non consente la revoca dell'originario permesso di soggiorno già rilasciato, quando sono sopravvenuti nuovi elementi che consentono il rilascio del permesso di soggiorno ed anche considerando che l'amministrazione non ha evidenziato elementi tali da smentire che il ricorrente abbia fatto affidamento incolpevole con riferimento ai permessi di soggiorno già rilasciati
  • TAR Campania Sentenza del 21 maggio - 6 giugno 2014 n. 3166: qualora il rapporto di lavoro in base al quale si chiede il titolo di soggiorno risulti essere fittizio non v'è possibilità di ottenere il titolo in seguito all'instaurazione successiva di altro rapporto di lavoro o per lo stato di disoccupazione
  • TAR Lombardia Sentenza del 14 maggio - 5 giugno 2014 n. 1428: qualora l'espulsione sia stata emessa in data risalente, l'amministrazione deve valutare e motivare, come in ogni procedimento di secondo grado, la persistenza di un interesse pubblico attuale che osti ad una positiva definizione dell'istanza, soprattutto ove si tenga conto che in ragione dei provvedimenti favorevoli poi intervenuti e del decorso del tempo, lo straniero ha acquisito una posizione soggettiva qualificata di affidamento e di aspettativa al rinnovo, specie in connessione alle ipotesi nelle quali ha consolidato la sua condizione lavorativa e di integrazione sociale
  • TAR Liguria Sentenza del 17 aprile - 29 maggio 2014 n. 818: nel caso in cui fra la condanna penale "ostativa" e il diniego di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno del cittadino extra comunitario sia intercorso un non breve lasso di tempo, caratterizzato da una positiva condotta dell'interessato e dalla riabilitazione disposta dal giudice di sorveglianza, l'automatismo della preclusione al rinnovo viene meno
  • TAR Lazio Sentenza 8 - 27 maggio 2014 n. 385: il ricorso é inammissibile per difetto di giurisdizione in quanto: a) oggetto di impugnazione è un diniego di permesso di soggiorno "per motivi umanitari" richiesto ex art. 5, comma 6, d.lg. 25 luglio 1998 n. 286, all'esito del rigetto, da parte della Commissione territoriale competente, della domanda di riconoscimento dello status di rifugiato; b) la giurisdizione in questa materia spetta al giudice ordinario in quanto la posizione soggettiva del richiedente tale tipo di titolo di soggiorno ha consistenza di diritto soggettivo
  • TAR Veneto Sentenza del 22 - 26 maggio 2014 n. 717: "il giudizio di pericolosità sociale formulato in sede amministrativa è autonomo dalle valutazioni svolte ad altri fini in sede penale, e nel caso di specie è espresso in concreto sulla base di un esame globale della personalità del ricorrente quale emerge dalle diverse e reiterate condotte, non occasionali né episodiche, per le quali sono state riportate le condanne penali, e la Questura, con procedimento che appare immune da vizi logici, ha ritenuto infine sussistenti i presupposti per la formulazione di un giudizio di pericolosità sociale che ha carattere di attualità, tenuto conto della non risalenza di fatti per i quali è stata pronunciata l'ultima delle condanne"
  • TAR Campania Sentenza del 7 - 23 maggio 2014 n. 2866: l'automatico diniego di rinnovo del permesso di soggiorno a fronte di reati cc.dd. "ostativi" non può essere applicato a sentenze intervenute anteriormente all'entrata in vigore delle norme che hanno attribuito il carattere di ostatività al reato in questione, essendo tale principio insito nel più generale principio dell'irretroattività della legge penale, della certezza delle conseguenze dei comportamenti individuali, che verrebbe vulnerato dalla sopravvenuta rilevanza negativa automatica di una condotta che, all'epoca della sua commissione, non determinava ex se l'impossibilità di conseguire il rinnovo del permesso di soggiorno, anche se costituiva elemento concorrente di valutazione dell'opportunità di concederlo
  • TAR Sicilia Sentenza del 29 aprile - 16 maggio 2014 n. 1272: i permessi accordati ai sensi dell'art. 19 (qual è quello in esame riconducibile alla lettera d del comma 2) non possono essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro, in quanto trattasi di permessi temporanei concessi agli stranieri "per i quali sono vietati l'espulsione o il respingimento"
  • TAR Liguria Sentenza del 3 aprile - 16 maggio 2014 n. 773: il ricorrente aveva già fruito, al momento di adozione del provvedimento impugnato, dell'intero periodo di attesa occupazione previsto dalla normativa sopravvenuta e, non avendo documentato il reperimento di una nuova attività lavorativa in tale arco temporale, non aveva ovviamente titolo ad ottenere un ulteriore rinnovo per la medesima motivazione
  • TAR Veneto Sentenza dell'8 - 12 maggio 2014 n. 616: Regolarizzazione 2012 - l'utilizzo, nell'art. 5, comma 11 bis, del termine plurale "somme" anziché del singolare "somma", induce a ritenere corretta l'interpretazione fatta propria dall'Amministrazione secondo la quale il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione è subordinato non solo al pagamento del contributo forfettario, ma anche al versamento dei contributi previdenziali, agli oneri fiscali e alle retribuzioni per almeno sei mesi
  • TAR Piemonte Sentenza del 15 aprile - 9 maggio 2014 n. 851: "il periodo di disoccupazione già usufruito dal ricorrente (più di un anno e mezzo, alla data di adozione del provvedimento impugnato) era sicuramente incompatibile con il rilascio di un permesso di soggiorno ai sensi dell'art. 22, comma 11, del d.lgs. n. 286 del 1998"
  • TAR Piemonte Sentenza del 17 aprile - 9 maggio 2014 n. 814: allorché sia accertato che lo straniero, al fine di ottenere un permesso di soggiorno, abbia prodotto in sede procedimentale documentazione falsa, attestante falsamente il possesso di uno dei requisiti richiesti dalla legge per il rilascio del titolo richiesto, la p.a. può denegare il rilascio del titolo e revocare quello eventualmente già rilasciato
  • TAR Campania Sentenza del 7 - 8 maggio 2014 n. 2529: "la pretesa sussistenza di condizioni ostative risulta affidata ad argomentazioni generiche e non circostanziate oltre che prive di qualsivoglia elemento probatorio di riscontro, risultando in tal modo impedita, in apice, ogni forma di controllo sulla veridicità e corretta valutazione dei presupposti su cui riposa il provvedimento impugnato"
  • TAR Campania Sentenza del 2 aprile - 8 maggio 2014 n. 2520: vizio di difetto di istruttoria per non avere la resistente amministrazione tenuto conto del luogo dove la ricorrente lavora, risultando nella specie anche pregiudicate le garanzie partecipative per non aver ricevuto la ricorrente alcun preavviso di rigetto all'indirizzo di domicilio indicato
  • TAR Puglia Sentenza del 13 marzo - 6 maggio 2014 n. 1146: "nell'atto impugnato non sono elencati i fatti indicatori di una condotta di vita tale da suscitare allarme sociale nonché il fondato convincimento della pericolosità sociale del soggetto, con ciò venendo disatteso l'insegnamento della S.C di Cassazione che sancisce la possibilità di un controllo giurisdizionale dei provvedimenti di espulsione basato su accertamenti oggettivi di pericolosità e non già sulla scorta di presunzioni"
  • TAR Veneto Sentenza del 16 aprile - 5 maggio 2014 n. 572: "nella valutazione della pericolosità sociale l'amministrazione ha tenuto conto di quei fattori che deporrebbero, secondo parte ricorrente, nel senso di escludere la pericolosità sociale, quale ad esempio il reperimento di un lavoro stabile, ma li ha bilanciati con gli elementi, specificamente richiamati nel provvedimento impugnato, che invece depongono per un'attuale pericolosità sociale del ricorrente"
  • Consiglio di Stato Sentenza del 30 gennaio - 29 aprile 2014 n. 2203: la sentenza del TAR risulti condivisibile e sostanzialmente non contestata dai motivi di appello, che non intervengono sulla questione determinante della oggettiva fittizietà del rapporto di lavoro dichiarato nella istanza del permesso di soggiorno
  • TAR Lombardia Sentenza del 23 - 24 aprile 2014 n. 434: Regolarizzazione 2012 - "il mancato versamento delle somme di cui all'art. 5 comma 5 D.L. 76/2013 non costituisce una mera irregolarità amministrativa imputabile al datore di lavoro e sanabile con la richiesta a quest'ultimo di provvedere al versamento del dovuto, ma un'omissione a cui si correla, per espressa previsione normativa, l'impossibilità di provare la pregressa esistenza del rapporto di lavoro, ossia la sussistenza del presupposto essenziale per conseguire il rilascio di un titolo di soggiorno per attesa occupazione (T.A.R. Piemonte, sez. I – 3/4/2014 n. 572)"
  • TAR Lombardia Sentenza del 15 gennaio - 22 aprile 2014 n. 418: "applicando i criteri della CEDU al caso concreto, si può osservare quanto segue: (1) il reato commesso dal ricorrente, tenuto anche conto del quantitativo di stupefacenti coinvolto, rientra nella categoria dei fatti illeciti che provocano il maggiore allarme sociale; (2) il soggiorno in Italia del ricorrente si è sviluppato in un ampio intervallo temporale (dal 2006), ma non è stato caratterizzato dallo svolgimento costante di attività lavorativa, come dimostrano da un lato le verifiche svolte dalla Questura sui versamenti previdenziali e dall'altro il fatto che nel 2008 per il rinnovo del titolo di soggiorno sia stato indicato un rapporto di lavoro fittizio con la ditta **; (3) il reato è stato commesso nel 2011, dopo diversi anni di permanenza in Italia senza il raggiungimento di una proficua integrazione lavorativa, e la condotta successiva è parimenti caratterizzata dalla mancanza di un'occupazione stabile; (4) il ricorrente ha alcuni familiari in Italia (per un certo periodo è stato ospitato e assistito dallo zio) ma sulla sua condotta sembra aver avuto un peso maggiore la frequentazione di soggetti collegati al traffico di stupefacenti, il che porta a escludere la presenza di legami tutelabili con l'ordinamento italiano"
  • TAR Veneto Sentenza del 3 - 17 aprile 2014 n. 522: Regolarizzazione 2012 - il riferimento al rigetto della dichiarazione <> deve essere riferito ad alcuni comportamenti successivi (come la mancata presentazione alla sottoscrizione del contratto di soggiorno) e non ai comportamenti indispensabili per l'attivazione della procedura (presentazione della domanda) o per la dimostrazione dell'effettività del rapporto di lavoro (sussistenza della capacità economica, regolarizzazione retributiva, previdenziale e fiscale)
  • TAR Campania Sentenza del 2 - 14 aprile 2014 n. 2087: "la situazione di inespellibilità temporanea delineata dal d. l.vo n. 286 del 1998, art. 35 è correlata ad una condizione di necessità di un intervento sanitario non limitata all'area del pronto soccorso od a quella della medicina d'urgenza bensì estesa, perchè la garanzia normativa sia conforme al dettato costituzionale, alle esigenze di apprestare gli interventi essenziali quoad vitam diretti alla eliminazione della grave patologia che affligge lo straniero. Si intende significare che sono coperti dalla garanzia della temporanea inespellibilità quegli interventi e solo quelli che, successivi alla somministrazione immediata di farmaci essenziali per la vita, siano indispensabili al completamento dei primi od al conseguimento della loro efficacia, nel mentre restano esclusi quei trattamenti di mantenimento o di controllo che, se pur indispensabili ad assicurare una spes vitae per il paziente, fuoriescono dalla correlazione strumentale con l'efficacia immediata, dell'intervento sanitario indifferibile ed urgente"
  • TAR Lazio Sentenza del 16 gennaio - 14 aprile 2014 n. 4029: il provvedimento di riabilitazione è senz'altro idoneo a far venire meno l'automatismo connesso alla presenza di pregresse condanne, anche se esso non ingenera in nuovo automatismo di segno opposto, giacché l'amministrazione sarà comunque tenuta ad una valutazione di pericolosità sociale alla luce dei fatti sopravvenuti e della complessiva condotta dell'istante
  • TAR Lazio Sentenza del 20 marzo - 10 aprile 2014 n. 301: é illegittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno motivato con esclusivo riferimento ad una condanna penale riportata nel lontano passato dall'interessato e senza alcuna valutazione in ordine all'attuale sua pericolosità sociale e, quindi, con un automatismo incompatibile con la necessità di tener conto della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale e del suo inserimento sociale, familiare e lavorativo
  • TAR Veneto Sentenza del 3 - 7 aprile 2014 n. 477: Regolarizzazione 2012 - il giudizio dell'Amministrazione circa la mancata dimostrazione della presenza ininterrotta in Italia dalla data del 31 dicembre 2011 appare immune da vizi logici, in quanto il biglietto, benché nominativo in quanto acquistato in internet, non consente di identificare il titolare mediante la data di nascita o il riferimento ad un documento di identità, ed è comprovato che il ricorrente, successivamente alla notifica del provvedimento di espulsione avvenuta il 4 luglio 2011, si è recato in Francia, come risulta dalla circostanza che è in possesso si un passaporto tunisino rilasciatogli a Lione il 17 ottobre 2011, e mancano elementi che comprovino la sua presenza in Italia dopo tale data
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 20 marzo - 4 aprile 2014 n. 376: la rendita INAIL per infortunio sul lavoro è equiparabile alla pensione, assolvendo di fatto il medesimo ruolo di fonte di reddito certa e continuativa senza esercizio di attività lavorativa. Donde l'illegittimità del provvedimento di diniego, emesso all'esito di un procedimento in cui si sarebbe dovuta accertare d'ufficio la situazione complessiva dello straniero
  • TAR Veneto Sentenza del 5 marzo - 4 aprile 2014 n. 463: "il ricorso è infondato, non potendosi riconoscere nella proposta di progetto destinato alla formazione di un aiuto gerente di negozio di kebab quella professionalità peculiare, traducendosi il lavoro in mansione riconducibile ad attività di pulizia dell'ambiente di lavoro e di gestione della clientela"
  • TAR Piemonte Sentenza del 20 marzo - 3 aprile 2014 n. 554: la documentazione attestante lo svolgimento di attività lavorativa – non presa in considerazione dall'amministrazione - deve essere valutata ai sensi del citato art. 5 co. 5 del T.U. 286/98
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 febbraio - 1 aprile 2014 n. 344: "la condizione di irreperibilità non è peraltro consentita allo straniero extracomunitario che intenda soggiornare legittimamente nel territorio nazionale, sulla base di un elementare canone di tutela della sicurezza collettiva (da ultimo questo TAR, dec.9.7.2013 n.518)"
  • TAR Veneto Sentenza del 6 febbraio - 31 marzo 2014 n. 435: "il ricorso è fondato, in relazione alla mancata comunicazione dei motivi ostativi, ex art.10 bis L n.241/90,da ritenersi obbligatoria, anche nei confronti del lavoratore, anche nel caso di successiva determinazione di archiviazione della pratica, posto che per costante giurisprudenza non può essere applicata alla fase amministrativa dell'adozione del provvedimento la disposizione di cui all'articolo 21 octies della legge numero 241 del 1990, secondo comma, parte seconda, unica applicabile trattandosi di atto a carattere discrezionale non vincolato, nel momento in cui deve essere valutata la congruità della documentazione offerta in relazione ai mezzi di sussistenza del dipendente, essendo riservata tale disposizione alla sola fase processuale eventuale laddove l'amministrazione giustifichi il vizio procedimentale verificatosi mediante l'asserzione di ineluttabilità del provvedimento adottato , vale a dire, secondo il dettato normativo, che il provvedimento non avrebbe potuto – rectius: sarebbe potuto- essere diverso da quello in concreto adottato"
  • TAR Lombardia Sentenza del 26 - 27 marzo 2014 n. 335: l'esame dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno deve scaturire, data la conoscenza della causa ostativa al rilascio del permesso originario, dalla ponderazione dei due elementi: l'interesse pubblico alla rimozione dell'atto autorizzativo (conseguente alla presa cognizione dell'insufficienza del certificato) e la posizione dell'interessato, che potrebbe trarre rinforzo dalla sopravvenienza di nuovi elementi nel tempo durante il quale ha vissuto sul territorio nazionale (fruendo del detto permesso nel frattempo anche rinnovato)
  • TAR Lombardia Sentenza del 19 - 27 marzo 2014 n. 804: dalla documentazione versata in atti non risulta che l'interessata abbia comunicato all'amministrazione la disponibilità di un nuovo lavoro prima dell'emanazione del provvedimento impugnato, con conseguente mancanza dei presupposti fattuali di applicazione dell'art. 5, comma 8, del d.l.vo 1998 n. 286
  • TAR Lazio Sentenza del 30 gennaio - 25 marzo 2014 n. 3274: in caso di permesso di soggiorno scaduto da più di sessanta giorni lo stesso straniero deve adeguatamente provare la sussistenza di una situazione di obiettiva difficoltà o di una causa di forza maggiore, che possa giustificare la non osservanza del termine a chiedere il rinnovo nel termine previsto dalla legge
  • TAR Piemonte Sentenza del 6 - 21 marzo 2013 n. 498: Regolarizzazione 2012 - l'amministrazione ha respinto l'istanza di regolarizzazione e non ha rilasciato al ricorrente il permesso di soggiorno per attesa occupazione, dal momento che il mancato versamento delle somme di cui all'art. 5 comma 5 D.L. 76/2013 non costituisce, nella specie, una mera irregolarità amministrativa imputabile al datore di lavoro e sanabile con la richiesta a quest'ultimo di provvedere al versamento del dovuto, ma un'omissione a cui si correla, per espressa previsione normativa, l'impossibilità di provare la pregressa esistenza del rapporto di lavoro, ossia la sussistenza del presupposto essenziale per conseguire il rilascio di un titolo di soggiorno per attesa occupazione
  • TAR Piemonte Sentenza del 6 - 21 marzo 2013 n. 497: Regolarizzazione 2012 - ritiene il Collegio corretta la scelta dell'Amministrazione di non considerare la dichiarazione del parroco, trattandosi di un soggetto privato, privo del potere di certificare uno status giuridico, quale la presenza del cittadino nel territorio
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 27 febbraio - 21 marzo 2014 n. 325: la pendenza di un giudizio concernente l'eventuale falsificazione del primo passaporto, di per sé solo non costituisce causa ostativa al rinnovo ove l'interessato fosse in grado di presentare un nuovo e valido documento di identità e, quindi, a maggior ragione, è elemento insufficiente a giustificare la revoca del permesso già rilasciato
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 27 febbraio - 21 marzo 2014 n. 324: "ciò che rileva ai fini della costituzione della fattispecie ostativa all'ingresso ed alla permanenza in Italia è la condanna in sé e non lo strumento che la commina: ne consegue che, per quest'aspetto, la condanna disposta col decreto penale non si differenzia da quella disposta con sentenza"
  • TAR Piemonte Sentenza del 20 febbraio - 21 marzo 2013 n. 494: Regolarizzazione 2012 - "ritiene il Collegio corretta la scelta dell'Amministrazione di non considerare la Caritas della Diocesi di Fiesole, quale organismo pubblico, trattandosi di un organismo pastorale, istituito dalla Diocesi, che, seppur svolge servizi meritevoli a favore dei bisognosi, mantiene una natura di soggetto privato, privo di poteri pubblici, tra cui il potere di certificare uno status giuridico, quale la presenza del cittadino nel territorio"
  • TAR Liguria Sentenza del 5 febbraio - 21 marzo 2014 n. 455: il rinnovo/conversione del permesso di soggiorno per motivi di attesa occupazione non è precluso dall'insufficienza del reddito da attività lavorativa percepito nel pregresso periodo, poiché nessuna disposizione di rango legislativo o regolamentare fissa, a tale riguardo, un determinato livello reddituale minimo
  • TAR Campania Sentenza del 19 - 20 marzo 2014 n. 1644: l'accertata fittizietà del rapporto di lavoro in base al quale è stato chiesto il titolo di soggiorno, impedisca pure la possibilità di ottenere il titolo in seguito all'instaurazione successiva di altro rapporto di lavoro
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 20 marzo 2014 n. 372: la ricorrente impugna il provvedimento con cui è stata archiviata la sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per irreperibilità
  • TAR Piemonte Sentenza del 6 - 19 marzo 2014 n. 474: Regolarizzazione 2012 - il diniego dell'emersione non può fondarsi sulla previsione di cui al citato art. 4 comma 3 del D.Lgs. 286/98, perché ad esso deve ritenersi applicabile la disciplina speciale recata dal d.lgs. 109/2012 e non quella generale del T.U. sull'immigrazione, atteso che il procedimento di emersione – pur essendo articolato in due fasi, l'una di competenza dello S.U.I. e culminante con la stipulazione del contratto di soggiorno e l'altra della Questura che si conclude con il rilascio del primo permesso di soggiorno - è comunque unico ed è disciplinato dalla sola disciplina speciale di cui alla d.lgs. 109/2012
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 13 - 14 marzo 2014 n. 85: "la valutazione degli elementi sopravvenuti che consentano il rilascio del titolo deve ritenersi preclusa in presenza di plurime dichiarazioni, rese dal ricorrente, di false generalità aggravate dal fatto di essersi dichiarato nativo di uno Stato nei confronti dei cui cittadini l'Italia riconosce particolari misure di protezione, atteso che il valore primario della genuinità dei dati forniti all'Amministrazione è presupposto indispensabile per qualsivoglia rapporto fra amministrato e Pubblica Amministrazione"
  • TAR Puglia Sentenza del 13 febbraio - 12 marzo 2014 n. 750: il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo si rivela atto dovuto in presenza di condanna con provvedimento irrevocabile per i reati previsti dagli art. 473 e 474 c.p.
  • TAR Campania Sentenza del 13 febbraio - 10 marzo 2014 n. 558: "la giurisprudenza si è orientata nel senso di ritenere che l'art. 35 - di per sé - non possa consentire l'emissione di un permesso di soggiorno in favore dello straniero irregolare, per il semplice motivo che esso non contempla tale possibilità, e che i casi in cui ne è consentito il rilascio sono espressamente previsti dalla legge"
  • TAR Veneto Sentenza del 6 febbraio - 10 marzo 2014 n. 324: Regolarizzazione 2012 - "il legislatore ha richiesto la presenza ininterrotta, non la prestazione lavorativa ininterrotta"
  • TAR Piemonte Sentenza del 20 febbraio - 6 marzo 2014 n. 384: Regolarizzazione 2012 - un'eventuale episodica segnalazione dello straniero sul territorio italiano, anche se in epoca antecedente al 31.12.2011, non risulterebbe probante ai fini della integrazione dei presupposti di legge, atteso che il carattere "ininterrotto" della presenza sul territorio non pare potersi desumere da indizi isolati, peraltro sprovvisti di rilevanza specifica, in quanto non ricollegabili a circostanze in sé indicative di stabile inserimento nel contesto sociale
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 19 dicembre 2013 - 6 marzo 2014 n. 261: la Questura non ha tenuto conto, che l'art.46, comma 4, prevede che "per gravi motivi di salute o di forza maggiore, debitamente documentati, il permesso di soggiorno può essere rinnovato anche allo studente che abbia superato una sola verifica di profitto, fermo restando il numero complessivo di rinnovi"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 16 gennaio - 6 marzo 2014 n. 253: l'articolo 14 disciplina le deroghe al principio per il quale è possibile esercitare solo le specifiche attività per le quali è stato rilasciato il titolo di ingresso ed al principio per cui la causale dell'ingresso è tipica e non convertibile, e non consente di ritenere fondata la tesi del ricorrente secondo la quale la possibilità di conversione di un permesso rilasciato per motivi religiosi discenderebbe dall'assenza di espresse norme preclusive
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 28 febbraio 2014 n. 266: "le valutazioni espresse dal magistrato di sorveglianza ai fini dell'applicazione delle misure di sicurezza non contraddicono, neanche sotto il profilo dell'attualità, i presupposti di fatto posti a base delle valutazioni del questore della provincia di Vicenza espresse nel distinto procedimento di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno"
  • TAR Toscana Sentenza del 13 - 28 febbraio 2014 n. 394: "nessuna discriminazione può essere operata in relazione alla natura pubblica o privata dell'istituzione che organizza i corsi; da un lato perché l'art. 39 si applica certamente anche alle università private (in assenza di indicazioni normative in senso contrario), dall'altro perché l'Accademia Italiana e la LABA sono entrambe istituzioni private e dunque, una volta ammessa la possibilità di passaggio tra corsi, non avrebbe senso sostenere che lo straniero può entrare in Italia per frequentare un'accademia privata, ma non può trasferirsi ad altra, parimenti privata"
  • TAR Puglia Sentenza del 13 - 27 febbraio 2014 n. 474: "su specifica richiesta della Questura, il Procuratore Distrettuale Antimafia ha, invero, precisato di non poter esprimere parere positivo al rilascio del permesso ex art. 22, commi 12 bis e 12 quater, T.U. Imm. difettando il requisito della cooperazione attiva dell'interessato al procedimento penale. Tale attestazione, rilasciata dall'unico soggetto i grado di valutare in concreto la posizione processuale dell'istante, è stata recepita dalla Questura che, in assenza di qualsivoglia potere discrezionale, ha correttamente rilasciato il permesso di soggiorno per motivi di giustizia in ragione della semplice denuncia-querela sporta"
  • TAR Piemonte Sentenza del 29 gennaio - 27 febbraio 2014 n. 348: "la prolungata permanenza sul territorio nazionale della cittadina straniera sprovvista di regolare attività lavorativa risulta aver di fatto già consumato la possibilità per la medesima di ottenere un permesso per attesa occupazione, senza che possa attribuirsi alcun rilievo alla prodotta dichiarazione di mero interesse all'assunzione, priva di alcuna garanzia di stabilità"
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 gennaio - 27 febbraio 2014 n. 538: l'amministrazione non poteva ritenere irrilevante la documentazione solo perché "non tradotta né legalizzata nei termini di legge", in quanto, nel dubbio, avrebbe dovuto attivarsi per verificare tale circostanza, anche con un'interrogazione alle Autorità straniere competenti. Con tale comportamento, l'amministrazione non si é attenuta al cosiddetto "dovere di soccorso istruttorio", che può ravvisarsi ogni qualvolta, in costanza di documentazione irregolare ma esistente, sussista l'esigenza di accertare l'effettiva esistenza di requisiti o di circostanze di fatto dichiarate dall'interessato ma non del tutto comprovate
  • TAR Campania Sentenza del 5 - 21 febbraio 2014 n. 1132: "il richiamato precedente giudiziario non è, di per se stesso, sufficiente a fondare un giudizio di concreta ed attuale pericolosità sociale, che deve consistere in una prudente prognosi da svolgersi sulla base di elementi oggettivi, adeguatamente ponderati e di cui occorre dare puntualmente atto nella motivazione"
  • TAR Lombardia Sentenza del 19 - 20 febbraio 2014 n. 500: neppure la semplice iscrizione nel registro delle imprese della ditta individuale del ricorrente integra un dato rilevante ai fini del rilascio del permesso di soggiorno, atteso che non consente di per sé deduzioni in ordine alla disponibilità di un reddito sufficiente alla permanenza dello straniero sul territorio italiano
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 20 febbraio 2014 n. 251: dichiarata la illegittimità del provvedimento impugnato, posto che il termine per verificare l'avvenuto pagamento del contributo è la data di adozione del provvedimento finale e, a tale data, il pagamento era stato offerto
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 20 febbraio 2014 n. 250: "essendo allegati elementi sufficienti a comprovare l'erroneità dell'assunto dell'Amministrazione secondo il quale il ricorrente si è reso irreperibile, il ricorso deve essere accolto"
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 20 febbraio 2014 n. 248: "riveste carattere assorbente la dedotta violazione dell'art. 10 bis della legge n. 241 del 1990, per il rilievo che il provvedimento di archiviazione della domanda equivale sostanzialmente ad un provvedimento di diniego del rinnovo e il ricorrente dimostra in modo inequivoco di non aver voluto abdicare al rinnovo del titolo di soggiorno (cfr. Tar Marche, 21 marzo 2013, n. 228), e va soggiunto che sono fondate anche le ulteriori censure, in quanto il ricorrente mediante il deposito in giudizio della documentazione oggetto della richiesta di integrazione documentale, dimostra di essere in possesso dei requisiti per il rinnovo del titolo di soggiorno, e il provvedimento impugnato non reca alcuna indicazione riguardo agli elementi che l'art. 5, comma 5, ultimo periodo, del Dlgs. n. 286 del 1998 impone siano valutati nell'ipotesi, che ricorre nel caso di specie, in cui lo straniero sia un soggetto che ha esercitato il ricongiungimento con i familiari"
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 20 febbraio 2014 n. 243: Regolarizzazione 2012 - l'attestazione del medico curante del datore di lavoro, secondo cui la ricorrente "dal Dicembre 2011 assiste" il datore di lavoro non è prova sufficiente, in quanto si tratta di circostanza che non attiene all'esercizio della professione medica e dunque oggetto del beneficio della fede privilegiata delle attestazioni dei pubblici ufficiali. Si tratta di invece di attestazione liberamente valutabile dall'amministrazione quale testimonianza privata. L'amministrazione può conseguentemente rendere, con motivazione congrua come nel caso di specie, un giudizio di non sufficienza della stessa
  • TAR Veneto Sentenza del 19 - 20 febbraio 2014 n. 240: Regolarizzazione 2012 - la ininterrotta presenza dell'interessato in Italia almeno dal 31.12.11 non può essere surrogata da diversa situazione, tale da poter ipotizzare l'esistenza di un lavoro irregolare 
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 6 - 20 febbraio 2014 n. 205: "l'ordinamento non prevede a carico dell'interessato particolari formalità, richiedendo unicamente che l'istante dimostri la disponibilità di un reddito sufficiente al sostentamento proprio e dei familiari, addirittura consentendo – ai sensi dell'art. 13, comma 2, del d.P.R. n. 394 del 1999 – che si proceda mediante accertamento d'ufficio sulla base di una dichiarazione temporaneamente sostitutiva resa dall'interessato con la richiesta di rinnovo"
  • TAR Puglia Sentenza del 14 novembre 2013 - 14 febbraio 2014 n. 462: "nella fattispecie risultano rispettate tutte le condizioni previste dall'art. 5 del d.lgs. n. 286/1998 per il rilascio del titolo di soggiorno e che, in assenza dei motivi ostativi contemplati al comma 5 della medesima disposizione, l'irreperibilità dello straniero rappresenta una mera irregolarità amministrativa sanabile"
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 gennaio - 12 febbraio 2014 n. 441: "il provvedimento impugnato è illegittimo per contraddittorietà tra atti istruttori, avendo, implicitamente, affermato la pericolosità sociale del ricorrente, pur richiamando atti della stessa Amministrazione che l'hanno invece esclusa, e per difetto di motivazione, non essendosi evidenziate le ragioni che hanno indotto a considerare inattendibili i giudizi favorevoli al ricorrente, espressi successivamente all'esecuzione della pena"
  • TAR Veneto Sentenza del 6 - 11 febbraio 2014 n. 178: "le condotte per le quali sono stati avviati i tre diversi procedimenti penali (per prostituzione minorile, violenza privata e lesioni personali aggravate) che risultano tutt'ora pendenti, possono effettivamente essere valutati, come ritenuto dalla Questura, espressione di comportamenti violenti e di una personalità incline a reazioni sproporzionate anche per motivi futili"
  • TAR Veneto Sentenza del 6 - 11 febbraio 2014 n. 172: "il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno non può fondarsi esclusivamente sulla circostanza della mancata comunicazione del cambio di residenza in violazione dell'obbligo sancito dall'art. 6 commi 7 ed 8 del Dlgs. n. 286 del 1998, quando invece l'inadempimento a tale obbligo costituisce un'irregolarità amministrativa sanabile"
  • TAR Lombardia Sentenza del 29 gennaio - 11 febbraio 2013 4 n. 144: Regolarizzazione 2012 - la prescrizione medica con diagnosi rilasciata da un medico, seppur convenzionato, ma a favore di un soggetto non iscritto al servizio sanitario nazionale redatto su carta bianca, deve ritenersi equiparabile a un certificato rilasciato in regime di attività libero-professionale e, dunque, inidoneo ad attribuire certezza alla data del suo rilascio
  • TAR Campania Sentenza del 22 gennaio - 6 febbraio 2014 n. 810: "la prospettazione di parte ricorrente, secondo cui egli si sarebbe recato più volte in Questura per chiedere informazioni senza ottenerne e non avrebbe ricevuto comunicazione né dell'avvenuto rilascio del titolo né della scadenza del medesimo (non potendo di conseguenza attivarsi per un ulteriore rinnovo alla suddetta scadenza), appare sostanzialmente verosimile, anche alla luce della documentata costante sussistenza di una attività lavorativa e di una abitazione, presso la quale vive con la sua famiglia, tanto più che l'amministrazione non ha fornito prova contraria, limitandosi ad affermare che il ricorrente avrebbe dovuto consultare lo stato della domanda sul portale  web"
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 30 gennaio 2014 n. 30: il ricorrente ha censurato il provvedimento di archiviazione in quanto avvenuto senza che egli sia stato mai convocato per il ritiro del titolo; inoltre, l'archiviazione sarebbe illegittima perché disposta senza aver valutato che il ricorrente ha esercitato il ricongiungimento familiare con la madre con la quale convive
  • TAR Lombardia Sentenza del 29 - 30 gennaio 2014 n. 116: la circolare dell'Avvocatura generale dello Stato del 4/10/2012 fornisce un'ampia interpretazione della locuzione "organismo pubblico" – fino a comprendervi soggetti, anche privati, che istituzionalmente svolgono una funzione o un'attribuzione pubblica o un servizio pubblico – e ciononostante ribadisce che la certificazione medica deve provenire da una struttura pubblica
  • TAR Lazio Sentenza del 5 novembre 2013 - 29 gennaio 2014 n. 1158: "il ricorrente ha provato di aver mutato l'originario indirizzo e di aver effettuato la dovuta comunicazione di cessione di fabbricato (v. documentazione allegata al ricorso) e di aver inserito nel modello 1 mod. 209 allegato al contratto di soggiorno, l'indicazione del nuovo domicilio a Roma"
  • TAR Veneto Sentenza del 22 - 29 gennaio 2014 n. 98: "l'obbligo per il ricorrente di presentazione giornaliera alla P.G. rende illegittimo l'ordine di allontanamento dal territorio nazionale, conseguente al diniego di permesso di soggiorno, ove non è subordinato o preceduto dal nulla – osta dell'Autorità Giudiziaria procedente, in base al principio di cui all'art. 13, comma 3, D.Lgs. n. 286/98"
  • TAR Veneto Sentenza del 22 - 29 gennaio 2014 n. 97: "non occorre una sentenza di condanna per la rilevanza di un reato ostativo ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, ben potendo rilevare, secondo la valutazione propria dell'Autorità Amministrativa, l'esistenza di attuali misure cautelari detentive o comunque limitative alla libertà, come, nel caso de quo, per un'ipotesi di rapina aggravata"
  • TAR Veneto Sentenza del 22 - 29 gennaio 2014 n. 96: "l'assenza dal territorio nazionale del ricorrente per almeno sei mesi, ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno ex art. 13, comma 4, DPR 394/99, é provata sufficientemente dall'Amministrazione, anche alla luce degli allegati in causa dal ricorrente, in quanto la dichiarazione del ricorrente del 7.9.11 è decisiva sul suo ritorno in patria e la dichiarazione di ospitalità in data 3.4.12, se pur fosse ritenuta valida, non copre il periodo successivo fino al 22.6.13, data della richiesta di rinnovo, periodo nel quale non risulta smentito il ritorno in patria dai passaggi di frontiera risultanti dal passaporto o da dichiarazioni non verificate del datore di lavoro e di impiegati"
  • TAR Lombardia Sentenza del 5 dicembre 2013 - 28 gennaio 2014 n. 103: la semplice condanna penale non é sufficiente a giustificare il rifiuto del permesso di soggiorno nell'ipotesi di successiva riabilitazione, che esclude la concreta pericolosità dell'interessato, in quanto detto beneficio, ai sensi dell'art. 179 c.p., estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, tra i quali rientra anche l'effetto ostativo al rilascio del permesso di soggiorno dall'art. 4 comma 3, del D. Lgs. 286/98
  • TAR Lombardia Sentenza del 19 dicembre 2013 - 28 gennaio 2014 n. 98: Regolarizzazione 2012 - mentre il certificato medico può essere rilasciato solo in esito a una visita (e conseguentemente può essere utile ad attestare la presenza avanti al medico del paziente visitato), la prescrizione di un farmaco può essere effettuata anche su richiesta di un terzo soggetto (nel caso di specie si potrebbe trattare di un parente del ricorrente, paziente dello stesso medico) e non appare, perciò, idonea a dimostrare la reale presenza della persona avanti il medico che l'ha sottoscritta
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 18 dicembre 2013 - 27 gennaio 2014 n. 113: "nel corso dell'istruttoria, svolta a seguito di presentazione dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno riguardante il ricorrente, emergeva che il medesimo con false generalità era stato colpito da provvedimento di espulsione in data 1.07.2008, emesso dal Prefetto di Milano"
  • TAR Liguria Sentenza dell'11 dicembre 2013 - 24 gennaio 2014 n. 146: "nessuna disposizione di rango legislativo o regolamentare fissa un determinato livello reddituale minimo, fatta eccezione per l'art. 22, comma 1, del d.lgs. n. 286/1998, che riguarda, però, il diverso caso in cui venga richiesto un nuovo permesso di soggiorno per lavoro subordinato al termine del periodo di attesa occupazione"
  • TAR Lombardia Sentenza del 20 dicembre 2013 - 23 gennaio 2014 n. 242: "pur al cospetto di una probabile iniziale irregolarità contributiva del rapporto di lavoro domestico instaurato dalla ricorrente, è stata prodotta in giudizio documentazione idonea a dimostrare il venir meno di tale irregolarità sin dall'anno 2010, e pertanto risulta illegittimo il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno dell'istante nel territorio nazionale"
  • TAR Liguria Sentenza del 9 - 22 gennaio 2014 n. 124: il protrarsi della situazione di non proseguimento degli studi esclude la possibilità di valorizzare gli elementi addotti che comproverebbero il diritto della ricorrente alla permanenza in Italia
  • TAR Piemonte Sentenza del 9 - 22 gennaio 2014 n. 127: "non incombe all'amministrazione alcun onere di provare "l'inesistenza" del rapporto lavorativo, quanto piuttosto al medesimo interessato l'onere di provarne la sussistenza ed effettività in fatto. A tal fine, evidentemente, non può ritenersi sufficiente che sia stata regolarmente versata la contribuzione INPS; tale dato è cartolare e, anche in un rapporto fittizio, le parti ben possono voler porre in essere una apparenza contributiva di un rapporto inesistente. Per contro occorrerebbe un qualche riscontro di effettività della prestazione, riscontro complessivamente mancato nel caso di specie, essendo stati raccolti, al contrario, plurimi indizi che corroborano la natura fittizia del rapporto
  • TAR Friuli Venezia Giulia Sentenza del 15 - 17 gennaio 2014 n 13: "il Collegio ritiene che sono sussistenti e documentate le negative circostanze fattuali riguardanti lo status lavorativo/reddituale della ricorrente e, dunque, giustificato il diniego decretato nei suoi confronti dal Questore"
  • TAR Lombardia Sentenza del 15 - 16 gennaio 2014 n. 39: se l'amministrazione intende fondare il diniego di rilascio del permesso di soggiorno sull'esistenza di una segnalazione al SIS a carico dello straniero, essa deve rendere noti sia la provenienza della segnalazione, sia il concreto evento che l'abbia determinata, in modo che l'interessato possa contestare la riferibilità a sé della segnalazione stessa
  • TAR Puglia Sentenza del 18 dicembre 2013 - 16 gennaio 2014 n. 140: "appartiene alla giurisdizione dell'A.G.O. la definizione della controversia avente a oggetto il provvedimento di respingimento dello straniero di cui all'art. 10, commi 1 e 2, d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286, indipendentemente dal fatto che si tratti di respingimento immediato e diretto (perché avvenuto alla frontiera) ovvero di respingimento cd. differito, cioè eseguito dopo che lo straniero abbia fisicamente varcato la linea di confine, atteso che il potere esercitato è lo stesso e identica è anche la posizione, di diritto soggettivo, del soggetto che di detto provvedimento è destinatario"
  • TAR Trentino Alto Adige Sentenza del 5 dicembre 2013 - 15 gennaio 2014 n. 2: "la fondata censura di omesso preavviso non ha carattere formale. Parte ricorrente, infatti, ha dedotto e comprovato l'esistenza delle gravi ragioni che non gli hanno consentito il tempestivo rientro in Italia dal Marocco, producendo, in particolare, idonea certificazione medica, attestante le gravi condizioni di salute dell'anziano genitore residente in Marocco, affetto da patologie invalidanti e, dunque, bisognoso di vicinanza ed assistenza da parte del figlio"
  • TAR Lombardia Sentenza del 10 - 13 gennaio 2014 n. 103: "il mancato rinnovo del richiesto permesso di soggiorno per lavoro subordinato non implica la denunciata lesione al diritto alla salute, atteso che, a norma dell'art. 43 del D.P.R. 31 agosto 1999 n. 394, ai cittadini stranieri presenti nel territorio dello Stato, non in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno, sono comunque assicurate, nei presidi sanitari pubblici e privati accreditati, le prestazioni sanitarie previste dall'articolo 35, comma 3, del testo unico; lo straniero ha inoltre la facoltà di richiedere il permesso di soggiorno per cure mediche, previsto dall'art. 36 del T.U. e concedibile per il periodo necessario alle terapie mediche documentate"
  • TAR Toscana Sentenza del 19 dicembre 2013 - 13 gennaio 2014 n. 21: "grave travisamento dei fatti avendo l'autorità amministrativa fondato il provvedimento di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno sul presupposto della concreta ed attuale pericolosità dell'istante desunta, essenzialmente, dalla segnalazione di polizia e sulla base di una presunta condanna per i reati sopra citati (ritenuti come tali ostativi al titolo richiesto) che in verità non risulta mai pronunciata"
  • TAR Veneto Sentenza del 17 dicembre - 13 gennaio 2014 n. 11: "il provvedimento impugnato è viziato per insufficienza della motivazione. Infatti non sono compiutamente indicate la data di rilascio e di scadenza del già rilasciato permesso di soggiorno per attesa occupazione, di cui è stato chiesto il rinnovo, anche considerando la disciplina del rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione posta dall'undicesimo comma dell'art. 22 del d. lgs. n° 286 del 1998"
  • TAR Lombardia Sentenza del 23 ottobre 2013 - 13 gennaio 2014 n. 20: "l'estinzione del reato cancella la causa ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno, e dunque non può essere trascurata dall'amministrazione nel momento in cui si pronuncia in modo definitivo sulla prosecuzione o sulla risoluzione del rapporto tra il cittadino extracomunitario e l'ordinamento nazionale"
  • TAR Lombardia Sentenza del 23 ottobre 2013 - 13 gennaio 2014 n. 15: Regolarizzazione 2012 - "una volta maturati i requisiti di legge, i fatti sopravvenuti alla presentazione della domanda di sanatoria sono irrilevanti. Il datore di lavoro deve completare la regolarizzazione sul piano retributivo e contributivo con i versamenti previsti dall'art. 5 comma 5 del Dlgs. 109/2012, ma non è obbligato a proseguire nel rapporto regolarizzato, né il lavoratore è tenuto a prestare la propria attività lavorativa per il soggetto che ha presentato la domanda di sanatoria. La normativa sulla sanatoria non ha come obiettivo il consolidamento dei rapporti in corso, e dunque non impone alcun obbligo di fare con riguardo alle prestazioni lavorative"
  • TAR Liguria Sentenza del 13 novembre 2013 - 10 gennaio 2014 n. 72: in sede di rinnovo del permesso di soggiorno per ragioni di attesa occupazione, l'amministrazione deve limitarsi ad accertare se, nel periodo di precedente validità del permesso di soggiorno, lo straniero abbia potuto comunque disporre di mezzi di sostentamento (derivanti, ad esempio, dal sostegno di familiari o dalla percezione di contributi pubblici) atti a garantirgli la possibilità di permanere nel territorio dello Stato senza fare ricorso a mezzi illeciti. Nel caso dell'odierna ricorrente, l'esito di tale valutazione non poteva che risultarle favorevole, trattandosi di persona priva di precedenti penali, che dimostra lo svolgimento di attività lavorative seppur non continuative nonché la convivenza con la madre stabilmente occupata
  • TAR Liguria Sentenza del 28 novembre 2013 - 10 gennaio 2014 n. 64: "la ricorrente, avendo già intrattenuto un rapporto di lavoro seppure irregolare e sussistendo i requisiti per la sanatoria negatagli a causa del disinteresse manifestato dal datore di lavoro, assume una posizione giuridica equivalente a quella del lavoratore che ha perso il posto di lavoro. Sicché per analogia va ad applicato l'art. 22, comma 11, d.lgs. 286/98 che disciplina per l'appunto l'ipotesi della perdita di lavoro ove è prevista la possibilità di richiedere il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione"
  • TAR Liguria Sentenza del 13 novembre 2013 - 10 gennaio 2014 n. 59: il ricorrente ha dimostrato in giudizio che, cessato il lavoro in qualità di badante per il decesso della persona assistita, s'è iscritto ad un corso propedeutico per conseguire l'abilitazione per lavorare presso l'aeroporto di Milano Malpensa. Viceversa, l'amministrazione ha circoscritto l'indagine al precedente rapporto di lavoro, senza affatto considerare la situazione sopravvenuta, di cui il ricorrente ha dato prova nel corso del giudizio
  • TAR Liguria Sentenza del 13 novembre 2013 - 10 gennaio 2014 n. 56: "invece di verificare in concreto l'effettiva sussistenza del rapporto di lavoro mediante la convocazione del (presunto) datore di lavoro e del ricorrente, la Questura di Genova ha eseguito accertamenti burocratici di natura cartacea (cfr., rapporto del 10.09.2013): le cui conclusioni sono peraltro smentite dal deposito in giudizio del codice fiscale"
  • TAR Campania Sentenza del 11 dicembre 2013 - 9 gennaio 2014 n. 119: vizio di difetto di istruttoria in quanto la Stazione dei Carabinieri del Comune di San Nicola la s ha rappresentato così la assertita irreperibilità della ricorrente: "da accertamenti alla banca dati risulta una cessione di fabbricato in Napoli alla Via ***, come da comunicazione del commissariato di Vasto Arenaccia (NA)". Non risultano dalla motivazione del provvedimento impugnato e dagli atti allegati accertamenti svolti dall'amministrazione al predetto indirizzo; inoltre, la stessa amministrazione ha inviato l'avviso di avvio del procedimento ai sensi degli artt. 7 e 8 della L. 241/1990 allo stesso indirizzo di ** (Comune di San Nicola la strada), nonostante che l'odierno difensore, in data 29.5.2013, nel richiedere notizie sul procedimento, abbia comunicato il trasferimento della ricorrente a Trentola Ducenta
  • TAR Campania Sentenza del 11 dicembre 2013 - 9 gennaio 2014 n. 113: "il ricorrente dopo aver lavorato per un periodo irrisorio presso il datore di lavoro da lui indicato in sede di richiesta del titolo di soggiorno, è rimasto privo di occupazione per un periodo di oltre sei mesi senza aver posto in essere gli adempimenti di cui all'art. 37, comma 2, del d.P.R. 394/1999 e si è reso irreperibile all'indirizzo da lui stesso fornito"
  • TAR Campania Sentenza del 20 novembre 2013 - 9 gennaio 2014 n. 95: "l'affermazione su cui è basato il provvedimento, relativa al mancato raggiungimento dei limiti reddituali per ottenere il permesso di soggiorno, é inesatta e frutto di un difetto di istruttoria"
  • TAR Piemonte Sentenza del 12 dicembre 2013 - 8 gennaio 2014 n. 34: la possibilità, offerta dall'art. 5 comma 5, d.lgs. n. 286 del 1998, di valutare, in sede di rilascio o di rinnovo del permesso, il sopraggiungere di nuovi elementi, non può essere spinta sino al punto di consentire di sanare la propria posizione anche a chi si sia introdotto fraudolentemente sul territorio nazionale, simulando, appunto, l'esistenza di un rapporto di lavoro mai esistito, ma nel caso in questione la regolarità del rilascio del primo permesso di soggiorno (che originava da rapporto di lavoro diverso da quello di cui si sostiene qui la falsità) non è stata messa in dubbio dall'amministrazione resistente
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 14 novembre 2013 - 8 gennaio 2014 n. 43: "in materia di possesso di mezzi di sussistenza il criterio prognostico legato a fatti sopravvenuti (comunque da documentare all'autorità amministrativa competente anteriormente all'adozione del provvedimento) può assumere carattere integrativo solo nell'ipotesi in cui nel periodo di validità del permesso scaduto emergano comunque significative attività lavorative, in quanto una diversa interpretazione che attribuisse rilevanza decisiva a situazioni reddituali di incerta stabilità verificatesi nell'ultima fase pre-rinnovo oppure in quella immediatamente successiva alla scadenza del permesso, non appare idonea a scongiurare pratiche elusive dell'obbligo di fruire di leciti e trasparenti mezzi di sussistenza durante il soggiorno in Italia"
  • TAR Liguria Sentenza del 12 dicembre 2013 - 7 gennaio 2014 n. 3: il permesso di soggiorno per motivi di giustizia non è suscettibile di conversione in permesso di soggiorno ad altro titolo e, in particolare, per motivi di lavoro (nel caso di specie si tratta oltre tutto di "attesa occupazione")
  • TAR Emilia Romagna Sentenza del 10 ottobre 2013 - 7 gennaio 2014 n. 15:"il ricorso è infondato, in quanto il richiamo alla normativa in materia di regolarizzazione del lavoro irregolare fa emergere la pertinenza della fattispecie ostativa racchiusa nella lett. d) dell'art. 13 del d.lgs. n. 109/2012"