CIVILE
In questa sezione le principali pronunce dei Giudici di Pace, Tribunali e Cassazione in materia civile, suddivise in base alle principali tematiche trattate ed inordine cronologico, Per aprire e leggere l'intero documento basta cliccare sul titolo del provvedimento.
ASILO E RIFUGIATI
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Tribunale di Roma Sentenza del 10 - 13 dicembre 2012 n. 15530: protezione sussidiaria a cittadina Nigeriana, riscontrandosi una diffusa condizione di pericolo su quel territorio relativa a tutti i cittadini, con particolare riguardo alle donne
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Tribunale di Trieste Sentenza del 10 - 21 settembre 2012 n.169: l’attuale precarietà della situazione della sicurezza pubblica, ben descritta dalle citate fonti internazionali, situazione conseguente alla transizione politica e che si auspica possa in futuro migliorare, parallelamente al processo di riconciliazione nazionale promosso dal nuovo governo, giustifica il riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria in favore della ricorrente, nata in Costa d'Avorio, cui dovrà essere rilasciato dal competente Questore il relativo permesso di soggiorno
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Corte di Cassazione Ordinanza del 29 maggio - 20 settembre 2012 n. 15981: l’esistenza di norme penali sanzionatorie degli atti omosessuali nel codice penale del Senegal costituisce di per sé una condizione generale di privazione del diritto fondamentale di vivere liberamente la propria vita sessuale ed affettiva, tale da giustificare la concessione della protezione internazionale
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Corte di Cassazione Ordinanza del 25 maggio 2012 n. 8389: una vicenda personale inserita in un localizzato contrasto tribale, non é rilevante ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria per minaccia grave e individuale alla vita o alla persona del reclamante, non essendo neppure dedotta una "violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale" (art. 14, lett. c), d.lgs. 19 novembre 2007, n. 251).
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Tribunale di Roma Ordinanza del 4 - 8 maggio 2012: ha diritto ad ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari il richiedente protezione internazionale affetto da una perdurante e grave patologia, la cui terapia “salvavita” non può essere praticata nel Paese di origine
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Tribunale di Roma Sentenza del 30 aprile - 8 maggio 2012: "può essere concessa, nel caso di specie, la protezione sussidiaria, in quanto la vicenda posta a fondamento della domanda ed il timore conseguente appaiono rientrare nella nozione di "danno grave" (art. 14 lett. c del D. Lgs. 251/2007) (si ringrazia l'Avv. Ballerini per la segnalazione)"
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Tribunale di Torino Ordinanza del 10 aprile 2012 n. 3309: “la Legge impone di considerare veritieri gli elementi delle dichiarazioni del richiedente la protezione internazionale non suffragati da prove, allorché egli abbia compiuto ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda e le sue dichiarazioni siano coerenti e plausibili e non in contraddizione con le informazioni generali e specifiche pertinenti al suo caso di cui si dispone"
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Tribunale di Torino Ordinanza del 12 febbraio 2012: “i motivi umanitari non devono necessariamente trovare un preciso riscontro in disposizioni costituzionali o internazionali, ma possono anche rispondere all'esigenza di tutela del diritti umani Imposta in via generale dall'art. 2 della Costituzione. L'istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari costituisce quindi una sorta di clausola di salvaguardia del sistema che consente l'autorizzazione al soggiorno in tutte quelle fattispecie concrete che non trovano una compiuta corrispondenza in fattispecie astratte”.
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Corte d'Appello di Roma Sentenza del 17 gennaio 2012 n. 57083: "si reputa che l'appartenenza del ricorrente al partito di opposizione, unitamente allo svolgimento di attività professionale (fotografo reporter) che lo espone pubblicamente, siano circostanze idonee a fondare il rischio, in caso di rientro nel Paese di origine (Gambia), di subire violenze o trattamenti degradanti, e quindi sussistano circostanze rilevanti ai fini e per gli effetti del riconoscimento della protezione internazionale"
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Corte di Cassazione Ordinanza del 30 giugno - 11 ottobre 2011: ammissibile il riconoscimento dello status di asilo politico per le persecuzioni subite a mezzo di atti di violenza fisica e psichica e di provvedimenti amministrativi e giudiziari messi in atto da organi dello Stato del Togo a causa della sua appartenenza al partito di opposizione e dell'essere figlio di un esponente influente di tale partito che per tale motivo era stato incarcerato e presumibilmente ucciso in carcere.
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Tribunale di Roma Sentenza del 21 giugno 2011 n. 5944: "rilevato che esistono fondati elementi che inducono a ritenere che il rientro nel paese di origine esporrebbe la ricorrente a situazioni di grave rischio, stante il perdurare ed il diffondersi di numerosi conflitti locali, a sfondo politico, etnico e religioso, e di un clima generale di violenza, in un contesto di assoluta carenza delle condizioni minime di sicurezza, soprattutto in relazione alla condizione femminile (...) si riconosce alla signora (...) nata in Nigeria (...) la protezione sussidiaria di cui all’art. 14 del d.lgs. 19 novembre 2007, n. 251, richiamato dall’art. 2, lett. F) del d.lgs. 28 gennaio 2008 n. 25"
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Tribunale di Verona Decreto del 9 giugno 2011: protezione umanitaria in ragione dell'orientamento sessuale del richiedente. Annullato il provvedimento di diniego al rilascio di un permesso di soggiorno ex art. 5, c.6 D.Lgs.286/98.
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Corte di Cassazione Civile Sentenza del 23 dicembre 2010 n. 26056: al fine della concessione o negazione dello status di rifugiato, è doverosa ampia indagine, acquisendo completa documentazione anche officiosa e di complessiva valutazione anche della situazione reale del Paese di provenienza, doveri imposti dal D.Lgs. n. 25 del 2008. Secondo detta norma, ciascuna domanda deve essere esaminata alla luce di informazioni aggiornate sulla situazione del Paese di origine del richiedente asilo, informazioni che la Commissione Nazionale fornisce agli organi giurisdizionali chiamati a pronunciarsi su impugnazioni di decisioni negative.
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Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza del 21 aprile 2009, depositata il 19 maggio 2009, n. 11535: le Commissioni territoriali competenti a decidere delle domande di asilo devono, nei casi in cui non accolgano la domanda di protezione umanitaria, trasmettere gli atti al Questore per l'eventuale rilascio del permesso di soggiorno, quando ricorrano gravi motivi di carattere umanitario, e sussiste la giurisdizione del giudice ordinario su un provvedimento del Questore di diniego di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, richiesto ai sensi dell'art. 5, sesto comma del d.lgs n. 286 del 1998.
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Corte di Cassazione - Sentenza del 2 febbraio 2005 n. 2091: non spetta il riconoscimento dello status di rifugiato a qualunque soggetto che si allontani da un paese nel quale, notoriamente, sussista grave e diffusa compressione dei diritti civili, spettando lo status solo a colui che versi nel fondato timore di essere personalmente perseguitato inragione delle proprie idee o della propria condizione.
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CITTADINANZA ITALIANA E APOLIDIA
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Tribunale di Reggio Emilia Decreto del 29 agosto 2012: la variazione del doppio cognome della ricorrente apportata col decreto del Ministro dell’Interno di concessione della cittadinanza italiana risulta illegittima perché in contrasto con i principi costituzionali dell’ordinamento interno (e comunitario), i quali salvaguardano l’identità personale e, se correttamente interpretati, impongono che la variazione del cognome non possa avvenire per atto dell’Autorità
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Tribunale di Roma Sentenza del 23 dicembre 2011 - 10 gennaio 2012 n. 133: sussistono tutti i presupposti per l'accoglimento della domanda di riconoscimento dello status di apolide, per non essere la ricorrente riconosciuta da alcuno Stato (Stato di nascita ovvero con il quale ha intrattenuto rapporti rilevanti tali da dar vita ad un collegamento) come cittadina alla stregua della sua legislazione
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Tribunale di Lecce sentenza del 5 Marzo 2010: va equiparata all'apolide una cittadina cubana che ha acquisito rispetto all'ordinamento di detto Paese la qualifica di emigrante e perciò perduto diritti e prestazioni essenziali, costituenti l’in se della cittadinanza cubana
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Corte di Appello di Salerno, Decreto del 20 agosto 2009, n. 32: il figlio minore, nato dal matrimonio tra cittadini stranieri, che in seguito a separazione giudiziale, viene affidato ad uno di essi, ha diritto ad ottenere la cittadinanza italiana anche nel caso in cui l’altro genitore, non affidatario, diventa cittadino italiano dopo la separazione. Per la Corte quello che è importante che si mantenga un rapporto tale da assicurare “la continuità di uno stabile rapporto familiare con il genitore divenuto cittadino italiano, il quale continua ad esercitare la sua potestà nelle forme di legge, così da poter assicurare l’effettiva sussistenza del vincolo morale e spirituale normalmente rinvenibile nel rapporto tra genitore e figlio”
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Corte d'Appello di Firenze, sentenza dell'8 maggio 2009, n. 138: in materia di riconoscimento giudiziario dello status di apolidia, al pari degli altri procedimenti riguardanti lo stato delle persone, si deve adottare il rito camerale, in base al quale la competenza territoriale del giudice si radica nel luogo di domicilio o di residenza del soggetto che chiede l'accertamento dello status, e non in quello dell'Amministrazione convenuta.
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Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l’uso dell’uno e dell’altro termine appare del tutto indifferente.
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Corte di Cassazione - Sentenza 11 aprile – 22 novembre 2007 n. 24312: l'effetto preclusivo dell'acquisto della cittadinanza, previsto dall'art. 6 della legge n. 91 del 1992, dipende non tanto dalla mera irrogazione della sanzione penale, quanto dall'accertamento della responsabilità e dal giudizio di colpevolezza e pertanto non può derivare dalla pronuncia della sentenza di applicazione su richiesta ma richiede una vera e propria sentenza di condanna.
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DISCRIMINAZIONE
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Tribunale di Reggio Emilia Decreto del 19 dicembre 2012 n. 355: "il requisito della cittadinanza si mostra del tutto irragionevole (e discriminatorio) ai fini dell'accesso al lavoro allorchè si tratti di attività semplici realizzate dalla p.a. nei suoi momenti meramente operativi; il requisito della cittadinanza italiana può essere invece validamente richiesto solo quando riferito allo svolgimento di attività comportanti l'esercizio di pubblici poteri o di funzioni di interesse nazionale, venendo diversamente ad assumere un connotato discriminatorio comportando un trattamento disuguale e più svantaggioso per il non cittadino in assenza di una differenziazione oggettiva tra le due posizioni"
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Tribunale di Trieste Ordinanza depositata il 24 novembre 2012:discriminatoria e contraria alla libera circolazione l'anzianità di residenza per l’accesso al ‘fondo locazioni’ prevista dalla legislazione regionale del Friuli Venezia Giulia
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Tribunale di Milano, sez. lavoro, Ordinanza depositata il 19 novembre 2012 (RG 5301/12): l’esclusione degli stranieri di Paesi terzi non membri UE, pur regolarmente soggiornanti in Italia, dai rapporti di pubblico impiego non è legittima in quanto viene a costituire una violazione dell’art. 2 c. 3 d.lgs. n 286/98, che dispone un principio di parità di trattamento il quale, in osservanza della citata Convenzione OIL n. 143/1975, deve estendersi anche alla fase dell’accesso al lavoro, con le uniche eccezioni di quei rapporti di impiego per i quali la condizione di cittadinanza risponda ad un obiettivo interesse dello Stato
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Tribunale di Genova Ordinanza del 24 - 25 Settembre 2012: i titolari del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti hanno diritto a percepire l’assegno INPS per i nuclei familiari numerosi con almeno tre figli minori.
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Tribunale di Trieste Ordinanza del 19 settembre 2012: la clausola di cittadinanza italiana contenuta nelle normative nazionali e regionali in materia di ‘carta acquisti’ si pongono in contrasto con le norme fondamentali dell’Unione europea relative alla cittadinanza europea e al principio di parità di trattamento e di non discriminazione tra cittadini di Stati membri UE (art. 18 TUE, art. 20 TFUE, artt. 21 e 34 Carta europea dei diritti fondamentali).
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Tribunale di Siena, Ordinanza del 3 settembre 2012: il cittadino extracomunitario non vedente ha diritto a partecipare alle selezioni per il reclutamento di personale disabile nelle P.A.
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Tribunale di Reggio Emilia Ordinanza del 3 - 16 luglio 2012: accotlo il ricorso fondato sul principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale tra cittadini UE e lavoratori turchi e loro familiari, contenuto nell’art. 3.1 della decisione del Consiglio di Associazione n. 3/80, resa in attuazione dell’accordo di Associazione tra Turchia e l’allora Comunità Economica Europea. Il cennato principio di parità di trattamento si estende anche alla materia dei “maternity benefits” (art. 4a. della decisione n. 3/80), ed in questa nozione deve essere fatto rientrare anche il beneficio dell’assegno di maternità comunale di cui all’art. 74 del d.lgs. n. 151/2001. Pertanto viene riconosciuto in tale ipotesi il diritto all’erogazione dell’assegno di maternità comunale previsto dall’art. 74 del d.lgs. n. 151/2001, pur in assenza del requisito del permesso di soggiorno per lungosoggiornanti di cui all’art. 9 del d.lgs. n. 286/98, richiesto dalla normativa citata
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Tribunale di Milano Ordinanza del 18 giugno - 16 luglio 2012: diritto dei lungo soggiornanti all’assegno INPS per i nuclei familiari numerosi in virtù della direttiva europea n. 109/2003
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Corte d’Appello di Perugia Sentenza del 13 giugno 2012 n. 64: Invalidità civile - La titolarità della carta di soggiorno non è requisito essenziale per l’ottenimento di prestazioni assistenziali
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Ordinanza del Tribunale di Perugia dell'8 giugno 2012 n. 807: la cittadinanza italiana non è requisito necessario per l’assunzione come infermiere se si è in possesso del titolo professionale riconosciuto in Italia
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Tribunale di Gorizia Ordinanza del 3 maggio 2012 n. 63: i lungo soggiornanti hanno diritto all’assegno INPS per i nuclei familiari numerosi in virtù della clausola di parità di trattamento di cui alla direttiva europea n. 109/2003
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Tribunale di Varese Sentenza del 23 - 27 aprile 2012 n. 31: riconosciuto il diritto al risarcimento del danno da discriminazione etnico-razziale
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Tribunale di Brescia Ordinanza dell'11 aprile 2012 n. 488: riconosciuta la natura discriminatoria dell’ordinanza del Sindaco di Chiari del 26 settembre 2011, con la quale veniva disposto il requisito del possesso del titolo di soggiorno (permesso di soggiorno o carta di soggiorno) ai fini della pubblicazione di matrimonio del cittadino straniero
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Tribunale di Milano (sez. lavoro) Ordinanza del 22 marzo 2012: condanna per molestie razziali al datore di lavoro che si rivolge con epiteti razzisti al lavoratore (in applicazione dell’ articolo 2 comma 3 del decreto legislativo 215 del 2003)
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Tribunale di Trieste decreto del 17 marzo 2012: illegittima l'esclusione degli infermieri extracomunitari dai concorsi pubblici
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Tribunale di Perugia Sentenza del 15 - 16 marzo 2012 n. 196: lo straniero disabile ha diritto all’assegno di invalidità dalla data della domanda e non dal rilascio del permesso UE per lungo soggiornanti
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Corte di Cassazione Sentenza del 14 marzo 2012 n. 4110: manifesta infondatezza della pretesa dell’INPS di richiedere il requisito del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti ai fini dell'accesso alle prestazioni di assistenza sociale che costituiscono diritti soggettivi alla luce della legislazione introdotta dall'art. 80 c. 19 della legge n. 388/2000
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Corte di Cassazione Sentenza del 1° dicembre 2011 - 2 febbraio 2012 n. 1453: non può essere esclusa per mancanza della condizione di reciprocità la domanda di risarcimento del danno patrimoniale e non avanzata dai parenti tunisini della vittima di un incidente stradale perché l’art. 16 delle preleggi deve essere interpretato in modo costituzionalmente orientato, ai sensi dell’art. 2 Cost., che assicura la tutela integrale dei diritti inviolabili della persona in quanto tale, e non in quanto appartenente alla comunità politica.
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Tribunale di Brindisi Sentenza del 24 gennaio 2012 n. 295: in base all’art. 3 l. 8/8/1995 n. 335 le prestazioni sociali devono essere garantite, oltre che ai possessori di Permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo, anche a tutti i cittadini non comunitari regolarmente residenti.
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Tribunale di Milano, sez. lavoro, Ordinanza depositata il 12 gennaio 2012 n. 15243/2011 RG: dichiarato illegittimo in quanto avente carattere discriminatorio l’art. 3 del Bando nazionale per la selezione di 10.481 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero (il c.d. Servizio Civile Nazionale), nella parte in cui ha previsto il requisito della cittadinanza italiana.
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Tribunale di Milano Sentenza del 20 dicembre 2011 n. 6287: illegittimità dell’esclusione degli infermieri extracomunitari dai concorsi pubblici e dalle procedure di stabilizzazione del personale nella Pubblica Amministrazione.
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Tribunale di Perugia Sentenza del 27 - 28 ottobre 2011 n. 825: il ricorrente ha diritto alla pensione di invalidità civile a decorrere dal 1 marzo 2008
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Corte di Cassazione Sentenza del 1° settembre 2011 n. 17966: il cittadino marocchino in possesso del permesso di soggiorno ma non della carta di soggiorno può ottenere le prestazioni di cui alla legge n. 118 del 1971
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Tribunale di Genova, ordinanza del 16 agosto 2011: discriminatoria l’esclusione dei cittadini di Paesi terzi non membri dell’UE dalle selezioni per gli incarichi di rilevatori comunali nel censimento generale della popolazione
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Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, sentenza del 12 agosto 2011: Censimento generale della popolazione - I Comuni non possono escludere i cittadini extracomunitari dalle selezioni per il reclutamento dei rilevatori addetti al censimento
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Tribunale di Firenze, Ordinanza depositata il 9 agosto n. 2940/2011 R.G: l’assegno di maternità comunale va riconosciuto anche alle donne apolidi
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Tribunale di Trieste ordinanza del il 5 agosto 2011 n. 479/2011: il requisito di anzianità di residenza costituisce una discriminazione indiretta o dissimulata vietata dall'ordinamento dell'Unione europea, in quanto contrario al principio di libertà di circolazione dei cittadini di altri Paesi membri dell'UE e a quello di parità di trattamento previsto a favore non solo dei cittadini comunitari, ma anche di altre categorie di cittadini stranieri di Paesi terzi non membri dell'UE, ma ugualmente protetti da specifiche norme di diritto europeo (i titolari del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti e i rifugiati e i titolari della protezione sussidiaria)
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Tribunale di Milano ordinanza depositata il 13 luglio 2011: discriminatorio il comportamento del Ministero dell’Interno che impedisce agli stranieri esclusi illegittimamente dalla procedura di emersione per effetto dell’applicazione dell’art. 14 c. 5 ter d.lgs. n. 286/98 di poter chiedere la riapertura del procedimento, rendendo così impossibile la fruizione della parità di trattamento spettante ai lavoratori regolari.
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Tribunale di Monza ordinanza depositata il 10 giugno 2010 n. 36: discriminatoria la condotta del Comune che non concede ai lungo soggiornanti l’assegno INPS per i nuclei familiari numerosi
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Tribunale di Vicenza ordinanza depositata il 31 maggio 2011 n. 1684: discriminatoria la condotta del Comune che aumenta arbitrariamente i parametri per il rilascio dei certificati di idoneità abitativa degli alloggi in uso agli stranieri
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Tribunale di Milano, ordinanza depositata il 2 maggio 2011: “l’Amministratore pubblico che invita pubblicamente la cittadinanza a non affittare agli stranieri commette un atto di discriminazione”
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Tribunale di Brescia ordinanza del 31 marzo 2011 n. 588: discriminatoria l'ordinanza del Comune di Calcinato che chiedeva agli stranieri un reddito minimo e l'idoneità dell'alloggio ai fini dell'iscrizione anagrafica e subordinava l'ospitalità di cittadini stranieri all'idoneità abitativa
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Tribunale di Bologna Sentenza depositata l'8 marzo 2011 n. 528/2010: sulla base di quanto previsto dal diritto comunitario e, specificatamente, dall'art. 39 del TCE, così come interpretato dalla Corte di Giustizia europea, i posti di lavoro della Pubblica Amministrazione possono essere messi a disposizione esclusivamente dei cittadini dello Stato solo ove gli stessi comportino un esercizio del potere di imperio con funzioni caratterizzate da definitività, continuità e abitualità. Nel caso in esame , trattandosi di contratti a tempo determinato, l'Amministrazione non poteva certo avvalersi della deroga prevista dalla normativa europea.
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Tribunale di Lodi Ordinanza del 18 febbraio 2011 RG 371/11: la situazione soggettiva della ricorrente doveva godere di particolare protezione in quanto titolare di carta di soggiorno ai sensi della normativa di recepimento della direttiva comunitaria n. 109/2003, la quale prevede espressamente una clausola di parità di trattamento nell'accesso alle attività lavorative subordinate o autonome, purchè non implichino, nemmeno in via occasionale la partecipazione all'esercizio di pubblici poteri (art. 11 comma 1).
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Corte di Cassazione, ordinanza del 15 febbraio 2011 n. 3670: respinto il ricorso per regolamento di giurisdizione presentato dall’amministrazione comunale di Brescia contro i provvedimenti che avevano costretto il Comune ad elargire il bonus bebé anche ai residenti non aventi la cittadinanza italiana o comunitaria. La competenza rimane al giudice ordinario
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Tribunale di Biella, Ordinanza del 23 luglio 2010 n. 345: discriminatoria la decisione dell'Azienda Sanitaria, che aveva negato la partecipazione ad un concorso pubblico per collaboratori sanitari ad una candidata in quanto priva della cittadinanza italiana o di un altro Paese dell'Unione europea, in quanto in contrasto con il principio di parità di trattamento in materia di occupazione tra lavoratori migranti e lavoratori nazionali imposto dalla legge di ratifica della Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 143/1975
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Tribunale di Roma, ordinanza del 27 maggio 2010: non è discriminatorio il comportamento di un direttore responsabile di un periodico nel quale vengono pubblicati annunci economici che contengono forme di discriminazione su base etnico-razziale o religiosa.
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Tribunale Civile di Brescia, Ordinanza del 19 Gennaio 2010 n. 4536/09: riconopsciuta la discriminazione collettiva contenuta nella delibera del comune di Chiari che aveva promosso un bando per l'assegnazione di borse di studio a favore di studenti di scuole secondarie ed universitari riservato esclusivamente ai cittadini italiani residenti. Conseguentemente, il giudice di Brescia ha ordinato al Comune di modificare la delibera, escludendo la clausola discriminatoria di cittadinanza, e di fissare nuovi termini di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso.
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Tribunale Civile di Milano Ordinanza dell'11 gennaio 2010 n. 9083: è discriminatoria la norma di cui al D.M. n. 56/2009 che riserva l'accesso alle graduatorie per i lettori di lingua straniera ai soli cittadini italiani o dei Paesi membri dell'Unione europea, con una possibilità limitata e residuale per i cittadini di altri Paesi qualora debba essere insegnata una lingua che sia ufficiale esclusivamente in Paesi non comunitari e ove non siano reperibili candidati in possesso della cittadinanza comunitaria.
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Tribunale di Brescia, sez. lavoro, Ordinanza del 25 settembre 2009: discriminatorio e, dunque, illegittimo il licenziamento operato nei confronti della badante straniera dal datore di lavoro non intenzionato a regolarizzarla in base all'art. 1 ter della legge n. 102/09. Il licenziamento va dunque annullato e la lavoratrice deve essere reintegrata nel posto di lavoro.
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Tribunale di Bolzano, ordinanza del 16 giugno 2009 n. 379: discriminatorio il bando della Provincia autonoma di Bolzano/Bozen che assegna ai soli cittadini dell’Unione europea finanziamenti finalizzati all’apprendimento di lingue straniere, escludendo i cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti.
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Tribunale di Parma Ordinanza del 13 Maggio 2009: il requisito della cittadinanza é irragionevole e discriminatorio ai fini dell’accesso al lavoro allorché si tratti di attività semplici realizzate dal p.a. nei suoi momenti meramente operativi; il requisito della cittadinanza può essere invece validamente richiesto solo in quanto riferito allo svolgimento di attività comportanti l’esercizio di pubblici poteri o di funzioni di interesse nazionale
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Cassazione Civile, Sentenza del 7 maggio 2009 n. 10504: i familiari superstiti del cittadino extracomunitario deceduto in un incidente stradale hanno diritto ad accedere al risarcimento del danno a prescindere dalla cittadinanza e senza la verifica della condizione di reciprocità.
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Tribunale di Brescia ordinanza del 20 febbraio 2009: il Bonus bebè previsto dal Comune di Brescia come da destinarsi ai soli nuclei familiari di cittadini italiani ovvero in cui almeno uno dei genitori sia cittadino italiano è illegittimo in quanto discriminatorio.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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Corte di Cassazione - Sezione lavoro - sentenza 19 ottobre-13 novembre 2006, n. 24170: stranieri disabili, iscrizione a liste collocamento speciali e ipotesi di discriminazione
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ESPULSIONI
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Giudice di Pace di Milano Decreto del 10 ottobre 2012 n. 6747: il richiedente la regolarizzazione ai sensi dell’art. 1 ter della legge n. 102/2009 ha il diritto di ottenere la comunicazione scritta dell’esito negativo della procedura. E’ pertanto illegittimo il provvedimento di espulsione adottato prima della formale conclusione della procedura.
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Cassazione Civile Sentenza depositata il 12 settembre 2012 n. 15294: legittima l'espulsione se non c'è convivenza con marito italiano: deve essere accertata la convivenza tra i coniugi per il rilascio del permesso di soggiorno ai sensi dell'art. 19 del TUI
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Corte di Cassazione Ordinanza del 10 settembre 2012 n. 15130: "il ricorso à in ogni caso infondato perché si basa sulla richiesta di valutare, ai fini della invocata dichiarazione di illegittimità del decreto di espulsione, una circostanza ritenuta irrilevante dal giudice di merito alla luce della giurisprudenza costituzionale e di legittimità"
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Corte di Cassazione Ordinanza del 10 settembre 2012 n. 15129: il ricorrente contesta il decreto di espulsione impugnato sotto due profili: 1) mancata valutazione del fatto che il termine per la presentazione della domanda di rinnovo non è perentorio nonché mancata valutazione della documentazione attestante i giustificati motivi di ritardo; 2) mancata traduzione del provvedimento di espulsione nella lingua conosciuta dal ricorrente ma solo in inglese, francese e spagnolo, lingue a lui non note.
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Corte di Cassazione Ordinanza del 26 giugno - 13 luglio 2012 n. 12065: no all’espulsione dell’immigrato irregolare se il decreto del prefetto non è stato tradotto nelle lingua del destinatario - può bastare una lingua «veicolare» come l’inglese, il francese o spagnolo - non conta che lo straniero ammetta di essere a conoscenza del contenuto del provvedimento
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Corte di Cassazione Ordinanza del 10 luglio 2012 n. 11593: il requisito della convivenza, previsto dall'art 19, comma 2 lett. c), d.lgs. cit., non può venir meno per effetto della cessazione forzata della convivenza materiale dovuta alla carcerazione, e le temporanee difficoltà intervenute e poi superate nei rapporti tra padre e figlio non possono impedire l'applicazione di una norma posta a tutela dell'unità e coesione familiare
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Corte di Cassazione Ordinanza del 18 aprile - 10 luglio 2012 n. 11582: "il divieto di espulsione dello straniero convivente con coniuge di nazionalità italiana (art. 19, comma 2 lett. c) d.lgs. n. 286 del 1998) non è applicabile allorché lo straniero sia già destinatario di un provvedimento espulsivo (che gli sia stato, altresì, debitamente comunicato) se il matrimonio é successivo all'espulsione"
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Corte di cassazione ordinanza del 22 marzo 2012 n. 4636: allontanamento di cittadini comunitari - la possibilità di prendere in considerazione anche le sentente pronunciate ai sensi dell'art. 444 c.p.p. è espressamente contemplata dal medesimo art. 20, comma 3. 4.2. del D. Lgs 30/2007 e successive modifiche
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Corte di Cassazione Ordinanza del 7 marzo 2012 n. 3568: l'obbligo di ricorrere alla cd. procura consolare non è nè generale nè presumibile, correlativamente potendosi predicare la nullità di una procura con sottoscrizione autenticata dal difensore soltanto ove sia affermato che all'atto del rilascio lo straniero era all'estero
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Corte di Cassazione Ordinanza del 6 marzo 2012 n. 3489: "non sono ammessi equipollenti all'adempimento del minimo requisito dì legalità dell'atto amministrativo di espulsione (quello della attestazione di conformità della copia consegnata all'originale sottoscritto dal Prefetto o da delegato/sostituto) sì che la motivazione addotta dal GdP sulla sufficienza del mero atto di consegna appare affatto illegittima "
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Corte di Cassazione Ordinanza dell'8 settembre 2011 n. 18480:
"appare manifesta la fondatezza del ricorso che denunzia l'indebita valutazione di non rinnovabilità fatta dai GdP quale ostacolo a ritenere intempestivo e quindi invalido il decreto di espulsione de quo che appare al proposito di rilievo richiamare, sulla rilevanza "esterna" del lavoro stagionale anche ai fini del tramutamento "per conversione" del titolo di soggiorno stagionale, quanto affermato da questa Corte"
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Tribunale di Varese Decreto del 30 maggio 2011: si disapplica per contrasto con l’art. 7 n. 1 della Direttiva 2008/115/CE e si annulla l’espulsione amministrativa ex art. 13 d.lgs. 286/1998 in quanto non prescrive la concessione di un termine per la partenza volontaria, compreso tra i sette e i trenta giorni
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Giudice di Pace di Alessandria Sentenza del 6 maggio 2011: "l'art. 7 § 1. primo periodo, direttiva n. 115/2008/CE è norma dotata di effetto diretto, contenendo obbligazioni gravanti sugli Stati membri espresse in termini non equivoci, non soggette ad alcuna condizione e non subordinate - quanto all'effettività – da alcun atto di ulteriore attuazione da parte delle Istituzioni europee o degli Stati membri. Ne consegue che una decisione di rimpatrio deve indicare un termine -appropriato a ciascuna situazione- del quale può disporre il cittadino di Paese terzo per fare ritorno al proprio Paese; termine che non può essere inferiore a sette giorni (fatta eccezione per i casi di cui all'art. 7 § 4 della direttiva) e non superiore a trenta, a meno che le circostanze specifiche del caso non rendano necessario un prolungamento di tale termine."
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Corte di Cassazione Sentenza del 3 febbraio 2011 n. 2647: può rimanere in Italia l’immigrato senza permesso di soggiorno che chiede di non essere rimpatriato per non compromettere il benessere psico-fisico del proprio figlio piccolo nato nel nostro Paese da una madre straniera ma residente regolarmente in Italia per ragioni di lavoro. L'articolo 31 TUI non postula necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, potendo comprendere qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obbiettivamente grave
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Corte di Cassazione Sentenza del 12 ottobre 2010 n. 21060: per il detentore del visto uniforme Schengen non è esigibile altro onere all'atto dell'ingresso che non sia quello della disponibilità del predetto visto di ingresso, potendosi poi fondare su prove documentali ed orali la valutazione della data di ingresso nello Stato ai fini del tempo decorso per la richiesta del titolo di soggiorno.
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Tribunale di Torino, decisione del 6 luglio 2009 (R.G. n. 6353/2008 V.G.): L’aver compiuto reati minori di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali e percosse, oramai risalenti nel tempo, unitamente a denunce più recenti per contrabbando di tabacchi e porto abusivo d’armi non possono fondare, di per sé soltanto, un giudizio di pericolosità sociale del cittadino comunitario tale da giustificare l’adozione di un provvedimento espulsivo per motivi di pubblica sicurezza. Ugualmente, la mancata disponibilità di fonti lecite di reddito non può essere motivo di allontanamento per ragioni di sicurezza pubblica, in quanto la normativa comunitaria esclude che provvedimenti di allontanamento possano essere motivati da ragioni di ordine economico o di prevenzione generale. Nel caso specifico, inoltre, non si sono tenuti in debita considerazione i legami sociali e familiari dell’interessato con il territorio nazionale, derivanti dalla presenza in Italia della convivente e della loro figlia di anni tre. Per tali ragioni, il provvedimento di espulsione emanato dal Prefetto è illegittimo e deve essere annullato.
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Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia del 9 aprile 2009: il termine nazionalità non ha alcuna specifica denotazione sul piano del linguaggio giuridico e giuridicamente deve essere ritenuta equivalente alla nozione di cittadinanza, né si rammenta alcun precedente giurisprudenziale che autorizzi la distinzione proposta, atteso che nella giurisprudenza della S.C. l’uso dell’uno e dell’altro termine appare del tutto indifferente.
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Corte di Cassazione - Sentenza 10 dicembre 2008 - 9 gennaio 2009, n. 394: nel provvedimento di invito ad allontanarsi emesso dal Questore a seguito di espulsione prefettizia sussiste l'obbligo di motivazione che non può essere soddisfatto attraverso il mero richiamo al provvedimento prefettizio di espulsione perché diversi sono i presupposti dell’uno e dell’altro provvedimento e diverso ne è l’oggetto.
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Corte di Cassazione - Ordinanza del 29 gennaio - 4 luglio 2008, n. 18518: la spontanea presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di sessanta giorni dalla sua scadenza non consente l'espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale
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Corte di Cassazione - Sentenza 29 febbraio 2008 n 5714: su espulsioni cumulative o collettive
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Giudice di Pace di Treviso - verbale di udienza del 20 Febbraio 2008: in materia di accoglimento di ricorso contro espulsione a causa "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”, come ora previsto con il Decreto legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007
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Corte di Cassazione - Sentenza n. 1649/2007: l’immigrato senza permesso che chiede di essere messo in regola (nel caso in questione con la sanatoria 2002) non può essere espulso se la procedura non si è ancora conclusa
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Corte di Cassazione – Sentenza 11 maggio 2007 n. 10922: in tema di espulsione dello straniero non è configurabile un ulteriore limite derivante dal rispetto di un supposto principio di proporzionalità tra sanzione espulsiva ed interessi familiari dell'espellendo, dato che la materia è esaustivamente regolata dalla normativa vigente
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Cassazione civile - sentenza 9 gennaio - 20 marzo 2007, n. 6590: il possesso del visto Schengen da parte dell'extracomunitario presente nel territorio italiano lascia presumere, salvo specifica prova del suo ingresso clandestino o con falsificazione dei documenti, che lo straniero abbia fatto legittimo ingresso nello Stato, rimanendo peraltro aperto l'ulteriore problema della mancanza di un titolo di soggiorno
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FAMIGLIA E MINORI
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Corte di Cassazione Ordinanza del 28 febbraio 2013 n. 4984: "l'art. 29, comma primo ter del d.lgs n. 286 del 1998, che vieta il ricongiungimento familiare in favore di chi sia regolarmente coniugato con coniuge residente in Italia con altro coniuge, opera oggettivamente ogni qual volta possa verificarsi una situazione di poligamia, contrastante con il diritto familiare italiano. Risulta, conseguentemente, irrilevante che a formulare la domanda sia stato il figlio e non il coniuge, già soggiornante in Italia con altra moglie"
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Corte di Cassazione Ordinanza del 25 febbraio 2013 n. 4721: autorizzazione alla permanenza in Italia, ai sensi dell'art. 31, terzo comma, d.lgs n. 286 del 1998 - "il ricorso non merita accoglimento attesa la mancanza di deduzioni specifiche riguardanti il grave disagio psichico dei minori, non essendo sufficiente al riguardo la mera indicazione della necessità di entrambe le figure genitoriali"
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Tribunale di Reggio Emilia ordinanza del 9 febbraio 2013: diritto al permesso di soggiorno per motivi familiari il per transessuale straniero coniugato con cittadina italiana, quando il matrimonio è ancora legalmente valido per mancanza di rettifica anagrafica del sesso e vi è effettiva convivenza
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Tribunale di Milano Ordinanza del 4 - 14 Dicembre 2012: "sulla base degli elementi tutti emersi dall'istruttoria è da ritenersi provata la convivenza dei coniugi, sebbene nella forma attenuata che è compatibile con l'assistenza sociale di cui i coniugi attualmente stanno beneficiando a causa del proprio disagio economico"
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Tribunale di Genova Sentenza del 4 - 5 dicembre 2012: nel caso di richiesta del permesso di soggiorno nell'ipotesi di ricongiungimento familiare o coesione familiare a seguito di matrimonio con cittadina/o italiana/o, le norme in esame non prevedono l'applicabilità dell'automatismo pure dalle stesse stabilito, in linea generale, in presenza di condanne per i reati in esse contemplati, occorrendo invece, per il diniego, la formulazione di un giudizio di pericolosità sociale che conforti la valutazione che lo straniero rappresenta «una minaccia concreta e attuale per l'ordine pubblico o la sicurezza», tale da rendere recessiva la valutazione degli ulteriori elementi previsti dalle norme (si ringrazia l'Avv. Ballerini per la segnalazione)
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Corte di Cassazione Ordinanza del 26 settembre 2012 n. 16403: "nel rapporto tra figli maggiorenni, ormai allontanatisi dal nucleo di origine, e genitori, l'unità familiare perde la caratteristica di diritto inviolabile costituzionalmente garantito, aprendosi contestualmente margini che consentono al legislatore di bilanciare "l'interesse all'affetto" con altri interessi di rilievo"
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Tribunale di Genova Sentenza del 22 settembre 2012: la valutazione di pericolosità per l'ordine pubblico non può essere automaticamente presunta dalla legge, ma, deve essere oggetto di un accertamento concreto, allorché il permesso venga richiesto per motivi di famiglia (si ringrazia l'Avv. Ballerini per la segnalazione)
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Corte di Cassazione Ordinanza del 7 settembre 2012 n. 15025: "
la temporanea autorizzazione alla permanenza in Italia del familiare del minore, prevista dall'art. 31 del d.lgs. n. 286 del 1998 in presenza di gravi motivi connessi al suo sviluppo psico-fisico, non richiede necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, potendo comprendere qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obiettivamente grave"
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Tribunale di Reggio Emilia Sentenza dell'1 - 2 agosto 2012: separazione tra stranieri coniugati all'estero. Ai sensi dell’art. 14 delle legge 218/1995, il Giudice è gravato dell’obbligo di accertare d’ufficio la legge straniera eventualmente applicabile al rapporto in forza delle disposizioni di diritto internazionale privato (segnatamente, l’art. 31 L. 218/1995), e qualora la legge straniera non disciplini l’istituto della separazione personale tra coniugi, è possibile applicare la legislazione italiana
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Corte di Cassazione Sentenza del 18 aprile - 29 maggio 2012 n. 8598: "il problema degli effetti della separazione susseguente al ricongiungimento dei coniugi é risolto dalla norma di legge (il comma 5 dell’art. 30 integrato dall'art, 24 della legge 189 del 2002) con una scelta ragionevole e chiara di permanenza temporanea del permesso rilasciato onde consentire al ricongiunto di chiedere un permesso per lavoro in conversione"
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Corte di Cassazione Ordinanza del 19 aprile 2012 n. 6186: "la sopravvenienza della nuova previsione restrittiva di cui all'art. 19 c. 2 lett. C del T.U. indotta dalla entrata in vigore dell'art. 1 comma 22 lett. P della legge 94 del 2009 ha indiscutibile efficacia immediata in ordine alla verifica giurisdizionale della sussistenza del diritto al permesso per coesione familiare, non essendosi maturato, al di la della domanda (3.8.2009), alcun accertamento della situazione fonte del diritto ed essendo la nuova previsione (entrata in vigore il 9.8.2009) dei requisiti di insorgenza del diritto indiscutibilmente applicabile, da parte dell'Amministrazione ed in difetto di alcuna previsione di riserva intertemporale, a tutte le situazioni ancora in via di accertamento in sede amministrativa."
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Tribunale di Brescia Ordinanza dell'11 aprile 2012 n. 488: riconosciuta la natura discriminatoria dell’ordinanza del Sindaco di Chiari del 26 settembre 2011, con la quale veniva disposto il requisito del possesso del titolo di soggiorno (permesso di soggiorno o carta di soggiorno) ai fini della pubblicazione di matrimonio del cittadino straniero
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Tribunale Civile di Brindisi Decreto del 29 febbraio - 12 marzo 2012: nonostante la ricorrente, dopo avere ottenuto il nullaosta al ricongiungimento familiare, si fosse sottoposta con esito positivo all'esame del DNA al fine di confermare la relazione di parentela con il figlio minore, e avesse fornito tutti i documenti necessari a provare lo stato di filiazione, sottoposti ad investigazione, a legalizzazione, a traduzione e autenticazione a spese della stessa; avesse provveduto a sopportare anche il costo del test del DNA del padre biologico del figlio, ulteriore richiesta avanzata dal Consolato e assolutamente illegittima, la P.A. non provvedeva a rilasciare il richiesto visto
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Corte di Cassazione Ordinanza del 7 marzo 2012 n. 3566: dichiarato inammissibile il ricorso sul rilievo per il quale era stato evocato in giudizio il Questore di Roma, anche presso l'Avvocatura Generale dello Stato, in luogo dell'unico legittimato nel procedimento ex art. 30, comma 6 del T.U., ossia il Ministero dell'Interno
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Tribunale di Forlì Decreto del 23 - 27 febbraio 2012 n. 424: si afferma l’unità familiare come un diritto soggettivo a seguito del recepimento della Direttiva 2003/86/CE del 22.09.2003 da parte del D.Lgs. 5/2007 e si sottolinea l’obbligo di un’istruttoria in termini di attualità e concretezza che tenga conto di tutti i profili evidenziati dalla norma
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Tribunale per i Minorenni di Genova Sentenza del 28 dicembre 2011 depositata il 27 gennaio 2012 n. 231: "emerge la necessità che il nucleo familiare, radicato e inserito in Italia da molti anni, non venga gravemente turbato dall'allontanamento della figura paterna che ha dimostrato, attraverso un percorso di recupero e riabilitazione portato avanti, di aver superato le proprie problematiche e di esser diventato per i figli un indispensabile punto di riferimento materiale, educativo ed affettivo" (si ringrazia l'Avv. Ballerini per la segnalazione )
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Tribunale per i Minorenni di Catania Decreto del 14 - 23 dicembre 2011 n. 3338: art. 31 co. 3 TUI - "nel caso di specie, vanno senz'altro considerati sussistenti i "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico" del minore, il quale, come emergente dalla documentazione prodotta, oltre alla necessità di proseguire le cure già avviate presso l'ospedale Vittorio Emanuele di Catania, dove è stato ricoverato dal 28.09.2011 al 12.10.2011, a seguito di diagnostica TBC, risulta perfettamente inserito, sebbene in tenera età, nel contesto socio-ambientale in cui è nato, insieme ai genitori, i quali lavoravano come braccianti agricoli, attività che la madre del minore, proprio per la necessità di prendersi cura del figlio, ha momentaneamente sospeso"
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 7 ottobre 2011 n. 20719: limiti alla espulsione ed al favor per la concessione del p.d.s. per ragioni familiari di cui agli artt. 19 c. 2 lett. C del decr. legis. 286/98 e 28 c. 1 lett. B del dPR 394/99 (avendo infatti lo straniero goduto di p.d.s. perché convivente con la madre cittadina italiana): la Corte di Appello ha erroneamente posto le varie situazioni ostative (o di contro impositive della espulsione o dell’allontanamento) sullo stesso piano, in tal guisa valutando che i precedenti penali dello straniero, peraltro antecedenti al rilascio del p.d.s. del 2004, e la indebita frequentazione di persone 'poco raccomandabili', potessero giustificare il rigetto della istanza di rinnovo
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 23 settembre 2011 n. 14964: rilevanza giuridica alle manifestazioni di volontà del minore relativamente alle decisioni che riguardano la sua vita affettiva o relazionale, nella specie la volontà di instaurare e mantenere la convivenza con il parente straniero è stata manifestata non solo dal minore ma anche da entrambi i genitori e pertanto deve ritenersi integrata pienamente la fattispecie di cui all’art. 19, 2 comma lettera c) del d. lgs. n. 286 del 1998
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Tribunale di Treviso Sentenza del 9 maggio 2011 n. 185: rifiuto espresso dall'ufficiale dello stato civile avverso la richiesta di trascrizione di copia di atto di accertamento di sussistenza dei vincoli coniugali – il Tribunale in accoglimento del ricorso ordina all'ufficiale dello stato civile di procedere alla trascrizione dell'atto
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Tribunale di Piacenza Decreto del 5 maggio 2011: non aver potuto ottenere il nulla osta previsto dall'art. 116 c.c., poiché l'Algeria subordina il rilascio del documento di nulla osta allo “attestato di conversione all'Islam” proveniente dal nubendo non musulmano (e, nel caso in esame, il signor ... non intende aderire alla religione musulmana) non impedisce la richiesta di pubblicazioni e il successivo matrimonio civile
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Corte di Cassazione Sentenza del 3 febbraio 2011 n. 2647: può rimanere in Italia l’immigrato senza permesso di soggiorno che chiede di non essere rimpatriato per non compromettere il benessere psico-fisico del proprio figlio piccolo nato nel nostro Paese da una madre straniera ma residente regolarmente in Italia per ragioni di lavoro. L'articolo 31 TUI non postula necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, potendo comprendere qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obbiettivamente grave
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Corte di Cassazione Sentenza dell'11 gennaio 2011 n. 450: pari tutela ai familiari di vittime di incidenti stradali, siano essi italiani o immigrati che vivono nel luogo d'origine. I familiari di extracomunitari vittima di incidenti della strada nel nostro Paese devono, infatti, essere risarciti anche se vivono nel luogo d'origine.
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Corte di Cassazione, sentenza sentenza 14 gennaio 2010, depositata il 10 marzo 2010, n. 5856: ai fini dell'autorizzazione temporanea all'ingresso o alla permanenza del familiare straniero di minore soggiornante in Italia ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.lgs. 286/98, le condizioni di gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore previste dalla norma siano da escludersi qualora se ne invochi la sussistenza meramente in relazione alle ordinarie necessità di accompagnare l'integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come invece la natura peculiare della misura richiede.
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Tribunale di Firenze, Decreto del 23 ottobre 2009: illegittima la revoca del nulla osta al ricongiungimento familiare precedentemente rilasciato a favore del padre della ricorrente, motivato con riferimento alla circostanza che il genitore fosse già presente sul territorio nazionale. Il precario stato di salute dell’interessato ha costituito infatti una causa di incolpevole impossibilità di attuare il presupposto dell'assenza del territorio nazionale, per cui il provvedimento dell’amministrazione deve essere annullato.
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Corte d'Appello di Firenze, Ordinanza del 12 giugno 2009: il rilascio del visto è solo un’azione consequenziale al rilascio del nulla osta e la rappresentanza diplomatica non ha alcun potere discrezionale, e pertanto l’autorità consolare non ha alcuna discrezionalità circa la valutazione della sussistenza dei requisiti.
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Tribunale di Forlì, Decreto 8 Giugno 2009: in materia di ricongiungimenti familiari "allorquando il procedimento amministrativo consti di varie fasi distinte, ciascun atto della serie trova la sua disciplina, in mancanza di disposizioni particolari in senso diverso, nelle norme del tempo del suo venire in essere".
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Tribunale di Torino - Ordinanza del 29 maggio 2009: il d.lgs. 160/08, entrato in vigore il 5 novembre 2008, che ha modificato l'art. 29, comma 1, lett. d), del d.lgs. 286/98 nel senso di permettere allo straniero di richiedere il ricongiungimento con i genitori a carico solo ove questi non abbiano altri figli nel Paese di origine, non può incidere sui procedimenti di ricongiungimento familiare iniziati prima di tale data e ricadenti sotto la disciplina previgente, nel caso in cui lo Sportello Unico abbia già provveduto a rilasciare il nulla osta dandone comunicazione all'autorità consolare.
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Corte di Appello di Venezia, decreto del 22 aprile 2009, R.G. n. 112/2009:
un cittadino albanese coniuge di una cittadina rumena residente in Italia il diritto ha al rilascio della carta di soggiorno per famigliari di cittadini comunitari, anche se l’interessato ha fatto ingresso in Italia privo di visto di ingresso e non era legalmente soggiornante in Italia al momento della celebrazione del matrimonio.
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Corte di Cassazione - Sentenza 29 aprile - 14 novembre 2008, n. 27224: é ritenuto illegittimo il diniego di ingresso in Italia per ricongiungimento familiare del cittadino extracomunitario coniugato con cittadino/a italiana, per il solo fatto che abbia pendente nei suoi confronti un provvedimento di espulsione con la relativa segnalazione nell’area Schengen.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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Giudice di Pace di Treviso - verbale di udienza del 20 Febbraio 2008: in materia di accoglimento di ricorso contro espulsione a causa "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”, come ora previsto con il Decreto legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007
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Corte di Cassazione a Sezioni Unite - Sentenza 24 luglio 2007, n. 16301: il permesso di soggiorno emesso dal questore in conseguenza del provvedimento, con cui il tribunale dei minorenni autorizza un familiare extracomunitario del bambino a restare sul territorio italiano per soddisfare le esigenze primarie del piccolo, è un atto dovuto e non discrezionale. Ne deriva che la giurisdizione sulle relative controversie compete al giudice ordinario e non a quello amministrativo
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Corte di Cassazione Sentenza del 7 settembre 2011 n. 18384: accolto il ricorso proposto da cittadina italiana tendente ad ottenere il rilascio del visto di ingresso per ricongiungimento familiare in favore del fratello affetto da malattia cronica invalidante.
LAVORO
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Tribunale di Milano ordinanza depositata il 13 luglio 2011: discriminatorio il comportamento del Ministero dell’Interno che impedisce agli stranieri esclusi illegittimamente dalla procedura di emersione per effetto dell’applicazione dell’art. 14 c. 5 ter d.lgs. n. 286/98 di poter chiedere la riapertura del procedimento, rendendo così impossibile la fruizione della parità di trattamento spettante ai lavoratori regolari.
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Corte di Cassazione Sentenza del 21 Dicembre 2010 n. 25859: lo scambio di prestazioni di lavoro domestico, rese da una straniera estranea alla famiglia, contro vitto, alloggio e retribuzione pecuniaria sia pur modesta, dà luogo a rapporto di lavoro subordinato, ove non risultino tutti gli elementi del rapporto cosiddetto alla pari, richiesti dalla legge 18 maggio 1973, n. 304
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Tribunale di Biella, Ordinanza del 23 luglio 2010 n. 345: discriminatoria la decisione dell'Azienda Sanitaria, che aveva negato la partecipazione ad un concorso pubblico per collaboratori sanitari ad una candidata in quanto priva della cittadinanza italiana o di un altro Paese dell'Unione europea, in quanto in contrasto con il principio di parità di trattamento in materia di occupazione tra lavoratori migranti e lavoratori nazionali imposto dalla legge di ratifica della Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 143/1975
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Corte di Cassazione, sentenza del 26 marzo 2010 n. 7380: l'obbligo contributivo è una conseguenza automatica dell'obbligo retribuitivo che sussiste anche quanto lo straniero impiegato è irregolarmente presente sul territorio nazionale. Questo in virtù della lettura congiunta dell'art. 2126 del c.c. unitamente all'art. 22 del d.lgs. n. 286/98. Il fatto che il datore di lavoro sia stato già sanzionato penalmente per l'impiego di manodopera irregolare con la somministrazione di un'ammenda è ininfluente
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Tribunale di Brescia, sez. lavoro, Ordinanza del 25 settembre 2009: discriminatorio e, dunque, illegittimo il licenziamento operato nei confronti della badante straniera dal datore di lavoro non intenzionato a regolarizzarla in base all'art. 1 ter della legge n. 102/09. Il licenziamento va dunque annullato e la lavoratrice deve essere reintegrata nel posto di lavoro.
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Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, Sent. n. 24278 del 29 settembre 2008: il beneficio dell’assegno familiare per i nuclei famigliari numerosi ed in condizioni di disagio economico non può essere riconosciuto ai lavoratori tunisini in base al principio di parità di trattamento in materia di sicurezza sociale contenuto negli accordi di associazione euro mediterranei tra CE e Tunisia in quanto costituisce una misura di assistenza sociale.
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Corte di Cassazione Sentenza 7 maggio - 7 agosto 2008 n. 21365: é presumibile che chi dà una mano con le faccende di casa sia un lavoratore dipendente, e quindi gli vanno riconosciuti stipendio e contributi. Per dimostrare che lo fa gratuitamente, per motivi affettivi simili a quelli che legano dei familiari, ci vogliono “prove rigorose”.
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Tribunale di Padova, sentenza del 19 ottobre 2007 n. 737: il rapporto di lavoro del lavoratore non comunitario "clandestino" o irregolare, vale a dire non munito del permesso di soggiorno, non comporta la soppressione dei diritti patrimoniali maturati in conseguenza dello svolgimento della prestazione lavorativa
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LAVORO IN PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
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Tribunale Civile di Milano Ordinanza dell'11 gennaio 2010 n. 9083: è discriminatoria la norma di cui al D.M. n. 56/2009 che riserva l'accesso alle graduatorie per i lettori di lingua straniera ai soli cittadini italiani o dei Paesi membri dell'Unione europea, con una possibilità limitata e residuale per i cittadini di altri Paesi qualora debba essere insegnata una lingua che sia ufficiale esclusivamente in Paesi non comunitari e ove non siano reperibili candidati in possesso della cittadinanza comunitaria.
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Tribunale di Parma Ordinanza del 13 Maggio 2009: il requisito della cittadinanza é irragionevole e discriminatorio ai fini dell’accesso al lavoro allorché si tratti di attività semplici realizzate dal p.a. nei suoi momenti meramente operativi; il requisito della cittadinanza può essere invece validamente richiesto solo in quanto riferito allo svolgimento di attività comportanti l’esercizio di pubblici poteri o di funzioni di interesse nazionale
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SOGGIORNO
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Tribunale di Roma, Ordinanza del 18 novembre 2011: accolto il ricorso di un cittadino egiziano transessuale contro la decisione del Questore di Milano che gli negava, nonostante il positivo parere della competente Commissione territoriale, il permesso di soggiorno per motivi umanitari.
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Corte di Cassazione Ordinanza dell'8 settembre 2011 n. 18480: "ai fini della conversione del permesso di soggiorno per ragioni di lavoro in permesso di soggiorno per motivi familiari, il requisito della regolare permanenza in Italia da almeno un anno non implica necessariamente io svolgimento continuativo dell'attività di lavoro nell'ambito di un unico rapporto a tempo indeterminato"
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Corte di Cassazione Sentenza dell'11 gennaio 2011 n. 450:
pari tutela ai familiari di vittime di incidenti stradali, siano essi italiani o immigrati che vivono nel luogo d'origine. I familiari di extracomunitari vittima di incidenti della strada nel nostro Paese devono, infatti, essere risarciti anche se vivono nel luogo d'origine.
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Corte di Cassazione, sentenza sentenza 14 gennaio 2010, depositata il 10 marzo 2010, n. 5856: ai fini dell'autorizzazione temporanea all'ingresso o alla permanenza del familiare straniero di minore soggiornante in Italia ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.lgs. 286/98, le condizioni di gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore previste dalla norma siano da escludersi qualora se ne invochi la sussistenza meramente in relazione alle ordinarie necessità di accompagnare l'integrazione ed il processo educativo, formativo e scolastico del minore, non trattandosi di esigenze caratterizzate dalla temporaneità, come invece la natura peculiare della misura richiede.
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Corte di Appello di Venezia, decreto del 22 aprile 2009, R.G. n. 112/2009: un cittadino albanese coniuge di una cittadina rumena residente in Italia il diritto ha al rilascio della carta di soggiorno per famigliari di cittadini comunitari, anche se l’interessato ha fatto ingresso in Italia privo di visto di ingresso e non era legalmente soggiornante in Italia al momento della celebrazione del matrimonio.
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Corte di Cassazione - Ordinanza del 29 gennaio - 4 luglio 2008, n. 18518: la spontanea presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di sessanta giorni dalla sua scadenza non consente l'espulsione automatica dello straniero, la quale può essere disposta solo se la domanda sia stata respinta per la mancanza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti richiesti dalla legge per il soggiorno dello straniero sul territorio nazionale
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Cassazione civile - sentenza 9 gennaio - 20 marzo 2007, n. 6590: il possesso del visto Schengen da parte dell'extracomunitario presente nel territorio italiano lascia presumere, salvo specifica prova del suo ingresso clandestino o con falsificazione dei documenti, che lo straniero abbia fatto legittimo ingresso nello Stato, rimanendo peraltro aperto l'ulteriore problema della mancanza di un titolo di soggiorno
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