In questa sezione le principali pronunce dei Giudici di Pace, Tribunali e Cassazione in materia penale, suddivise in base alle principali tematiche prese in esame e in ordine cronologico. Per aprire e leggere l'intero documento basta cliccare sul titolo del provvedimento.
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Corte di Cassazione Sentenza del 14 marzo 2013 n. 12004: non sussiste incompatibilità tra il decreto di espulsione amministrativa, emesso nei confronti di un cittadino di paese terzo, a norma dell'art. 13 d.lgs. 25/07/1998, n. 286, e successive modifiche, rimasto ineseguito con accertata permanenza del suo destinatario sul territorio nazionale, e la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune dì dimora, adottata nei confronti dello stesso straniero, siccome persona ritenuta pericolosa
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Corte di Cassazione Sentenza del 18 febbraio 2013 n. 7912: il matrimonio con una cittadina italiana, contratto dall'H. in Albania il 7 settembre 2009, dopo la terza espulsione dal territorio nazionale, non giustifica il suo rientro in Italia senza alcuna autorizzazione nell'anno successivo, essendo necessario l'ulteriore presupposto della convivenza con il coniuge, come si ricava dal sistema e dall'esigenza di evitare matrimoni solo formali, strumentali ad ottenere il permesso di soggiorno
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Corte di Cassazione Sentenza del 17 dicembre 2012 - 8 gennaio 2013 n. 480: “non risponde del reato previsto dall’articolo 650 (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità) del codice penale lo straniero che non ottemperi all’invito a presentarsi presso un ufficio di Ps ai fini dell’espulsione dal territorio nazionale, in quanto l’ordine di allontanamento del questore e la relativa sequenza procedimentale stabilita dal Dlgs 286/1998, articolo 14 non possono essere validamente surrogati da altri atti”.
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Tribunale di Bari Sentenza del 12 aprile - 25 giugno 2012 n. 830: il reingresso in Italia senza autorizzazione speciale dell'espulso dopo 5 anni dal provvedimento di allontanamento non è più previsto dalla legge come reato, vista la diretta efficacia nell’ordinamento interno italiano della Direttiva Comunitaria in materia di immigrazione n. 115/2008
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Corte di Cassazione Sentenza del 29 febbraio - 30 maggio 2012 n. 20880: esclusa la perseguibilità penale per chi “favorisce” l’ingresso illegale degli stranieri nel territorio dello Stato ma non per chi lo “procura”
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Corte di Cassazione sentenza del 13 marzo - 2 aprile 2012 n. 12220: il rientro in Italia senza autorizzazione, trascorsi 5 anni, non è più previsto dalla legge come reato Divieto di ingresso non supera i cinque anni per diretta efficacia nell'ordinamento interno italiano della Direttiva Comunitaria in materia di immigrazione n. 115/2008
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 23 marzo 2012 n. 11508: dopo la L. 94/2009 per l'integrazione dell'illecito penale non è più sufficiente l'omessa esibizione del (solo) passaporto o del (solo) permesso di soggiorno, ma è richiesto che sia l'uno sia l'altro documento non siano mostrati, senza giustificato motivo, all'autorità richiedente, e questo postula la presenza regolare dello straniero in Italia, non essendo esigibile la cumulativa esibizione dei documenti suddetti da parte dello straniero clandestino
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Corte di Cassazione Sentenza del 27 ottobre 2011, depositata il 13 gennaio 2012, n. 977: aggravante della clandestinità - attribuita al giudice dell’esecuzione il potere di dichiarare la non eseguibilità della parte di pena riferibile all’aggravante costituzionalmente illegittima
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 10 gennaio 2012 n. 251: il reato di cui all’art. 600 cod. pen è adeguatamente integrato dall’approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica e non richiede la totale eliminazione della libertà di autodeterminazione del soggetto passivo. Quest’ultimo requisito era nella specie ravvisabile nella posizione di lavoratori extracomunitari indigenti e pertanto costretti ad accettare condizioni di lavoro di sfruttamento in mancanza di legittime alternative di vita
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 21 dicembre 2011 n. 47761: il reato di favoreggiamento aggravato sussiste ogni volta che si compiano azioni per favorire l'ingresso nel territorio di cittadini extracomunitari anche mediante quelle condotte immediatamente successive intese a garantire il buon esito dell'operazione
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 2 novembre 2011 n. 39550: non è possibile procedere al sequestro dell’immobile se il canone di locazione è ragionevole
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Tribunale di Siracusa Sentenza del 24 ottobre 2011: la sanzione penale ex art. 14 co 5 ter d.lgs 286/1998 relativa alla mancata ottemperanza all'ordine di allontanamento contrasta con la ratio e le finalità Direttiva 2008/115/CE ed è pertanto incompatibile con essa, per cui si assolve ***** dal reato ascrittogli, perché il fatto ora non è previsto dalla legge come reato
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 18 ottobre 2011 n. 37703: ai fini della configurabilità del reato di assunzione di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno va tenuto presente che il D.L. n. 42 del 2008 ha trasformato tale reato da colposo in doloso. E questa stessa Sezione della Corte ha precisato che il principio, ai sensi dell'art. 2, comma secondo, cod. pen., deve considerarsi valido anche in riferimento ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della menzionata modifica legislativa
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Tribunale di Pisa Sentenza depositata in data 11 ottobre 2011:
si revoca la sentenza di applicazione pena n. ****/2010 limitatamente al reato di cui all'art. 14 comma 5-ter D. Lgs 286/1998, accertato in Pisa il 13.6.2010, non essendo il fatto più previsto dalla legge come reato.
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Corte di Cassazione Sentenza depositata il 10 ottobre 2011 n. 36446: la nuova formulazione del D.Lgs. n. 286/1998, art. 14, co. 5-ter, non si pone in continuità normativa con la precedente disposizione - da luogo invece ad una nuova incriminazione, applicabile in quanto tale solo ai fatti verificatisi dopo l'entrata in vigore della normativa sopra citata
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Corte di Cassazione Sentenza del 1 settembre 2011 n. 32981: affinché possano essere utilizzate le dichiarazioni rese dai lavoratori clandestini in nero contro il proprio datore di lavoro, gli stessi devono essere reperibili.
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Corte di Cassazione Sentenza 18 aprile - 10 agosto 2011: "la misura cautelare applicata al ricorrente è stata disposta in relazione al reato di cui all'art. 14 comma 5 quater g. lgs/1998 e al momento della presente decisione risulta pendente dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione una questione di pregiudizialità relativa al possibile contrasto con la Direttiva 2008/115/CE con la norma incriminatrice di cui trattasi che ove accolta, potrebbe comportare la non previsione come reato del fatto contestato in via cautelare al ricorrente, sicchè si impone l'annullamento dell'ordinanza impugnata affinchè il giudice del merito proceda ad un nuovo esame dell'appello anche alla luce della considerazione che precede"
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Tribunale di Roma Ordinanza del 25 luglio 2011: nuova normativa espulsioni - revoca della condanna (art 14, co 5 ter) precedente il 24/12/2010 - si é ritenuto applicabile la norma comunitariain virtù del generale principio stabilito dall’art. 2 comma 2 c.p. (“nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato”) in quanto più favorevole.
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Corte di Cassazione Sentenza del 27 giugno 2011 n. 25615: qualora in un'azienda venga accertata l'assunzione di lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno, la responsabilità penale che ne consegue è riconducibile alla figura dell'amministratore unico anche se ad occuparsi delle assunzioni è stato, per specifico incarico, un dipendente.
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Tribunale di Milano Sentenza del 3 aprile - 19 maggio 2011 n. 5082:
“per la sussistenza del reato previsto dall'art. 12, comma quinto bis, D.Lgs n. 286/1998, come novellato del D.L. n. 92 del 2008 convertito con modifiche dalla L. 125 del 2008, è richiesto il fine di trarre un ingiusto profitto dalla locazione di ul alloggio ad uno straniero privo di titolo di soggiorno, che può essere desunto da condizioni contrattuali comunque gravose rispetto ai valori di mercato”
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Corte di Cassazione Sentenza del 30 dicembre 2010 n. 45667: la nozione di “residenza” che viene in considerazione per la applicazione dei regimi di consegna previsti dalla Legge n. 69 del 2005 presuppone l’esistenza di un radicamenti reale e non estemporaneo dello straniero nello stato, tra cui indici concorrenti vanno indicati la legalità della sua presenza in Italia, l’apprezzabile continuità temporale e stabilità della stessa, la distanza temporale tra quest’ultima e la commissione del reato e la condanna conseguita all’estero
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Cassazione sentenza dell'8 luglio 2010 n. 259900: per il reato di assunzione di clandestino basta il dolo generico. La norma non prevede neppure che il soggetto attivo persegua finalità di ingiusto profitto e solamente la regolare presenza in Italia dello straniero, che è onere del datore di lavoro verificare indipendentemente dalle asserzioni e aspettative di colui al quale viene data occupazione ( esclude la sussistenza del reato contravvenzionale di cui si tratta
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Cassazione penale Sentenza del 2 Febbraio 2010 n. 4406: la circostanza aggravante di cui all'art. 61, n. 11 bis c.p. ha una natura esclusivamente soggettiva, riguardante la condizione personale del reo, quale persona illegalemente presente sul territorio nazionale, senza che abbia rilevanza se vi sia un nesso o meno tra il reato e lo stato di illegale presenza dell'agente al tempo in cui si è commesso il reato.
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Cassazione penale Sentenza 10 dicembre 2008 - 9 gennaio 2009 n. 394: L'ordine di lasciare il territorio nazionale, entro il termine di cinque giorni, emesso dalla Questura ai sensi del comma 5-bis dell'art. 14 D.Lgs. n. 286/1998 a seguito di decreto di espulsione, deve essere adeguatamente, benchè succintamente, motivato. Diversamente non sussiste il reato previsto e punito dal successivo comma 5-ter, per essersi lo straniero trattenuto sul territorio dello Stato in violazione di suddetto ordine.
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Cassazione penale - Sentenza 5 Agosto - 11 settembre 2008 n. 35112: l'art. 22, comma 10, T.U. Immigrazione (il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno), si riferisce a qualsiasi attività di lavoro svolto alle dipendenze, anche quello a termine, giornaliero e pure occasionale, purchè vi sia concreta occupazione lavorativa come rapporto subordinato.
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Cassazione penale - Sentenza del 25 luglio 2008 n. 31377: l'espulsione disposta nei confronti del condannato è una misura di sicurezza e non una misura alternativa alla detenzione per cui i suoi presupposti sono l'attualità del giudizio di pericolosità, già effettuato al momento della sua applicazione con la sentenza di condanna.
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Cassazione penale - Sentenza del 31 gennaio 2008 n. 6398 : definisce il favoreggiamento dell'immigrazione come “reato di pericolo", a nulla rilevando né la durata di tale ingresso, né la destinazione finale del trasferimento".
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Cassazione penale - Sentenza del 18 gennaio 2008 n. 2907: costituisce giustificato motivo della mancata ottemperanza dell’ordine di espulsione di un immigrato extracomunitario, l’appartenenza ad uno stato nazionale nel quale la condizione personale dell’immigrato omosessuale è penalmente sanzionata. Tale esimente, però, non può essere ricavanta in via automatica, ma richiede un accertamento in concreto, in particolare valutando se la legislazione penale del paese d’origine sanzioni penalmente proprio l'omosessualità come pratica personale o soltanto la manifestazione esteriore di "impudicizia sessuale"
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Cassazione penale, Sezioni Unite, sentenza 27 settembre 2007 – 16 gennaio 2008 n 2451: anche se la Romania è entrata a far parte dell’Unione Europea con la conseguenza che i rumeni non sono più stranieri, non è possibile estendere il principio di retroattività della legge favorevole anche in questo caso: le norme modificatrici dello status dei cittadini rumeni “non possono considerarsi integratrici della norma penale, né possono operare retroattivamente”.
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Cassazione penale - sentenza 18 maggio-14 giugno 2006 n. 20374: il Questore non può emanare più di un decreto di espulsione nei confronti degli immigrati clandestini, e ciò al fine di evitare che gli immigrati, che non abbiano ottemperato ad un precedente ordine di allontanamento dal territorio italiano, siano processati e condannati più volte per lo stesso reato.
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Tribunale di Rovigo - Sezione distaccata di Adria Ordinanza del 15 luglio 2011: reato di ingresso e soggiorno irregolare nel territorio dello Stato - palese contrasto con le finalità e gli scopi della direttiva 2008/115/CE – rinvio alla Corte di giustizia